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.: Discussione: il cemento incombe sul Parco delle Cave

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Massimo De Rigo

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Inserito da Massimo De Rigo il 10 Lug 2007 - 14:39
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Ieri sera nello SPAZIO TEATRO 89 abbiamo comunicato ai presenti (che hanno applaudito l'intervento) il cemento che incombe sul Parco delle Cave.
L'argomento ha destato molto interesse presso lo staff di Beppe Grillo che ci ha invitato a pubblicarlo sui siti:
http://www.liberacittadinanza.it
http://www.pieroricca.org


Ringrazio Claudio Acerbi per la bellissima serata.
A presto. Massimo



SPAZIO TEATRO 89
VIA F.LLI ZOIA 89 MILANO


LUNEDI 9 LUGLIO 2007
ore 21.00


Italiopoli, oltre la repubblica delle banane.
dove gli impuniti vivono felici e contenti


Serata di incontro e dibattito ispirata al nuovo libro di Oliviero Beha


Ospiti della serata:
Oliviero Beha, giornalista, scrittore e autore teatrale
Franca Rame, senatrice, atrice e autrice teatrale
Peter Gomez, giornalista e co-autore di numerosi libri con Marco Travaglio
Elio Veltri, giornalista


Moderatore: Piero Ricca


ingresso con donazione libera



Guido Salvini - magistrato, scrive su E Polis Milano del 5 luglio 2007: "Proteggiamo il Parco delle Cave".
"Milano ha un lago naturale, l’ex-cava di ghiaia Cabassi, uno specchio d’acqua sorgiva così grande da non scorgere chi c’è sull’altra riva, che con altri 2 più piccoli è nato nel Parco delle Cave in zona Forze Armate. Nelle acque pulite si pesca, si nuota e gli abitanti della zona prendono il sole. Sino a 10 anni fa il Parco era in abbandono, una discarica abusiva infestata da spacciatori che si affrontavano in modo cruento. È un'esperienza personale. Mi sono occupato all’epoca dell’esecuzione a colpi di pistola di uno spacciatore una domenica nel Parco nel terrore dei presenti mentre gli assassini scorrazzavano cercando la vittima. Ora l’ambiente rispetto a quel triste processo è del tutto cambiato. Il Comune nel 1997 ha deciso di risanare il Parco affidandolo a Italia Nostra con risultati al di là delle aspettative.
A 20 minuti dal centro vi è un ecosistema con flora e fauna e uccelli che vi sostano, un polmone verde con laghi, prati,orti, boschi, cascine, fontanili, piste ciclabili e pedonali per famiglie che non possono permettersi una gita costosa. Ma l’accordo con Italia Nostra è scaduto e si addensano incertezze. Il Comune vorrebbe inserirenella gestione altre associazioni la cui capacità di coltivare il progetto è da moltimessa in discussione e Italia Nostra declassata a un ruolo di manutenzione sta per rinunziare all’impegno. Nubi ancora più preoccupanti si addensano sul versante edilizio.Sta iniziando la costruzione a ridosso del parco e nell’area di rispetto dei laghi di complessi residenziali che in una zona di silenzio porteranno traffico e inquinamento che segue l’impatto del cemento, degrado del panorama e forse danni all’ecosistema. I comitati del quartiere sostengono che i costruttori erigeranno i palazzi offrendo con molto guadagno case vista lago e parco e trasformando in privato un bene pubblico. La politica del territorio va seguita con attenzione.Milano è povera di verde e di acqua, la situazione della Darsena è sotto gli occhi di tutti. I cittadini non si aspettano solo sfilate di moda o eventi con personaggi famosi. Anche la nascita di un parco è un evento e forse un biglietto da visita migliore per chi entra a Milano. Non trascuriamo il Parco delle Cave e i progetti che fanno davvero vivere meglio la città".


http://archivio.corriere.it/archiveDocumentServlet.jsp?url=/documenti_globnet/corsera/2007/07/co_7_070707009.xml

Sezione: varie - Pagina: 009
       
(7 luglio, 2007) Corriere della Sera


Via Solferino 28 *** dalla parte del cittadino *** IL CASO

Da Citylife al Parco delle Cave quando il dialogo aiuta Milano
                
«La libertà non è star sopra un albero non è neanche avere un' opinione libertà è partecipazione», cantava Giorgio Gaber. Quanti di noi sentono che potrebbero fare qualcosa per migliorare la nostra vita nella nostra città. Ma reprimono questo slancio vitale. Mascherandosi dietro indifferenza e disillusione. «Tanto le cose non cambiano», si dice. Non è vero, cambiare si può. Da due anni e mezzo insieme ai miei amici del Comitato ResidentinFiera dedico volontariamente tempo ed energie per forzare i doverosi miglioramenti a un progetto estraneo alla realtà nella quale dovrebbe inserirsi e smaccatamente finalizzato a obiettivi di speculazione edilizia. A volte con la sensazione di essere troppo piccoli nei confronti di logiche imprenditoriali troppo grandi. Oggi posso dire: ne è valsa la pena. La ricerca di un confronto costruttivo con chi governa la città ha trovato risposta. Rinunciare ad un polmone di verde esteso nel nuovo quartiere sarebbe stata un' opportunità persa. Milano non poteva permetterselo. Lo hanno capito sindaco e assessore, che hanno reso possibile il raddoppio dell' area verde con interessanti prospettive di collegamento con Monte Stella-San Siro e creazione di un corridoio ecologico fino al Bosco in Città. È un primo, grande passo. Siamo sicuri che ne seguiranno altri. Con il cuore, si possono cambiare le cose. Luisa Rigobon *** Gentile signora, quel «cambiare si può» lo metto tra virgolette perché rappresenta l' incoraggiamento necessario alle tante formichine che dentro Milano combattono piccole-grandi battaglie per una città dove si può vivere meglio senza rinunciare alle ambizioni di una grande metropoli. Non rappresentano un intralcio, come semplicisticamente si tenta di far credere, ma sono un pezzo di comunità che merita ascolto: difendono quel bene prezioso che si chiama qualità urbana e fanno da contrappeso - in assenza di qualsiasi moviment o territoriale, di circoli, di sezioni di partito, di associazioni (di cui Milano era piena nella sua storia felice e oggi purtroppo stanno scomparendo) - ad un decisionismo troppo spesso a senso unico. C' è sempre chi pensa di fare anche il nostro bene dietro a decisioni che modificano l' assetto di un quartiere, la realizzazione di un parcheggio, il progetto di un gigantesco grattacielo. Credo sia utile che qualcuno si prenda la briga di valutarne l' impatto, con i vari effetti sul traffico, sulla già precaria mobilità, sul verde urbano. Milano non è abituata ai diktat paralizzanti di comitati che utilizzano la legge di Nimby (semplifico: non nel mio giardino) e il risultato ottenuto dai ResidentinFiera va in questa direzione: ci dice che la denuncia costruttiva merita ascolto. Il progetto CityLife nell' area lasciata libera della vecchia Fiera trasferita a Rho-Pero era ad alto impatto cementifero: dopo i tentativi di liquidare una giusta protesta come fanatismo ambientalista, l' hanno riconosciuto tutti. I costruttori e il Comune. Buon segno: è un metodo da esportare. Ambiente e qualità urbana stanno diventando il distintivo di una modernità ancora incompiuta che incrocia il senso dell' abitare e quello delle relazioni, la libertà di muoversi e quella del verde pubblico. Chi governa ne deve tener conto, per farci intravedere un futuro in cui i cittadini possano diventare i principali alleati di sindaco e giunta. L' edilizia a Milano, con il suo boom e i suoi grandi progetti, è certamente un settore trainante, ma questo non deve farci chiudere gli occhi, se ci sono degli eccessi. Davanti alla possibilità di avere più verde e meno traffico, è giusto ricordare che non si governa solo con gli oneri di urbanizzazione. Speriamo che il segnale positivo del Comune possa avere un seguito a breve: nel Parco delle Cave, per esempio. Dove l' odore di speculazioni si sta facendo intenso e dove il dialogo con Italia Nostra sembra purtroppo interrotto. Eppure, questa, non era protesta: era collaborazione.  gschiavi@rcs.it
                
Schiavi Giangiacomo


http://www.corriere.it/vivimilano/forum/vivimilano/Thread?forumid=16&postid=128549

Un autorevole magistrato che conobbe il Parco delle Cave quando era conteso da assassini e spacciatori, prende posizione contro l’impatto del cemento e il degrado del panorama riferendosi chiaramente al  PII Marchesi Taggia e legittimando moralmente la battaglia dei cittadini piu' sensibili per tutelare un territorio dalle origini antiche ( http://commons.wikimedia.org/wiki/Parco_delle_Cave ). Da piu' parti si chiede che questa emergenza venga divulgata estesamente, poiche' nessun organo di stampa di alta diffusione ne parla. Il Consiglio di Zona 7, istituzione decentrata preposta a raccogliere le istanze della cittadinanza, ieri sera ha riconfermato di ridurre ItaliaNostra ad un ruolo marginale nel Parco, lasciando cosi' senza oppositori i fautori del cemento! Come qualcuno ha scritto, il silenzio gioca a favore del cantiere in piena attivita' all'ingresso del Parco. Grazie a Oliverio Gentile su RCM ( http://www.partecipami.it/?q=node/3003 ) e a Sara Regina su ViviMilano che hanno permesso un'assemblea on-line su questo argomento "politicamente scabroso" il muro di silenzio si è infranto ed è possibile che il magistrato sia venuto a conoscenza di questa cementificazione (  http://www.partecipami.it/files/cantierePII_lottoB_2.jpg ) proprio attraverso questi preziosi forum. Continua il silenzio ambiguo - per ordini di schieramento? - degli ambientalisti del Parco in passato molto attivi per problematiche assai meno strategiche. Rarissimi i periodici di informazione locale hanno dato il giusto spazio alla vicenda, come "il Rile" ( http://www.muggiano.it/RILE/ArchivioPDF/Aprile-06-B_R.pdf ) (  http://www.partecipami.it/files/area-marcionino_07.jpg ) "QuiCitta'" e "CronacaQui" ( http://www.partecipami.it/files/PII_aerea_quarto.jpg ), ma molti dei 20.000 abitanti di Quarto Cagnino restano purtroppo ignari di quello che si sta costruendo ( http://www.partecipami.it/files/ricostruzione3D.jpg ). Alcuni volontari hanno distribuito nel Parco e nei quartieri limitrofi, a più riprese, centinaia di volantini concordati con il Comitato di Salvaguardia, ma "il caso" arriverà al cuore della gente solo quando emergerà dalle fondamenta la volumetria...

In risposta al messaggio di Massimo De Rigo inserito il 28 Maggio 2007 - 18:00
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