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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 7 Ott 2010 - 10:59
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Da milano.corriere.it:

Podestà: decisione unanime. Il Comune: tecnici già al lavoro per definire la proposta

Aree Expo, gelo tra Formigoni e la Moratti


Il governatore: nessuna intesa sul comodato d'uso, decida lei. La replica: sciolto il nodo, lo ringrazio


MILANO - Basta un pronome, alcune volte, per dare l'idea del clima. «Il sindaco prenderà un'iniziativa in cui spiegherà la proposta che ella preferisce». Ella, il sindaco Letizia Moratti, aveva assicurato soltanto la sera prima che era stata condivisa una soluzione per i terreni di Expo con il presidente Guido Podestà e il governatore Roberto Formigoni. Bastano un paio di frasi, e quel pronome che sa tanto di presa di distanze, per smontare tutto. Un'altra volta. Roberto Formigoni si chiama fuori precisando di non aver condiviso nulla: ha deciso il sindaco, punto. Parole e toni ben diversi da quelli che Moratti e Podestà hanno usato ancora ieri. «Abbiamo scelto un percorso assieme a Provincia e Regione che si riallaccia a quanto condiviso nel mese di luglio con i soci di Expo», spiega sorridente la Moratti a margine della firma del protocollo per Expo con il sindaco di Bari, Michele Emiliano.

L'ipotesi individuata per garantire al Bureau International des Expositions entro il 19 ottobre la disponibilità dei terreni, è quella del comodato d'uso: la messa da disposizione delle aree da parte dei proprietari, il gruppo Cabassi e la Fondazione Fiera, che in cambio ne otterranno la restituzione post 2015, con tanto di diritti volumetrici. Anche Podestà ricorda che la decisione dell'altra sera «è stata unanime». Si era però detto che sarebbe stato firmato oggi un comunicato, a suggellare l'intesa raggiunta: del comunicato, ovviamente, non c'è ancora traccia. Il sindaco ha puntualizzato che «i tecnici sono al lavoro per precisare i termini della proposta, che dovrà essere sottoposta ai proprietari». Formigoni ha ancora raccomandato che vengano quanto meno rispettate le indicazioni dei legali: che impegnano a una nuova stima sul valore dei terreni e alla «compartecipazione finanziaria dei privati alle opere di infrastrutturazione». Un passaggio non da poco: tra queste e le spese per gli oneri di urbanizzazione, si parla di oltre 200 milioni di costi a carico dei privati. Paletti che rendono più tortuoso il cammino verso la soluzione.

Nel frattempo, Formigoni incassa l'appoggio del Pd regionale e del vicepresidente del consiglio, Filippo Penati: posto che «è l'unico Expo che si svolge su terreni non pubblici», Penati si chiede perché non sia stata seguita la via dell'esproprio e, in secondo ordine, «pare incomprensibile il rifiuto della proposta del presidente Formigoni anche alla luce dell'approvazione da parte del consiglio regionale di un ordine del giorno in cui si proponeva di costituire una newco in grado di acquistare i terreni».

Elisabetta Soglio
07 ottobre 2010


Da milano.corriere.it:

Il governo ha deciso di non entrare nello scontro milanese

Una notte di tensione a casa del sindaco Letizia e Roberto divisi anche dalle parole


I ricorsi La Regione ha ribadito che vanno rispettate le indicazioni dei legali per non ricorrere in eventuali ricorsi

MILANO - Il primo problema sono le parole. Il secondo, i soldi. Sulla guerra dei dizionari, è presto detto: il documento congiunto che era stato annunciato e predisposto ieri, non è arrivato alla firma perché ci si è incagliati sul verbo da usare. Il Comune e la Provincia vorrebbero si scrivesse che «è stato condiviso» un accordo sul comodato dei terreni. Formigoni corregge: «Il Comune ha proposto la soluzione, Regione e Provincia hanno aderito». Dettagli? Non quando ci sono di mezzo diatribe politiche che, su Expo, si stanno trascinando da mesi.

Poi c'è la questione ancora più sostanziosa: quella economica. Durante l'incontro a tre in casa Moratti, l'altra sera il presidente Formigoni ha ribadito che vanno rispettate le indicazioni dei legali, «per fare una operazione trasparente e metterci tutti al riparo da possibili ricorsi futuri o da accuse di speculazioni immobiliari». In particolare, si chiede ai privati di partecipare alle spese di infrastrutturazione dei terreni che ospiteranno Expo.

Già in luglio, prima che si fermasse la trattativa, erano state buttate lì
alcune cifre. E pare che il gruppo Cabassi si fosse detto disponibile a pagare una sorta di extra-bonus, di 50 milioni di euro, per partecipare alle spese di infrastrutturazione. Soldi che vanno aggiunti, ovviamente, a quelli che verranno calcolati per gli oneri di urbanizzazione. Ma siamo lontani dall'intesa perché, secondo i conti della Regione, il contributo dei privati dovrebbe aggirarsi intorno ai 120 milioni di euro.
È su questa partita che si sono messi al lavoro legali, urbanisti e dirigenti del Comune. Ed è possibile che vengano anche coinvolti i vertici di Expo: perché, ad esempio, una strada percorribile potrebbe essere quella di abbattere i costi previsti per infrastrutturare i terreni. Sullo sfondo, va segnalata la volontà del Governo di lasciare che la partita si giochi tutta a livello locale. Il ministro Giulio Tremonti è stato informato da Formigoni delle preoccupazioni che ha rispetto alla strada scelta da Comune e Provincia. Ma non avrebbe battuto ciglio: il cerino sul futuro di Expo, insomma, resta a Milano.

E.So.

07 ottobre 2010

In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 6 Ott 2010 - 17:01
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