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.: Discussione: Milano - illegalità e insicurezza nelle periferie: chi deve sapere, sa ma nessuno interviene

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Luciana Pellegreffi

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Inserito da Luciana Pellegreffi il 11 Feb 2011 - 12:46
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GRAZIE MILANO

C’è un quartiere di case popolari nella periferia Sud-Est di Milano, un quartiere come ce ne sono tanti in città, dove il disagio sociale è palpabile a chiunque si trovi a passare tra quelle mura erose dal tempo che, come ferite aperte, lasciano intravvedere sottili strisce di ferro rossastre di ruggine.
                In questa periferia milanese ti può capitare di essere fermato o incontrare persone che ti parlano come se ti conoscessero da sempre, ma non è così; che ti urlano addosso o che urlano contro i fantasmi della loro mente la rabbia del peso della loro esistenza e poi così, come sono arrivati, se ne vanno borbottando tra sé e sé.  Se ti capitasse incontreresti quello che è chiamato “disagio psichico”, ma potresti anche non vederlo
                Qui puoi vedere regolarmente, ma solo durante la bella stagione, nelle strade intorno alle case, bambini che giocano giornate intere sorvegliati solo da altri bambini. Solo nella bella stagione però, perché col freddo e il buio tutto l’abbandono si richiude tra le mura domestiche. Così nessuno vede.
               La sera o nei pomeriggi invernali, quando da metà pomeriggio è già buio pesto, fai attenzione a passare di qui  perché i lampioni  in alcune zone, hanno lampadine non funzionanti da oltre un anno, e nel buio, se sei una donna o sei una persona  anziana, potresti fare incontri indesiderati e trovarti senza portafoglio, oppure inciampare e cadere. Vieni di giorno, così  tutto sembra a posto.
Se abiti in quelle case,  potrebbe succederti  che un allacciamento abusivo alla luce elettrica provochi scintille e fiamme con problemi per la sicurezza e la fornitura elettrica per decine di famiglie; ti può succedere che chiami il fornitore di energia elettrica e che ti senti rispondere che l’allacciamento abusivo non è un problema loro, se vuoi escono, ma devi pagare 120 €.
Forse succede che gli inquilini onesti e regolarmente assegnatari siano costretti per la propria incolumità e quella della propria famiglia a fare richiesta di trasferimento, mentre l’illegalità e l’insicurezza aumentano e restano indisturbate. Ma tanto questo in prima pagina sui giornali non ci va, non si vede, non esiste.
                Può succedere che l’unica presenza delle istituzioni venga tolta, almeno una sorta di richiamo con la città c’era,  ora nemmeno quello da anni e le ripetute richieste di riapertura di quell’ufficio ignorate, ma se non lo sai, tutto è a posto.
                In quei luoghi di Milano può capitare che gli inquilini con regolare contratto d’affitto siano minacciati di morte da altri che sono abusivi; che gli anziani siano oggetto di vessazioni e intimidazioni continue, ma non solo gli anziani, può capitare che si instauri con il tempo una sorta di sudditanza degli onesti nei confronti dei disonesti, prepotenti e organizzati. Ma se non ci abiti va tutto alla grande a Milano.
                A chi abita lì potrebbe succedere che se ha bisogno è ignorato e aspetti che magari qualcosa succederà, nel tempo, negli anni. Può succedere che se il problema tocca gli abusivi, una rete di tolleranza, comprensione, protezione e interventi a sostegno delle “necessità”  mostra tutta la sua efficienza. Ma se non ti occupi del problema, non lo sai, tutto è normale.
                Potrebbe avvenire che da anni i cittadini richiedano l’intervento delle istituzioni per ripristinare la legalità, la sicurezza, per infrangere il racket degli appartamenti. Potrebbe succedere ma tanto nulla è ancora avvenuto forse perché:  c’è la campagna elettorale, ci sono le elezioni, si deve aspettare la nuova nomina per quell’incarico, è appena stato nominato per quell’incarico e gli serve tempo per inserirsi,  ci sono le feste di partito in città e vanno messe in sicurezza e vanno protette, ecc.  E lì si continua ad aspettare. Ma se non lo sai la tolleranza zero è perfettamente funzionante.
                Ipotesi, fantasie, congetture?  No. A Milano chi deve sapere,  sa:  la proprietà, il Comune, la Polizia, i Carabinieri, il Consiglio di Zona, ma nulla succede tranne che i cittadini continuano a subire. Forse si aspetta il morto come in altre occasioni per porsi il problema? 

 
15 dicembre 2010
Luciana P. Pellegreffi
Presidente Comitato di Quartiere Salomone