.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 64 ospiti collegati
.: Discussione: Una mobilitazione per la liberta' di associazione

Opzioni visualizzazione messaggi

Seleziona la visualizzazione dei messaggi che preferisci e premi "Aggiorna visualizzazione" per attivare i cambiamenti.
:Info Utente:

Alessandro Rizzo

:Info Messaggio:
Punteggio: 0
Num.Votanti: 0
Quanto condividi questo messaggio?





Inserito da Alessandro Rizzo il 14 Nov 2007 - 11:02
Discussione precedente · Discussione successiva
Una mobilitazione per la libertà di associazione.
Perché la storia dell'associazionismo è lunga e profondamente intrecciata a quella di questa città; perché, come tanti prima di noi, crediamo che la partecipazione attiva e la democrazia diretta, i principi fondamentali della libera associazione tra individui, possano restituire alla dimensione collettiva un senso che si va sempre più smarrendo; perchè è così che vogliamo contribuire alla costruzione di un nuovo senso di comunità, più consapevole sui propri diritti, più attento alla dimensione della socialità diffusa e dell'agire collettivo, più vicino infine alle esigenze dei singoli territori. Ci siamo associati, e abbiamo costruito i nostri Circoli, perché riteniamo che i bisogni di socialità e di aggregazione non possano e non debbano trovare risposte unicamente presso realtà animate da logiche di profitto.
L'assenza di uno scopo di lucro, e soprattutto il sostegno di migliaia di soci, volontari e militanti, permette alle nostre associazioni di offrire quotidianamente una moltitudine di eventi gratuiti o a prezzi ultra-popolari: mostre, concerti, proiezioni, spettacoli teatrali, corsi e seminari di ogni disciplina, momenti di confronto e di dibattito.
A differenza dei locali orientati al profitto, i palchi dei nostri circoli rappresentano spesso un'opportunità di visibilità per giovani artisti ignorati dal mercato. All'interno dei nostri spazi, dove non vige l'obbligo di consumazione, cittadini di tutte le età trovano ogni giorno occasioni di aggregazione, anche in periodi considerati perdenti dagli esercizi commerciali e dalle stesse istituzioni. L'agosto milanese, senza la programmazione ostinata dei circoli Arci e delle realtà autogestite, sarebbe un deserto; per alcuni quartieri periferici i nostri circoli sono dei veri e propri “presidi”, isole di socialità accessibili anche per i soggetti più marginali o svantaggiati.
Nonostante tutto ciò da un paio d'anni a questa parte le attività dei nostri circoli, piuttosto che essere promosse dalle istituzioni, sono ostacolate da un numero impressionante di ispezioni della polizia locale, alle quali puntualmente seguono multe e ingiunzioni di chiusura temporanea; alla frequenza di tali visite infatti si aggiunge una precisa volontà punitiva, in molti casi espressa esplicitamente dagli stessi accertatori, spesso con un atteggiamento arrogante e inutilmente minaccioso. Non di rado l'accusa, insinuata o formulata apertamente, è quella di non essere vere associazioni ma esercizi commerciali mascherati da circoli; il consiglio conseguente è, in parole povere: se non volete problemi diventate locali pubblici.
Non riteniamo di dover prendere da nessuno lezioni di associazionismo, democrazia e partecipazione: la natura associativa dei nostri circoli è ampiamente dimostrata dalle nostre attività e la mancanza del fine di lucro è verificabile consultando i nostri bilanci, che sono pubblici e sottoposti al voto dei soci. Ma a queste semplici verifiche si preferisce, pur di colpire, attaccarsi ai cavilli. E per quanti sforzi si facciano perché tutto sia in regola, se l'obbiettivo è colpire, un pretesto si trova sempre.
Naturalmente non chiediamo di essere esentati dai controlli, né di ottenere deroghe alle leggi che regolano la vita delle associazioni, che riteniamo doveroso continuare a rispettare. Ma chiediamo alle istituzioni, se ritengono che i nostri circoli possano rappresentare un valore per questa città, di far cessare questa assurda persecuzione perché, sia chiaro, non abbiamo nessuna intenzione di abbandonare la via dell'associazionismo.
Nei giorni 13, 14 e 15 novembre il Circolo Arci Scighera, che raccoglie oltre 6000 soci, dovrà scontare 3 giorni di chiusura in seguito all'ennesimo accertamento. Sarà l'occasione per una mobilitazione generale dei circoli di Milano e provincia, per richiamare l'attenzione di tutti i cittadini su quella che sta assumendo i contorni di una preoccupante limitazione della libertà di associazione, di autogestione, di auto-organizzazione.
per aderire circoli.mi@arci.it