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.: Discussione: Allargare le isole pedonali permanenti, con arredi opportuni e piantumazioni arboree e verde in genere

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Enrico Vigo

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Inserito da Enrico Vigo il 29 Set 2006 - 05:08
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E' opportuno che il processo di pedonalizzazione del centro storico e dei centri storici degli ex-comuni annessi con gl ultimi accorpamenti al Comune di Milano, che sono grosso modo le zone attorno alla Zona 1, riprenda con rinnovato vigore, sono oramai troppi anni e troppe le incertezze che hanno fermato questo processo virtuoso.

Bisogna riguardare con attenzione a questo problema andando a rivalutare e riqualificare le vecchie aree un tempo funzionali e centrali rispetto ai vecchi comuni, facendo emergere la vera anima di Milano che è di fatto una città policentrica, ripristinando equilibri cancellati con troppa fretta e superficialità dalla disattenzione degli ultimi 80 anni e dalla evastazone della seconda guerra mondiale.

Nuovo idoneo e sobrio arredo urbano e restyling a cancellare quella monocultura dell'auto che ha sacrificato ogni cosa all'auto creando solo strade anonime asfaltate e parcheggi al posto di piazze e viali pedonali che vano riportati alla funzione e allo spazio urbano originario con opportuna riumanizzazione di grande pregio urbanistico.

Poi c'è il verde arboreo e arbustivo insieme con l'architettura del verde in genere a fare da contorno non secondario al nuovo scenario urbano, con funzione igienico-estetica. Serve un forte impegno in questa direzione in Comune e nelle Zone, con l'obiettivo in 10 anni di raddoppiare le attuali aree pedonali permanenti e intensificare il patrimonio verde sfruttando al 100% gli spazi offerti nelle zone pedonali.

Questo progetto deve andare di pari passo col progetto dell'Area Metropolitana, gettando le basi per l'accorpamento nella nuova macro-Municipalità anche dei Comuni della cintura, con i quali vanno concordati riassetti specie nelle terre di nessuno oggi confinanti e magari per questo più abbandonate e trasandate di altre.

Vanno quindi individuati zona per zona progetti condivisi dalle comunità locali e realizzabili anche con un uso più razionale delle risorse a disposizione e attraverso opportune e mirate sponsorizzazioni di aziende (dalla moda alla finanza e alle assicurazioni, all'industria e ai servzi), con un processo di coinvolgimento ben studiato, di eco internazionale.