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.: Discussione: Ticket d'ingresso a Milano, a precise condizioni.

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Eugenio Galli

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Inserito da Eugenio Galli il 28 Dic 2007 - 12:40
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Caro Alessandro,

io penso che nella situazione drammatica in cui Milano si trova, stretta nella morsa di traffico + inquinamento (tengo sempre molto a evidenziarli in modo distinto), occorra uno scatto di responsabilità da parte di tutti: politica (maggioranza e minoranza), amministrazione, rappresentanti sociali, cittadini. Per un coinvolgimento in un processo che di sicuro non è semplice (anche a causa della annosità di alcuni problemi, colpevolmente trascurati da sempre), che porterà certamente anche dei disagi e qualche malcontento, ma che richiede di essere condotto in modo coerente e chiaro per non compromettere la fiducia innanzitutto e poi anche i risultati attesi.


Vedo invece che in questa situazione ci sono, da ogni parte, molti attori irresponsabili che continuano a giocare sull'orlo del baratro.


Condivido molte delle osservazioni che hai scritto: sicuramente su questa misura si poteva e si doveva fare di più. Anzitutto in fatto di trasparenza, comunicazione, condivisione, informazione.


Si poteva e si doveva fare di più non solo perché il consenso era ampio e diffuso (basti pensare che nella scorsa campagna elettorale più o meno tutti i candidati sindaco, da Dario Fo alla Moratti a Ferrante, hanno manifestato il loro favore verso la misura antitraffico adottata a Londra, ed anche il sindaco Albertini, alla fine del suo mandato, aveva detto la sua, dopo avere sgovernato i temi del traffico col suo fido assessore Goggi per quasi un decennio) benché purtroppo in molti casi giocato male (ad esempio con un’inutile e frustrante diatriba contro i Comuni dell’hinterland). Non solo perché i cittadini sono esasperati e tendono a fuggire da questa città, anche per i motivi legati alla qualità della vita e dell’ambiente. Ma si poteva e si doveva fare di più anche perché la gravità della situazione richiede, e anzi impone, misure emblematiche e nitide.


Ciò che pensiamo sul tema del ticket lo abbiamo scritto oltre un anno fa con un documento ampio e, credo, argomentato che poneva anche una serie di domande precise e mirate, alle quali NESSUNO ha risposto.

Né il Sindaco, né il presidente della Provincia, né quello della Regione, né alcuno degli assessori coinvolti.
Il documento è ancora consultabile sul sito di ciclobby ed è stato anche pubblicato sul nostro periodico Ciclobby Notizie: non lo riporto qui, dunque, ma invito chi vuole a leggerlo.
http://www.ciclobby.it/ciclobby/index.php?module=newsmodule&action=view&id=77

Noi avremmo preferito una congestion charge (cioè un intervento di disincentivo al traffico) abbinata a un road pricing (tariffazione della sosta), perché crediamo che, con questa “tassa di scopo”, si dovesse partire affrontando il problema più ampio (traffico) per aggredire anche quello che ne è il prodotto non secondario (inquinamento). Con un intervento ad un tempo più drastico e netto, ma anche modulabile con chiarezza e senza dare la sensazione di un mercanteggiamento di basso profilo.

Si è fatta invece una pollution charge, ossia una misura che colpisce le emissioni, limitata ai soli veicoli più vecchi ed inquinanti, che costituisce di fatto una sorta di incentivo allo svecchiamento del parco auto circolante (e non invece un reale disincentivo al traffico).


La discussione politica è andata come si è visto: ottusa, provinciale, miope.

Si continua a ragionare in molti casi con la testa ancorata al mito delle auto libere, della motorizzazione di massa, vero totem della nostra civiltà. Poteva funzionare forse negli anni Cinquanta del secolo scorso, ora non più.


Basta, per favore, con l’alibi del “prima rendiamo i trasporti pubblici efficienti e competitivi”. Perché non lo si è fatto fin qui? Perché dobbiamo sentire questa obiezione anche da chi (come Formigoni, ma non lui solo) è al governo delle nostre istituzioni da una vita? Che ci propone il modello dell’auto a idrogeno come la soluzione dei nostri problemi... Per rendere i trasporti più efficienti si possono adottare anche provvedimenti immediati o a breve termine, nel nostro documento ne indicavamo alcuni, senza pensare alle costruzioni di metropolitane, che vanno benissimo ma richiedono anni. Si possono adottare provvedimenti a favore dei mezzi pubblici ma occorre innanzitutto volerlo, non solo limitarsi a dichiararlo perché fa audience, o perché pare alternativo. Si parta da qui.


E basta, per favore, con la storia che ci sono quelli che non possono cambiare la macchina e che verranno penalizzati dall’Ecopass. Perché se il tema continua a ruotare solo intorno all’uso della macchina (propria) non ne usciremo mai. Serve una svolta anche sul piano culturale.


Credo che ogni famiglia possieda in media più di un autoveicolo. Lo so anche io che la media è sempre quella del pollo di Trilussa. Ma chiunque si metta su una strada qualsiasi in un giorno qualsiasi e osservi i veicoli circolanti, nell’abitacolo può contare mediamente una persona e poco più (tasso medio di occupazione dell’abitacolo: 1,25 persone). Sono tutti dei “forzati” dell’auto? Ciò significa che quasi mai le auto viaggiano piene. Però consumano, costano, ingombrano, inquinano, uccidono... Queste scelte individuali hanno un costo che paghiamo tutti socialmente. Un costo che è costretto a sostenere anche chi fa scelte diverse (ad esempio utilizzando il mezzo pubblico o la bici). Ebbene, non possiamo andare avanti ancora così.


Tuttora non si parla di auto condivisa (car sharing, car pooling), ma solo dei disagi legati alle limitazioni alla propria auto (parafrasando una nota pubblicità di orologi: “toccatemi tutto, ma non my car”).

Perché, ad esempio, ancora oggi, il car sharing non viene adeguatamente promosso e valorizzato nella nostra città? Non solo Legambiente, con Milanocarsharing, ma anche il Comune ha un servizio di questo tipo (Guidami), solo che non lo promuove e molti neppure sanno che esiste: perché?

E mentre ci si accapiglia sulle deroghe settoriali, ognuno portando l’acqua al proprio mulino, ci sono ancora alcuni aspetti di interesse generale da chiarire: ad esempio, le auto del car sharing sono ammesse a circolare liberamente nell’area Ecopass, oppure no?


Si apre, il 2 gennaio, una fase di sperimentazione che durerà un anno.

Ci sono molti motivi per avere perplessità e riserve, come ci siamo detti. Ci sono anche degli errori già evidenti e riconoscibili.

Ma spero che la sperimentazione non serva solo al Sindaco per darsi una pennellata ecologica, cercando in ciò la conferma del mantenimento di una promessa elettorale, bensì davvero a migliorare e perfezionare nel tempo la misura adottata, imparando anche dagli errori, con condivisione ed ascolto, estendendola almeno all’intera città. Dismettendo quella antica, e odiosa, presunzione di autosufficienza. E cercando di ragionare e confrontarsi il più possibile in un’ottica metropolitana, pensando cioè a una città che non termina in corrispondenza dei suoi confini comunali.

Su tutto questo credo che ciascuno, nel rispetto dei ruoli, debba fare la propria parte, responsabilmente. Tutti, nessuno escluso.


Eugenio Galli (presidente Fiab CICLOBBY onlus)
In risposta al messaggio di Alessandro Rizzo inserito il 24 Dic 2007 - 00:40
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