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.: Il Blog di Alessandro Rizzo
Venerdì, 11 Giugno, 2010 - 12:03

istanza su provvedimenti da adottarsi contro l'omofobia

Ordine del Giorno, comunicazione e interrogazione in merito all’urgenza di dotare il Comune di Milano di provvedimenti adeguati per una poltica coerente ed efficace nel contrasto, prevenzione e repressione, dell’omofobia, a fronte di un acuirsi di tale fenomeno, in vista del Pride di Milano

  

Un'altra aggressione omofoba è avvenuta e ci ritroviamo a dover nuovamente esprimere solidarietà, prendere posizione, rispondere al fatto ignobile accaduto. Ci troviamo a dover ribadire nuovamente che in Italia necessitiamo di una legge contro l'omofobia. Ci troviamo nuovamente a dire che il Comune di Milano non ha ancora approvato una politica coerente per fronteggiare tale piaga, una violenza che affligge anche la nostra città. Ci troviamo nuovamente a denunciare forme di persecuzione contro persone lgbt, colpevoli solamente di esprimere liberamente il proprio orientamento, il proprio amore, la propria affettività. Ci troviamo nuovamente a ribadire che il Comune di Milano ha respinto nel maggio 2008 una proposta che prevedeva l'istituzione del Registro delle Convivenze Affettive. Ci troviamo nuovamente a dover sottolineare come diverse espressioni da parte di consiglieri della maggioranza di centrodestra, in Provincia di Milano, in Regione Lombardia, siano legittimanti atti di violenza contro persone lgbt. Ribadiamo ancora di più quanto Milano sia lontana da parametri europei dove esistono servizi municipali per aiutare e assistere le vittime dell'omofobia, dove esistono corpi specializzati delle Polizie Municipali volte a reprimere tali violenze, dove esistono servizi di informazione e iniziative nelle scuole funzionali a prevenire una piaga devastante e irrazionale. Ci troviamo nuovamente a dover denunciare chi paragona l'omosessualità a perversioni sessuali di ogni tipo, la necrofilia, la pedofilia, la coprofagia, nel momento in cui considera incostituzionale l'estensione della Legge Mancino alle aggravanti per atti commessi a danno di persone per motivi sessuali e di orientamento sessuale. Paolo Patanè, Presidente Nazionale di Arcigay, alla luce di quanto accaduto nella notte tra il 25 e il 26 maggio a Roma, dove un ragazzo è stato aggredito e percosso in pieno centro, Via Cavour, a pochi passi dal Colosseo, ha espresso chiaramente che il Movimento lgbt deve passare alla fase seconda: dalla protesta, giusta, necessaria nella sua dimensione di mobilitazione, all'incisività nei processi decisionali al fine di varare una legislazione che prevenga e reprima l'omofobia, unica vera malattia devastante. Io aggiungo che tale impegno civico non debba essere lasciato solamente al Movimento, ma a tutta la cittadinanza democratica e civile che vuole vivere un futuro più umano in cui la persona e la sua dignità siano rispettate come principi fondamentli di convivenza pacifica. Vorrei un impegno che non sia solo di indignazione da parte di tutta la cittadinanza in contrasto a ogni forma di persecuzione omofoba. Anche Milano, città dove abbiamo la maggiore presenza di persone lgbt, non è esente da tale violenza, e lo ha dimostrato, amaramente, in modo preoccupante, non solo a danno di Gianvito, il ragazzo 23 enne aggredito, e del suo amico, ma anche qualche mese fa in altre occasioni dove giovani sono stati percossi, derisi e umiliati in pubblico, il 24 ottobre scorso nella nostra zona, in Corso Lodi. Aspetto dal Comune di Milano, dalla Giunta e dai consiglieri una pronta, concreta ed efficace risposta che non può consistere se non nel provvedere a inserire con urgenza nella discussione l'approvazione di misure che condannino l'omofobia e che provvedano a garantire la prevenzione, soprattutto con azioni congiunte nelle scuole, e un'utile repressione del terribile fenomeno odioso. Attendere ancora sarebbe nocivo, lo assicuro, oltreche insipegabilmente assurdo e chiedo alla Commissione Pari Opportunità del Consiglio Comunale di Milano, alla Commissione Politiche Sociali del Comune di Milano, all’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Milano, all’Assessorato alla Sicurezza del Comune di Milano a quale stato siano le proposte inerenti a politiche di estensione dei diritti e di garanzie alle persone lgbt, in riferimento anche ad azioni volte a rendere più efficaci interventi di prevenzione e di repressione di reati a sfondo omofobico.

Da ultimo il Consiglio Comunale di Livorno ha approvato una delibera in cui sostiene l’iniziativa dell’Italia di aderire alla proposta di decriminalizzazione universale dell’omosessualità presso l’ONU, presentata dalla presidenza di turno francese dell’Unione Europea, e accolta da tutti gli altri Paesi

dell’Unione Europea, sollecitando il Parlamento Italiano all’approvazione di una normativa specifica che tuteli le cittadine ed i cittadini contro ogni forma di manifestazione di tipo omofonico e transfobico. Lo stesso Consiglio Comunale di Livorno invita a promuovere anche in coordinamento con le associazioni e gli organismi operanti nel settore, iniziative destinate a sensibilizzare l’opinione pubblica verso la cultura delle differenze, la prevenzione e la condanna degli atteggiamenti e dei comportamenti di natura omofobica e transfobica, nonché interventi nella scuola, in collaborazione con gli organismi istituzionali di competenza, affinché l’istituzione deputata all’educazione dei futuri cittadini sviluppi una cultura della diversità e operi quindi quale luogo principale per lo sviluppo di iniziative dedicate alla lotta contro le discriminazioni. Tali proposte potrebbero essere prese come esempio virtuoso di un’amministrazione nel prevenire una forma di intolleranza ignobile e irricevibile per un Paese e una metropoli che si definiscono europee e civili. Sabato alle ore 16 in Piazza Castello ci sarà il concentramento per dare seguito alla Cristopher Street, il Pride di Milano, in attesa di quello nazionale che si terrà sabato 26 giugno a Napoli. E’ forte la speranza che da tale mobilitazione, a cui tutte e tutti sono invitati, si possa dare avvio a una concreta politica volta a promuovere la dignità della persona lgbt, la sua tutela da ogni forma di emarginazione e di discriminazione dettata da pregiudizi.

  

Alessandro Rizzo

Capogruppo La Sinistra – Uniti con Dario Fo
Consiglio di Zona 4