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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 15 Dic 2005 - 11:37
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De Corato: sono a sua disposizione per vincere
Moratti in campo, parte la sfida per il Comune
Oggi in Borsa l’annuncio della candidatura. Il Polo: sarà un ottimo sindaco. I Ds: ha dimostrato di non avere amore per questa città
Letizia Moratti si candida. Fin qui, nessuna novità a parte il sospirone di sollievo tirato dai vertici della Cdl, che fino a ieri pomeriggio hanno temuto il colpo di scena. Le notizie che accompagnano la discesa in campo ufficiale del ministro milanese, quindi, sono altre. La prima è che l’annuncio, oggi a palazzo Mezzanotte, viene dato dalla stessa Moratti non affiancata dai rappresentanti dei partiti. Insomma: segretari e onorevoli ci saranno, ma dall’altra parte del tavolo. Tutti invitati dalla Moratti che pare rimarcare, anche in questo modo, il suo modo di intendere il rapporto con i partiti, che «sono un supporto, ma non un condizionamento». La seconda notizia è che il ministro ha esteso l’invito ai rappresentanti delle tre istituzioni, «perché in queste si riconosce la città»: quindi, in prima fila ci sarà una sedia anche per il diessino presidente della Provincia, Filippo Penati. Il quale, colto di sorpresa dall’inusuale cortesia, ha però fatto sapere che non sarà presente: «Per un importante impegno pregresso che chiunque può verificare — ha subito puntualizzato — e spiegherò al telefono che la mia non è una risposta politica». Entusiasta dell’iniziativa il presidente della Regione, Roberto Formigoni: «Questo segnale mostra lo stile della persona, rispettosa delle istituzioni e attenta ai particolari».
Dal centrosinistra arrivano critiche: «Letizia Moratti — accusa il segretario ds, Franco Mirabelli — non ha pensato da subito, con l'orgoglio e l'amore che la nostra città di Milano merita, all'ipotesi di candidarsi sindaco. Il ministro dice sì dopo otto mesi e questa attesa spiega che il rapporto del ministro con Milano non è d'amore, non porta l'orgoglio che farebbe dire subito di sì a una proposta così importante». Il candidato alle primarie del centrosinistra, Davide Corritore, non lascia passare il fatto che la Moratti si presenti oggi in una sala di palazzo Mezzanotte, sede della Borsa: «Il ministro parte dal simbolo del denaro e questa scelta dimostra che c’è ancora una differenza fra destra e sinistra. Quindi, la Moratti altro non è che una emanazione culturale e politica del modello Berlusconi: altro che partire dalle periferie...». E la maggioranza? Pasquale Salvatore, della segreteria cittadina dell’Udc, si rallegra per la discesa in campo della Moratti, «ma adesso lavoriamo subito sui programmi perché i milanesi aspettano risposte concrete». Massimiliano Orsatti, segretario cittadino della Lega, promette alla Moratti «tutto il nostro supporto con idee innovative e vincenti e un’organizzazione territoriale che il ministro già conosce e che vedremo di far fruttare».
La segretaria regionale di An, Cristiana Muscardini, auspica «con l’ottima candidatura del ministro Moratti una nuova fase per la coalizione di centro destra ancora più allargata alle realtà sociali ed economiche di una Milano sempre più europea». E il consigliere comunale di Forza Italia, Giovanni Terzi sostiene la necessità, per altro già data per certa dal ministro, di una lista civica «per recuperare i consensi che la Moratti ha e che vanno oltre la coalizione». Ombretta Colli, candidata indipendente, toglie speranze a chi sperava in un suo ripensamento: «Continuo a lavorare per la mia candidatura e spero che con la Moratti saremo avversarie leali». Anche il vicesindaco Riccardo De Corato,che aveva conosciuto la Moratti quando era presidente della Rai (De Corato rappresentava An in commissione vigilanza) è soddisfatto: «Sono a sua disposizione per lavorare al fine di vincere queste importanti elezioni amministrative con la stessa lealtà e lo spirito di servizio con cui in questi anni ho collaborato con il sindaco Albertini». Chiude il terzista Sergio Scalpelli: «È bene che ci sia un bel candidato di centrodestra, così vedremo se Bruno Ferrante saprà delineare quel profilo riformista e di governo che finora si stenta a scorgere».
di Elisabetta Soglio