.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi รจ online

Ci sono attualmente 0 utenti e 57 ospiti collegati
.: Discussione: Case, edilizia, gestione del patrimonio comunale ecc.

Opzioni visualizzazione messaggi

Seleziona la visualizzazione dei messaggi che preferisci e premi "Aggiorna visualizzazione" per attivare i cambiamenti.
:Info Utente:

Oliverio Gentile

:Info Messaggio:
Punteggio: 0
Num.Votanti: 0
Quanto condividi questo messaggio?





Inserito da Oliverio Gentile il 8 Set 2006 - 08:25
accedi per inviare commenti

Il Comune nel suo condominio preferisce il gasolio al metano


Assieme ad altri circa quaranta inquilini, tra il 2003 e 2004 abbiamo acquistato dal Comune di Milano l'abitazione che avevamo in locazione da diversi decenni. Alcuni di noi con sacrifici, però tutti animati dal desiderio di migliorare la qualità della nostra vita e dell'ambiente; abbiamo pensato che diventando condomini e avere così un amministratore che non fosse l'Aler prima e la Romeo dopo, le cose sarebbero piano piano migliorate. Purtroppo ci siamo illusi, avendo il Comune di Milano ancora la maggioranza, siamo nell'impossibilità di dare corso ad alcune migliorie, quali la conversione da gasolio a metano per l'impianto del riscaldamento. Quello comunque che non riusciamo a sopportare è che nessuno, né la Romeo (che gestisce parte del patrimonio immobiliare del Comune di Milano), né l'assessorato preposto, controlla gli inquilini. Continuano così le occupazioni abusive, i comportamenti maleducati che ignorano completamente il regolamento. Nelle cantine troviamo carcasse di motorini, che a nostro avviso sono refurtiva, strani viavai di persone in certi appartamenti. Insomma manca «l'occhio del padrone». Ci troviamo in mezzo al guado, siamo impossibilitati a farci sentire perché nessuno ascolta e non possiamo andarcene perché non possiamo vendere l'immobile per dieci anni, essendoci un vincolo. Che fare?

Guido Bavutti




Gentile signor Bavutti, che il Comune sia un pessimo amministratore di condominio è ampiamente risaputo e lo dimostra la scarsa conoscenza del proprio patrimonio immobiliare: c'è un tale deficit di conoscenza su quel che avviene negli stabili di proprietà pubblica che a volte Palazzo Marino non sa nemmeno di essere il padrone di casa. Due mesi fa il sindaco, dopo una denuncia del Corriere su alcune proprietà pubbliche inutilizzate (su 30 mila in totale), ha chiesto, come fa un buon manager, un rapporto dettagliato ai funzionari per presentare una relazione alla giunta e al consiglio comunale. Giusto. Ma dovrebbe aggiungere anche il caso dei cittadini come lei, affittuari diventati proprietari per garantirsi, oltre al tetto, un miglior decoro. Con la possibilità data agli inquilini di riscattare gli appartamenti, il Comune dovrebbe dimostrarsi un partner attento, fornire la collaborazione necessaria a cambiare in meglio le cose: invece, nel suo stabile in zona Niguarda, trovarsi fifty fifty con l'amministrazione pubblica, sta diventando un problema in più. Male. La maggior responsabilizzazione non è un impegno da chiedere solo ai cittadini. Riguarda pubblico e privato. Tanto per cominciare, c'è una cosa che il Comune dovrebbe fare subito senza neanche dire bao: la conversione della caldaia. In una città che soffoca di smog, il passaggio dal gasolio inquinante al metano è una priorità assoluta. E l'amministrazione pubblica deve dare l'esempio. Possiamo discutere a lungo sulla situazione emergenziale di tanti casermoni pubblici, gestiti da Aler, Comune e adesso anche privati, sulle occupazioni abusive che continuano, sui tanti immigrati clandestini che creano isole di illegalità. Non è mai abbastanza quel che viene fatto. Ma in questo caso si tratta semplicemente di applicare le regole del buon padre di famiglia, i condomini chiedono (e sono pronti a pagarne le spese nelle rispettive quote), di avviare lavori contro il degrado, di appestare meno l'aria e avere bollette di riscaldamento meno care. Beh, aveghen, averne, di cittadini così. Bisognerebbe aiutarli di più. Nella sacrosanta battaglia antismog, una caldaia che inquina un po' meno è anche una buona notizia.



di Giangiacomo Schiavi

In risposta al messaggio di Andrea Bonessa inserito il 22 Dic 2005 - 20:23
[ risposta precedente] [ torna al messaggio] [risposta successiva ]
[Torna alla lista dei messaggi]