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.: Discussione: Il punto su Quarto Oggiaro

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Francesco Bonacci

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Inserito da Francesco Bonacci il 18 Ott 2007 - 16:32
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Quarto Oggiaro: problemi vecchi e nuovi, interventi sbagliati e solite lacune.
Su Quarto si son spesi ultimamente molti soldi molto male. Una grande occasione persa, per troppe dimenticanze, troppa supponenza, troppa incompetenza, troppa arroganza.

I soldi dei fondi Urban II scialacquati per far autorimesse interrate per i vigili urbani, ripavimentazione bicolor dei posti auto, restyling superfluo del Vivaio, piste ciclabili mai percorse ne’ più percorribili (per parcheggi selvaggi e dissesti), realizzazione di una cosiddetta piazza di fronte alla piscina che altro non è che un cul de sac di piastrellatura cementizia triste ed inutile; utili sì i dossi dissuasori, ma perchè escludere proprio gli incroci più pericolosi, in via Pascarella, o le piste da corsa di via Graf e Concilio?

Che dire del mega- parcheggio a pagamento di fronte alla Stazione Nord, rimasto ovviamente desolatamente vuoto visto che il parcheggio libero gratuito fuori non manca?

Per non parlare di quella truffa dell’ex Gronda Nord, oggi Strada interquartiere.

Di una concezione urbanistica vecchia di sessant’anni, cantierata ora nel tratto di Quarto spacciando su cartelli e depliant l'intervento come principalmente volto alla realizzazione di parchi e piste ciclabili, tacendo dell’assurdo incuneamento di tutto il traffico veicolare alla faccia delle sbandierate politiche antinquinamento, in fregio alle case di Concilio senza una barriera antirumore, aggirando l’obbligo di Valutazione d’impatto ambientale con un raggiro formale (parcellizzazione in più tratti).

Nel migliore dei casi ora si realizzerà una “gronda lenta”, con uno stillicidio di incroci semaforizzati che la renderebbero congestionata lungo tutto il percorso. Se invece fosse vero, come sostiene l’assessore Croci, che il tratto di Quarto “morirà” in Bovisasca, allora è solo un’opera assurda destinata a rovinare inutilmente la vita degli abitanti di Via Concilio non prevedendo alcuna barriera anti- rumore verso gli stabili rispetto a cui passa in fregio.

Per quanto riguarda il parco in progetto –al fine di compensazione-,un parco già c’era ed è stato divelto da alcuni anni per il cantiere, il problema era e sarà semmai l’assenza di controlli, essendo in balia di cani di grossa taglia senza collare e bande di teppistelli che passano il tempo a spaccare i giochi dei bambini.

Perchè realizzarla a forza sta maledetta Gronda? Ovvio, per far lavorare le imprese.

A questo punto risolvere i contratti sarebbe complicato e oneroso, ma non impossibile, specialmente escogitando misure compensative sostenibili e solvibili.In alternativa, inserire idonei presidi antirumore dove occorre (tunnel, non smilzo filare di alberi giovani).

Ma il punto è: come può, un'amministrazione ha in programma di "vendere" politiche anti- inquinamento, imporre un'opera che va in tutt'altro senso?

A tale proposito: potenziamento dei trasporti pubblici. Tra le linee recentemente toccate dallo sbandierato potenziamento non figura ovviamente la 40, che pure in luogo della Gronda serve il complesso scolastico di Litta Modignani e l'università Bicocca. E non figura la richiesta “promozione” della Stazione Nord che attualmente è considerata una fermata urbana di serie B e quindi viene saltata dalla maggiorparte delle linee che vi transitano, Malpensa Express in primis. Ebbene, provate a salire al mattino sui carri- bestiame della 40 o del passante

Veniamo al fatidico capitolo Criminalità, “organizzata” a quanto pare, secondo i benemeriti resoconti di quest'estate sul Corriere della Sera. Ultimamente è comparsa una telecamera all'incrocio Satta- Traversi, opportunamente blindata. Cosa s'aspetta a piazzarne altre sugli altri incroci, i luoghi di spaccio, al capolinea della 57, fuori dalle scuole... L’occupazione abusiva degli appartamenti: De Corato quando è stato incalzato ha ventilato un intervento pilota su uno stabile dei tanti: resoconto e seguito eventuali, se ne sa qualcosa?

Un appunto sul mitico “nostro” scrittore nativo che tifa per l'identità consolidata del quartiere e ne difende la varia umanità verace dalla mala- informazione. Vorrei capisse, per l'empatia a cui il suo animo sarà sicuramente affinato, il peso e la responsabilità dei genitori preoccupati per l'ambiente a rischio -e diciamolo, “degradato”- in cui devono crescere i figli.

Certo c'è gente che sceglie di abitare a Quarto e che ci vive bene, per molti il degrado sociale non sarà condizionante. Ma perchè negare i mali, o ignorarli, o nasconderli?

Non tutto è negativo, certo. In tanti si danno da fare, tanto e bene, per il quartiere e rappresentano la vera linfa vitale, il nucleo sano e proficuo di una possibile “comunità” coesa, solidale e virtuosa; ma in una situazione emergenziale si trova conforto anche grazie a coloro che pur non essendo “attivi” per mancanza di tempo o di forze comunque rispettano le persone e le cose contribuendo alla missione del terzo millennio che, parafrasando Enzesberger, non è più tanto di far progredire il mondo quanto per prima cosa di conservarlo.

Pur di guadagnare tranquillità, o addirittura pur di non perdere la quota residua, saremmo disposti ad accontentarci dei vuoti urbani -meglio irrisolti che risolti in modo nocivo-, delle chiese nei prefabbricati, dei collegamenti faticosi. O lo sviluppo è sostenibile, o è meglio la conservazione.