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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Giovedì, 15 Marzo, 2007 - 02:07

Eolo, la dea dell’aria

fonte: www.lifegate.it

Brevettata 6 anni fa dal francese Guy Négre, l’auto tutta ecologica che viaggia ad aria compressa sembrava scomparsa nel nulla. E invece, ora, sarà prodotta in serie. In India.  
 
 Doveva entrare in produzione già tra fine 2001 e inizi 2002, in uno stabilimento di Nizza, e quasi contemporaneamente anche in Italia, a Rieti. Sembrava un sogno: 110 Km/h, un’autonomia di 200 chilometri, 10 ore di funzionamento ininterrotto.
E nessun carburante. Solo aria compressa nel motore, contenuta in un paio di bombole. E soprattutto nessuno scarico inquinante. Di nuovo solo aria, che esce, dal tubo di scarico, a una temperatura di –30° C.

Ma per 6 anni Eolo, una monovolume futuristica e geniale, ideata dall’ingegnere progettista di motori di Formula 1 Guy Négre, è scomparsa nel nulla. Fino a che il colosso automobilistico indiano Tata Motors non ha deciso di produrla in serie, firmando un contratto con la MDI (Motor Development International), la società di Guy Négre e di suo figlio.
L’automobile ad aria compressa comparirà sul mercato entro un anno e mezzo. Come prevede il brevetto originale, sarà possibile fare un pieno “fai da te” in circa 4 ore, collegando Eolo ad un generatore elettrico. Solo 3 euro di elettricità  per 100 chilometri percorsi.
Ma vi sono anche migliorie tecnologiche, maturate in sordina durante questi 6 lunghi anni. Come, ad esempio, il fatto che l’auto prodotta dalla Tata Motors avrà un motore ibrido, metà ad aria compressa e metà a gas. Il che non solo consentirà un’autonomia (500 chilometri con un pieno anziché 200) ed una velocità maggiori (150 Km/h), ma garantirà il funzionamento della vettura anche qualora non fosse possibile la ricarica dell’aria compressa, sfruttando i distributori di gas già presenti sulle nostre strade.
Il prezzo è tutto sommato abbordabile: la vettura costerà infatti 12.000 euro circa, poco più di una comunissima monovolume. Eolo, insomma, ci porta nel futuro. Veloce come il vento.
Chiara Boracchi