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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Lunedì, 22 Gennaio, 2007 - 00:34

“IDEE PER UN AMBIENTE SANO NELLA GRANDE MILANO

http://www.officinadellambiente.com/it/articolo.php?idl1=2&idl2=15&id=1248

Solo in tempi recenti la natura ha cessato di essere unanimemente considerata al servizio esclusivo dell’uomo, ma il saccheggio dell’ambiente continua sistematicamente a perpetrasi se non in nome dell’ignoranza ora sicuramente in quello del profitto, nonostante in molte nazioni si siano fatti strada negli ultimi decenni dei movimenti che propongono una coscienza ambientale contro la distruzione di suolo, acqua e aria e per una migliore qualità della vita.
Malgrado si sia affrontato seriamente il discorso sull’ambiente, in una imbarazzante lacuna molti ecologisti “di professione” dimenticano di considerare il ruolo chiave costituito dal mondo animale. Per una sorta di rimozione ancora utilitaristica questo basilare anello della catena, la vita animale, viene ignorato, lasciandolo colposamente “in gestione” a chi ha interesse a sfruttare gli animali; evidentemente non si ritiene utile divulgare un modo di pensare che comporta un diverso criterio di relazionarsi eticamente con gli animali al fine di ritrovare il proprio posto tra le specie viventi verso un nuovo equilibro naturale, condizione fondamentale per la sopravvivenza.

Solo nel rispetto dell'UNITA' e, al tempo stesso, della DIVERSITA' degli esseri viventi, con l'impegno ad una lotta non violenta per ridurre ed eliminare la sofferenza, la tortura, la distruzione nell'ambito della comunità biologica a cui l'uomo appartiene e dalla quale dipende ogni specie, ogni individuo può contribuire ad assicurare la stabilità del pianeta e la sopravvivenza di tutti i suoi componenti.

Ogni specie, ogni individuo possiede DIRITTI NATURALI ad un'esistenza degna. La specie umana ha invece iniziato un'autoritaria gestione dell'economia biologica, gestione che è assicurata da una continua gerarchizzazione delle specie e degli individui, riferita esclusivamente alle possibilità di un gruppo culturale usato come unità di misura.
L'addomesticazione totalitaria della Natura da parte dell'uomo è avvenuta a prezzo di sofferenze, distruzioni e uccisioni di specie ed individui fino a minacciare d'estinzione l'evoluzione e l'esistenza del pianeta.
Poiché l'uomo ha superato il limite oltre il quale l'equilibrio naturale può essere definitivamente sconvolto, con danno irreversibile anche per tutte le specie compresa quella umana, è necessario eliminare quel diritto arbitrario che l’uomo si è sconsideratamente arrogato sulla natura tenendo conto solamente del proprio interesse miope.

La cultura occidentale è ancora basata sull'antropocentrismo, cioè sullo sfruttamento delle risorse della natura, la natura sottoposta al padrone uomo il quale ha il potere di decidere sugli equilibri naturali e stravolgerli, risorse da sfruttare sino ad esaurimento, senza alcuna distinzione fra persone, animali o vegetali.
· Come hanno ben spiegato molte personalità, dai filosofi greci fino a Voltaire, l’uomo non e' altro che una forma di vita fra altre forme di vita, e autoproclamarsi padrone di ciò che lo circonda risulta grottesco dato il suo campo visivo assai ristretto: l’uomo è un tassello della natura e in quanto tale per sopravvivere ha bisogno di trovarsi in un rapporto equilibrato sia con le forze più grandi di lui che con le entità piccole che invece soggioga e piega ai suoi interessi. Non più dunque al centro del pianeta l'UOMO ma la VITA, la natura con tutti gli esseri viventi, la biosfera nella varietà, originalità, molteplicità, diversità delle specie e degli individui di ogni specie.

Non più l'uomo presuntuosamente al di fuori e sopra la natura, ma l'interdipendenza, la parentela tra tutti i soggetti viventi di cui fa parte anche la specie umana.

La cultura occidentale è ancora basata sul razzismo, se pensiamo alle guerre che si avvicendano continuamente, agli uomini spinti dal potere alla conquista di altri uomini e di altre terre, all'imposizione dei propri costumi, delle proprie tradizioni, delle proprie religioni, allo sfruttamento e/o alla distruzione di popoli e persone, giustificati dalla DISCRIMINAZIONE di razza, di sesso, di classe sociale, di pelle, di linguaggio, di condizioni psico-fisiche, di opinione, ecc.

Figlio di questa ottica distorta è lo squilibrio con il quale ci si relaziona con gli animali. Molte persone si credono amanti degli animali perché si prendono cura di alcuni animali (ad esempio quelli da compagnia, oppure i soli animali selvatici in via di estinzione) in maniera paterna, ovvero partendo dalla considerazione che l'uomo e' comunque un animale superiore a tutti gli altri, e che decide di non sfruttare e far soffrire alcuni fra gli altri animali inferiori.
Questo atteggiamento in realtà si chiama zoofilia, cioè una serie di azioni e scelte non coerenti fra loro che hanno come soggetto di interesse gli animali, ma non il loro benessere: dispiacersi per una moria di pesci nell’acquario e mentre ci si cucina una cernia, coccolare il proprio cagnolino e fargli fare ripetutamente i cuccioli senza preoccuparsi delle conseguenze di questo suo gesto.
Da qualche tempo si fa strada a fatica ma tenacemente una corrente di pensiero rispettosa del mondo animale che si chiama animalismo, e si basa sul concetto di RISPETTO per gli animali non-umani.

La filosofia animalista compie un passo avanti nella coscienza di un pieno comportamento etico, abbattendo anche l’idea per cui l'uomo sia superiore alle altre specie animali contro lo specismo, neologismo che significa razzismo tra tutte le specie viventi e consiste nell'adottare un atteggiamento differente secondo le specie, nel distruggerne alcune proteggendone altre, nel dichiarare che certe specie sono "utili", altre "nocive", o "crudeli". e quindi possa trarne beneficio sfruttandoli al pari di un qualsiasi oggetto.
Per causa dello SPECISMO quindi alcuni proteggono il cane e il gatto, mentre non si preoccupano degli animali imprigionati negli zoo, oppure si proteggono le aquile e perseguitano le talpe.
Per specismo si è riservata "l'intelligenza" all'uomo e si è concesso "l'istinto" all'animale. Lo specismo ha anche indotto l'uomo a ritenere che l'animale non soffrisse come lui, per poterlo usare e sfruttare Come il "razzismo", che nega a certi uomini quei diritti che altri uomini si attribuiscono, si può definire un CRIMINE CONTRO L' UMANITA', così lo "specismo", che stabilisce una gerarchia di diritti nel mondo, è un CRIMINE CONTRO LA VITA al RISPETTO PER LA VITA , perché l' uomo ha il DOVERE, per il bene di tutta la COMUNITA' BIOLOGICA alla quale APPARTIENE e dalla quale DIPENDE, di rispettare la vita in tutte le sue forme.

La differenza tra zoofilia e animalismo sembra ancora una differenza da poco? Poiché tutti si ritengono amanti degli animali difficilmente si interrogano su questa differenza, senza accorgersi che un corretto rapporto con gli animali non è basato sul settarismo o sulla compassione bensì sulla giustizia.

L'innovazione del pensiero animalista e' quella di porre, per la prima volta, sullo stesso piano tutti gli animali: per cui l'uomo non e' il padrone che può decidere di come disporre di tutti gli altri esseri viventi, ma viene visto come un animale al pari degli altri, che in quanto tale deve a tutti il medesimo rispetto, e riconosce a tutti il diritto alla vita e a non essere sfruttati.

Percorrendo la strada dello sfruttamento e della distruzione, l'uomo otterrà un mondo funzionale al profitto di pochi ma anche brullo e sterile, dove sarà costretto a vivere in maniera sempre più arida e globalizzata.

Oggi più che mai e' necessaria la diffusione di una visione del mondo che ponga il fulcro di tutto sul concetto di vita, che riesca a far comprendere che senza il rispetto per il mondo in cui viviamo non c'e' alcun futuro, come chiaramente dimostrano i disastri “innaturali” che avvengono a causa delle alterazioni compiute dall'uomo, e i danni irreparabili inflitti sempre per le stesse cause al nostro mondo (ad esempio il buco dell'ozono o la diga cinese sul fiume Azzurro che formando il lago artificiale più grande del pianeta ha sommerso sotto 70 metri d’acqua uno dei più bei paesaggi cinesi agricoli cambiando il clima in più umido e più caldo evacuando più di 1 milione di persone con conseguenze di distruzione ecologica ancora da quantificare ).

Nonostante i danni irreversibili ambientali come quelli sopra citati, la ricerca di una vita in armonia con la natura e di un maggior rispetto per tutte le forme di vita rimane ancora l’unica soluzione per migliorare le condizioni di vita di tutti. Il futuro della civiltà dipende da tutti noi!

Da alcuni decenni associazioni, volontari e singoli cittadini si battono per una sorta di rivoluzione culturale che porti al riconoscimento anche giuridico dei diritti naturali dell'animale, in modo che abbiano lo stesso peso e vengano condannate le violenze di ogni tipo e di ogni genere sugli umani e sui non umani in nome della conoscenza, rispetto, considerazione e coesistenza nei confronti dell' "altro", principi sui quali tutte le forze della non violenza devono confluire sia a livello giuridico che economico e politico.
- mantenimento della natura e degli habitat
- abolizione di caccia e pesca
- divieto di uso di animali negli zoo e negli acquari a fini pseudo-culturali
- divieto di uso e tortura di animali per il divertimento e gli spettacoli: corride, rodei, corse, feste sadiche religiose, combattimento fra cani,
- abolizione dell’addomesticamento autoritario di molte specie:
per fini alimentari (allevamenti intensivi, trasporti, macellazioni)
per fini commerciali (cani, gatti, cavalli e animali esotici)
per fini di abbigliamento (allevamenti e uccisioni di animali da pelliccia, bachi da seta ecc.)
- divieto di uso di animali per la ricerca biomedica, industriale (bellica), cosmetica, didattica ecc.
- fine dei maltrattamenti verso gli animali, crudeltà e abbandoni.

Questa rivoluzione, questo futuro di civiltà che auspichiamo, che deve essere prima individuale e poi collettiva, deve partire dalla consapevolezza che bisogna abolire il dominio di una specie sull’altra, perché gli esseri viventi umani e non umani sono uguali di fronte alla vita e capaci di provare gioia e dolore.

Il cambiamento individuale significa impostare la propria vita nel rispetto dell'ambiente, di altre vite umane e non umane, rifiutare il consumismo, lo spreco delle risorse, individuare i beni essenziali da quelli superflui, conservare della propria salute psico-fisica, attraverso la messa in discussione della propria alimentazione, dei diversi tempi e modi di lavorare e divertirsi, passare insomma dall’”avere” all'”essere”. (La civiltà dei consumi era già stata stigmatizzata da Pier Paolo Pasolini 30 anni fa.)

Il cambiamento collettivo richiede un progetto dei governi per una equa e corretta gestione delle risorse , in modo che ogni vivente possa condurre una vita degna e una coesistenza serena: tutela del suolo, dell'acqua e dell'aria per il rispetto della storia e del patrimonio dei popoli e dell’habitat naturale, la semplificazione e la riqualificazione dei consumi (contro la globalizzazione), l'eliminazione di energie e produzioni inquinanti, (lotta ai veleni chimici e proposta di agricoltura biologica), campagne contro la fame per un vegetalismo globale (necessità economica e eliminazione della sofferenza animale), il rifiuto di una ricerca (tutela della salute impostata sull'informazione e sulla prevenzione e abolizione dello strapotere delle industrie farmaceutiche, abolizione della sperimentazione animale, animali transgenici, clonazione, predazione di organi, manipolazioni genetiche), ecc.

Spesso questo "volontariato animalista" viene culturalmente emarginato e minimizzato anche all’interno del partiti che si battono per i diritti degli uomini, dimostrando una incredibile indisponibilità verso quegli esseri "viventi e senzienti" che nonostante le leggi, gli scritti e le opinioni, sono ancora emarginati, come lo erano (e ancor oggi spesso di fatto lo sono) gli esseri umani improduttivi perché poveri, malati, handicappati, vecchi, trascurati dalle istituzioni.
L’obiettivo del gruppo Vita Animale è quello di divulgare la filosofia animalista a tutti i livelli, con particolare riferimento al randagismo, ovvero alle problematiche legate a una gestione scorretta degli animali di proprietà. Fino a quando non si metteranno in discussione individualmente le proprie abitudini culturali non ci sarà giustizia per gli animali.

Il randagismo è purtroppo un fenomeno assai diffuso, non solo nel periodo estivo. Questo fenomeno nasce dalla mancanza di sensibilità, dall’ignoranza, dalla leggerezza, dalla superficialità con cui si acquista un animale, per il compleanno per natale,senza pensare agli obblighi che ne derivano, all’impegno che comporta. Non ci si preoccupa della sterilizzazione, costa ed è contro natura, non lo è invece abbandonare l’animale per strada o sopprimere i cuccioli?
Crediamo che solo con una crescita di coscienza, con il cambiamento di cui sopra,sarà possibile arginare il problema.
Il potere politico ha, secondo noi, l’obbligo di emanare normative in tal senso, e soprattutto mettere in atto quegli accorgimenti che servano a farle rispettare, non siamo carenti in fatto legislativo, ma lo siamo nel farlo rispettare,
Nel nostro caso, in Lombardia, non si è ancora recepita la l. 281/91, che darebbe uno strumento per poter meglio operare, dando ad ASL , Provincia e Comuni strumenti per il rispetto di tali dettami.
Necessitano corsi di aggiornamenti a chi è deputato a questo compiti (vigili, carabinieri e polizia)

- conoscere le normative vigenti
- conoscere le razze canine e gli altri animali
- a quali organi fare riferimento
- come operare

La realtà milanese e del suo hinterland non è così drammatica come in atre città, soprattutto al sud, ma i cani accalappiati e ancora presso i canili sono ancora tanti, troppi, la maggior parte delle persone quando pensa di prendere un cane, va ad acquistarlo, non pensa di andare in canile, così facendo si incrementano le nascite, e di conseguenza l’aumentare del randagismo.

Il comune di Milano non ha una struttura protetta per i propri randagi, e si appoggia, come la maggior parte dei Comuni, a strutture private, che per bene che lavorino, il loro interesse non è certo l’affido degli animali.
L’importanza di avere una propria struttura ed un controllo più puntuale, ha una grande valenza, un miglior benessere di chi resta ed una maggior celerità di affidi, non va sottovalutato questo aspetto, non solo sotto il profilo del benessere animale ma anche del risparmio economico.

Va detto che ormai la maggior parte degli italiani convive con un animale d’affezione, soprattutto dove ci sono bambini, per compagnia, per gioco, per crescita, o persone anziane rimaste sole, che trovano in un gatto o in un cane il compagno che allontana la malinconia, la solitudine.

Le cose da fare e con urgenza sono molte, vediamo le priorità.

· Campagne di sensibilizzazione, anche nelle scuole, atte a portare a conoscenza del problema
· Affidare il controllo delle strutture e gli affidi ad associazioni
· TUTTI gli animali che transitano nelle strutture, cani o gatti che siano, non DEVONO essere affidati se non preventivamente sterilizzati.
· Dotarsi di strutture pubbliche, con gestione pubblica, o di associazioni
· Per le sterilizzazioni, convenzioni con ASL e/o veterinari liberi professionisti, per tariffe ridotte a persone anziane o a basso reddito.
· Non ultima la necessità che la Regione Lombardia recepisca la l. 281/91

Prospetti di entrate e uscite dei cani accalappiati nel comune di Milano.

Ultima gara di appalto avvenuta nel luglio 2005
· il costo di ricovero e mantenimento di ogni cane è pari € 3,75 + Iva 20% cane/die.
· Per ogni gatto è pari € 2,00 gatto/die (esente da Iva).
Attualmente i canili rifugio convenzionati con il comune d Milano sono:
Canile Rifugio c/o Il Girasole - via Redecesio 5 - Segrate (MI)
Canile Rifugio c/o Casa Russo - via Emilia sn - Vignate (MI)
Gattile Rifugio c/o Associazione Mondo Gatto onlus - via Schievano 15 – MI

Costi annuali sostenuti dal comune di Milano

· € 645.502,5 per i cani
· € 65.700,00 per gatti

in allegato:
- Riepilogo presenze nei Canili Rifugio convenzionati. ANNO 2005
- Riepilogo presenze nel Gattile convenzionato. ANNO 2003
- Riepilogo presenze nel Gattile convenzionato. ANNO 2004
-Riepilogo presenze nel Gattile convenzionato. ANNO 2005

Nell’attività del Gruppo Vita Animale dell’Associazione Sinistra Ecologista vi è da annoverare tra l’altro il contributo fornito al Gruppo Consiliare DS della Regione Lombardia nella redazione di un Progetto di Legge riguardante la “Lotta al randagismo e tutela degli animali d’affezione”.

E’ opportuno ricordare che l’attuale normativa regionale, la l.r. n.30/87, è inadeguata.

Lo Stato con la Legge-quadro n. 281/91 ha assegnato fra l’altro alle Regioni e ai Comuni precisi compiti per la realizzazione e il risanamento di strutture di ricovero e ha istituito un apposito fondo per il finanziamento degli interventi.

L’obiettivo fondamentale di questa proposta di legge è la tutela degli animali d’affezione quali esseri viventi dotati di dignità e al rispetto delle loro esigenze fisiologiche ed etologiche.

Vengono inoltre proposte norme volte alla repressione di ogni tipo di maltrattamento, ivi compreso l’abbandono e le mutilazioni. Viene sottolineata la necessità dei controllo demografico delle specie canine o feline attraverso la sterilizzazione degli animali rinvenuti.

Ed ancora altre norme con l’intento di adeguarsi con normative simili e già in vigore in altre Regioni d’Italia quali la Liguria e l’Emilia Romagna.

In collaborazione con altre associazioni protezioniste ci si augura al più presto che la Regione Lombardia approvi il testo normativo per colmare un vuoto che è divenuto oramai enorme.

SINISTRA ECOLOGISTA – GRUPPO VITA ANIMALE