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.: Il Blog di Donatella Elvira Camatta
Lunedì, 8 Gennaio, 2007 - 13:07

Il volo delle lobby delle armi

finanziaria.jpg

Luciano Bertozzi
http://www.nigrizia.it/doc.asp?id=9047&IDCategoria=127

Una legge Finanziaria 2007 positiva per l’industria militare. Saranno
utilizzati anche i soldi del Tfr per finanziare la Difesa.

E’ stato costituito un apposito Fondo per le esigenze di investimento
per
la difesa, nell’ambito del ministero della difesa, con uno stanziamento
di
1.700 milioni di euro per il 2007, di 1.550 per il 2008 e di 1.200
milioni
per il 2009. Il Fondo realizzerà programmi di investimento pluriennali
per
la difesa nazionale, per un totale di 4.450 milioni nel triennio
2007-2009. Dal 2010 ulteriori stanziamenti saranno stabiliti dalle
successive leggi finanziarie.

Sempre nell’ambito del predetto Ministero è stato introdotto un Fondo
per
esigenze di mantenimento della difesa, con la dotazione di 350 milioni
di
euro nel 2007 e 450 milioni per ciascuno degli anni 2008 e 2009, per un
totale di 1.250 milioni nel triennio 2007-2009. In particolare il Fondo
finanzierà interventi di sostituzione,ripristino, manutenzione
ordinaria e
straordinaria di mezzi, materiali infrastrutture ed equipaggiamenti,
anche
in funzione delle operazioni internazionali di pace.

E’ previsto anche il rifinanziamento di investimenti nel settore
aerospaziale, elettronico e per la produzione del caccia Eurofighter,
da
realizzare in base ad una coproduzione fra aziende italiane, inglesi,
tedesche e spagnole. Per il biennio 2007-08 lo stanziamento è pari a
520
milioni di euro e di 310 milioni per gli anni successivi.
Nel disegno di legge è contenuto anche il fondo per le missioni
militari
all’estero con una dotazione di un miliardo per ciascuno degli anni
2007,
2008 e 2009.

Inoltre, una parte del trattamento di fine rapporto (tfr) che i
lavoratori
dipendenti delle aziende private con più di 49 addetti non destineranno
alla previdenza complementare sarà dirottato ad un nuovo fondo statale
che
finanzierà anche un Fondo per le spese di funzionamento della Difesa,
per
un ammontare di 160 milioni nel 2007, di 350 milioni nel 2008 e di 200
milioni nel 2009.
Anche lo stanziamento per le navi FREMM, non è stato toccato,
nonostante
si tratti di circa 2 miliardi di euro, scaglionati fra il 2007 ed il
2022.

E’ previsto anche un fondo di 25 milioni di euro per bonificare i
poligoni
militari e le navi, per la tutela del mare e del territorio ed un altro
fondo di 15 milioni per interventi sanitari a favore dei militari
italiani
all’estero e delle popolazioni civili dove sono presenti missioni
internazionali.
A fronte a tutti questi soldi per le armi non c’è nessuno stanziamento
per
la riconversione produttiva dal militare al civile; gli stanziamenti
per
la cooperazione allo sviluppo sono elevati a circa 650 milioni per
ciascuno degli anni 2007,2008 e 2009, misura peraltro insufficiente ed
il
Fondo per lo sminamento umanitario è stato di poco ridotto rispetto
alla
misura 2006 (circa 2,2 milioni di euro annui, dimezzato rispetto allo
stanziamento di qualche anno fa).Allo stesso modo l’Esecutivo non ha
tenuto fede agli impegni presi in sede di G-8 sul Fondo globale per la
lotta all’Aids, alla TBC ed alla malaria.

L’Esecutivo Prodi ha ceduto alla lobby delle armi ed ha autorizzato un
rilevante programma di investimenti. Anche se in parte, sono
rifinanziamenti di programmi già decisi in precedenza, tutto ciò appare
ancor più grave, ove si consideri che il Governo Berlusconi era stato
costretto ad operare, suo malgrado, delle riduzioni.

Il Governo si è mostrato poco sensibile alle richieste di parte del suo
elettorato e di decine di parlamentari della Maggioranza che hanno
chiesto
un drastico taglio delle spese militari, per dirottarle verso quelle
sociali, di aumentare i fondi della cooperazione e di stanziare risorse
per la riconversione produttiva verso il settore civile. Nel corso del
travagliato iter parlamentare la finanziaria, sugli investimenti
militari,
ha subito tagli minimi, mentre ad esempio sono stati ridotti i fondi
per
la ricerca e la scuola.
Allo stesso modo l’Esecutivo non ha ancora dato attuazione al programma
elettorale dell’Unione che ha previsto la diminuzione delle spese
militari.

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