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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 12 Dic 2008 - 18:01
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Da ViviMilano:

Resta aperta l'inchiesta della Corte dei Conti per illeciti amministrativi

Consulenze d'oro, il pm chiede l'archiviazione «Scelte lesive dignità, non reato penale»

L'inchiesta vede il sindaco Moratti indagata per abuso d'ufficio a proposito degli incarichi comunali conferiti a Madaffari e altri

MILANO - La Procura di Milano ha chiesto l'archiviazione per il sindaco Letizia Moratti, indagata per abuso d'ufficio nell'ambito dell'inchiesta sulla cosiddette «consulenze d'oro» di Palazzo Marino. Il pm Alfredo Robledo ha chiesto l'archiviazione della posizione del sindaco e di tutti gli altri indagati di altri reati, tra cui la concussione. La vicenda riguarda il periodo fra luglio 2006 e febbraio 2007, con il numero degli incarichi triplicati e stipendi mensili dei neodirigenti da 14 mila euro. Sui criteri di nomina, l'opposizione aveva presentato un esposto alla Corte dei Conti (il fascicolo è tuttora aperto), e poi un esposto in procura. Al sindaco e alla giunta era stata contestata la legittimità della riorganizzazione della macchina comunale: su 91 incarichi, secondo i giudici contabili, 90 sarebbero stati «illegittimamente attribuiti», ipotizzando un danno erariale di 11 milioni di euro.

I DIRIGENTI ALLONTANATI - «Senza entrare nel merito delle scelte amministrative e pur rilevando che le concrete modalità di approccio dei dirigenti sopra descritte e adottate ai fini della prospettata ristrutturazione della macchina comunale appaiono di per sé lesive della dignità delle persone e delle funzioni esercitate, deve tuttavia rilevarsi come tali condotte non appaiono penalmente rilevanti». È questo il passaggio cruciale della motivazione con cui il Pm milanese ha chiesto l’archiviazione delle accuse. La frase si riferisce al tentativo di allontanare, risolvendo il contratto o comunque non riconfermando l'incarico, a 11 dirigenti di alto livello di Palazzo Marino. Vicenda per la quale era stato ipotizzato il reato di concussione. Alcuni ex dirigenti comunali avevano messo a verbale di essere stati convocati dall'amministrazione comunale e invitati ad andare in pensione, con l'obbligo di una risposta nel giro di tre giorni. In alternativa, sarebbe stata minacciata la dequalificazione del ruolo e il ridimensionamento dello stipendio.

IL CASO MADAFFARI - Non è neanche penalmente rilevante, secondo il pm, l'aver conferito oltre 80 incarichi dirigenziali e non a consulenti esterni, vicenda per la quale sono invece emersi profili di illeciti amministrativi, rilevati puntualmente dalla procura regionale presso la Corte dei Conti. Per quanto riguarda l'assunzione di Carmela Madaffari a Dirigente Responsabile della Direzione Centrale Famiglia, «appare evidente che la ragione (...) risiede in una motivazione di carattere essenzialmente politico, probabile oggetto di accordi "compensativi" conclusi in sede diversa». Per quanto riguarda il caso di altri consulenti reclutati da Palazzo Marino, in base alle indagini svolte «emerge l'indicazione della convenienza politica di nominare un dirigente con motivazione esclusivamente fiduciaria, motivazione accreditata nel corso della campagna elettorale».

GLI ALTRI INDAGATI - Oltre che per il sindaco di Milano, il pm Alfredo Robledo ha chiesto l'archiviazione anche per le altre persone finite sotto inchiesta: si tratta di Giampiero Borghini, ex sindaco e ex direttore generale del Comune di Milano, per l'allora sua vice, Rita Amabile, per l'ex direttore centrale per le risorse umane Federico Bordogna e per il capo di gabinetto Alberto Bonetti Baroggi. Le ipotesi di reato contestate a vario titolo vanno dall'abuso d'ufficio alla concussione fino alla truffa aggravata. Quanto al doppio incarico di Borghini e di Bonetti, che erano anche consiglieri regionali, per il pm «si può configurare un'ipotesi di incompatibilità da valutarsi sotto il profilo di un eventuale illecito amministrativo, con la conseguente responsabilità contabile, ma non appare idoneo a configurare ipotesi di responsabilità penalmente rilevante».

LA CORTE DEI CONTI - Nella richiesta di archiviazione, si legge che nell'inchiesta «sono emersi illeciti amministrativi rilevati dalla procura della Corte dei Conti». Il fascicolo presso la Corte dei Conti, dicono fonti giudiziarie, resta infatti aperto.

12 dicembre 2008
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 22 Nov 2006 - 11:55
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