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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Domenica, 9 Gennaio, 2011 - 13:57

Solidarietà agli studenti manifestanti: il Comune ancora una volta alza il conflitto

Vengono processati e inquisiti gli studenti che hanno occupato diversi istituti superiori lo scorso dicembre. Alcuni presidi hanno deciso di segnalare alla Procura di Milano alcuni ragazzi identificati. L'iniziativa che trovo alquanto singolare e preoccupante ha avuto inizio al Caravaggio dove la preside spaventata dall'incursione di alcune persone nell'istituto ha deciso di procedere a informare la magistratura dell'azione. Altri istituti, tra cui anche il Liceo Blaise Pascal, hanno seguito lo stesso esempio a breve distanza. La mia preoccupazione deriva dal constatare come il diritto di manifestare venga fortemente compromesso e ristretto. Dico questo non tanto perchè voglia difendere chi ha devastato, sepure le mobilitazioni a Milano siano state meno invasive di quelle svolte in altre città e più pacifiche,  ma in quanto è chiaro l'intento intimidatorio che tali provvedimenti avranno su coloro che vogliono esprimere il proprio disagio circa il proprio futuro, circa il diritto allo studio, nei riguardi di una scuola pubblica sempre più compromessa e, infine, di una ricerca scientifica sacrificata. Penso, però, che i ragazzi non si faranno intimidire da simili provvedimenti nè, tanto meno, dalle volontà alquanto inconsueta e insignificante del vicesindaco del Comune di Milano, Riccardo De Corato, di costituire il Comune come parte civile in causa nel procedimento ancora non intentato e istruito a carico dei ragazzi segnalati.
Il Comune di Milano contravverte quanto indicato dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, che ha invitato le istituzioni a dare ascolto ai ragazzi manifestanti perchè esprimenti un disagio verso una precarietà lavorativa, formativa e, soprattutto, esistenziale. L'invito del Capo dello Stato ha avuto come conseguenza un discorso di fine anno che ha fatto proprie le istanze delle giovani generazioni indicando il valore incommensurabile di un patrimonio umano per un paese: un patrimonio disconosiuto, ignorato, silentito da parte soprattutto di una classe dirigente sempre più gerontocratica ed esclusivamente autoreferenziale, aggiungo. L'esempio offerto dal nostro Presidente, ospitando una delegazione di studenti lo scorso 22 dicembre, vede un atteggiamento di chiusura e di ostilità da parte dell'amministrazione comunale intenzionata per voce di un suo alto rappresentante a mostrare, come spesso avviene da quando De Corato è vicesindaco di questa città, spero ancora per poco tempo, il pugno forte coi deboli. Lo dimostra il fatto che De Corato asserisca come le manifestazioni studentesche, scenario irreale e non avvenuto, abbiano messo in ginocchio la città nel momento in cui, invece, non esprime nessun tipo di condanna e di denuncia verso le orde di tifosi estremi e inquieti che ogni domenica si riversano dalle parti di San Siro mettendo a soqquadro la zona. De Corato utilizza due pesi e due misure: prassi, questa, da rigettare al mittente. Il pugno forte viene mostrato in azioni muscolari anche contro i centri sociali con la politica degli sgomberi, oppure contro campi di nomadi con un atteggiamento di intolleranza e di esclusione; oppure la politica delle transenne, della "privatizzazione" degli spazi pubblici, di una loro privazione, quasi come fossero misure disciplinari esemplari, verso le quali la cittadinanza devono silenziosamente osservare, come fosse una classe di indisciplinati scolari. Esprimo opposizione, denuncia di tale scelta amministrativa, dissociandomi come cittadino, oltre che consigliere circoscrizionale, da una volontà che non rappresenta la città di Milano, la sua storia democratica e civile, quel sostrato comunitario esistente fatto di pulsoni civiche, solidarietà, voglia di cambiamento, sentimento diffuso e comune di democrazia, richiesta di partecipazione alla cosa pubblica, alla sua gestione, alla sua promozione. Trovo miserabile l'atteggiamento del Comune che crea tutte le condizioni per inasprire il conflitto sociale destabilizzando quella necessaria occasione di aprire un dialogo e un confronto tra generazioni, tra persone utile motore per un progresso civile e la promozione della democrazia attraverso la partecipazione. Credo, come dice l'Avvocato Mirko Mazzali giustamente, che tale procedimento non avrà seguito dato che non sussiste nella storia della giurisdizione italiana istanze e procedimenti tentati a carico di studenti occupanti istituti scolastici: se la decisione fosse quella di procedere da parte del giudice aprirebbe inquitanti precedenti verso una repressione psicologica e sociale del diritto di manifestare. Attendiamo con attenzione la pronuncia del giudice invitando la cittadinanza a esprimere solidarietà ai ragazzi e a sostenere con maggiore determinazione le manifestazioni e le mobilitazioni civili e sociali per una scuola pubblica di qualità, che è un presupposto essenziale per lo sviluppo civico e culturale di un Paese, per la sua democrazia.

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra - Uniti con Dario Fo

Consiglio di Zona 4 Milano