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.: Raffaele Barki
Inserito da Raffaele Barki il Lun, 08/05/2006 - 13:48
La mia lista:
Rifondazione Comunista
Simbolo lista:
Raffaele Barki
Dove mi candido:
Consiglio comunale
Foto Candidato:
Raffaele Barki
Io in breve:
Sono nato a Tripoli, in Libia, nel 1955. Cittadino italiano, risiedo a Milano dal 1967. Attualmente sono consulente di comunicazione ed organizzatore di eventi finalizzati alla comunicazione.
Il mio motto è: "Oltre il diritto alla vita, il diritto di tutti ad una buona vita".
Cosa ho fatto finora nella vita:
Operatore culturale dal  1978, ho creato numerose iniziative di rilievo internazionale quali la fondazione del “Pistoia Blues Festival” nel 1980, tutt’oggi considerata la più grande manifestazione di blues al mondo e del “Premio Strada” nel 1985, prima manifestazione internazionale dedicata allo spettacolo di strada. Ho inoltre creato, nel 1990, l’iniziativa “Sotto le stelle del jazz”, primo festival di jazz riservato esclusivamente alle donne. Ho inoltre lavorato come  inviato speciale e coautore di programmi televisivi.
Sono tra i soci fondatori dell'Associazione Sinistra RossoVerde, nata con la finalità di creare e condividere iniziative politiche e culturali. Sinistra RossoVerde intende favorire l'unità di tutte le forze di sinistra e di tuttte le donne e gli uomini che in questa fascia culturale si collocano.
Vi spiego perchè mi candido:
Mi candido al Consiglio comunale come indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista, per portare il messaggio dell'Associaizone Sinistra RossoVerde nel cuore della politica e dell'amministrazione milanese.
Credo che valori come pace, laicità dello Stato, tutela del lavoro e dei lavoratori, salvaguardia della Costituzione, una responsabile politica ambientale possano essere rappresentati soltanto da una Sinistra forte, rinnovata e non frammentaria.
Intendo impegnarmi perché Milano si liberi dall’oscurantismo culturale che la opprime e recuperi il proprio tradizionale spessore e quindi per:
  • Liberare la scuola dalla miseria economica e strutturale
  • Liberare tutte le energie creative da troppo tempo compresse e garantire un’offerta culturale di livello internazionale, estesa a tutte le forme espressive
  • Liberare gli uomini e le donne di questa città dall’incubo del lavoro precario, padre di esistenze altrettanto precarie
  • Liberare il mondo della ricerca e della scienza dalla condanna all’esilio.
Grazie ai suoi quattro poli universitari Milano ha tutte le prerogative  per diventare il nuovo centro nazionale della ricerca.