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.: Discussione: le videochat di Moratti e Ferrante con i lettori di corriere.it

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 25 Maggio 2006 - 12:57
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E sul traffico: «Ticket di ingresso? Solo per i veicoli inquinanti»

Moratti, appello a Prodi: salvate Malpensa

La candidata sindaco della Cdl chiede al governo di non sacrificare l'aeroporto milanese a favore di Fiumicino: «Scelta distruttiva»

MILANO - Il governo non dia il suo avallo ad un'operazione di svuotamento di Malpensa per favorire Fiumicino: sarebbe deleteria perché il traffico che oggi gravita sullo scalo milanese non si trasferirebbe a Roma, bensì a Zurigo o Francoforte. Lo sostiene Letizia Moratti, candidato sindaco del centrodestra a Milano, che nel corso della videochat con i lettori lancia un appello a Romano Prodi: «Sì al rilancio di Fiumicino, no alla distruzione di Malpensa». In un'ora di colloquio con i lettori, l'ex ministro dell'Istruzione del governo Berlusconi ha parlato anche di traffico, di edilizia, di ambiente e di cultura. Ecco un'ampia sintesi di questo botta e risposta online.

Perché ha scelto di utilizzare il nome del marito e non il suo?
«Quando mi sono spostata 33 anni fa si usava avere il nome del marito. Mia madre ha sempre portato il nome di mio padre. Per me cambiare il nome che ho sempre usato dopo 34 anni sarebbe stato impensabile. E poi anche il cognome dà il segno dell'unità della famiglia».

Traffico e inquinamento. Ha intenzione di proporre la tassa road pricing sul modello di Londra? nel suo programma si impegna a ridurre di 230 mila le auto circolanti a Milano; in quanto tempo pensa di riuscirci?
«Non penso a un ticket di ingresso come quello di Londra. Nel programma c'è una tariffa sui veicoli inquinanti per chi non è residente a Milano. Pensiamo a una tariffa di 2 o 3 euro per i veicoli inquinanti che entrano in città. Contiamo di ridurre il traffico del 25%. Per quanto riguarda il numero di veicoli in meno, gli strumenti sono diversi. Innanzitutto realizzare infrastrutture esterne a Milano come la tangenziale Est esterna che permetterà di tenere fuori il traffico che passa da Milano ma non ha Milano come destinazione finale. Poi pensiamo di costruire un anello sotterraneo all'altezza dei bastioni. Infine potenzieremo i mezzi pubblici con una politica integrata con provincia e Regione perché il grosso del traffico arriva da fuori Milano e occorre incentivare l'uso del mezzo pubblico».

E' favorevole o contraria a chiusura del centro storico alle auto?
«In linea di principio il centro chiuso sarebbe bello per tutti. Ma Milano è città dinamica, che lavora, e il centro è rappresentato anche da uffici e negozi e altri luoghi dove la gente deve potere arrivare e nel modo più comodo possibile. Per questo non sono d'accordo».

Come pensa di rendere Milano più decorosa come ad esempio il centro di Parigi?
«Ho iniziato a parlarne con l'Amsa. Nei primi 100 giorni penso di pulire almeno 100 palazzi della nostra città. Non è sufficiente ma se si riuscirà a fare di più sarà meglio. Si possono anche studiare meccanismi per far depositare le polveri per non creare inquinamento e aria sporca. Esistono poi vernici speciali che oggi si usano solo per alcuni monumenti e potrebbero invece essere impiegate maggiormente perché così i muri non si imbrattano più. C'è poi tanta informazione e tanta educazione civica da fare. Mi auguro coinvolgimento di tante associazioni ambientaliste, come Italia Nostra, che hanno a cuore la cura della nostra città, per incentivare gli studenti a tenere pulita la nostra città».

Parliamo di sostegno al reddito delle famiglie: come può farlo il Comune?
«Ad esempio aumentando le detrazioni dell'Ici sulla prima casa e portandola fino a 500. Vale a dire che fino a 500 euro non si pagherà più l'Ici. Questo riguarda 300 mila cittadini. E significa lasciare 100 milioni in più nella disponibilità dei milanesi.

Senza i proventi dell'Ici, come finanziare progetti e investimenti?
«L'Ici pesa solo per un 6% sul bilancio quindi si copre con un recupero di efficienza. Altre infrastrutture sono già finanziate. E la tariffa sull'inquinamento consentirà di finanziare altre misure per abbassare l'inquinamento con maggiore verde nella città e nuovi investimenti nel settore sportivo e culturale».

Il parcheggio sui marciapiedi sarà ancora consentito? E poi questi vigili ci hanno vessato con troppe multe. Ha qualche proposta sulla nomina del nuovo comandante? Potrebbe essere una donna?
«Ci sono marciapiedi che già prevedano opportunità di parcheggio, in zone dove non crea problemi. Ma il problema è che si parcheggia sui marciapiedi perché entrano 600 mila auto in città. Bisogna fare più parcheggi e questo consentirebbe di tenere le auto fuori della strada e rendere il traffico più fluido. Non intendo chiedere poteri straordinari sul traffico ma lavorare con i consigli di zona che rappresentano direttamente i cittadini e affrontare con loro i problemi. Su un comandante donna, non ci sono preclusioni».

Caro affitti a Milano: cosa intende fare?
«Pensiamo di costruire nei prossimi anni 45 mila nuove case. Ho parlato con operatori pubblici, cooperative e privati. Daremo diritti di superficie gratuiti che consentiranno di abbassare i costi di costruzione delle case. Ma una parte sarà bloccata per case in edilizia convenzionata per coloro che non si possono permettere i prezzi di mercato: giovani coppie, anziani, lavoratori che vengono da fuori. Ipotizziamo un bilocale in una zona non centrale lo si potrà trovare a 150 euro in meno rispetto ai prezzi attuali. Il Comune potrà controllare il prezzo finale. Anche sull'acquisto delle case pensiamo di poter dare un contributo: nelle zone non centrali vorremmo ridurre il costo di acquisto di almeno 500 euro, passando dagli attuali 2.200 euro al metro quadrato a 1.700».

Come risolverà il problema delle occupazioni abusive?
«Abbiamo impostato un lavoro con la Regione che ha fatto passare una legge che consente al Comune di Milano di occupare subito una casa appena libera. E' il primo passo per evitare che venga occupata. Poi bisogna essere più rigorosi: la titolarietà della sicurezza spetta al prefetto e le abitazioni abusive vanno riportate in una situazione di legalità.

Sta aspettando ancora scuse da Ferrante per la battuta sui padroni del 1° maggio?
«Pensavo me le avrebbe fatte, non le ho ancora avute...».

Lei ha accettato un apparentamento con Mussolini e Fiamma Tricolore dopo la partecipazione al corteo del 25 aprile con suo padre ex deportato. Non si sente un po' a disagio?
«Credo che un sindaco debba essere garante e custode di alcuni valori e su questo debba essere assolutamente fermo. Libertà, Tolleranza, solidarietà e democrazia sono i miei valori. E se sarò sindaco ne sarò garante . Chi non ci si ritroverà non resterà nello schieramento».

Ha già la lista degli assessori? Quante donne entreranno in giunta?
«Non ho assolutamente la lista degli assessori anche perché sto riflettendo su accorpamenti e modifiche degli assessorati. Lo farò se vincerò. Per ora continuo nel mio percorso di dialogo. Non ci saranno "quote rosa" anche perché le promesse su quote non vengono mantenute, come è successo al governo nazionale. Preferisco non fare promesse e lavorare dopo per avere persone migliori nei posti giusti».

Tra Zecchi e Sgarbi, chi farà assessore alla Cultura?
«Per come concepisco la cultura non può essere ristretta in un assessorato alla Cultura. La cultura significa molto di più: attenzione all'urbanistica, ad espressioni culturali diverse tra loro, il cinema e l'editoria. C'è dunque posto per tante professionalità che arricchiranno la città con la loro competenza».

Quali nuovi eventi culturali le piacerebbe proporre?
«Tante iniziative: un festival della musica che abbracci tutti i generi; un rilancio dell'arte contemporanea perché abbiamo grandi galleristi e artisti di grande fama e dobbiamo poter fare una Basilea 2; abbiamo un'editoria straordinaria e non penso ci debba essere solo Torino con la Fiera del Libro; e poi il cinema: Milano ha molte competenze; penso al cinema digitale e i "corti" potrebbero essere uno strumento per far crescere nuove creatività. Spero id mettere mia esperienza internazionale a disposizione della mia città».

Aeroporti. Cosa farà per difendere gli scali milanesi?
«Ne approfitto per un appello a Prodi, perché c'è stato un accordo tra Veltroni e Alitalia per spostare alcuni voli intercontinentali da Malpensa a Fiumicino. Cerchiamo di non perdere le tratte che vanno in Asia come successo con quelle per l'America Latina. A Milano vengono venduti il 66% dei biglietti del totale nazionale. Molte persone non andrebbero a Fiumicino ma a Zurigo o Francoforte o altre città. Faccio dunque appello a Prodi perché difendendo Milano si difende sistema nazionale».

Se Malpensa chiude spesso per nebbia è normale che compagnie aeree passino altrove...
«La nebbia a Milano è diminuita moltissimo. La decisione presa non dipende da nebbia. Malpensa è il 5° hub internazionale d'Europa. E ha già il 34% di traffico di interscambio. E' una realtà che va preservata: non possiamo distruggerla per salvare Fiumicino. Bisogna potenziare Fiumicino senza distruggere Malpensa. Prendiamo traffico di Francoforte e Zurigo, invece di perdere Malpensa».

Che ne dice di spingere per diminuire tasse aeroportuali e fare di scali milanesi degli scali appetibili per le compagnie low cost?
«E' una politica che si può anche prendere in considerazione, l'esempio di Bergamo dimostra i buoni risultati».

L'aria che respiriamo è pessima: è favorevole targhe alterne? Chiederà blocco totale del traffico?
«Le targhe alterne non danno risultati, anche se fatte tutti i giorni la diminuzione dell'inquinamento sarebbe limitato. La soluzione migliore è la tariffa sui veicoli inquinanti che ci darà 150 milioni all'anno che ci permetteranno ad esempio di sostituire le caldaie, responsabili anch'esse per gran parte dell'inquinamento. C'è poi una parte di inquinamento che deriva da fonti non interne alla città. Cercheremo di lavorare in sintonia con la Regione affinché si possa intervenire su quelle fonti».

Il quartiere Fiera, sarà interessato da grande operazione immobiliare. Quale impegno preciso pensa di prendere circa altezza edifici, tutela del verde, traffico, parcheggi...
«Ho incontrato i comitati del quartiere Fiera, non sono ancora in grado di dare una risposta perché non sono entrata nel dettaglio del progetto. Ma penso che come tutti i progetti può essere monitorato per dare quelle soluzioni che i cittadini domandano. Il verde è già previsto ma ci si lamenta perché spesso viene definito verde una piazza. E' vero, ma il verde nel progetto è tanto. E' un progetto che ha tanti lati positivi. Questi vanno portati avanti e se ci sono ancora delle criticità si deve lavorare insieme per risolverle».

Secondo un lettore lei è una brava persona, poi però c'è dietro Berlusconi...
«Io riconfermo la mia stima nei confronti di Berlusconi, ho lavorato 5 anni con lui nella più totale indipendenza. Non ha mai interferito nelle decisioni che erano di mia competenza. E questo anche quando ero in Rai e ho distrutto Mediaset. Credo che lui sempre apprezzato la mia indipendenza. Non ci sarà nessun cambiamento da parte ma. Quando si vota il sindaco si vota la persona, con la sua storia e la sua professionalità, valutando quello che possa fare nell'amministrare la città. Credo di avere in questo l'esperienza necessaria».

Se non venisse eletta cosa farà?
«Io conto di vincere»

Sarebbe disposta se fosse eletta ad incontrare genitori e studenti di Milano che hanno criticato la sua riforma scolastica?
«Assolutamente sì, sono sempre stata favorevole al dialogo. A proposito della riforma, vorrei ricordare che la protesta degli universitari davanti a Montecitorio fu fatta senza leggere la riforma».

Ha già un'idea sulla persona a cui potrebbe affidare gestione del teatro degli Arcimboldi?
«No, non voglio avere idee prima di entrare ed approfondire tutte le tematiche. Sarebbe sbagliato. Preferisco prima ascoltare e vedere e lavorare con le persone che da dentro mi possono portare la loro esperienza. E poi decidere».

Se potesse dedicare una via ad un personaggio, chi sceglierebbe?
«A Fratel Ettore: ha dato tanto a Milano nel settore della solidarietà e dell'emarginazione».

----FINE CHAT con Letizia Moratti

----INIZIO CHAT con Bruno Ferrante

25 maggio 2006

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2006/05_Maggio/25/diretta_ferrante.shtml

E tra i progetti anche quello di un nuovo assessorato all'infanzia

Ferrante: «Meno traffico e centro ai pedoni»

La videochat del candidato sindaco del centrosinistra alle prossime elezioni comunali di Milano. «Nella mia giunta il 50% di donne»

MILANO - Una lotta senza quartiere al traffico, per una città più bella e più vivibile. Una città aperta e dialogante. E magari con un centro interamente pedonale dove incontrarsi sia più facile. Bruno Ferrante, ex prefetto e candidato sindaco del centrosinistra per le elezioni del 28 e 29 maggio, ha raccontato in diretta web ai lettori di Corriere.it il suo progetto di città. Un progetto che vorrebbe condiviso: «La pedonalizzazione del centro, ad esempio, va decisa insieme, magari con un referendum». Ecco di seguito un'ampia sintesi del botta e risposta moderato da Elisabetta Soglio.

Traffico e centro storico sono stati anche al centro del dibattito con Letizia Moratti, nella videochat di lunedì scorso. Lei cosa ha intenzione di fare?

«La politica del traffico di Albertini è stata sbagliata, i poteri speciali che ha ottenuto non sono serviti: il traffico è peggiorato. Bisogna rendere città più veloce, trasferendo più trasporto privato verso il trasporto pubblico. Quest'ultimo va potenziato di almeno il 20%. Abbiamo poi l'idea di creare isole pedonali che servano anche per migliorare la qualità dell'aria. Vogliamo riprendere un'idea che fu della giunta Tognoli, quella di chiudere il centro storico. E ci piacerebbe decidere con un referendum: già ne venne organizzato uno e la maggioranza dei milanesi si disse favorevole».

Non si potrebbe puntare anche sui Navigli per il trasporto?
«I Navigli sono una risorsa da valorizzare sia come luogo del turismo e del tempo libero, ma il mio sogno è di riaprirne alcuni tratti per riscoprire anche un po' di romanticismo di questa città».

A proposito della Darsena: è favorevole al parcheggio sotterraneo?
«E' un'opera imponente e troppo invasiva quella che è stata ipotizzata. Quell'area va però valorizzata, anche usando zona stazione Porta Genova, che deve chiusa. Lì potrebbe sorgere ad esempio un museo della ferrovia».

Parliamo dei progetti Garibaldi e Fiera: qual è la sua opinione?
«Penso che i progetti già avviati debbano andare avanti, ma ci sarà attenzione dell'amministrazione comunale sui punti controversi».

Cosa intende fare per la situazione dei locali pubblici frequentati di sera e dei disagi che portano ai residenti?
«Bisogna trovare il giusto equilibrio tra le esigenze di riposo dei residenti e quelle dei giovani di stare insieme e vivere la notte. Vanno però stabilite delle regole: orari di chiusura precisi, norme di comportamento all'esterno coinvolgendo anche gli esercenti. Non mi convince l'idea che la metropolitana a una certa ora chiuda: è bene invece potenziare il trasporto pubblico prorogando l'orario di funzionamento. Bisogna rendere Milano bella di giorno ma anche bella di notte».

Riqualificazione zona Fiera: il progetto resterà come è stato approvato?
«Va discusso e approfondito, ci sono aspetti che non convincono neppure me. L'errore di certi progetti attivati è stato quello di lasciare solo al privato di decidere cosa realizzare. L'amministrazione pubblica deve poter esprimere un orientamento. Quello per la Fiera è un progetto importante ma occorre capire quali ripercussioni avrà sulle aree circostanti».

Perché continuare a spendere soldi come per nuova Fiera quando c'è gente a Milano che non può permettersi una casa?
«Il polo fieristico sull'area Rho-Pero è stato corretto portarlo al di fuori del centro. Poi ci sono altri problemi sociali a Milano ma non vanno messi in relazione alla Fiera. Per quanto riguarda il problema della casa, io lne evidenziai l'emergenza già da prefetto tre anni fa. A Milano chi possiede la propria casa può vivere in maniera decorosa, viceversa chi non ce l'ha vive in condizioni di difficoltà. Pensiamo di utilizzare la leva dell'Ici per agevolare i canoni di affitto. Ma bisogna intervenire di più anche nel campo dell'edilizia pubblica residenziale e rendere efficienti le assegnazioni. A piazzale Dateo, ad esempio, c'è un palazzo ristrutturato con i soldi dei milanesi, con 200 alloggi disponibili, che non vengono assegnati.

Si parla spesso di road pricing, ovvero di ticket di ingresso: è una soluzione che condivide?
«No, perché da solo il road pricing non risolve il problema del traffico, è solo un modo di monetizzare un bisogno. Poi a me non piace l'idea di una città chiusa: far pagare un pedaggio è una pratica medievale».

I taxi sono pochi e cari. Bisognebbe dare una svolta...
«Bisogna intervenire con decisione in accordo con la categoria. I tassisti sono le prime vittime del traffico poco scorrevole che impedisce a loro di muoversi in maniera tempestiva. Anche il costo del viaggio sarebbe inferiore. Vanno realizzate più corsie preferenziali per taxi e bus. E con la categoria rivedere i turni di servizio e valutare se è il caso di aumentare le licenze».

La Moratti ha intenzione di realizzare strade sotterranee. Lei che progetti ha?
«Non sono in linea di principio contrario, soprattutto attorno ad alcuni svincoli. A me piacerebbe vedere meno semafori in città per creare zone più vivibili per i cittadini, mettendo nel sottosuolo alcune strade e incroci. Un sottopasso lo farei per collegare i due rami del parco delle Basiliche per consentire alla gente di camminare nel verde da Sant'Eustorgio a San Lorenzo e con le auto sottoterra per 300 metri».

Olimpiadi: Milano tagliata fuori ancora una volta?
«Dobbiamo batterci per portare le Olimpiadi a Milano. Potrebbero essere anche le Universiadi. Milano ha bisogno anche di un grande evento. Dobbiamo lavorarci, sapendo però che la città ancora manca di strutture come una piscina olimpica o un palazzo dello sport».

In giunta donne e giovani: in che percentuale? Farà come prodi che piegato al maschilismo dei partiti?
«L'impegno è di creare una giunta con il 50%di donne, penso che sia giusto. Il concetto di parità e della donna come soggetto politico deve fare breccia nella cultura di tutti quanti noi.

In tv disse che donne devono fare un passo indietro. Su questo è forse stato equivocato. Dia una risposta nominando un vicesindaco donna...
«Può essere una risposta da dare. Io in tv non avevo mai detto che le donne devono fare un passo indietro ma che mia moglie aveva scelto di non partecipare alla mia vita pubblica ma di restare dietro le quinte. Un vicesindaco donna non mi dispiacerebbe, anche se bisognerà vedere quali saranno gli equilibri della coalizione...».

Ha già in mente alcuni nomi per la squadra di giunta?
«Faccio dei nomi anche se si tratta di persone che ancora non ho sentito sulla loro eventuale disponibilità. Ad esempio Livia Pomodoro e Susanna Mantovani, impegnate sull'infanzia. Altri nomi potrebbero essere Valerio Onida e Elio Fiorucci».

Lei è favorevole ai Pacs e a un registro per le unioni civili?
«La coalizione non è del tutto unita su questi temi, ci sono sensibilità diverse. Ma nel programma si parla del registro delle coppie da creare a Palazzo Marino. Questo va poi coniugato con la tutela della famiglia. La questione Pacs va però affrontata a livello nazionale, il comune fa poco».

Chiede un lettore originario del Salento: farà conoscere la nostra «pizzica»...
«Non ricordo se si tratta di un ballo o di un alimento. Ma sarebbe bello creare un gemellaggio tra Milano e Lecce». (un lettore interviene poi per confermare che si tratta di un ballo tipico pugliese)

Il suo accento pugliese le ha mai creato problemi? E per il dialetto milanese, ha intenzione di fare qualcosa per salvaguardarlo?
«Manco da Lecce da quando avevo 18 anni, la mia cadenza non mi ha mai creato imbarazzi, in particolare la mia zeta mi dicono essere tipicamente salentina... I dialetti vanno tutelati e salvaguardati e certo bisogna farlo per quello milanese».

Fischi alla Moratti il 25 aprile: non si poteva fare qualcosa per controllare la piazza in quei giorni? Non si è pentito di averla definita "parona" quando poi nella sua lista c'è la cognata Milly che è moglie di un altro padrone?
Il giorno prima della manifestazione avevo rivolto appello a non contestarla e dopo il 25 aprile sono stato il primo a difenderla. Peccato che poi dopo due giorni la Moratti abbia sottoscritto un patto con le forze di orientamento fascista. Allora ho pensato che il suo era stato opportunismo bello e buono e ne ho avuto conferma quando si è presentata il 1° maggio cercando volutamente i fischi. Ho parlato di padrona intendendo il suo atteggiamento padronale, il fatto che sia decisionista e che lo sia in modo arrogante. Milly è completamente diversa».

C'è una qualità che riconosce alla sua avversaria? Le piace come donna?
«Io invidio a lei il marito. In quanto donna, i miei gusti sono diversi».

Che ne pensa dello scandalo del calcio?
«Mi fa molto male, è molto grave perché tocca anche le istituzioni. Bisogna riflettere sulle regole e sugli uomini. E fare molta piazza pulita».

Cosa farà per la carenza di posti negli asili nido a Milano?
«Vogliamo intanto creare un assessorato all'infanzia per dare maggiore attenzione ai bambini. Servono certo più asili nido e non dare bonus bebé che servono solo per lavarsi la coscienza. Ci sono già fondi messi a disposizione da istituzioni, come la provincia, ma anche da alcune banche».

Dario Fo l'ha spesso contestata su alcuni punti programmatici. Lei come vede Fo: è un problema o una risorsa? Sarà in giunta?
«Lui è una risorsa per tutta l'Italia, la sua presenza ha vivacizzato anche le primarie. Va valorizzato e in che modo lo vedremo insieme. Io e lui abbiamo percorsi di vita diversi, ma in molte cose ci ritroviamo».

Berlusconi ha aiutato molto la Moratti. Prodi ha fatto altrettanto con lei? Si aspettava più aiuto dai leader dell'Unione?
«L'appoggio dei leader nazionali e dei dirigenti locali dei partiti l'ho sempre avuto. Prodi sarà oggi a Milano con me. E questa sera in piazza Duomo ci saranno tutti i leader».

La Moratti ha promesso 100 mila posti di lavoro a Milano. E lei?
«Non propongo nulla che non posso mantenere. Non so come da sindaco possa creare così tanti posti di lavoro, se non assumendoli tutti in Comune. E' una bufala come quella dei 45 mila alloggi: a Milano non c'è neppure lo spazio per realizzarli».

Quanti alberi pianterà a Milano?
«Moltissimi, mi piacerebbe vedere tutti i "panettoni" trasformati in alberi. Non solo un albero per ogni bambino che nasce, ne servono molti di più».

Ci sono chances di vincere al primo turno o si punta tutto sul ballottaggio?
«C'è l'opportunità di farcela anche al primo turno, è una battaglia che possiamo vincere».

Se la Moratti vincesse farebbe come Albertini, privilegiando solo i cittadini con più disponibilità economiche?
«Sì, lei è in continuità con Albertini ed è appoggiata dalla stessa coalizione. Una continuità che ha sottolineato anche Berlusconi in una lettera».

Intende continuare a installare telecamere che videocontrollano la vita di noi milanesi?
«No, possono essere utili per condizioni di sicurezza, ad esempio nei metrò. Ma senza invadere la vita privata dei cittadini».

La Moratti ha lanciato appello a Prodi per Malpensa. Lei pensa che il governo voglia favorire Fiumicino?
«Noi dobbiamo sostenere Malpensa, la giunta fino ad ora ha fatto molto poco. Malpensa è strategica per lo sviluppo e dobbiamo impegnarci per sostenerla».

Se si dovesse sostituire il comandante della polizia municipale, potrebbe essere una donna?
«Non conosco i quadri dirigenziali della vigilanza urbana, ma non ho nulla in contrario. Vorrei però privilegiare la dirigenza interna, senza andare a pescare altrove, dai carabinieri o dalla polizia. Valorizziamo le risorse che già ci sono».

Cosa farà per eliminare le barriere architettoniche dalla città?
«E' necessario dare uguaglianza e parità a tutti. Vanno abbattute le barriere architettoniche ma anche quelle culturali».

Milano è sporca. Cosa intende fare?
«La prima cosa che farei da sindaco sarebbe proprio una telefonata all'Amsa per chiedere che la città sia pulita meglio e che vengano rimossi i graffiti».

E' vero che l'appoggerà Adriano Celentano?
«Mi farebbe piacere, ma non saprei».

Perché votare lei e non la Moratti?
«Perché vediamo la politica in maniera diversa: lei è una tecnocrate, io vedo la politica anche come valore democratico e come capacità di stare a contatto con la gente e parlare con i cittadini».

Cosa chiederà a Prodi per Milano?
«Un impegno del governo molto vigile sulle infrastrutture. Serve assolutamente la metropolitana fino a Linate. Deve essere realizzata la Pedemontana per liberare la cintura milanese. Ma un impegno glielo chiedo anche sul piano della cultura: serve ad esempio maggiore attenzione per la sede Rai di Milano».

Se non dovesse vincere, resterà in consiglio comunale?
«Ho sempre svolto nella mia vita una funzione pubblica e quindi svolgerò la funzione che i cittadini riterranno che io debba svolgere. Quella di sindaco o quella di consigliere comunale».

----FINE CHAT con Bruno Ferrante