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.: Discussione: Piazzale Lavater, rivolta anti-parcheggio: nelle prossime settimane il via al cantiere...

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Oliverio Gentile

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Inserito da Oliverio Gentile il 2 Mar 2011 - 11:13
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Da milano.corriere.it:

dalla parte del cittadino

I pregi e i difetti dei box sotterranei

Gentile signora Bossi Fedrigotti,
io la leggo sempre con piacere ma lei deve decidersi: in linea generale è a favore dei garage sotterranei a Milano oppure è contraria? Personalmente io non condivido quasi mai l’operato del sindaco ma sulla decisione di dar seguito concreto al programma Albertini di sistemare in ogni rione milanese dei ricoveri sotterranei per le auto io la appoggio. Fare il contrario sarebbe come rinunciare ad essere europei e moderni. Quelli che protestano sempre e comunque per ogni scavo proprio non li capisco! O meglio, capisco che quando ci saranno i posteggi sotterranei quelli che lì abitano dovranno pagare per lasciare la macchina mentre ora hanno le righe gialle gratuite. Ma una città civile e «pulita» richiede di fare sparire le auto ferme, così come le moto e le bici sui marciapiedi. E non mi si racconti la favola che sarebbero i posteggi a richiamare le auto. Questa è una balla come quella che afferma che le zone pedonali impoveriscono il commercio e che le panchine favoriscono solo i barboni. Per favore cerchiamo di mantenerci europei. Ritornando allo specifico della lettera da lei trattata giorni fa sul «Corriere» la prego di andare a vedere com’è oggi piazzale Lavater (io ci passo spesso): un desolato groviglio di auto in sosta intorno a ogni marciapiede o aiuola che finisce con il rendere difficoltoso anche il solo camminare. Non mi pare ci sia proprio alcunché da salvare in quella piazza, alberi a parte (sull’argomento degli alberi andrebbe fatto un discorso a parte e più generale). La prego, ci chiarisca il suo pensiero, grazie.

Giorgio Boitano


Eccola accontentato. So benissimo che servono i parcheggi sotterranei, tuttavia ho fin da subito considerato un eccesso difficilmente sopportabile per la cittadinanza aprire più o meno contemporaneamente un’ottantina di cantieri per scavarli, in qualche caso addirittura due a poca distanza l’uno dall’altro. Per quel che riguarda la realizzazione dei lavori, sappiamo che ne sono poi successe di tutti i colori: e non parlo dei poveri alberi per lo più sradicati e ammazzati, bensì, per esempio, dei danni— concreti— toccati a non pochi edifici. Ma il peggio sono stati i tempi: per un motivo o per l’altro, tra i quali anche il fallimento di alcune imprese di costruzione, ci sono cantieri rimasti aperti anni e anni, alcuni dei quali tuttora non conclusi, il che ha avuto come conseguenza la chiusura di non pochi esercizi commerciali dei dintorni. Capisco dunque— e condivido —il terrore degli abitanti di piazzale Lavater all’idea di dover trascorrere cinque, sei o anche più anni nel caos e nel degrado.

Isabella Bossi Fedrigotti
02 marzo 2011
In risposta al messaggio di Oliverio Gentile inserito il 22 Feb 2011 - 14:56
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