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.: Discussione: Cantiere in piazza XXV Aprile, la situazione è insostenibile

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Antonella Fachin

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Inserito da Antonella Fachin il 10 Lug 2009 - 10:10
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Per opportuna informazione, pubblico l'articolo di oggi sul notiziario on-line ChiamaMilano.

Cordiali saluti a tutte/i
Antonella Fachin
Consigliere di Zona 3
Capogruppo Uniti con Dario Fo per Milano
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PI(A)ZZA GRANDE
Ancora fermi i cantieri in Piazza XXV aprile. Cittadini, commercianti e acquirenti di box minacciano le vie legali, il Comune se ne lava le mani.

“Non sta a me dire se è stato giusto progettare o meno un parcheggio qui, neppure posso promettere cose che non posso mantenere”.
Questo in breve il succo di quanto cittadini, commercianti e acquirenti dei box del futuro parcheggio di piazza XXV Aprile si sono sentiti dire dall’Assessore ai Lavori Pubblici Bruno Simini ( ascolta intervista) nel corso dell’Assemblea indetta dai residenti della zona mercoledì 8 luglio.
Non sta a lui, perché la scelta è stata fatta dalla Giunta precedente.
Non può assicurare un lieto epilogo della vicenda perché l’area comunale è stata affidata ai privati; spetta a loro procedere alla realizzazione del progetto, il Comune può solo compiere un lavoro di monitoraggio.
Da tre anni il Comune monitora e da tre anni la piazza è sventrata da un cantiere a cielo aperto. L’iter dei lavori, che originariamente avrebbe dovuto concludersi entro la fine del 2008, ha conosciuto fin da subito intoppi e rallentamenti.
Prima i tempi biblici per gli scavi archeologici (Simini dice di non avere la minima idea del perché siano durati addirittura due anni e mezzo) che hanno costretto ad una variazione del progetto iniziale e ad un conseguente riequilibrio economico di oltre 4 milioni di euro (quindi ad un aumento dei prezzi dei box).
Poi i tempi per la consultazione per l’utilizzo dei tiranti, che per i nuovi dispositivi di legge deve ricevere il benestare dei residenti.
Poi ancora il fallimento della Cega, una delle tre aziende coinvolte nel progetto.
L’ultima puntata risale alla sentenza del 26 giugno, che ha sancito l’estromissione della Cega dal consorzio. Di fatto però l’azienda non ha ancora abbandonato il campo. Bisognerà aspettare la fine del mese per conoscere l’esito del ricorso promosso dalle altre due aziende contro l’occupazione abusiva.
Intanto il tempo passa e i disagi aumentano. Da una grande piazza, si è passati a una grande pizza per tutti.
Da una parte ci sono i residenti della zona, costretti a fare i conti con il  traffico, le buche sulle strade, e soprattutto con spaccio e degrado che ogni cantiere semi abbandonato tradizionalmente attira.
Poi ci sono i commercianti, che hanno visto collassare gli introiti e sono stati costretti a drastici ridimensionamenti del personale.
Infine ci sono gli acquirenti dei box, che hanno già  pagato tra i 15 e i 20 mila euro e che hanno visto lievitare di oltre 7 mila euro i prezzi.
Residenti e commercianti sembrerebbero sperare che la partita si chiuda, insieme al cantiere, e che si metta fine a un “brutto sogno” durato 3 anni.
Chi ha già sborsato cifre considerevoli per l’acquisto dei box, evidentemente, spera viceversa di vedere al più presto sorgere il famigerato parcheggio, certi che se ciò non dovesse accadere, nessuno sarebbe pronto a risarcire un centesimo.  
Tutti sul piede di guerra insomma. Tutti pronti ad agire per vie legali.
“Volete fare un ricorso? Beh, questo è il paese dei ricorsi. Fatelo pure, così avrete il cantiere per altri 10 anni” ha commentato Simini prima di lasciare l’assemblea. Quasi che il Comune, ormai, più che tutelare gli interessi dei cittadini sia interessato a fare il facilitatore edilizio.
Parole suonate ai presenti come un nemmeno troppo velato avvertimento.
E’ innegabile che se i tempi si allungassero ulteriormente non sarebbe solo un problema per cittadini, commercianti, acquirenti e aziende costruttrici costrette a pagare una penale. Sarebbe prima di tutto un danno d’immagine per il Comune.
Per lo stesso motivo, difficile, quasi impossibile, che l’Amministrazione decida di chiudere il libro senza leggerne l’epilogo.
Un epilogo che, comunque vadano le cose, non sarà sicuramente quello del “tutti felici e contenti”.

Giulia Cusumano
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 9 Lug 2009 - 09:34
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