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.: Discussione: Ticket d'ingresso a Milano, a precise condizioni.

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Massimo Todisco

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Inserito da Massimo Todisco il 7 Gen 2008 - 15:51
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FERMIAMO UNA TASSA INIQUA, INEFFICACE E IMMORALE
 

L’Osservatorio di Milano denuncia il cosiddetto “Ecopass” o “Ticket antismog” in quanto:

1)      Peggiora la qualità dell’aria.

2)      Punisce i ceti più deboli, il piccolo artigianato e commercio.

3)      Costringe i residenti entro i Bastioni a pagare una tassa aggiuntiva.

4)      Offende la dignità dei cittadini, monetizzando la loro salute.

5)      Serve al Comune di Milano per fare cassa.

6)      Serve al Sindaco Moratti solo per dare lustro alla sua immagine.

 

1. Oggi lunedì 7 gennaio 2008, oltre alla presenza in città di circa 730.000 auto di residenti, si registra un ingresso di oltre 700.000 pendolari e di alcune decine di migliaia di cittadini che giungono dall’hinterland per i saldi di fine stagione.

Dinnanzi alle 43 telecamere poste a presidio di altrettanti varchi di accesso, tutti coloro che non ne sono a conoscenza o non hanno trovato o potuto pagare la tassa d’ingresso o non desiderano pagarla, continueranno a girare attorno ai Bastioni alla ricerca spasmodica della sosta regolare, a pagamento e, non trovandola, lasceranno la loro auto in sosta selvaggia.

Tutto questo, creerà molto più inquinamento di quello che si sarebbe avuto consentendo loro di entrare in uno dei tanti parcheggi di superficie e sotterranei, quest’ultimi occupati a meno del 50%.

Inoltre, questo caos viabilistico, aumenterà i tempi di percorrenza dei mezzi pubblici laddove non esistono corsie preferenziali (viali Sabotino, Bligny, Col di Lana, Gorizia, Coni Zugna, San Michele del Carso e vie Ariosto, Pagano, ecc.).

Il Comune quando prevede una riduzione degli ingressi al centro di circa il 20% si dimentica di dire che il 70% di costoro escono di casa con la propria auto arrivando il più vicino possibile alla zona vietata e quindi inquinando ugualmente.

 

2. A pagare le conseguenze della “ecotassa” sono i lavoratori autonomi che non posseggono un mezzo privato in versione Euro 3 e successivi.

L’Osservatorio stima in 15.000 i piccoli artigiani con un reddito variabile dai 1.000 ai 2.500 euro mensili, che avranno ripercussioni negative sui loro bilanci famigliari; si tratta in particolare, ad es. di fabbri, idraulici, elettricisti, piccoli trasportatori di merci, ecc.

A questi si aggiungono oltre 20.000 lavoratori stranieri, con redditi di 1.500-2.000 euro mensili,  dotati  di vetture non idonee, che svolgono regolarmente lavori artigianali e di trasporto locale.

 

3. Con l’Ecopass si costringono oltre 30.000 famiglie abitanti entro le mura spagnole, delle quali  8.000 circa con un reddito inferiori a 1.200 euro mensili, a pagare una tassa aggiuntiva che non pagano le restanti famiglie residenti in tutto il resto della città.

 

4. Sono colpite, inoltre, le attività commerciali dell’area sottoposta al ticket, quali i piccoli esercizi commerciali, ad esclusione di quelli del cosiddetto “quadrilatero della moda”, di corso Vittorio Emanuele e della omonima Galleria.

I piccoli esercizi, che faticano a restare aperti sono oltre 4.000, così suddivisi: 30%  paninoteche e bar, 20%  ristoranti e trattorie, 15% negozi di pelletteria, abbigliamento, sport e scarpe, 5% agenzie di viaggio, 5%  orologerie e oreficerie, 8% casalinghi, ferramenta e colorifici, 4% musica e libri e il restante 13%  esercizi commerciali specializzati,  quali ottici, ortopedici, box sotterranei, ecc.

Dall’entrata in funzione dell’Ecopass le perdite registrate da tali esercizi sono le seguenti: per i bar il 30%,  per ristoranti e trattorie il 40%,  per tutti gli altri esercizi tra il 10 e il 20% , una percentuale che sale ad oltre il 50% per le autorimesse sotterranee.

5. Non vanno dimenticati i disagi di coloro quali, camerieri/e, commessi/e, studentesse e studenti, addetti ai parcheggi e altri lavoratori dipendenti, che svolgono la loro attività nella zona vietata e che giornalmente giungono a Milano dai comuni dell’hinterland non adeguatamente serviti dai mezzi pubblici.

Per costoro si prospetta la dolorosa alternativa che ha il sapore di una punizione: o raggiungono il centro con la loro auto, pagando “ecotassa”, strisce blu o box interrato, oppure dovranno giungere al loro posto di lavoro con i mezzi pubblici, impiegando però dalle 1,5 a 3 ore per andare a lavorare e altrettanto per rientrare alle loro abitazioni.

 

6. Il provvedimento, nel momento in cui contempla la monetizzazione della salute, ci fa rendere complici di chi si è ridotto a vendere la licenza di inquinare, offendendo la dignità della persona e i principi della Carta Costituzionale, secondo i quali la salute è un valore e non può essere oggetto di mercificazione.

Tutti i dati riportati in questo documento saranno messi a disposizione della IV Sezione del TAR a sostegno del ricorso dell’Osservatorio contro l’Ecopass, che si discuterà nel merito nel prossimo mese di aprile.
Massimo Todisco, direttore Osservatorio di Milano

In risposta al messaggio di Eugenio Galli inserito il 7 Gen 2008 - 11:18
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