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.: Discussione: Il ruolo della bicicletta nelle politiche della mobilità e dell'ambiente urbano

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Marco Morandi

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Inserito da Marco Morandi il 16 Apr 2007 - 18:41
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trasmetto una proposta elaborata da un mio conoscente e finita nel nulla per una risposta comica di De Corato (vedi la nota)

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Ci sarebbero diverse soluzioni per migliorare la situazione, ma il discorso sarebbe lungo.

Quello che vorrei segnalare sarebbe un progetto di ampio respiro che (una volta tanto) potrebbe essere ottenuto con pochissimi soldi. Si tratta di congiungere il centro storico con il parco Lambro. Passando per città studi.

Le linee che mi propongo sono:

1-favorire gli studenti che arrivano a Piola/Lambrate in metro o ferrovia

2-in modo che possano andare in bicicletta all’interno di città Studi (architettura, politecnico, mensa, istituti medici e didattici) dalle stazioni del metro/treno e da uno di questi posti all'altro.

3-collegare quest'area sia con il parco Lambro che con la sede universitaria in centro.

4-collegare quest'area con il castello/Sempione e con le ferrovie Nord.

5-colelgare città studi con il parco Forlanini e poi con la pista di via Mecenate

(questo passando magari per una modifica della normativa per il trasporto delle bici in metro' e accompagnando i provvedimenti sulla pubblicizzazione della possibilità di trasporto delle bici sui treni (mi risulta siano moltissimi soprattutto gli interregionali).

sembra un obiettivo ambizioso ma è molto meno difficile di quello che sembra...

cordiali saluti

Lorenzo Fratti web@serenoeditore.com


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I grandi viali di Città Studi si prestano semplicemente con una riga dipinta per terra a degli spostamenti da un istituto all'altro e (attraverso via Strambio o meglio via Mangiagalli) raggiungere il marciapiede est di via Valvassori Peroni, che potrebbe essere percorso dal suo inizio a Sud (compresa la parte sterrata) fino a Lambrate.

Occorrerebbe solo una variante nella zona Nord della via, in cui sarebbe opportuno deviare la pista contro il percorso della ferrovia a livello di via Bassini.

Aggiunta: dal fondo di via Valvassori Peroni si potrebbe studiare un percorso che consenta il sottopassaggio di via Amedeo (eliminando gli stupidissimi angoli del sottopassagio, mi piacerebbe conoscere il genio che li ha progettati) e riallacciando il percorso con Lambrate da una parte (passando per l’istituto turistico e l’ufficio delle entrate) e dall’altro collegando questa pista immaginaria lungo via Valvassori Peroni con la pista che c’è sul cavalcavia Buccari, facendo arrivare quest’ultima al parco Forlanini e da qui alla pista preesistente di via Mecenate. Si tratta di pochi aggiustamenti e della solita riga per terra in vie poco trafficate da auto e pedoni e attraverso il parco.


Torniamo a Lambrate, raggiunta dalla pista ipotetica di via Peroni. Con poche sistemazioni e ancora una riga per terra si potrebbe far proseguire la pista sui marciapiedi o nel controviale di via Rombon e poi attraverso via Rolle farla arrivare al parco Lambro (e se si vuole a Segrate).

Il percorso interno a città studi rasenta la banalità: righe dipinte per terra sui grandi viali.

**

Naturalmente è un po' piu' complesso il discorso verso il centro, ma si potrebbe studiare un percorso che si avvale di via Juvara per arrivare in via regina Giovanna, con alternative sopra e sotto questo viale fino a corso Buenos Aires. Qui ci sono un paio di soluzioni per arrivare ai bastioni (recentemente rimessi a posto e incomprensibilmente senza pista) mediante i quali si raggiunge facilmente via Manin che è attrezzabile con la solita banale striscia dipinta sul marciapiede fino a Turati, ovvero in via Manzoni. Non è poco esssere arrivati fin qui, ma via Manzoni è impercorribile, allora si puo' deviare in via Giardini e raggiungere l’isola pedonale tra il duomo e il Castello nel punto in cui è percorribile dalle bici. Davanti al Castello si puo’ ipotizzare il collegamento con le Nord, con quel che comporta il collegamento con l’hinterland.


Si potrebbe studiare il collegamento all'Università mediante un percorso un po' piu' complesso che tocchi la Besana e via S Barnaba, dove purtroppo non bastano le righe per terra ma serve qualche aggiustamento.

Un'altra direttrice è quella che potrebbe collegare queste zone con il Castello e le Ferrovie Nord. Non è difficile: passati i bastioni si tratta di attrezzare la circonvallazione dei Bastioni fino a via Crispi usando i controviali poco o per nulla utilizzati, e a volte interrotti, fino a ricollegarsi alla pista esistente di viale elvezia o giu' di li'.



NOTA IMPORTANTE=Un problema a parte è costituito dal mantenimento della pervietà delle piste. Io rinuncio a percorrere alcune pista che ci sono oggi per dei comportamenti pericolosi dei passanti non ciclisti. Si pensi alla tipica passeggiata col cane in cui il padrone sta da una parte e il cane dall'altra, e in cui all'ultimo momento si vede il guinzaglio che puo' essere una trappola micidiale per i ciclisti. O all'uso di portare sulle piste ciclabili le carrozzelle, che magari sbucano da dietro una siepe all'ultimo minuto. Senza contare le auto che sistematicamente ostruiscono gli accessi alle piste stesse, o che ci posteggiano sistematicamente vedi piazza Piola).

Questo aspetto è di capitale importanza percheè è inutile spendere tempo, soldi ed energie per formar episte ciclabili inutilizzabili.

Anche qui non mancano idee che non solo non costano ma che potrebbero risultare in attivo.

NOTA CURIOSA= alcuni anni fa lessi sul Corriere che Albertini proponeva la sua email personale per qualunque problema. Colsi la palla al balzo e proposi questa cosa. Mi fu gentilmente risposto (come prassi in questi casi) che la proposta veniva passata a chi di competenza, ovvero de Corato, con sollecitazione alla risposta. Mi arrivò una risposta al limite del comico, in cui si diceva tra l'altro che le moto in centro danno fastidio (cosa c'entra con le piste ciclabili?) ovvero una risposta surrealista. Non ho mancato di pubblicare questa vicenda tragicomica su una rivista a cui collaboro.

CONCLUSIONE=Naturalmente capisco che le cose esposte sono un po' generiche, ma anche lei capirà che delle proposte piu' articolate sono piu' impegnative non so se val la pena di farle per scritto.

Con i migliori saluti

Lorenzo

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In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 13 Gen 2006 - 16:53
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