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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Mercoledì, 25 Ottobre, 2006 - 02:00

Un primato eco "mostruoso" in zona 4

Immortalare un bel paesaggio è importante per dare alla cittadinanza uno strumento di valutazione che dia un respiro etico nella direzione di uno sviluppo che sia ai passi con le esigenze umane e sociali di progresso sostenibile: come "cartina di tornasole" per avvallare maggiormente questa teoria e questo concetto possiamo proporre, in negativo, immagini e fotografie di elementi presenti sul territorio della zona 4 di Milano che chiaramente non possono dirsi paesaggi bucolici o leopardiani, che stimolino romanticamente alla riflessione e al ricordo, come una siepe che dolcemente si frappone tra il tuo occhio e l'orizzonte di una Recanati agricola e rurale.
Era necessario un Premio conferito alla fine di un concorso, sostenuto con la partecipazione fattiva ed economica di importanti sponsor, indetto per fotografe e fotografi che da attenti vigili del territorio hanno denunciato con un semplice scatto della propria macchina fotografica la presenza reale e provata scientificamente nella propria esistenza nefasta di strutture fatiscenti, avveneristiche, post moderniste e fortemente stridenti con il contesto urbano, sociale, ambientale in cui venivano a collocarsi, facendo gridare vendetta per tutelare la memoria dei grandi maestri dell'arte architettonica, da Renzo Piano a Gae Aulenti, per procedere nel passato con una insormontabile Gaudì o di un Le Corbusier. In zona 4 abbiamo un discreto primato di ecomostri, che si ergono in modo devastante nel panorama della circoscrizione come delle strutture non solo fatiscenti, ma reali e incredibili metaforici "pugni allo stomaco" per residenti, passanti, insomma per gli occhi di qualsiasi essere vivente. Una fotograsfia denunciante una struttura in Viale Forlanini, ha avuto addirittura il beneficio del conferimento di uno dei quattro premi. E' un primato abbastanza triste quello totalizzato dalla zona, dove si concentrano la maggior parte di ecomostri fotografati e immortalati dallo scatto attento e indagatore della fotografa o del fotografo di turno: ma è questo un primato che porta all'attenzione nostra, di amministratrici e di amministratori, rappresentanti consiglieri della cittadinanza, il dramma della piaga della corruzione e della speculazione edilizia, senza regole, senza tutela delle misure richieste per un corretto sviluppo urbanistico, senza rispetto delle norme riguardanti la costruzione di strutture a uso abitativo o commerciale, senza nessuno scrupolo e nessun riferimento con il contesto socio-urbano e culturale presente nell'ambito zonale. Lo sviluppismo è tipico di una logica che porta a rendere preferibile la dimensione dell'irresponsabile ricerca forsennata e ansiosa dell'utile, del profitto, del lucro, derivante dalla costruzione di insediamenti nuovi, senza predisporre misure che possano realmente interessare un progredire armonico in tutte le sue componenti della zona, del luogo abitato. Il non rispetto di queste misure indica ancora con maggiore forza la mancanza del rispetto del diritto della cittadinanza di incidere nelle scelte che riguardano la gestione amministrativa del proprio territorio e delle risorse pubbliche e collettive presenti nel proprio ambito di vita quotidiana. Denunciare questo tramite un concorso fotografico è importante e propedeutico per realizzare uan coscienza pubblica e civile universale della cittadinanza che si erige ed elegge attenta vigilante del luogo ambientale e urbano dove vive e dove realizza in modo autodeterminato la propria esistenza sociale e collettiva. Per visionare gli altri aborti architettonici si acceda al seguente link: www.nonsolopuntaperotti.it

L'anno prossimo ci sarà una riedizione di questo concorso utile e importante dando e offrendo una nuova opportunità per sollecitare le amministrazioni a provvedere a riqualificare in senso partecipato i terreni abusivamente occupati da oscenità di tale calibro. Come si suole dire alla fine della presentazione del film dessier di prima serata:"Buona visione". Ma in questa occasione possiamo dire trattarsi o di un film trash o del terrore.

Un saluto
Alessandro Rizzo
Capogruppo Lista Uniti con Dario Fo per Milano
Consiglio di Zona 4 Milano
ELENCO DEGLI ABORTI ARCHITETTONICI IN ZONA 4 Milano, immortalati nelle fotografie riportate e presentate
Un edificio a edilizia popolare fatiscente in zona Calvairate
Un'antenna che si innalza in Via Bonfadini
Un comprensorio di edifici a edilizia popolare in Via Salomone
Il famoso "ecomostro" di Ponte Lambro struttura di uno dei tanti alberghi non completati per i Mondiali '90 (della speculazione affaristica direi)
Un nuovo mega centro commerciale a Rogoredo
Sempre ritornando all'"ecomostro" il suo "scheletro in disfacimento"