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.: Discussione: Le bici e i marciapiedi: la convivenza è possibile

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 23 Maggio 2007 - 11:51
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Il caso del giorno

Bici sui marciapiedi: rispetto e buon senso

Una città nemica dei ciclisti e dell'ambiente è una città senza futuro. Ricordiamo che il Comune è inadempiente per le piste ciclabili

APPELLO
Dateci le corsie riservate

Con l'annunciato e sacrosanto proposito di multare i ciclisti sul marciapiede suggerisco all'amministrazione misure pro ciclisti: tracciare una linea rosa che segna il percorso più favorevole e «inviolabile» per le bici; trattare con le compagnie di assicurazione una polizza da 10 euro, per il risarcimento dei danni al ciclista vittima incolpevole di un incidente.
Leonardo Castellano

RIGORE
Se la severità è «strabica»
Quanti sono i pedoni investiti dai ciclisti che vanno sui marciapiedi e quanti invece i ciclisti investiti dalle auto o dalle moto sulle strade? Per le auto e le moto parcheggiate sugli stessi o in doppia fila che si fa?

U. Maja

SANZIONI
Norme valide per tutti
Da ciclista e da pedone, approvo le sanzioni alle biciclette che corrono sui marciapiedi. Da mamma mi ricordo di un mio figlio portato all'ospedale, perché investito da una bicicletta sul marciapiedi. Da ciclista, pedone, mamma e automobilista, mi domando però come ci arrivino sul marciapiedi le moto e le auto lì parcheggiate. Domanda che i vigili non si pongono mai.
Flavia Lena

VIGILI URBANI / 1
Auto contromano impunite
Il giorno in cui vedrò un vigile piazzato in piazza Aspari multare gli automobilisti che da via Vanvitelli entrano nella piazza contromano per infilarsi in via Andrea del Sarto, accetterò di farmi multare se viaggio sul marciapiede per non farmi uccidere dagli autobus, che percorrono via Bronzetti a 70 all'ora.
Raffaella P.

VIGILI URBANI / 2
Pedoni al loro posto
Sarebbe opportuno che la polizia locale fosse invitata anche a multare quei pedoni che fanno crocchio e chiacchierano sulle poche piste ciclabili che abbiamo a Milano.
Luciano Poletti

LEGALITÀ
Liberate le piste ciclabili
Finalmente il ritorno alla legalità, basta biciclette sui marciapiedi, multe da 36 euro e tolleranza zero, era ora.
Da pedone, ciclista, motociclista, automobilista e utente dei mezzi pubblici mi aspetto finalmente le piste ciclabili sgombre da auto e moto e cacche di cani, i marciapiedi saranno finalmente per pedoni e diversamente abili.

Luigi Fabbris

PROTESTA / 1
Vi sfido a multarmi
Vado regolarmente sui marciapiedi per recarmi in ufficio. Ho provato ad andare per strada. È da brividi, ti sfiorano ed è pericolosissimo. Se dovessi venire multato, non pagherò e lascerò che la pratica segua il suo corso.
Luigi Maderna

PROTESTA / 2
Scelta di sopravvivenza
Pagherò la multa senza batter ciglio, qualora fossi pescata — io o i miei figli di 9 e 11 anni — ad andare in bici sui marciapiedi. Quando lo facciamo è davvero amalincuore; e chiediamo sempre scusa ai pedoni. Ma muoversi in bici su strada normale è davvero arduo e pericoloso. Corso San Gottardo ha uno spazio irrisorio tra rotaie e marciapiede ed è rovinato da buche pericolose; per arrivare a piazza del Duomo ci sono solo strade lastricate, con rotaie (via Torino, corso Italia, via Mazzini); lungo Ascanio Sforza ci sono dei tombini così infossati che fanno paura. Negli ultimi anni, inoltre, il pericolo più grande, per quanto riguarda i ciclisti, è rappresentato dai motorini. Non si fermano mai e sorpassano alla cieca, rischiando di investire pedoni e ciclisti.
Emanuela Duina

Dunque, approviamo o bocciamo? O ci fidiamo del buonsenso del vigile capace di valutare caso per caso: multe ai maleducati che ti sfrecciano vicino e alla fine vogliono aver ragione; garbato richiamo a chi in bici sul marciapiede ci va per non finire sotto auto o tram? Mettiamola così: ci fidiamo del buon senso. Perché una città nemica dei ciclisti e dell'ambiente è una città senza futuro. E noi vogliamo pensare che il giusto richiamo al codice della strada, al rispetto dei pedoni, alla buona educazione, aiutino a migliorare i comportamenti dei ciclisti, ma anche dei motociclisti e, soprattutto, degli automobilisti. Sul marciapiede il ciclista è un ospite. Questo, con o senza multe, è un principio che non si discute. Ricordiamo, è giusto, che il Comune è inadempiente per le piste ciclabili: su duemila chilometri di strade, solo settanta di questi sono destinati ai ciclisti (e spesso sono parcheggi per auto o vicoli a fondo cieco). I centomila bikers milanesi (di cui un terzo usa la bici per andare al lavoro) si trovano a pedalare su 20 chilometri di rotaie abbandonate, subiscono oltre diecimila incidenti all'anno e quando sono in via Torino, in via Meravigli o in viale Piave si fanno il segno della croce. Detto questo, le multe ai ciclisti indisciplinati, alle mamme che portano i due figli sulla bici in contromano e senza casco protettivo, a quelli che pensano che con le due ruote si possa andare ovunque, a chi crede che il marciapiede sia di sua proprietà, ci stanno. I richiami alla disciplina in una città sempre più maleducata non vanno respinti. E i pedoni hanno il diritto di sentirsi sicuri. Solo una considerazione: a girare in bici per Milano è un miracolo arrivare sani. Le strade pericolose non aiutano i ciclisti. Loro non debbono commettere infrazioni. Ma il Comune deve mantenere quel che ha promesso: piste ciclabili e percorsi protetti. Togliendo dai marciapiedi anche qualche auto di troppo.


Giangiacomo Schiavi
23 maggio 2007

In risposta al messaggio di Eugenio Galli inserito il 22 Maggio 2007 - 11:20
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