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.: Discussione: No al termovalorizzatore nel SUD MILANO (Provincia) nel Rozzanese, sì alla PIROLISI

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Fabio Cremascoli

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Inserito da Fabio Cremascoli il 11 Apr 2010 - 15:37
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Il capitolo periodicamente si riapre... Riporto qui sotto l'articolo pubblicato su "Il Giornale" di sabato 10 aprile 2010.. 

Nuovo termovalorizzatore Amsa sceglie il parco Sud: darà energia a 30mila case

PROTESTA Il sindaco della cittadina: «Questa zona vive di agricoltura, sarebbe danneggiata»

La domanda per un nuovo impianto di smaltimento dei rifiuti che consentirà di termovalorizzare il 70 per cento dell’energia, è stata presentata in Regione da Amsa. La zona dove potrebbe sorgere è all’interno del Comune di Milano, ma al confine con Opera. Inevitabili e prevedibili le polemiche, con il sindaco Ettore Fusco che ha già fatto sentire la sua voce chiedendo al Pirellone di bloccare l’operazione.
Quello scelto per il progetto è un triangolo incolto tra il carcere, la tangenziale e il depuratore Milano Sud san Rocco. Interessati, quindi, il Parco agricolo sud Milano, i Comuni di Opera e di Rozzano, il consiglio di Zona 5 e la Soprintendenza Beni architettonici. La nuova costruzione, secondo la documentazione presentata da Amsa, dovrebbe rispondere al Piano provinciale gestione rifiuti, adottato dalla Provincia a novembre 2008. Secondo cui, pur incrementando la raccolta differenziata, il deficit di termovalorizzazione al 2011 sarà di oltre 600mila tonnellate, compresi i fanghi dei depuratori delle acque che non potranno più essere smaltiti in agricoltura. Nel fabbisogno provinciale è incluso quello del Comune di Milano che deve ancora oggi conferire ad altri impianti oltre 100mila tonnellate di rifiuti urbani e assimilabili. E che, con questo nuovo impianto, potrebbe trattare 120 tonnellate di fanghi dei suoi depuratori.
Progettato ripensando all’esperienza tecnologicamente all’avanguardia di Silla 2, un modello per sicurezza e bassissimi livelli delle emissioni, il nuovo termovalorizzatore potrebbe consentire, oltre allo smaltimento dei rifiuti, la produzione di calore ed energia. Da cedere rispettivamente alla rete di teleriscaldamento di A2A e a quella elettrica nazionale di distribuzione, diminuendo l’utilizzo di centrali a gas e carbone. Sicuramente molto più inquinanti. Il nuovo impianto, secondo i progettisti, consentirà lo spegnimento di oltre 20mila caldaie a gasolio e metano, produzione di energia elettrica per 100mila famiglie e riscaldamento per oltre 30mila appartamenti, minor produzione di gas serra (da 75mila a 90mila tonnellate all’anno di anidride carbonica, l’equivalente di una superficie boschiva più che doppia rispetto alla città di Milano), risparmio di 87mila tonnellate di petrolio. Previste anche opere di compensazione ambientale per 8 milioni di euro, con interventi di mitigazione paesaggistica e ambientale con un parco, piste ciclabili e percorsi pedonali. Un camino alto 120 metri convoglierà i fumi, continuamente monitorati, in atmosfera.
Tra i vantaggi c’è anche il costo zero per il Comune di Milano che nei vent’anni di esercizio guadagnerà 128 milioni di euro grazie, in particolare, al risparmio sulle tariffe di smaltimento dei rifiuti urbani. Vantaggi anche per l’occupazione, dato che per progettazione e costruzione saranno impiegati 200 addetti per quattro anni. Mentre l’impianto a regime ne richiederà 80. Da raddoppiare, considerando l’indotto.
«Ricordiamo al presidente Formigoni - attacca il sindaco di Opera Ettore Fusco - che il Sud Milano vive di agricoltura e che l’inceneritore ne danneggerebbe irreversibilmente le caratteristiche. Questo territorio, e in particolare Opera, hanno già dato molto in tema di sacrifici per l’interesse pubblico e a tal proposito ricordiamo la presenza della tangenziale, del carcere, dei vicini depuratori». Nessuna replica dal presidente di Amsa Sergio Galiberti che, prima di rispondere, intende presentare il progetto ai residenti del territorio interessato.

In risposta al messaggio di Enrico Vigo inserito il 18 Nov 2006 - 08:23
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