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.: Discussione: Case, edilizia, gestione del patrimonio comunale ecc.

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 25 Set 2007 - 10:34
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Ma alcune norme protettive non valgono per le famiglie di fatto

Case comunali all'asta, tensione in giunta

L'assessore Verga: incasseremo 240 milioni. La Maiolo e la Lega: tutelare gli inquilini. L'Unione: poche garanzie per i più deboli

Case in vendita, il Comune ha l'elenco. La delibera approvata ieri in giunta, secondo il piano anticipato nei giorni scorsi durante l'incontro fra l'assessore al Demanio, Gianni Verga, il sindaco Letizia Moratti e i segretari dei partiti della CdL, stabilisce quali sono gli immobili che verranno messi sul mercato attraverso un Fondo Comune di investimento immobiliare ad Apporto, individuato d'intesa con la Cassa Depositi e Prestiti. «Avviamo una fase di uso proprio e moderno del patrimonio comunale, venendo incontro ai bisogni diffusi della città», spiega Verga insistendo sul fatto che «vengono date precise garanzie sociali per proteggere le fasce deboli ». Nel senso che, ad esempio, non si potranno vendere gli appartamenti occupati da nuclei familiari con presenza di ultrasessantacinquenni, di portatore di disabilità gravi o con più di due minori a carico.

Questa eccezione, però, riguarda esclusivamente i «nuclei familiari» e non le coppie di fatto. La questione è stata posta in giunta dall'assessore Tiziana Maiolo: «Se il problema non ce lo poniamo noi, ci verrà posto in giunta. Credo sia più sensato, quando si parla di diritto alla casa, mettere sullo stesso piano le famiglie regolarmente sposate e quelle che hanno scelto di convivere». Verga allarga le braccia: «La delibera parla di nuclei familiari e il sindaco è d'accordo». Porte chiuse agli altri, insomma. Posizione su cui anche il leghista Matteo Salvini chiede di «essere prudenti, soprattutto per quanto riguarda genitori con bambini, siano o no sposati».

Tornando al piano, il Comune ha individuato 72 lotti, corrispondenti PALAZZI a interi condomini o a singoli appartamenti, ma anche a uffici o box (i cosiddetti «usi diversi »). Si va dai palazzi di via Cicco Simonetta e Cesariano agli appartamenti appena risistemati di corso XX Marzo ai civici 22 e 30. E si toccano casi particolari, come quello dell'Anpi, la cui sede provinciale è ospitata in via Mascagni, ovvero in uno dei lotti destinati alla vendita. Il piano non tocca le case popolari, gli edifici di pregio (Galleria e palazzi di piazza Duomo, per intenderci), quelli usati dal Comune per usi propri. Anche sui criteri usati per individuare gli immobili da vendere, c'è stato dibattito in giunta. L'assessore Giovanni Terzi, ad esempio, ha chiesto di capire chi occupi gli appartamenti messi in vendita, ponendo ad esempio la questione della sede dell'Anpi; la Maiolo ha invece chiesto di prendere in considerazione la possibilità di vendere alcuni stabili usati dal Comune, come quelli di via Larga e di via Bagutta, per sostituirli con altri meno fatiscenti e meno costosi.

Il centrosinistra critica l'operazione tout court: «In primo luogo — attacca la capogruppo dell'Ulivo, Marilena Adamo — non esiste un regolamento del Fondo; non si conoscono i soggetti investitori né se il Fondo sarà quotato o meno in Borsa. Per quanto riguarda la vendita di case, a carico degli inquilini, esprimiamo riserve sulle condizioni di garanzia, insufficienti, offerte ai soggetti deboli, famiglie con anziani e portatori di handicap. Siamo contrari infine alla vendita degli immobili di via Cicco Simonetta e Cesariano, ristrutturati con soldi pubblici e tenuti da anni, colpevolmente, vuoti». Polemiche a parte, il Comune conta di poter incamerare entro fine anno 200-240 milioni di euro. L'iter, adesso, prevede il passaggio in commissione e in consiglio comunale: solo a quel punto si definiranno le caratteristiche del Fondo.

Elisabetta Soglio
25 settembre 2007

In risposta al messaggio di Andrea Bonessa inserito il 22 Dic 2005 - 20:23
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