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Angelo Valdameri

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Inserito da Angelo Valdameri il 3 Ott 2007 - 11:05
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Documento dei Comitati dei Navigli, presentato al consiglio di zona straordinario del 27 settembre u.s.

OSSERVAZIONI E RICHIESTE
DEI COMITATI DEI NAVIGLI
 

L’aggregazione dei vari Comitati di cittadini sorti intorno all’area dei Navigli ha generato un’attività particolarmente intensa causa il degrado e la sempre più acuita invivibilità del quartiere.
Tra le varie richieste esternate vi era quella di un Consiglio straordinario della Zona 6 con la presenza degli Assessori Croci, Maiolo e Cadeo.

Gli argomenti sui quali i Comitati da tempo chiedono una maggiore sensibilità, seppur di competenza di Assessorati diversi, hanno genesi ed analogie tali che ci sembra giusto trattarli in un unico tavolo tecnico ad ampio raggio.

Esprimiamo quindi la soddisfazione per aver ottenuto l’occasione di un confronto con l’Assessore Croci, siamo però rammaricati per la possibilità di trattare solo argomentazioni di competenza dell’Assessorato alla Mobilità, al Traffico ed all’Ambiente.
 
Quella che è propagandata come la “bella estate di Milano” si spera volga presto al termine senza proroghe!
 
La critica che intendiamo muovere al suo Assessorato riguarda la realizzazione della ZTL: poteva essere uno strumento interessante per ripensare la viabilità. Si è invece rivelato un danno per i cittadini ed i commercianti diurni che si ritrovano con problemi di accessibilità e di carico - scarico merci, con ulteriore tendenza alla “fuga” dal quartiere ed un’agevolazione per i soliti locali serali - notturni. E’ strano che l’Amministrazione Comunale non consideri le problematiche cui va incontro questa categoria essendo anch’essa chiamata a contribuire al sostentamento finanziario del bilancio comunale!

La chiusura delle vie adiacenti i Navigli ha generato un imbottigliamento del traffico allarmente, che nelle ore diurne è soprattutto di transito. Corso San Gottardo fa registrare una velocità commerciale ridottissima per i veicoli che la percorrono nelle ore di punta.

Oltre all’esasperazione degli automobilisti vi è la conseguenza di respirare un’aria troppo inquinata.

Chiediamo di attivare con urgenza l’ARPA per una misurazione del livello di PM 10 nelle ore di punta nelle zone caratterizzate da un alta frequenza automobilistica e di comunicarci i livelli rilevati.

Inoltre non è pensabile che si inseriscano isole pedonali di tale estensione senza un piano completo di mobilità dei mezzi pubblici e privati negli ambiti limitrofi. In nessuna città europea si assiste alla situazione di caos, rumore, inquinamento acustico ed ambientale e degrado come si percepisce a Milano da anni.

Ne scaturisce senza ombra di dubbio che il parcheggio in Darsena, a rotazione, non ha motivazioni valide, se non quelle della speculazione; richiamerebbe solo traffico in particolar modo da Sud, aumentando il transito nelle vie del quartiere, senza incidere sugli effetti positivi dell’intermodalità tra mezzi pubblici sia di superficie che sotterranei e le auto private!

Sono in costruzione, per coloro che desiderano comprare un posto auto privato, parcheggi in C.so Manusardi e in Via Santa Croce e un prossimo progetto da attuare prevede posti per residenti in P.za Arcole.

Si aggiunge l’evidente incompatibilità di un’area monumentale con punti di ingresso e uscita dei mezzi di trasporto, ascensori e griglie di aerazione posizionati a ridosso dei reperti, problemi di conservazione dei monumenti e di manutenzione e forte impatto visivo per chi ha ancora il gusto per l’estetica.

Le nostre proposte sono:
  1. quella di trasformare l’area in un parco archeologico e didattico, attrattore non di macchine, ma di cultura (nel quartiere è presente buona parte della storia di Milano (Anfiteatro Romano, Basilica di S. Lorenzo, Basilica di S. Eustorgio, Conca del 1439, Bastioni spagnoli, Mura del periodo napoleonico). In un altro paese europeo ciò basterebbe per creare una zona ad alto interesse turistico e protetta.

  2. di aumentare le disponibilità dei parcheggi nelle aree di interscambio esterne ai quartieri (Romolo, Famagosta, Stazione Porta Genova) ed incrementare le frequenze del servizio di radiobus e navette nelle ore serali e notturne, di prolungare il servizio di trasporto pubblico oltre gli orari di chiusura dei locali pubblici. Si chiede caldamente uno studio mirato per l’individuazione di nuovi percorsi ciclabili e riattivazione delle vie ciclabili messe in discussione dalle penose condizioni delle alzaie. I vantaggi che ne conseguirebbero sarebbero un toccasana per una città al collasso: diminuzione del traffico, maggiore velocità dei mezzi pubblici, diminuzione degli ingorghi provocati delle macchine in transito o in cerca di posti di sosta, diminuzione dei rischi per i ciclisti troppo spesso protagonisti di cronache nere, maggiore vivibilità, diminuzione dell’inquinamento ambientale, minore bisogno di posti auto a rotazione e quindi maggiore possibilità di sosta per i residenti. Chi abita in zona non riesce a parcheggiare ed è sovente multato. Si chiede a gran voce la salvaguardia dei posti auto per residenti e la realizzazione di piccoli parcheggi residenziali facilmente fruibili dagli abitanti del quartiere e da chi lavora in zona.
Se di turismo vero si vuol parlare, è quindi necessario modificare anche l’indirizzo finora dato al quartiere e sostenere una riqualificazione che passi anche dalla riconversione di parte dei locali pubblici in esercizi commerciali per chi vi abita (questi sono quartieri residenziali, così Lei ha affermato) e ad attività che hanno segnato il carattere di questa contrada: artigianato, antiquariato, arte e sana ristorazione slow food perché possano vivere in modo dignitoso e sostenibile.

Una riqualificazione ispirata ad uno stile di vita meno commerciale e meno “alla moda”, modificherebbe anche la qualità della frequentazione notturna.

Di fronte alla proposta di realizzare l’isola pedonale in Via Montenapoleone le dichiarazioni delle Associazioni dei commercianti e di Assoedilizia, è stata quella di una forte contrarietà: l’isola pedonale porterebbe troppa utenza e di basso livello qualitativo; il rischio è la trasformazione in una strada con bancarelle di vario tipo e peggioramento della qualità del quartiere con successiva diminuzione del valore degli immobili. Se queste sono le perplessità di chi vive e lavora in Via Montenapoleone perché non possono essere le nostre, anzi le nostre sono certezze e stiamo già vivendo il fenomeno dell’abbandono del quartiere perché i residenti se ne vanno.

Ultimo punto la navigabilità poiché il tema è il futuro dei navigli. Le parole ascoltate nell’incontro promosso dal Consiglio di zona 6 il 19 settembre scorso ”per la valorizzazione della Darsena come nuovo baricentro turistico dei Navigli” sembrano indicare che non sia così semplice ripristinarla in modo rispettoso per questi canali: pendenze, chiuse, ammaloramento delle sponde, ci si è dimenticati dei barconi presenti sul Naviglio Pavese e che il Naviglio Pavese non è ancora considerato navigabile. Chiediamo che sia, di nuovo, data la giusta attenzione a questi problemi.

Ultima domanda. Come è possibile conciliare il giudizio sul futuro della Darsena espresso dal Comitato di saggi, costituito dal Sindaco Letizia Moratti, con il progetto di riqualificazione della sua superficie? Si è parlato, nell’incontro citato, di porto e attività connesse e nella relazione si dice “vorremmo che il bacino assumesse l’aspetto antico con davanti il suo giardino che verrebbe chiuso dal Bastione” quindi è negata la sua funzione portuale “e “ il nuovo parcheggio dovrebbe soltanto essere destinato per intero ai residenti” ribadendo l’incompatibilità di un parcheggio a rotazione con questo luogo. Desidereremmo una risposta.
Comitati dei Navigli

 
Elsa Bianchi

Leda Fava

Antonia Prigione

Gabriella Valassina

Marina Varriano

 

 

In risposta al messaggio di Paolo Uniti inserito il 27 Set 2007 - 15:33
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