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.: Discussione: La sinistra a favore dei ROM a casa di altri

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Sara Rossin

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Inserito da Sara Rossin il 23 Apr 2007 - 06:14
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Ancora sui ROM al Parco Lambro.
(anche se non ce n’è quasi più)

Le proposte elaborate dall'Unione in Consiglio di Zona 3 (sono due e le allego) partivano dal fatto che non ci piacciono i "campi nomadi", anche se dobbiamo constatare che a volte è l’unica cosa che questa Amministrazione riesce a fare ed è comunque meglio che niente.
I campi nomadi sono villaggi con proprie regole interne (chi comanda, chi punisce, che cosa si fa, come ci si comporta, ...) che vengono a patti con la nostra società sottoscrivendo regole (che sembrano quasi "patti
internazionali", passatemi il termine) come il patto di legalità.
Non solo nessuno di noi è d'accordo con questo, ma anche nessuno (nemmeno il Sindaco, la Moioli, Terzi, De Corato e il Prefetto) ha proposto questo per il Parco Lambro, e mi dispiace che troppi cittadini siano
stati vittima della vergognosa campagna della destra.
La destra (anche la componente cattolica e quella ciellina) ha svolto la sua solita azione razzista agitando slogan ("vogliono fare un campo nomadi al Parco Lambro" e "no ai nomadi nel Parco Lambro") che sono, scientemente, delle menzogne, dette solo per cavalcare le paure, avere consensi e comparire sui
giornali.
Il comportamento di gran parte del pubblico presente al Consiglio di Zona monotematico di giovedì scorso (il 19 aprile) è stato omogeneo a queste sollecitazioni: abbiamo sentito urla del tipo “rimandiamoli indietro in casse di zinco” o “bruciamoli tutti” o sbeffeggi del tipo “amico dei Rom, portali a casa tua”, tanto per fare qualche esempio.
Il progetto (ancorché nemmeno comunicato al CdZ 3) era quello di ampliare l'area affidata al CEAS in modo che il CEAS stesso (don Colmegna) potesse occuparsi dell'accoglienza dei tossici con doppia diagnosi (anche di disturbi psichici) e degli afflitti da disturbi psichici (cose che fa già) e anche di "famiglie disperate" perchè prive di una qualsivoglia dimora, primi in ordine di tempo i settanta Rom (di cui 35 bambini)  fuggiaschi da Opera dopo l'incendio doloso del loro campo.
Questa, come tutti possono capire, è cosa ben diversa da un campo nomadi.
Questa sarebbe stata "semplicemente" l'ampliamento di una delle opere di solidarietà che trovano collocazione nel Parco Lambro, come Exodus per gli ex-tossici di don Mazzi e la Cascina Biblioteca per gli handicappati dell'ANFFAS.
L’Unione non ha voluto negare questo ampliamento, perchè abbiamo già assistito, subendoli, agli ampliamenti di Exodus e della Cascina Biblioteca.
Perché a don Mazzi sì e a don Colmegna no?
Perchè all'ANFFAS sì e a don Colmegna no?
L’Unione ha però chiesto che si decretasse uno stop ad altre iniziative di solidarietà (e commerciali, che ritengo oggi più pericolose) e anche ad ulteriori ampliamenti di queste.
Ha anche chiesto che, in cambio, il Parco Lambro venga ampliato fino alla Gobba e al confine di Segrate, come era stato promesso da almeno vent'anni.
Che cosa c'è di non condivisibile in questo?
Tuttavia il centro destra ha pensato bene di votare contro questa mozione, anche se ne ha ricopiate alcune parti che ha inserito nella propria.
Il centro destra ha voluto dire di no a tutto, altrimenti come avrebbe potuto “soddisfare” i cittadini urlanti che ha ingannato, montato e portato ad assistere al CdZ ?

Voglio aggiungere una considerazione tutta mia: secondo me, il CdZ 3 ha perso un'occasione.
Mi spiego.
Nel prossimo futuro, dato l'aumento continuo, costante e inesorabile degli arrivi, e dato che la zona 3 è l'unica in tutta Milano a non ospitare alcun campo nomadi, il CdZ 3 sarà molto presto chiamato ad indicare un'area da destinare ai nomadi.
Che cosa potrà fare?
Se avessimo accettato il villaggio della solidarietà di don Colmegna avremmo potuto dire che stiamo già operando e lo stiamo facendo in un altro modo, ma così che cosa potremo dire? Diremo, come il pubblico di giovedì sera in CdZ, che non li vogliamo ?  Che i Rom "vanno rimandati a casa in casse di alluminio"?  Che i Rom "vanno bruciati tutti"?
Io le trovo risposte incivili.
E sono anche molto delusa dal fatto che queste risposte siano date da persone che "vanno a messa" e accettate (quando non condivise) da interi consigli pastorali delle parrocchie di zona.
Siamo infatti a questo punto.
Ma io non sono cattolica, nè "cristiana".  Sono solo una cittadina democratica e razionante che sa riconoscere i fenomeni inevitabili e scegliere di "sporcarcisi le mani" e tentare di "governarli" piuttosto che lasciare che una valanga di razzismo e di odio renda le cose più difficili per tutti e anche per me.


Sara Rossin
capogruppo de L'Ulivo in CdZ 3
In risposta al messaggio di Simone Paleari inserito il 20 Apr 2007 - 10:05
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