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.: Discussione: E-democracy al Comune e nei consigli di zona

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Massimo De Rigo

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Inserito da Massimo De Rigo il 26 Maggio 2009 - 10:08
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La nostra famiglia, da quando eravamo bambini, aveva la tradizione, che prosegue tutt'ora,

di rendere omaggio alla cripta di Sant'Ambrogio nel giorno a Lui dedicato e ognuno di noi formulava un pensiero di amore per la Sua, la nostra cara Milano.


Milano ha avuto, nel corso della sua storia quasi trimillenaria, momenti di altissima grandezza.

Quando l’impero romano giunse al  massimo della sua espansione, Diocleziano non solo divise in due l’Impero per meglio controllarlo, ma, nel terzo secolo d.C., nominò Milano capitale dell’Impero Romano d’Occidente, affidandolo al collega, l’imperatore Massimiano.

Nell'epoca comunale era il suo stesso nome a garantirle la centralita' europea: gli autori medievali, che si divertono a giocare con le etimologie, sottolineavano la posizione mediana di Milano nella pianura del Po, circondata da due fiumi, il Ticino e l’Adda.

Milano metropoli di prima grandezza nel Sacro Romano Impero, al punto di costringere l'imperatore a scendere ben sei volte per domarne la voglia di autonomia: fu Dante Alighieri a definire l’imperatore Federico I von Hohenstaufen, il Buon Barbarossa, per aver perdonato i Milanesi mille volte, risparmiando loro ogni rappresaglia, anche di fronte alla loro tracotanza di radere a suolo altri comuni “liberamente fedeli all’imperatori”.

Equilibrio e simmetria dominavano la situazione della capitale lombarda, situazione atipica dal momento che Milano è priva sia di un accesso al mare sia di un corso d’acqua naturale che ne strutturi lo sviluppo. Eppure, nel XV secolo, la città dei Visconti si trova al centro di una delle più potenti reti navigabili d’Europa e controlla – attraverso il dominio delle acque – l’economia regionale nel suo insieme. La città deve tutto ciò a tre secoli di sforzi: in questo periodo, il potere comunale, ma anche le iniziative dei privati, hanno scavato canali, deviato il corso dei fiumi, collegato le linee d’acqua, integrato una vasta rete idrografica. La circolazione regolare ed equa delle risorse idriche era, come afferma con forza Bonvesin de la Riva, la manifestazione più evidente del buongoverno.


Milano sempre in auge nei secoli, in epoca asburgica addirittura esempio di tecnologia agricola.

Milano ora in oggettiva decadenza, anzi in crollo verticale.


Eppure si era rialzata dalle devastazioni della guerra e dai bombardamenti 'alleati' che in nessun altro luogo italiano si erano accaniti con tanta violenza...

Contro l'autodistruzione c'e' ben poco da fare e il male oscuro di Milano, a mio avviso, nasce dalla rottura dell'antico legame con la sua gente.

Anche i cittadini che 'ci credevano' pensano di gettare il proprio tempo: una risorsa importante gettata nella spazzatura da giochetti politici e muri di gomma.


Della "res-pubblica" dovremmo occuparcene tutti, a parole...

La delega democratica della rappresentanza non è delega totale ed assoluta. Implica necessariamente da una parte (quella del "delegante") il controllo e dall'altra (quella del delegato) il contatto e la verifica.

Non c'è altro modo per evitare che chi detiene il "potere" non lo usi per scopi diversi da quelli per cui lo abbiamo delegato e possa trasformarsi inevitabilmente in uno squallido personaggio di potere personale: "uno della Casta privilegiata".

Tempo fa in un'assemblea, ricordai come, quasi mille anni fa, i nostri predecessori inventarono un meccanismo democratico quasi perfetto per dare impulso al Comune, esempio di vera democrazia con la suddivisione in sei piccole repubbliche, le Porte, che partivano a spicchi dal centrocitta' (il Broletto) per estendersi nel contado: sei territori autonomi con lo stendardo crociato e sei bandiere, gestiti da due Capitani del popolo che si controllavano a vicenda e che avevano un mandato breve e non rinnovabile.

Il libero Comune era riuscito ad estendere la sua influenza su gran parte della Lombardia e vi era stato un imponente aumento della popolazione e dell'economia. Il popolo veniva continuamente coinvolto nella gestione del potere con assemblee pubbliche nelle contrade, nelle pievi e nelle parrocchie.

Oggi, nel terzo millennio, con alle spalle secoli di storia e di giganti sulle cui spalle dovremmo vivere di esperienza consolidata, per contro assistiamo impotenti ad un'inarrestabile oligarchia di potenti: un' inflazione della privilegiata "Casta" politica, dal Parlamento ai Consigli di Zona, con un aumento esponenziale della burocrazia e contemporanea emarginazione dei cittadini dalla res-pubblica.


Messaggi di questo genere, da parte di un cittadino attivo e partecipe, dovrebbero servire da elettroshock per la classe politico-amministrativa di Milano:

http://www.partecipami.it/?q=node/3003/10566&single=1

di Mario Maggi

nella discussione

"il cemento incombe sul Parco delle Cave"

http://www.partecipami.it/?q=node/3003

in corso nella

"Linea Diretta con il Consiglio di Zona 7"

http://www.partecipami.it/consigliozona7

Oltre alle belle parole del cardinale Tettamanzi


Un saluto cordiale!


Massimo de Rigo

In risposta al messaggio di Domenico Palladino inserito il 22 Maggio 2006 - 10:25
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