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Angelo Valdameri

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Inserito da Angelo Valdameri il 21 Maggio 2007 - 15:29
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Documento dei rappresentanti dei comitati della zona Navigli (Com. Navigli, Com. Ripa Ticinese, Com. abitanti quart. Nav. Pavese, aderisce Com. Magolfa) 17/5/07
 

Chiediamo un consiglio di zona 6 straordinario, aperto ai cittadini, con la presenza degli assessori comunali Croci, Maiolo, Cadeo per un reale confronto sulla situazione della zona dei Navigli

Per anni si è cercato di indurre il Comune e le altre istituzioni locali (consigli di zona) ad interessarsi del quartiere dei Navigli; sono state rappresentate agli organi competenti le esigenze di chi vi abita e nonostante gli innumerevoli tentativi di portare ad una riflessione sulle scelte di fondo operate nel quartiere, ci ritroviamo in una situazione di degrado ancora peggiore e ormai fuori controllo.
La stessa ZTL, possibile strumento interessante di ripensare la vivibilità, si sta rivelando un danno per i cittadini e commercianti diurni ed un’agevolazione per i soliti locali serali -notturni.
NON ACCETTIAMO:
1         INVIVIBILITA’ E DEGRADO
Le scelte fatte per il nostro quartiere dalle precedenti amministrazioni trovano continuità nell’attuale. Il quartiere assume sempre più le caratteristiche di un “divertimentificio”, ed i suoi abitanti risultano essere un peso di cui liberarsi.
Ne consegue un abbandono del quartiere a se stesso, con attenzione e libertà solo per chi ci viene come fosse un Luna Park e per chi da questo Luna Park trae profitti.
2         TRASFORMAZIONE OLTRE OGNI CRITERIO DI BUON SENSO
La richiesta di locali serali e notturni ha portato e porta all’espulsione delle attività storiche quali negozi, laboratori artigianali, esercizi d’utilità (farmacia), sottraendo vivibilità a chi nel quartiere ci abita.
Al loro posto sono sorte come funghi attività di “intrattenimento” il cui scopo è quello di rifarsi in fretta degli alti costi di affitto, offrendo un servizio poco qualificato e generalmente standard, che richiama clientela giovane da ogni dove, ciò comporta una sorta di far west serale.
3         MANCANZA DI REGOLE, ILLEGALITA’ DIFFUSA, ASSENZA DI CONTROLLI SUL RISPETTO DELLE NORMATIVE VIGENTI.
Regna la libera interpretazione delle regole da parte di chi ne trae godimento o guadagno. Di fatto, non ci sono: orari, limiti all’occupazione degli spazi, limiti al rumore, limiti all’arroganza di (diversi) gestori e molti clienti quindi, tutto ciò malgrado un recente slogan del Sindaco Letizia Moratti: “NON ESISTONO ZONE FRANCHE”. La viabilità è relegata a pura discrezionalità, in funzione della comodità dei clienti di uno o dell’altro locale, con gravi problemi specialmente quando sono particolari urgenze (interventi di autoambulanze, vigili del fuoco ecc.).
Il problema della forte e stabile presenza di ambulanti abusivi si aggiunge al dubbio che la loro “gestione” con “concessione di spazi” abusivi sia in mano a malavita organizzata.
La presenza di vasta popolazione interessata a passare una “allegra serata”, ha incrementato la presenza di spacciatori e di luoghi di “rifornimento” di articoli che aiuterebbero a rendere la serata più “godibile”. In Via Segantini si assiste ad un via vai dalla cascina occupata, dove un “palo” è stabilmente appostato in attesa di indirizzare i clienti o avvisare dell’eventualità di visite sgradite. Via Troilo, causa la poca luminosità e l’inaccessibilità alle auto per il transito in Via Pavia, è sempre più considerata dai tossico - dipendenti un sito ideale dove potersi iniettare l’eroina.
La via è diventa una piccola discarica priva d’attenzione da parte degli enti preposti incaricati a garantire l’igiene pubblica.
Come dimenticare poi i danni alle autovetture parcheggiate o le ormai frequenti risse e regolamenti di conti tra balordi (e non) che causano spesso vittime nelle nostre vie
Tutto accade nella più totale assenza di controllo del territorio da parte delle forze municipali e dell’ordine.
4         VIABILITA’ e ZTL
Oltre a quanto già detto, vi è da segnalare che il notevole afflusso di auto in queste zone rende sempre più difficoltosi gli spostamenti agli abitanti. Addirittura i tram ed autobus sono spesso bloccati da intere colonne di auto in doppia e tripla fila. Il cattivo impianto della viabilità dovuto alla ZTL, appena attuata, crea code ed ingorghi nelle poche vie che attraversano la zona.
Il parcheggio sotto la Darsena, 713 posti a rotazione, spacciato come soluzione al traffico e alla sosta selvaggia, in realtà aggraverà la situazione spingendo a portare l’auto in centro, fin sotto il “locale”, risulta quindi essere ancora una volta un “favore” ai locali serali, più che una risposta alla fame di parcheggi dei residenti. Altro danno della ZTL, così pensata, è arrecato ai commercianti diurni che si ritrovano con problemi di accessibilità e carico-scarico merci,   con ulteriore tendenza alla “fuga” dal quartiere.
Non parliamo poi degli anziani o disabili privi di mezzo proprio che, spesso, si trovano nell’impossibilità di farsi accompagnare o prelevare da casa a causa di pilomat che non guardano in faccia nessuno, tranne che….
5         INQUINAMENTO ACUSTICO E AMBIENTALE
Altro risultato è l’inquinamento acustico ed ambientale dovuto al forte traffico serale-notturno e alla musica che spesso supera il livello di legge e non rispetta orari compatibili con la vita di chi vi abita, con conseguente perdita di sonno di bambini, anziani e normali cittadini-lavoratori, che ne pagano fisicamente le conseguenze.
Gli intasamenti, il chiasso, le urla e le cantate a squarciagola di “clienti” poco civili fanno il resto. Così come i resti delle serate (bottiglie rotte, bicchieri, cartacce, muri imbrattati …) e i bisogni personali (quando si beve tanto si sa…) così come il materiale degli abusivi (appeso “temporaneamente” alle sponde dei Navigli) e perché no, anche i loro “bisogni fisiologici”.
Manca totalmente qualsiasi forma di controllo da parte delle istituzioni e di molti gestori che non osservano le indicazioni di pulizia e di gestione dello spazio antistante i loro locali. L’appellarsi agli organi competenti per il rispetto della legalità si risolve in telefoni che non rispondono e interventi che non vengono materialmente eseguiti.
LE NOSTRE RICHIESTE:
Partiamo dalla convinzione di vivere in una zona che è, anzi era, tra le più attraenti di Milano.
Teniamo al nostro quartiere, al suo corretto sviluppo e alla sua salvaguardia.
Da anni ci battiamo, inascoltati, affinché il quartiere stesso non sia stravolto, succhiato e spremuto e poi, una volta sfruttato, abbandonato a sé stesso. I segnali ci sono già tutti. Riteniamo che, come noi che ci abitiamo, chiunque operi nel quartiere in maniera stabile e non come un “predatore di risorse” dovrebbe essere seriamente motivato alla sua salvaguardia.
Ed in primo luogo i nostri AMMINISTRATORI, cioè coloro che sono da noi stati delegati a curare questo bene pubblico. Rendere questo quartiere un Luna Park non porta ad una sua valorizzazione anche in termini economici e lo distrugge velocemente. Per questo chiediamo, da tempo, di poter trattare e partecipare alle scelte, nelle dovute modalità, nel rispetto reciproco, con tutti gli interessati (Associazioni, Comitati, Enti) e le autorità competenti.
A tal fine ecco una serie di punti propositivi.
1               RICONVERSIONE DEL QUARTIERE
E’ indubbio che la scelta di saturare di locali serali - notturni la zona ha snaturato l’identità del quartiere, svuotandolo della sua storia.
Chiediamo uno stop alla concessione di nuove licenze e la riconversione dei locali in attività quali esercizi commerciali diurni (negozi) e laboratori artigianali, artistici e di mestieri (il che riqualificherebbe questi luoghi anche sotto il profilo di un potenziale turismo).
2          RITORNO ALLA LEGALITA’
Una zona fortemente attrattiva e piena di attività serali - notturne richiama inevitabilmente gente e gestori di tutti i tipi.
E’ necessario che il controllo delle regole e delle normative vigenti, debba essere potenziato e ferreo, specialmente quando maggiore è il rischio di disagio e la concentrazione di irregolarità.
E’ necessaria la presenza costante di controlli certi e con strumenti idonei, del rispetto delle regole, con particolare riferimento a inquinamento acustico ed ambientale, norme di sicurezza e viabilità.
E’ altresì indispensabile la presenza discreta di polizia municipale e forze dell’ordine con scopo preventivo, affinché il quartiere non risulti uno “spazio libero” per qualsiasi forma di illegalità.
Nei week-end l’afflusso di gente e le modalità di frequentazione non si discostano molto da uno stadio medio durante una partita di campionato. Perché lì si prevedono risorse atte a prevenire e qui no?
Le tasse ricavate dalla concessione di suolo pubblico possono essere riportate nel quartiere anche attraverso azioni di questo tipo.
E’ necessaria una migliore illuminazione delle strade e viuzze e l’installazione di colonnine di SOS.
              
3      VIVIBILITA’
Riqualificazione del quartiere attraverso il recupero di spazi sociali per i residenti con destinazione di luoghi all’intrattenimento di anziani, bambini e giovani, dove poter recuperare la socialità una volta anima del quartiere, dove dare spazio alla creatività giovanile (anche stimolando scuole e laboratori di attività creative e artigianali).  Incremento e riqualificazione di spazi verdi fruibili dai cittadini. Recupero del patrimonio storico e culturale dei Navigli e in particolar modo della Darsena, finalizzato ala creazione di un “parco archeologico del Ticinese”, come nuovo spazio di aggregazione e cuore del quartiere.
Gli orari di chiusura dei locali devono essere compatibili con le esigenze di vita e di lavoro dei residenti. Quindi chiediamo che nei giorni infrasettimanali i tavolini debbano essere ritirati entro le 24 e che l’apertura dei locali non si prolunghi oltre le ore 2 (e questo orario sia permesso solo per i week-end). I locali inoltre, come prevede la legge, devono essere insonorizzati e devono tenere le porte chiuse durante il periodo invernale.
4          ISOLA PEDONALE E ZONA A TRAFFICO LIMITATO
L’isola pedonale, ovvero la chiusura dei Navigli con contemporanea concessione dello spazio per i tavolini dei locali serali, deve avere regole certe nei modi di gestione, nei tempi, negli orari e deve essere concordata con gli abitanti. Ugualmente la ZTL sembra avere caratteristiche simili a quelle dell’isola pedonale, infatti, così com’è stata pensata, sembra portare più disagi che benefici.
Grande importanza, ma non è mai stata praticata, ha la progettazione partecipata.
Per convivere sono necessarie regole certe per tutti, sono indispensabili equilibrio e garanzia di vivibilità, solo così, una “vita serale” può essere un piacere per clienti ed abitanti.
In nessuna località europea (e non solo) si assiste alla situazione di caos, rumore e degrado che accompagnano l’isola pedonale nel Ticinese.
La ZTL va ripensata, così come la viabilità.
I pilomat si stanno rivelando una beffa  ed un danno (impossibilità  ad esempio per gli anziani di chiamare un taxi sotto casa). Si ritiene più opportuno l’utilizzo di video camere, l’installazione di cartelli di divieto di sosta ai non residenti.
Va garantito il passaggio per auto al servizio di anziani e disabili.
Deve essere incrementato il servizio di trasporto pubblico e opportunamente calibrato sulle esigenze della Zona. Vanno incentivati sistemi di trasporto dei frequentatori dei locali alternativi al mezzo privato: quali navette di collegamento con parcheggi esterni (Stazione Porta Genova, Romolo, Famagosta) e radiobus. Devono essere realizzate le piste ciclabili programmate e i relativi parcheggi per biciclette. Devono essere salvaguardati i posti auto per residenti e costruiti piccoli parcheggi residenziali facilmente fruibili dagli abitanti del quartiere.
NON LASCIAMO MORIRE QUESTO QUARTIERE.
Aderisce   il Coordinamento dei Comitati Zona Sud


In risposta al messaggio di Salvatore Chiaia inserito il 16 Maggio 2007 - 09:29
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