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.: Discussione: La categoria della moderazione

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Elisabetta Pellarin

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Inserito da Elisabetta Pellarin il 26 Dic 2005 - 10:29
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sono in disaccordo sulla definizione della categoria della moderazione per come appare nel discorso di Fo alla città.

 

vi sarei grata se poteste fargli arrivare questa mia.

Caro Dario,

innanzitutto: io non sono [....ancora, chissà mai ... :-)  ...] un Nobel e non sono una smoderata.

Quindi parto gravata da pesanti penalità, rispetto a quelli che indichi come punti di forza per fare la storia della città.
Ti chiedo: il valore opposto della smoderazione è la moderazione?
E in aggiunta: che cosa è veramente “moderato” o invece“smoderato”?

Allora provo a dirti la mia:

chi è forte con i deboli e debole con i forti è un uomo senza midollo, una vergogna, un probabilmente corrotto, un venduto, un estremista del Male (politico): altro che moderato.
Chi finge di risolvere i problemi senza affrontarli è un infingardo, un cultore del pensiero debole: altro che moderato
Chi chiude gli occhi sulle speculazioni edilizie è perché li ha invece ben aperti sul panorama delle proprie tasche e degli amici potenti da accontentare: altro che moderato.
Chi caccia gli inquilini dalle case del centro, e le rivende ai magnati della speculazione, è un amministratore senza lungimiranza, uno sciocco senza rimedio, un amante degli affari estremi e delle bolle (immobiliari) da Guinness: altro che moderato.
Chi trasforma in un ghetto le periferie è attore e portavoce delle politche destre più estreme, esecrabili e pericolose: non è un moderato.
Chi accetta una scuola per i ricchi e una per i poveri è un ignorante, un analfabeta della storia e della politica, e come lo zero “in condotta politica” che si merita, fattore di annullamento di ogni forza, di ogni progetto, di ogni cambiamento possibile.....non è un moderato.
Chi lascia intristire la città, e applaude ai grattacieli è un cretino senza rimedio, e, come tu ben saprai, il cretinismo non è un indice di moderazione.

Chi temerà di dispiacere ai cittadini che contano sarà un vanesio e un insicuro, un soggetto con debole psiche: altro che un moderato.
Chi non concederà la parola a quelli che non hanno voce sarà un dittatore, e, come tale, non è un moderato.
Chi non cambierà mai nulla è un uomo senza futuro, forse senza un passato, non è nulla, è proprio un niente: e come tale non è un moderato.
Chi non risolverà il problema dell’inquinamento di Milano, non salverà i polmoni da settantenni dei bambini di 5 anni è l’Everest dell’irresponsabilità, e, come tale, non è un moderato.
Chi non ci libererà dal traffico, dal milione di automobili spernacchianti che hanno trasformato la città in una camera a gas sarà il corresponsabile omicida di una quantità di evitabili morti innocenti: non è un moderato.

Chi invece continua più a protestare attenzione che dar voce ai suoi concreti programmi, chi gioca (to play) sulla politica spettacolo e sullo spettacolo della politica, che è come dire - per la proprietà commutativa - che cambia l’ordine degli addendi ma non il loro triste risultato, non è certo un moderato, ma, più probabilmente, una persona di cui io non condivido il progetto e il senso di responsabilità che mostra, e che a questo punto certamente non voterò.

Elisabetta Pellarin

(che ti era seduta accanto alla “Morte accidentale di un anarchico” all'Elfo, e che si è congratulata con te alla fine dello spettacolo per il tuo eccezionale senso del teatro, e la tua capacità assolutamente shakesperiana di trarre dramma, commedia e tragedia dal politico quotidiano)