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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 14 Nov 2006 - 08:53
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da ViviMilano - caso del giorno




Caro Schiavi,

sono un genitore della scuola elementare di via San Mamete, quella dove è avvenuto l'incidente riportato nel caso di giovedì scorso. Volevo precisare che il ragazzino sta meglio. È stato portato già in corsia e quindi le sue condizioni sono migliorate. Non è più in coma. L'incidente però è stato serio, tanto che è stato operato due volte per ridurre gli ematomi cerebrali che si erano formati. Ora occorre aspettare i tempi di recupero. Detto questo volevo aggiungere alcune considerazioni sui «nonni- amici», perché la nostra scuola vanta un'esperienza quasi unica nel panorama milanese cittadino: abbiamo un progetto che si chiama «a scuola ci andiamo da soli». Da 5 o 6 anni molti bambini vengono a scuola, letteralmente da soli, accompagnati dai volontari dell’Auser (nonni-amici) che sorvegliano il percorso. Quest'anno sono circa 150 bambini che ogni mattina (dal lunedì al venerdì), raccolti in tre punti del quartiere vanno a scuola da soli. Il progetto è seguito dalla scuola. I volontari dell'Auser si organizzano in turni e garantiscono la presenza di 2 nonni su ogni percorso, ogni mattina. Poi naturalmente la scuola «sfrutta» il progetto per una serie di attività didattiche (l'ambiente, la conoscenza del territorio, l'educazione civica, ecc.). Purtroppo abbiamo più ascolto fuori dal Comune di Milano (la scuola per 2 anni consecutivi ha ricevuto il «bollino blu» per aver contribuito a diminuire il traffico di veicoli e quindi a ridurre l'inquinamento), mentre il Comune ci presta pochissima attenzione. Io credo che dovrebbe prendere questo progetto-pilota (per la Città di Milano, mentre in altri comuni italiani si fa da tempo) e diffonderlo e promuoverlo anche nelle altre scuole. Invece l'unico intervento che fa il Comune è la Convenzione con l'Auser a cui dà una copertura assicurativa per la responsabilità civile per i nonni che fanno servizio davanti alle scuole (quindi per quelli di tuttaMilano, non solo per quelli del nostro progetto). Il costo complessivo si aggira intorno ai 40 mila euro annui. E credo che il Comune lo faccia senza molto entusiasmo, visto che l'anno scorso i nonni sono stati costretti a sospendere i loro servizi per 15 giorni perché il Comune non voleva rinnovare la Convenzione. La Convenzione scade il 31 dicembre 2006 e dal 1° gennaio saremo ancora da capo.


Antonio Piazzi


Caro Piazzi,

di iniziative come la vostra Milano dovrebbe essere orgogliosa, è così che si restituisce (o almeno si cerca di farlo) alla strada la dimensione di luogo, un posto dove si scambiano anche relazioni umane, quelle cancellate dal traffico e dalla nostra frenesia indiavolata. Intorno alle scuole si raduna un piccolo mondo che ha qualcosa da dirsi, interessato ai bambini e alla speranza i farli crescere in una città più civile, pulita, rispettosa dei diritti dei più deboli. E lì ci sono anche dei nonni buoni, quelli che noi amiamo perché hanno a cuore l'etica della virtù e della disponibilità. Lei ci ha dato una buona notizia, siamo felici per lo scolaretto fuori pericolo; e una cattiva, ma è una distrazione che può essere rimediata. Nelle continue giravolte sulle cose da fare per questa nostra Milano non possiamo dimenticare uno spontaneismo generoso, lasciare senza ascolto una richiesta così semplice. È destino delle cose buone, nate qui, quello di essere esportate: penso alla geniale intuizione di Internet saloon dell'Associazione interessi metropolitani, i corsi per computer dedicati agli anziani. Ma sarei ottimista sul futuro della convenzione con il Comune: è socialmente utile, educativa e partecipata. Cosa si vuole di più?



di Giangiacomo Schiavi

In risposta al messaggio di Elisabetta Pellarin inserito il 9 Nov 2006 - 09:29
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