.: Login

Hai dimenticato la password?

.: Newsletter


.: Chi è online

Ci sono attualmente 0 utenti e 35 ospiti collegati

.: Eventi

« Dicembre 2017
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1 2 3
4 5 6 7 8 9 10
11 12 13 14 15 16 17
18 19 20 21 22 23 24
25 26 27 28 29 30 31

.: Candidati

.: Link

Pagina Personale

.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Sabato, 14 Maggio, 2011 - 12:00

Un altro episodio omofobo alla Bocconi: ora si pretenda dignità dalle istituzioni

Le istituzioni ancora una volta tacciono miserabilmente. Tacciono difronte a un nuovo episodio di aggressione ai danni di un ragazzo studente della Bocconi di Milano che, al quarto piano dello stabile di via Sarfatti, tentava di evitare che i manifesti appesi della sua associazione Best, da sempre attiva per la promozione e la diffusione della cultura delle diversità, venissero stracciati da alcuni ragazzi avvicinatisi con tono minatorio e provocatorio. Non si tratta di un semplice episodio, l'ennesimo, che tocca questa città che dovrebbe essere la capitale della tolleranza, dell'eguaglianza, della giustizia civile. E' ora di fare sentire la propria voce, fare sentire che esiste una comunità, glbt, che non vuole essere autoreferenziale ma dimostrare che fintanto che esiste una piccola e minima ingiustizia in un angolo del mondo la giustizia in senso generale e universale viene compromessa. Non si tratta chiaramente di un semolice fatto, di una piccola ingiustizia: si tratta di episodi che dimostrano il carattere persecutorio e che vedono un imbarbarimento della convivenza civile. E' chiaro che tale situazione viene sviluppata in un contesto istituzionale che legittima episodi di tale portata. Mi riferisco alle espressioni utilizzate da diversi esponenti e "rappresentanti consiliari" in merito a discussioni di ordini del giorno che prevedevano misure adeguate per prevenire culturalmente e socialmente tale discriminazione. Mi riferisco alle espressioni volgari quanto ignobili di un presidente del consiglio che esalta la viriltà machista dileggiando coloro che amano persone dello stesso sesso. Tali espressioni legittimano, spronano e rendono sicuri di impunibilità gli autori di atti di violenza e di aggressione nei confronti di persone a orientamento glbt. Dinnanzi a tale immobilismo, insensibilità e "corresponsabilità" di fatto di diversi consiglieri e parlamentari del centrodestra, occorre farsi sentire come comunità, esprimersi, denunciare gli episodi invadendo piazze e dimostrando che amare si deve poterlo fare liberamente. La lobby in stile statunitense deve diventare un riferimento e una modalità di azione politica nell'oggi italiano: un oggi difficile, quanto disarmante, ma per questo non modificabile. Qualcuno dice che l'Università Bocconi, nel caso specifico, dovrebbe con le sue istituzioni e i suoi organi sanzionare e identificare i responsabili dell'atto ignobile: io penso che sia anche necessario ma che sia maggiormente importante avere un sistema generale che aiuti a prevenire e reprimere fatti ed episodi di tale matrice. Tale sistema può essere indotto solamente se sussistesse un'amministrazione comunale che avesse garantito un ufficio della polizia Locale in coordinamento con quella di stato volto a prevenire tali reati, sostenere le vittime e identificare i responsabili a fatto compiuto e avvenuto. Non solo: sarebbe opportuno avere un ordinamento che assicurasse eguaglianza e pari opportunità, il Comune potrebbe fare molto in questo senso, partendo dal registro delle coppie di fatto, così come potrebbe avviare un tavolo continuo di confronto e di costruzione di percorsi di sensibilizzazione culturale, sostenendo interventi nelle scuole contro l'omofobia, con associazioni e soggetti che si occupano di diritti e di dignità delle persone glbt. Infine si potrebbe pensare alla costituzione di un Centro GLBT per Milano dove poter garantire l'avvicinamento e un riferimento socio aggregativo sui temi inerenti le pari opportunità e la cultura delle differenze, con una forte apertura e coinvolgimento del mondo civile e della società tutta. E' arrivato il momento di pretendere queste priorità che in altri paesi europei sono ormai prassi consuetudinaria, mentre a Milano, che dovrebbe vederle già applicate da tempo, sono ancora lontane dall'essere applicate e promosse. Questo è dovuto alla miopia pregiudiziale di certa "classe dirigente" che deve essere marginalizzata: in Germania affermazioni espresse da esponenti politici, vedi le esternazioni del premier attuale, di dileggio contro persone a orientamento glbt sarebbero motivi di emarginazione dei medesimi e di una loro eliminazione dalla scena politica. In Italia su diverse affermazioni di questo tenore si ride, si scherza, si definiscono come semplici "battute" su cui anche divertirsi. E' una volgare abitudine che rende correi e corresponsabili di un odio e di un'avversione continuativa nei riguardi di una comunità che vive la città, il paese e che ha tutto il diritto di pretendersi uguale ad altre realtò sociali di cittadine e di cittadini. E' giunto il momento di pretendere un'azione propositiva e positiva dalle istituzioni, senza dover semplicemente criticare l'assenza di un provvedimento incisivo dai singoli soggetti privati, in questo caso il rettorato della Bocconi. Un semplice monito da parte del rettore forse risulta insufficiente, ma non pretendo da quest'ultimo un'iniziaitva che dovrebbe essere pretesa dal mondo istituzionale e amministrativo della società milanese e italiana. Non è più il momento di pretendere da altri ciò che dovrebbe essere fatto dal mondo politico che rappresenta la nostra collettività: questo deve essere l'obiettivo, partendo anche dalla forte e pressante nostra richiesta, di cui gli organi istituzionali dovrebbero farsi interpreti attivi, di estendere la legge Mancino, aggravanti per reati penali contro la persona per motivi razziali, religiosi, ideologici, a motivi di ordine sessuale discriminatorio e di persecuzione dell'orientamento. Non sono più disponibile a tollerare la permanenza di una tale situazione. E pretendo un impegno chiaro e concreto da parte dei responsabili istituzionali di una situazione che si sta profilando sempre più difficile e opprimente. Questi sono coloro da cui occorre e bisogna chiedere interventi funzionali a prevenire e reprimere reati di questa matrice e saperli evitare con la forza della solidarietà e della cultura. Se non ora quando?

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Consiglio di Zona 4 Milano