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.: Discussione: Ticket d'ingresso a Milano, a precise condizioni.

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Alessandro Rizzo

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Inserito da Alessandro Rizzo il 14 Set 2007 - 11:40
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Venire a Milano in metrò costa di più

Al rientro dalle vacanze, momento di per sè già difficile da affrontare anche dal punto di vista dell'acquisizione rinnovata dei ritmi giornalieri di vita, gli utenti dei servizi di trasporto pubblico si sono imbattuti nell'aumento dei biglietti per il tariffario extraurbano, il 2,3%. Le responsabilità di questa decisione impopolare di chi sono? Il Comune scarica la colpa alla Provincia, mentre la Provincia, giustamente, considera che l'ordinanza del 23 luglio scorso ha dettatto, dopo alcuni anni, l'adeguamento a quanto decretato dalle disposizioni regionali, unica istituzione competente a determinare il livello di tariffario a cui vincolarsi a livello territoriale e dei singoli ambiti provinciali. Fatto sta che 11 Amministrazioni locali (tra cui Sesto San Giovanni guidata da Giorgio Oldrini, Corsico da Sergio Graffeo e Opera da Alessandro Ramazzotti) hanno formato un Comitato a rappresentanza dei Comuni di prima fascia: il risultato di questa sinergia in opposizione istituzionale alla decisione determinata senza colpo ferire e senza sentire le parti interessate, in primis i comuni stessi, si è consolidato nell'indizione di un Tavolo in cui si è definito di discutere con tutte le istituzioni coinvolte della questione che grava sulle casse delle ginole famiglie e nuclei. Penso che l'adeguamento, seppure "giustificato" dall'aumento del costo della vita, sia assolutamente criticabile, anche alla luce del fatto che a doverne soffrire sono migliaia di pendolari che, lasciate le automobili nelle proprie città di provenienza, decidono di utilizzare i mezzi pubblici per giungere nella city lombarda. Si parla di ticket di ingresso, di pollution charge, ma si adeguano scelte che sono assolutamente non propedeutiche, anzi fortemente penalizzanti, per chi decide di utilizzare i trasporti. Non esiste un adeguamento omogeneo del tariffario, come non esiste una gestione direi concordata delle diverse aziende dei trasporti presenti sui territori comunali e provinciali lombardi, tale per cui si possa parlare di biglietti che possano durare maggiormente degli attuali 75 minuti, e a prezzo fisso, a costo sopportabile. Non ci sono le strutture e le condizioni favorevoli affinchè si possa parlare realmente di competitibilità e di convenienza nell'utilizzo dei mezzi di trasporto pubblico rispetto a quelli privati, inquinanti e fortemente congestionanti il traffico e la viabilità cittadini. Io penso che questa scelta sia quasi un nuovo balzello aggiuntivo dettato da una logica assolutamente autoreferenziale del Comune di Milano: la Provincia non ha responsabilità, avendo già congelato per molti anni il prezzo dei biglietti del tariffario extraurbano, e avendo disposto nella delibera del 23 luglio un tariffario che avrebbe dovuto interessare tutti i comuni della Provincia, come dice l'assessore ai Trasporti alla Provincia di Milano, Matteucci, e non solo quelli limitrofi escludendo Milano. E' una vera e propria decisione, quella dell'aumento del costo dei biglietti per gli utenti della prima e seconda fascia dei comuni vicini a Milano, che determina condizioni anche di incostituzionalità, in quanto "discrimina" le persone in base alla loro provenienza e al loro luogo di residenza, gravando sulle tasche di chi, pendolare, e ce ne sono veramente tanti, qualificabili come "city users", ossia persone che vivono la città nelle ore giornaliere, mangiano a Milano, fanno acquisti a Milano, quindi elementi importanti per lo sviluppo economico della città, deve ogni mattina venire nella metropoli lombarda per lavorare, studiare. Credo che si debba chiedere al Comune spiegazioni di questa decisione impopolare e alquanto iniqua: penalizzare una fascia di utenza è assolutamente inaccettabile e, soprattutto, grava su un'immagine di Milano come feudo che detta a proprio piacimento le tariffe e i balzelli, senza offrire un servizio di trasporti adeguato ed efficente, come da più parti si chiede, anche da parte della cittadinanza che risiede in città.
Le proposte sono già sul tavolo dei comuni interessati della provincia e sono fortemente antagoniste a questa volontà inaspettata e giustamente avvertita come ingiusta e insensata. Un adeguamento del livello tariffario a costi meno gravosi per una fascia di tempo di utilizzabilità dei mezzi, qualsiasi essi siano, dalla metrò ai bus, dal treno ai pullmann, più elevata di quella oggi vigente, e un'omogeneità del livello tariffario, affinchè non si creino sacche di differenzazione che aggravano i pendolari e l'utenza. Speriamo che qualcosa venga accolto, soprattutto da una Regione che decreta da qualche anno un continuo aumento del tariffario senza garantire un investimento nelle infrastrutture e da un Comune che crea Milano come isola felice e isolata, prendendo decisioni senza concordarle in rete con le altre istituzioni comunali limitrofe, sottoposte alle conseguenze negative derivanti dalle scelte comunali dell'amministrazione Moratti.

Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano


In risposta al messaggio di Enrico Vigo inserito il 1 Nov 2006 - 07:17
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