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.: Discussione: Case, edilizia, gestione del patrimonio comunale ecc.

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 9 Gen 2009 - 13:32
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"Le brutte notizie non arrivano mai da sole"!
ecco un altro articolo su ChiamaMilano in merito alle strane spese di condominio "affibbiate" da EdilNord sugli inquilini di case popolari del Comune di Milano.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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LE STRANE SPESE DI CONDOMINIO
Nuova stangata sugli inquilini delle case comunali gestiti da Edilnord che fa riemergere uno scenario preoccupante


Non c’è pace per gli inquilini delle case di proprietà del Comune di Milano. Mentre si prospetta anche per loro, come avvenuto in precedenza per gli inquilini Aler, l’aumento del canone d’affitto secondo i nuovi criteri stabiliti dalla Legge Regionale 27/2007, la fine dell’anno ha portato nelle case di 2mila cittadini, coloro che risiedono negli stabili gestiti da Edilnord per conto del Comune, un’altra cattiva notizia, che in questo caso ha la consueta forma di un bollettino ma la sostanza di un esborso a tre cifre.
Le somme in questione, infatti, variano da un minimo di 1.200 a un massimo di 3.000 euro, da pagarsi in un’unica soluzione entro il prossimo 12 gennaio. Un vero e proprio salasso, solo in alcuni casi preceduto da una lettera di preavviso o da spiegazioni di accompagnamento, e che ha gettato nello sconforto i destinatari: bollettini relativi al biennio 2006/2007 giustificati come arretrati spese per i servizi (verde, portineria, pulizie e piccola manutenzione) che Edilnord eroga secondo i termini previsti dal contratto d’appalto vigenti e stipulati dal Comune di Milano durante la seconda amministrazione Albertini.
Si tratta degli stessi servizi erogati da Romeo, che gestisce altri due mila e rotti alloggi dell’Erp milanese, e che si è aggiudicata un altro lotto grazie a un’offerta inferiore. Risultato: le cedole di Romeo sono pervenute nelle caselle delle lettere a fine novembre, ma presentano importi decisamente più bassi, per una media che si aggira intorno agli 800 euro.
Da un’ulteriore verifica, si scopre poi che Gefi, la terza società, che ha in gestione altri 400 alloggi nella partita global service delle case comunali, non ha ancora recapitato i bollettini: un ritardo che rischia di far andare in prescrizione, secondo le norme che regolano la tempistica delle richieste, la riscossione dei conguagli.
Differenze paradossali, se guardate con gli occhi dell’utenza, quelle che intercorrono fra i tre gestori, e che rendono difformi e inique le modalità di trattamento con cui la proprietà, ovvero il Comune di Milano, regola i rapporti con il proprio inquilinato. Dove ha origine una simile disparità di trattamento per cui alcuni inquilini, a parità di servizio, pagano di più di altri solo perché ricadono sotto la gestione di una società piuttosto che di un’altra? Proprio nella suddivisione in lotti dell’appalto di global service voluto dall’amministrazione Albertini 2 tra il 2003 e il 2005, che ha creato tre distinti modelli gestionali con livelli di efficienza diversi e costi a carico dell’utenza sensibilmente difformi.
Ma chi invia i bollettini? E chi decide quando debbano essere recapitati agli interessati? Materialmente il mittente coincide con il gestore (rientra nei servizi anche quello che in gergo si chiama bollettazione), ma il contratto d’appalto garantisce espressamente la necessaria funzione di controllo da parte degli uffici del Comune di Milano che, infatti, puntualmente, come di loro competenza, autorizzano l’invio delle richieste di pagamento e verificano il rispetto degli standard di servizio stipulati. Ma sulla ripartizione delle spese, che come in ogni condominio è vincolata ai valori millesimali, non si può non rilevare una generale mancanza di trasparenza: il Comune, infatti, non ha mai trasferito ai tre gestori i dati tecnici relativi agli immobili per la semplice ragione che a oggi ancora non possiede né le tabelle millesimali né i dati planimetrici dei caseggiati in questione (in tutto circa 5mila alloggi), nonostante una delibera della Commissione Casa e Demanio, risalente all’estate del 2005, avesse impegnato la Giunta a far eseguire i dovuti rilevamenti.
Dopo tre anni da quella delibera, alla fine della scorsa primavera, il Comune di Milano decide di indire una gara d'appalto per 170.000 euro con l’obiettivo di affidare il censimento del patrimonio; gara che viene annullata in sede di apertura perché fondata sul possesso da parte del Comune di ulteriori dati che in realtà non era in grado di fornire. Dal preoccupante vuoto, nasce allora un’altra domanda: come fanno le società in questione a stabilire il valore degli importi che ogni famiglia (chi più, chi meno, chi forse...), si troverà a versare se non in modo forfettario?
E pur accettando questo criterio sommario, come fa la proprietà a verificare la correttezza degli importi che i gestori ora richiedono agli inquilini?
Come fa il Comune a garantire ai suoi cittadini un’equa ripartizione degli oneri per i servizi di cui lui stesso è committente?
L’unica possibilità che da contratto rimane, data la mancanza di tabelle millesimali e planimetrie, è che la Giunta controlli i bilanci delle società di cui si serve.
A questo punto però le contraddizioni si fanno inquietanti. Sì, perché l’annoso problema era stato nuovamente sollevato lo scorso 17 aprile, quando il Consiglio comunale approvava una mozione bipartisan presentata dalla consigliera Carmela Rozza (Pd) e dal consigliere Armando Vagliati (Fi). Il documento impegnava il Sindaco e la Giunta a effettuare un'indagine conoscitiva “sui costi di gestione e i criteri di ripartizione”, “la sospensione di qualsiasi bollettazione su conguagli e consuntivi” in attesa delle risultanze della suddetta indagine e ribadiva, infine, l’obbligo da parte della Giunta di controllare i bilanci dei tre gestori. Impegni che in un modo o nell’altro sono stati disattesi.
Intanto il Comune ha finalmente aperto una nuova gara d’appalto per conoscere i valori millesimali delle sue proprietà, sperando che si tratti della volta buona. Alla fine del 2008, però, come sanno bene gli inquilini residenti nei caseggiati gestiti da Edilnord, sono arrivati puntuali gli esorbitanti bollettini di pagamento.
Immediata l’azione del sindacato degli inquilini (Sunia) che ha ottenuto per i prossimi giorni l’apertura di un tavolo di confronto con l’assessorato di competenza al fine di rivedere gli importi e trovare magari una più giusta soluzione rateale.
Su tutta la vicenda, particolarmente critico è il giudizio della consigliera di opposizione Carmela Rozza (Pd) che da tempo si occupa della questione: “Il Comune di Milano attraverso la sua Giunta deve assumersi le proprie responsabilità rispetto al fatto che non è in grado di esercitare il ruolo di controllo e prendere le contromisure più volte segnalate in sede di Consiglio e in Commissione Casa e Demanio. Dovrà quindi porsi il compito di una revisione dei criteri che regolano il contratto d’appalto, avendo come obiettivo una ripartizione più equa delle spese”.

Fabio Davite
In risposta al messaggio di Antonella Fachin inserito il 5 Gen 2009 - 16:08
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