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.: Discussione: Degrado Zona Venezia (Bastioni,Via PanfiloCastaldi,Via LazzaroPalazzi)

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Roberto Jonghi Lavarini

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Inserito da Roberto Jonghi Lavarini il 30 Ago 2007 - 00:56
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Alle giuste lamentele del Signor Camillo Ferraris rispondo confermando la mia chiara e netta posizione espressa nella precedente analoga discussione.

Parliamoci chiaro, senza tanti preamboli politichesi!

Uno dei motivi che mi fece aderire, nel 1986, a soli 14 anni, al Movimento Sociale Italiano, fu proprio l'opposizione al crescente degrado del mio quartiere, a Porta Venezia, intorno alla Stazione Centrale, in Via Benedetto Marcello. Allora, vent'anni fa, solo la Destra Nazionale difendeva i cittadini milnesi e già denunciava chiaramente i pericoli provenienti dalla immigrazione selvaggia dal terzo mondo, dalla diffusuine delle droghe e da un generico quanto ipocrita e suicida lassismo buonista.  Ma allora, non solo la sinistra comunista e certi ambienti cattolici ma anche i partiti moderati e borghesi, accusavano il MSI di razzismo, intolleranza ed allarmismo. Purtroppo, invece, anche in questo caso, la Destra aveva perfettamente ragione, le sue analisi politiche e sociologiche erano giuste e tutte le peggiori situazioni di degrado che avevamo prospettato si sono avverate.

Ora persino la sinistra, con trent'anni di ritardo, si è accorta di questi problemi, da lei stessa indirettamente causati, e cerca di ricorrere ai ripari con il Sindaco diessino di Firenze che vuole arrestare i lavavetri ed i mendicanti che assalgono gli automobilisti ai semafori! Meglio tardi che mai!

La nostra città, in particolare zona 3, è invasa da centinaia di zingari  e da migliaia di immigrati extracomunitari clandestini che vivono di espedienti, attività illecite e criminali: incominciamo a cacciare questi dal nostro paese! Poi pensiamo ai criminali nostrani, facendo leggi giuste ed applicandole in modo severo e rigoroso. Per ripristinare l'ordine e ridare sicurezza e libertà agli Italiani, oggi servono provvedimenti straordinari, l'intervento dell'esercito, la pena di morte per i reati più gravi (ad esempio per chi stupra ed uccide un bambino) e poi applichiamo i lavori forzati: mandiamoli a lavorare ed ad imparare qualcosa i nostri detenuti invece di mntenerli ad oziare in galera, vadano ad asfaltare le strade, a costruire ponti ed a raccogliere i nostri rifiuti.

Poi serve una reazione popolare, ripristiniamo i valori e le gerarchie, il senso del rispetto e della disciplina, partendo dalle famiglie e dalle scuole, educando i nostri giovani a rispettare se stessi, gli altri e la cosa pubblica. Ed infine impariamo a reagire, dimostriamo di essere ancora un popolo vivo e sano: quando vediamo compiere un soppruso, una violenza, un reato, un semplice gesto di maleducazione od inciviltà, dobbiamo opporci in modo chiaro, netto, forte e consapevole. E' la nostra società malata di finto buonismo, di indifferenza, di egoismo e di consumismo che deve ritrovare se stessa, la propria anima profonda italiana ed europea, creando gli anticorpi neccessari alla sua sopravvivenza. Se non reagiamo ora, saremo invasi, conquistati e sopraffatti dalla orda islamica che è più che mai vitale ed motivata ed aggressiva.

Questi sono si grandi temi ma ognuno di noi può fare qualcosa, partendo dalla comunità nella quale vive e lavora. Riscopriamo la nostra identità di popolo e di nazione, le nostre tradizioni e le nostre radici, vinciamo la paura unendoci in una grande rivolta popolare, facciamoci rispettare, cacciamo gli indesiderati dai nostri quartieri, prima facendolo capire con le buone, facendo terra bruciata, additandoli come evidente fastidio e pericolo, poi denunciandoli alle autorità competenti e se tutto questo non bastasse: una calcio nel sedere o una sana bastonata sarebbero da considerarsi semplicemente legittima difesa!

ROBERTO JONGHI LAVARINI
già Presidente di Zona 3

www.robertojonghi.it

In risposta al messaggio di Camillo Ferraris inserito il 18 Ott 2006 - 15:49
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