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Venerdì, 1 Gennaio, 2010 - 14:50

Giovani LGBT a Edimburgo

28/12/2009 - Fabio Saccà, Giacomo Guccinelli, Giovanni Caponetto

 

GLYO GENERAL ASSEMBLY
10-12 Dicembre 2009, Edimburgo (Scozia)

a cura di
Fabio Saccà
Giacomo Guccinelli
Giovanni Caponetto
(delegati Arcigay)

Dal 10 al 12 dicembre a Edinburgo si è tenuta la General Assembly di IGLYO (International Gay Lesbian Bisexual Transgender Queer Youth and Student Organisation).

IGLYO è una realtà internazionale che esiste da 25 anni, principalmente basata in Europa, raccoglie giovani ragazze e ragazzi di oltre 40 paesi con l'obiettivo di fare rete, formazione, empowerment (dare strumenti), advocacy (rappresentanza) e lobby politica presso le principali istituzioni internazionali. A livello italiano Arcigay è attiva in IGLYO da oltre quattro anni, con la partecipazione della Rete Giovani che ha permesso di importare numerose buone prassi, organizzare scambi, ospitare anche eventi come la conferenza di Torino 2008 dell'anno scorso.

La General Assembly è come un congresso, si tiene ogni due anni, prevede l'elezione delle cariche, l'approvazione delle linee programmatiche, le modifiche dello statuto. Abbiamo cominciato con una giornata "istituzionale" nel palazzo del governo scozzese dove ci ha accolti Ms. Hilary Third, dirigente del ministro scozzese delle pari opportunità e team leader dell'Equality Unit, assieme al direttore della Equalities and Human Rights Commission. Una finestra sulle prassi di inclusione dei cittadini lgbt nelle politiche sociali delle istituzioni, non senza nascondere la difficoltà della mediazione o del consenso. Non solo in Italia infatti, è difficile tenere unito il movimento. Si tratta di obiettivi e sfide che abbiamo ritrovato in tutti i paesi d'Europa, laddove la rincorsa ai diritti va a pari passo con le strategie per l'inclusione delle persone lgbt all'interno delle politiche sociali. E in questi anni vari passi in avanti sono stati fatti, anche da noi tutto sommato.

Ci siamo trasferiti poi in Hunter's Square, dietro all'ingresso del Royal Mile. Era il 10 dicembre, giornata internazionale per i diritti umani e IGLYO ci ha proposto un flash mob. Una parola alla volta, ciascuno di noi ha composto la frase "Giornata dei diritti umani: rispetto, libertà di espressione per le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender e queer" mentre una ventina di volontari combattevano il vento gelido di Edinburgo per accendere cinquecento candele sparse tutto attorno a noi.

Nel silenzio della nostra azione tutta la città ci è passata attorno. E la curiosità, come le proteste non sono mancate. Ci siamo portati a casa l'impressione che non esista luogo perfetto in cui parole come diritti, rispetto, libertà siano uguali e condivise per tutti. Neanche nel regno di sua Maestà. Per questo c'è bisogno di continuare a usare e spiegare queste parole, ovunque siamo.

Durante l'assemblea ci siamo fatti conoscere un po' tra i sessanta delegati delle altre associazioni. C'era tanto medio oriente, normandia, europa centrale, europa dell'est, ma come durante l'ultimo evento iglyo, quest'estate mancava molta europa mediterranea, i nostri cugini... Dal canto nostro, ci siamo letteralmente buttati a fare un po' di rete: soprattutto con gli amici spagnoli di FELGTB e di Arcòpoli (ricordate la protesta a Madrid contro l'omofobia in Italia?), la rete giovani germanofona Lambda, gli sloveni di Legebitra e i croati di Zagreb Pride...

Le idee per lavorare insieme non sono mancate, e c'è da dire che il nostro progetto sul bullismo omofobico ha suscitato parecchio interesse.

Il secondo giorno di Assemblea aveva un sapore molto istituzionale, IGLYO dopo 25 anni di servizio in quel di Amsterdam cambia sede e trasferisce armi e bagagli a Bruxelles presso la sede di ILGA, a due passi dalla Commissione Europea. Sembra un momento molto burocratico ma per chi conosce IGLYO da un po' ha il sapore di una liturgia. Quei voti, quelle scelte rappresentano un grande successo dopo anni di fatiche e tentativi. A smentire l'opinione che un'associazione giovanile non possa essere solida, stabile e funzionante nonostante il rapido ricambio dei suoi volontari. Fabio Saccà, da "vecchio" componente dei direttivo IGLYO, ricorda ancora quando ci si riuniva negli ostelli, dormendo in posti improvvisati, comunicando solo via mail o via chat... e si fa strada la giusta nostalgia, come l'orgoglio.

Passiamo quindi alla revisione della membership in IGLYO e la discussione di un importante policy paper sul tema dell'Educazione, uno dei più importanti sui quali la rete giovanile lgbt si è impegnata assieme alle reti studentesche internazionali.

Il terzo giorno è per alcuni il più atteso. Il giorno delle elezioni dei "nuovi" e del saluto dei "vecchi". Un po' di dibattito e di atmosfera e siamo pronti per votare il nuovo direttivo IGLYO. Ne risultano eletti Alex Muller (Germania),  Esther Paterson (Scozia), Jasmina Munteanu (Svezia), Lucy Brookes (Regno Unito), Luis Moreira Navarro (Spagna), Olena Shevchenko (Ucraina), Zaruhi Shushanyan (Armenia), un direttivo quasi esclusivamente al femminile!

Eleggiamo dunque i revisori dei conti con Felix Konig (Svezia) con Bart Picket (Polonia). E i componenti dell'advisory committee, con Bruno Selun (Francia) e Augustas Cicelis (Lituania) del precedente direttivo. Quest'ultima, è una prassi interessante poichè è volta ad assicurare un completo ed efficace passaggio di consegne e di inserimento tra una gestione di IGLYO e la successiva. Affinchè nulla venga perso e affinchè i nuovi non si trovino nei primi tempi un po' abbandonati a se stessi.

Non c'è dubbio che IGLYO stia crescendo nel solco e nella continuità delle idee e degli obiettivi a cui abbiamo lavorato negli ultimi cinque anni dal momento dell'ingresso di Arcigay in questa rete. Di certo non mancheranno le sfide, poichè per alimentare una struttura complessa e importante come questa rete serve molto più della buona volontà dei board member. Serve potenziare la struttura, più volontari, più flessibilità nel distribuire il lavoro. Ma, ne siamo certi IGLYO continuerà ad essere una buona fonte di servizi e di ispirazione.

Abbiamo visto molta poca Europa però, non si è parlato di Consiglio d'Europa, di Unione Europea, di Forum Europeo dei Giovani. Sembra che rispetto a qualche anno fa questi siano meno i luoghi in cui poter promuovere forti azioni di cambiamento. E così le associazioni tornano ad impegnarsi nei propri territori, consolidando i propri risultati, cercando di far applicare i propri diritti, in alcuni casi portando avanti un movimento nazionale nato solo da pochi anni.

Qualcuno cerca anche di guardare al di là dell'Europa, al sud del mondo, all'oriente a quei luoghi insomma dove certo non è possibile replicare un modello occidentale, ma dove non meno importante risulta dare un sostegno.

Dal canto nostro continueremo a considerare le politiche internazionali come lo spazio in cui Arcigay può e deve concretamente portare un contributo, con le proprie numerose eccellenze nei servizi, nelle metodologie, nel lavoro con e per la comunità LGBT. Senza considerarsi una realtà geografica minore, a causa delle tante ruggini che indolenziscono il nostro bel paese.

Forse aveva ragione quella simpatica gallina in fuga quando diceva "You know what the problem is? The fences aren't just round the farm. They're up here, in you heads..."

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