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.: Discussione: La scuola araba di via Ventura

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Paolo Romeo

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Inserito da Paolo Romeo il 11 Nov 2006 - 00:17
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Da quando anni fa, durante la crisi fra Russia e Ucraina, un giornalista di "La Repubblica" scrivendo un articolo dal suo albergo di Arcangelo disse che dalla terrazza del medesimo "vedeva la flotta russa del Mar Nero" ho telefonato alla redazione del giornale complimentandomi per l'ottima vista del giornalista dato che Arcangelo è sul Mar Bianco (sotto l'oceano Artico) e la flotta russa invece era in Ucraina (nel Mar Nero), e lì mi dissero che l'articolo in realtà era stato scritto a Milano, ho smesso di considerare credibile la serietà dei giornalisti.


D'altra parte il Corriere della Sera ci ha abituati al furore ideologico di Magdi Hallam, quindi nulla di strano che ogni sventolio di chador o ogni accenno a menu a base di cous-cous faccia scattare nel Corriere medesimo l'allarme anti-islamico. Per fortuna l'era Bush sta passando e con essa le fortune dei vari Magdi Hallam e, speriamo, anche quelle di chi sulla paranoia verso lo straniero cerca di speculare oltre ogni lecito.


Forse, come mi auguro, il pacato intervento di Antoniazzi e la successiva discussione aiuteranno a chiarire a qualche milanese in più i termini della questione, magari aiutandolo banalmente a distinguere fra arabo e islamico e magari a domandarsi (meno banalmente) come avrebbero potuto sopravvivere i nostri immigrati all'estero se fossero stati circondati da tanta rozza e ottusa ostilità inspiegabile se non con l'ignoranza e con il razzismo, che dell'ignoranza è figlio. Tuttavia la macchia sulla nostra comunità milanese è stata impressa in modo abbastanza indelebile e, credo, la comunità egiziana quella più integrata (come ci ricorda giustamente Antoniazzo) non riporterà ai propri connazionali un buon ricordo del Paese che la ospita.
Ma se anche si fosse trattato di una scuola islamica non basterebbero le 162 scuole, di ogni confessione cristiana, aperte in Egitto a convincere che eventuali scuole islamiche non dovrebbero far paura a nessuno? Ma è mai possibile che nella città che ha avuto, ed ha, menti illuminate come il Cardinale Martini e il Cardinale Tettamanzi alla guida della comunità cristiana si possano ergere "a difesa della cristianità" voci che con i valori cristiani di solidarietà e fratellanza non c'entrano assolutamente nulla? E' possibile quando si vivono questi valori come "identità occidentale" e non come religione universale, ma soprattutto lo è quando questa "identità occidentale" abusivamente accollata al cristianesimo, si fonda su una pretesa superiorità sulle altrui civiltà, sulla paura e sui pregiudizi.


Sarebbe troppo semplice aggiungere che troppi cosiddetti cristiani considerano soddisfatta la loro scelta religiosa con la funzione domenicale e un po' di carità domenicale ma non lo farò perchè la questione scaturita dalla vicenda della scuola di via Ventura coinvolge tutti (cristiani e non) e ci pone di fronte alla scelta fra il sentirci appartenenti alla razza bianca e "occidentale" o più semplicemente appartenenti ad una comunità più fortunata economicamente e socialmente.



http://www.retecivica.milano.it/home/paolo.romeo/
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 10 Nov 2006 - 23:22
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