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Il Blog di Fabrizio Casavola | www.partecipaMi.it
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Martedì, 2 Maggio, 2006 - 10:08

RACCOLTA DI OPINIONI, TESTIMONIANZE ED IDEE PER IL MIGLIORAMENTO E L'ABBELLIMENTO DEL NOSTRO CENTRO STORICO


Lunedì, 1 Maggio, 2006 - 00:06

Combattere l'antisemitismo

Si è molto parlato in questi giorni delle bandiere israeliani bruciate il 25 aprile. Pubblico qui la lettera inviata a Sinistra Giovanile da Daniele Nahum per l'UGEI e la mia risposta. Trovo che Daniele abbia fatto molto bene a chiedere non solo una condanna morale, ma una fattiva collaborazione della sinistra democratica per bandire definitivamente l'antisemitismo.

I fatti del 25 Aprile riflettono quello che purtroppo accade all’interno dei centri sociali e di molti movimenti giovanili della Sinistra extraparlamentare. Gli insulti alla brigata ebraica, il bruciare le bandiere dimostrano ancora una volta un forte antisemitismo da parte di certi giovani che negano l’esistenza stessa dello stato di Israele. Antisemitismo coltivato in molti centri sociali con una continua e sistematica disinformazione sulla politica israeliana e sul sionismo , ancora oggi bollato come una ideologia imperialista e fascista, dove il razzismo e la sottomissione di un popolo è centrale nella sua ragione d’essere. Niente di questo è vero. Queste menzogne contribuiscono ad aizzare sentimenti d’ odio verso lo stato di Israele e gli ebrei italiani, con una comparazione pericolosa tra noi e la politica israeliana che nella sua estremizzazione può comportare una situazione simile a quello che sta accadendo in Francia, dove vi sono sistematici attacchi ad obbiettivi ebraici come scuole e sinagoghe,dove in manifestazioni contrarie alla guerra cittadini francesi di fede ebraica vengono attaccati per la sola colpa di indossare una kippà. Per fortuna,episodi di violenza fisica nel nostro paese sono sporadici, ma la situazione può complicarsi ulteriormente se non si cambia rotta in fretta ed in maniera decisa. Le nostre scuole ed i nostri luoghi di culto sono vigilati dalle forze dell’ordine,anche quando le comunità promuovono iniziative culturali all’esterno. Come giovani ebrei italiani auspichiamo e pretendiamo che forze riformiste all’interno della Sinistra italiana ed della Sinistra giovanile condannino con più fermezza episodi anti-storici come i fatti del 25 aprile, dove ogni anno con orgoglio,la maggior parte degli ebrei italiani,fieri del contributo decisivo che nostri correligionari dettero alle forze angloamericane e partigiane per la sconfitta del nazi-fascismo, ricordano il loro fondamentale contributo anche per la liberazione del nostro paese. E’ legittimo criticare la politica dello Stato di Israele, magari in maniera costruttiva, cosa che accade in ogni paese democratico anche all’interno di Israele ma queste critiche sono state spesso ed ingiustamente a senso unico. In questi anni si sono dette poche parole sui diritti umani calpestati dall’Autorità Palestinese contro i loro stessi cittadini, silenzio assoluto sulla pena di morte per 30 tipi di reati, compreso quello riguardante l’omosessualità, nessuna manifestazione contro i libri di testo palestinesi dove si incita all’odio e alla guerra santa contro gli ebrei, che creano potenziali kamikaze negli anni futuri. Purtroppo spesso e volentieri si dimentica che Israele è l’unica democrazia del medio-oriente, dove le coppie di fatto, a differenza del nostro paese, sono tutelate per legge,dove un milione di cittadini musulmani hanno maggiori diritti rispetto a tutti gli stati arabi limitrofi, dove vi sono rappresentanti e partiti arabi all’interno della Knesset. L’Unione giovani ebrei d’Italia è dalla parte dell’80% della popolazione israeliana che vuole la pace con i palestinesi, che accetta la nascita di uno stato palestinese indipendente e soprattutto democratico al fianco di Israele, come espresso in maniera egregia dal segretario dei Democratici di Sinistra Piero Fassino. Sono convinto che la Sinistra Giovanile può contribuire in maniera positiva ad aiutare a sconfiggere episodi di antisemitismo come quelli accaduti il 25 aprile. Auspico che Sinistra Giovanile organizzi al più presto, anche con il nostro aiuto, seminari sulla democrazia Israeliana e sul problema dell’antisemitismo in Italia e combatta con più forza l’antisemitismo che vi è in una parte minoritaria della Sinistra italiana. Nel salutarvi vi invito martedì 2 Maggio, alle ore 20.00, alla sinagoga di via Guastalla a Milano, per celebrare insieme il cinquantottesimo anno della nascita dello Stato di Israele, per rispondere insieme alla profanazione del 25 Aprile e per esprimere solidarietà alla democrazia Israeliana minacciata da Ahmadinejad. Spero che il mio appello venga accolto e che si inizi a collaborare al più presto per sconfiggere ogni forma di razzismo ed antisemitismo.
Insieme possiamo farcela.
Daniele Nahum
Responsabile Politico Unione Giovani Ebrei d’Italia

Questa la mia risposta
Caro Daniele Nahum,
Cari amici dell’UGEI,
io il 2 maggio ci sarò. Ci sarò perchè credo che quanto accaduto il 25 aprile e, hai ragione, in tanti altri momenti in questi ultimi anni è opera di piccole minoranze, ma non è per questo meno odioso.
Il 25 aprile di tre anni fa mi hai invitato a partecipare al corteo nello spezzone della brigata ebraica. E’ stata un’esperienza che ricordo bene e forse uno dei 25 aprile per me più istruttivi. Spesso le contestazioni politiche allo Stato di Israele trascendono, e coinvolgono anche le comunità ebraiche. E’ un atteggiamento che la sinistra democratica non può tollerare e che deve contribuire fattivamente a combattere. Hai ragione anche nell’individuare nel confronto serrato, nello studio, nella conoscenza dei problemi connessi all’antisemitismo e alla natura dello Stato di Israele l’unico mezzo per scacciare questi pregiudizi.
Capisco che spesso sembra di ripartire da zero, perchè scacciare questi pregiudizi non è semplice e spesso tornano fuori anche in giorni importanti come il 25 aprile, però sappiate che noi siamo al vostro fianco in questo percorso e che le dichiarazioni di Piero Fassino rappresentano il comune sentire dei Democratici di Sinistra.
Quindi, cari amici dell’UGEI, ci vediamo il 2 maggio alla Sinagoga di Via Guastalla, con l’intento chiaro che la nostra non è una solidarietà formale, ma parte di un cammino che vogliamo percorrere insieme a voi per cancellare definitivamente l’antisemitismo.

Pierfrancesco MARAN
Capogruppo DS Zona 3
Candidato al Consiglio Comunale di Milano per l’Ulivo

Domenica, 30 Aprile, 2006 - 22:54

Dialogo con la zona

Non ritengo per il momento di fare commenti di vario tipo, d'attualità o relativi alle zone 3 e 4.  Se mi verrà richiesto risponderò volentieri a domande o prenderò posizione.
Comunicherò invece le iniziative più significative a cui parteciperò con la Lista Ferrante.
Un buon Primo Maggio a tutti (sperando che domani tutto si svolga in un clima festoso e di passione civile)

Domenica, 30 Aprile, 2006 - 17:41

intolleranza

E' significativo di un certo modo di intendere la democrazia quanto é avvenuto nella manifestazione dello scorso 25 aprile.
Io vi ho partecipato personalmente e sono, dunque, testimone oculare dell'intolleranza che ha avuto ad oggetto non solo Letizia Moratti ma anche tutti gli esponenti di Forza Italia che seguivano il gonfalone di Milano.
Tra cui , per l'appunto, il sottoscritto.
I fischi, ovviamente, ci possono sempre stare.
Anche se sono poco consoni con quella che dovrebbe essere (come, a parole, sostenevano anche gli esponenti del centrosinistra) "una festa di tutti".
Quello che resta inaccettabile sono insulti, sputi e altre inciviltà del genere in cui si é diffusa gran parte (e sottolieno gran parte, tutt'altro che esigua minoranza) della folla "targata" che partecipava al corteo.
Nessuno di noi si sognerebbe mai di insultare e sputazzare chi la pensa diversamente.
Questo, a prescindere dalle opinioni politiche, divide profondamente noi da loro.
Purtroppo, mi sento di aggiungere.
Oggi abbiamo un candidato sindaco che si scopre, improvvisamente, proletario e si permette di indicare chi può partecipare alla manifestazione del 1° maggio e chi no. Cosa ne pensate?
Domenica, 30 Aprile, 2006 - 10:45

Librie musei sempre più cari

  

La Cultura dei pochi


Libri e musei sempre più cari.
Antecedenti
Altroconsumo ha denunciato al Tar Lombardia lo sforamento dei tetti di spesa per i libri scolastici. Nelle scuole medie i tetti di spesa imposti da decreto ministeriale sono di 280 Euro per la prima classe, 108 per la seconda e 124 per la terza (invariati rispetto al 2004). Ma per esempio alla media statale Martinengo-Alvaro di Milano la spesa supera il tetto in tutte le sezioni prime, arrivando fino a 309 Euro.
Denuncia

 

I costi dei libri di testo aumentano ogni anno, con la giustificazione di nuove edizioni, ma basta confrontare il nuovo volume col precedente per rendersi conto che l’unico vero cambiamento è la foto di copertina o la numerazione delle pagine. E questo ovviamente non può giustificare un aumento del prezzo di copertina superiore anche del 10%. Forse che libri quali “I Promessi Sposi” o “La Divina Commedia” hanno bisogno di nuove edizioni per le continue rivisitazioni dei loro autori?
E non è tutto: il buono scuola introdotto nel 2000 dalla giunta regionale di Formigoni esclude i rimborsi per spese inferiori ai 200 euro. Visto che nessuna scuola pubblica ha una retta d'iscrizione così alta, il rimborso va automaticamente a chi iscrive i figli agli  istituti privati e la spesa che più grava sulle famiglie, quella dei libri di testo, viene ignorata.
Il Partito Umanista denuncia il caro-libri come nuova forma di discriminazione sociale, atta ad aumentare ancora di più il divario tra i più ricchi e la maggior parte della popolazione, sempre più esclusa anche dall’istruzione e dalla cultura. L’introduzione del biglietto d’ingresso nei musei, voluta dalla giunta Albertini, è un altro preoccupante esempio al riguardo.
Proposte
- Distribuzione gratuita dei libri di testo da parte delle scuole e fondi pubblici di sostegno alle case editrici scolastiche.
- Drastica limitazione di nuove edizioni ai casi dove è strettamente necessario, per facilitare il riutilizzo dei libri usati.
- Abolizione del copy-right sui libri scolastici, rendendoli disponibili per tutti su Internet con la possibilità di scaricare e copiare i testi liberamente.
- Accesso gratuito ai musei.

 

Emiliano Cristilli

Partito Umanista _ Segreteria Cultura

Sabato, 29 Aprile, 2006 - 23:53

Botte e ordinaria amministrazione

Premessa: un paio di giorni fa, ho ricevuto la mail seguente, che riporto come mi è arrivata:

Sequestrato e picchiato degli Carabinieri: Marin Costantin (Ventila) cittadino Rumeno (Rom) 56 anni residente lavoratore edile in Italia da 16 anni padre di cinque figli picchiato e sequestrato per 3 ore al reparto di Carabinieri di zona Bongola Milano

Nuova Multietnica 2001

a cui segue un rapido e concitato giro di telefonate, perché Ventila è rispettato e conosciuto da tutti nella comunità dei Rom rumeni di Milano, è socio attivo di diverse associazioni e partecipe a manifestazioni ed iniziative a Milano ed in Italia. Al momento, non ho divulgato la notizia, sia per ricostruire i fatti, che per capire se Ventila intende sporgere denuncia o informare i mezzi di comunicazione.

I fatti, dopo aver sentito un po' di persone, sono di una semplicità disarmante: Ventila ha portato la macchina (di sua proprietà, in regola con bollo e documenti) all'autolavaggio, ma per qualche disattenzione la macchina al posto di incamminarsi nel tunnel è scivolata indietro, ammaccandosi. Alle proteste di Ventila, il benzinaio ha telefonato ai carabinieri di Rho (non di Bonola), che l'hanno trattenuto qualche ora in centrale, tirandolo per la barba, scaricandogli un po' di botte nel costato e minacciandolo di rimpatrio.

Ora, col consenso del diretto interessato, è uscito un primo comunicato, firmato da Opera Nomadi Milano. Non escludo che a breve ne seguano altri:

Gent.le Direttore, 

in merito al grave episodio denunciato dal nostro socio e componente del Direttivo dell’Opera Nomadi di Milano, Sig. Constantin Marin, vogliamo innanzitutto esprimere pubblicamente al medesimo Constantin detto “Ventila?, il nostro incondizionato sostegno perché è persona stimata e conosciuta per la propria onestà e il proprio generoso impegno in campo sociale, profusi sempre nel rispetto delle persone e delle istituzioni di questa città.

Il fatto da lui denunciato, ovvero un presunto atto di abuso e intimidazione subito da parte di un ufficiale del Comando dei Carabinieri nel corso di una normale operazione di accertamento di responsabilità per un danno materiale di modesta entità, per altro subito passivamente dallo stesso Ventila, provoca la nostra indignazione e solleva dei seri interrogativi di carattere più generale circa la condizione dei cittadini socialmente più “deboli?di questa città.

L’episodio in sé và certamente circoscritto in un misero atto arrogante e offensivo della dignità personale da parte di un singolo tutore dell’ordine che, per altro, avrebbe potuto riguardare anche un qualsiasi altro nostro concittadino.

Tutto ciò ci riporta però alla constatazione di come molti Rom subiscano, in forme molteplici, delle sistematiche angherie, particolarmente odiose e inaccettabili se perpetrate da esponenti delle forze dell’ordine, rappresentanti dei pubblici poteri o da singoli cittadini, come i molti datori di lavoro che senza scrupolo alcuno e approfittando di una condizione di “oggettiva diversità o discriminazione? di fronte all’applicazione e al rispetto delle leggi, favoriscono il lavoro nero e lo sfruttamento attraverso il più bieco “caporalato?.

Non possiamo quindi non sollevare l’attenzione su un più generale stato di involuzione dei rapporti tra la comunità cittadina, gli apparati di controllo addetti all’ordine pubblico e le molte minoranze, tra cui quella dei Rom continua ad essere la più stigmatizzata, relegata com’è in una condizione di esclusione ed emarginazione che non ha precedenti.

Non solo quindi ci sentiamo allarmati dagli ultimi tragici episodi di cronaca cittadina, è di pochi giorni or sono la notizia della morte di una bambina di appena un mese di età in via Triboniano, ma ci facciamo portavoce di una indignazione morale e di una denuncia pubblica che troppo poco e faticosamente viene raccolta dalle istanze civili di questa città.

Non è un caso che tale argomento non trovi spazio, se non in termini prettamente scandalistici, nemmeno nella imminente competizione elettorale per il governo della città, che pure potrebbe essere una buona occasione per manifestare l’intenzione concreta di sviluppare un diverso approccio ai problemi che ogni giorno vengono sollevati dai nostri concittadini rom e dagli abitanti dei quartieri delle periferie.

A noi semplici cittadini dunque il compito di vigilare e intervenire con attenzione e puntualità nella condanna di quelli che sono piccoli o macroscopici episodi di intolleranza e discriminazione quotidiana, ma anche l’onere di saper indicare modalità e contenuti diversi che aiutino a costruire e migliorare la convivenza e la coesione sociale tra tutti i cittadini di Milano. 

Il Vicepresidente – Opera Nomadi Sezione di Milano

Sabato, 29 Aprile, 2006 - 23:39

Linate, la SEA, Milano e l'otto ottobre del 2001

Ieri, insieme a Bruno Ferrante, abbiamo fatto visita al "Comitato 8 Ottobre".
Il "Comitato 8 Ottobre", nasce dove finisce la vita.

Si perchè è il Comitato che si è costituito dopo la tregedia aerea di Linate, dell'otto ottobre 2001, quando un aereo della SAS, in fase di decollo a Linate, prima si scontro con un piccolo aereo da turismo che invase la pista e poi finì la sua corsa andando a distruggersi contro il deposito bagagli del terminal.

Andare in visita agli amici del "Comitato 8 ottobre", non è solo un atto d rinnovo della memoria su una delle più grandi tragedie della storia moderna di Milano, ma è per Ferrante e per me, come andare a trovare dei parenti a cui si è legati per l'esperienza nel dolore che si è vissuto insieme, una vicinanza che non ha nulla a che fare con il rinnovo del Consiglio Comunale.

Ma quello che è importante ricordare e che i famigliari delle 118 vittime e dell'unico sopravvissuto, si sono unitì da subito dietro la spinta dello stesso Ferrante, allora Prefetto, e si sono riuniti in un comitato dedicandosi, oltre che alla tutela di se e alle giuste cause di risarcimento, a creare un movimento di sensibilizzazione della collettività sulla sicurezza dei voli in Italia.

Quando parliamo di sicurezza dei voli, parliamo anche della sicurezza della nostrà città (fu un caso che il disastro del 2001, restò nell'area di Linate), ma di migliaia di milanesi che da Linate partono e tornano ogni giorno e da altre migliaia di persone che vengono a Milano, per lavoro e anche per turismo.

Ma per parlare di sicurezza in senso concreto in un mondo, quello areonautico italiano dove pare che tutti abbiano competenze ma nessuno abbia responsabilità, è fondamentale avere anche titolo per poter intervenire sulla questione della sicurezza in questo nodo importante nel sistema dei trasporti di Milano.

La partecipazione del Comune in SEA è anche uno strumento per poter agire nelle scelte anche sulla sicurezza appunto di migliaia di fruitori del trasporto aereo, e non essere solo passivi spettatori, o al massimo di ricavare soldi dalle contrvanzioni dei vigili urbani distaccati nei parcheggi e nelle zone degli ingressi e delle uscite dello scalo.

Le competenze SEA, quale gestore dello scalo aereo è anche quello di garantire gli standard di sicurezza.

Quindi la partecipazione del Comune di Milano in SEA non è solo una questione di partecipazioni nelle aziende di servizio da parte del Comune, ma anche una questione di vigilanza sulla sicurezza e l'incolumità di una parte di popolazione, significa poter non solo "dire" la propria a titolo, ma soprattutto poter "fare qualcosa" a titolo.

Perchè l'otto ottobre del 2001 non sia una tragedia vana, perchè non possiamo e non vogliamo dimenticare.

Alberto Bruno

RiferimentiPER NON DIMENTICARE: Comitato 8 Ottobre
 

Sabato, 29 Aprile, 2006 - 14:44

Si comincia...dal Volta

29 aprile 2006: Incominciare da dove si era partiti

Ho deciso di cominciare la mia campagna elettorale per l’elezione a consigliere comunale dal Liceo Volta.
Qui è nata la mia passione per la politica. In questa scuola sono stato Consigliere di Istituto per 4 anni, ho organizzato manifestazioni, autogestioni ed occupazioni, mi sono formato come persona nel confronto con gli altri studenti ed i docenti.
Oggi comincio una nuova sfida, insieme anche a tante ragazze e ragazzi che sono cresciuti insieme a me al Volta.
A Milano il centro-sinistra non elegge un consigliere comunale under 30 dal 1985. Questa assenza di rappresentanza, unita all’amministrazione di una destra impresentabile,  ha fatto si che le politiche verso i giovani a Milano siano state molte poche e a spot.
Noi vogliamo che questa città torni ad occuparsi di giovani, principalmente intervenendo nel costo dei servizi e della cultura, tramite una carta giovani che dia sconti a cinema, teatri, mostre, concerti. Vogliamo che l’offerta culturale e sociale della città sia maggiore, con eventi artistici e musicali diffusi sul territorio ed incentivi per l’apertura di circoli culturali nei quartieri.
Insieme ce la possiamo fare!
                                   Pierfrancesco Maran
www.piermaran.it
+39 3401637279

Sabato, 29 Aprile, 2006 - 11:15

Il Circo del Senato e il Mercato delle Vacche

Il circo del Senato e il mercato delle vacche
 
 
Per chi ancora non avesse capito che fine abbia fatto la Politica (con la esse maiuscola), il Mercato delle Vacche andato in scena ieri al Senato, per ben tre volte, tramite volgari incursioni neo-mafiose, è l’esempio più eclatante del degrado morale, etico e progettuale in cui siamo andati a finire. Ancora siamo convinti che la politica (con la esse minuscola) insegua ideali, valori, tensione progettuale? Crediamo ancora che i politici siano semplici amministratori pubblici di un condominio sociale chiamato Italia? Siamo davvero sicuri che senza un intervento decisivo della cultura si possa immaginare una società più giusta, più solidale e più libera?
Dobbiamo cambiare testa e linguaggio, prima di sprofondare in al baratro; dobbiamo riconquistare il Patto di Credibilità, se vogliamo creare e ri-fondare paradigmi di solidarietà, verità e giustizia.
Domandiamoci quindi perché gli unici soggetti credibili appartengono alle file della cultura e non a quelle della politica?
Renzo Casali

Venerdì, 28 Aprile, 2006 - 11:42

Stupire o ragionare?

Uno degli sport nazionali in Italia sono le campagne elettorali.
Durante questa specie di campionati interregionali, i giocatori delle varie squadre cercano argomenti per far presa sui loro elettori. Purtroppo x noi, un argomento che ha sempre molta presa sulla folla è la polemica contro gli zingari brutti, sporchi e ladri. Visto che l'Italia non è ancora il Kossovo (dove il problema zingari viene risolto bombardandoli), non potendo parlare in campagna elettorale di "soluzione finale o altre amenità", la polemica si sposta spesso sul rendere impossibili gli insediamenti nomadi nel territorio. Quindi, Rom e Sinti hanno il diritto di vivere, ma il + lontano possibile.

Questa polemica anti-zingara è manifesta in ogni periodo dell'anno, così le elezioni svolgono la funzione di cassa di risonanza per questo e per tutta una serie di malcontenti presenti nel corpo elettorale; ciò è dovuto anche al fatto che gli stessi mezzi di informazione danno scarsissimo risalto alle comunicazioni che arrivano dai Rom e dalle loro organizzazioni. Per ovviare a questa mancanza di comunicazione, bisogna quindi utilizzare le varie occasioni di incontri politici per "saltare fuori dai nostri buchi".

COSA FARE:
Occorre preparare un calendario delle iniziative pubbliche in programma nella propria città, quartiere, provincia (privilegiare quelle con rinfresco - dopo vediamo il perché). Preparare e coinvolgere una squadra di intervento nei campi sosta (dalle 5 alle 10 persone), se possibile anche con minori. Studiare gli interventi possibili e documentarsi - individuare chi può fare gli interventi (consiglio di restringere il campo a 3/4 persone massimo).

OBIETTIVI DA RAGGIUNGERE:
Per la comunità Rom e Sinta:
- capire che la partecipazione alla vita sociale può essere utile e divertente
- familiarizzare con le regole civili e i componenti attivi della società

Per la società gagé:
- è molto facile essere offensivi e razzisti verso chi è assente. Viceversa, se tra il pubblico (che di solito può anche porre domande) ci sono Rom, e sappiamo che è facile identificarli, allora i toni si ammorbidiscono,talvolta l'oratore pur guardandoci come bestie da circo, alla fine aggiunge qualche parola di circostanza sulle tristi condizioni degli zingari. L'importante è che lo faccia in un'occasione pubblica.
- il razzismo è sempre la maschera di altri problemi. Dietro un campo sosta che i cittadini non vogliono, c'è quasi sempre l'ennesimo centro commerciale, un grattacielo, un parcheggio da costruire, quasi mai quell'area sarà a disposizione della cittadinanza... informatevi sugli interessi immobiliari!
- i candidati si fanno belli coi soldi stanziati dagli altri (e pagati dai cittadini). Possono dire che sono stati spesi miliardi per i Rom (che quindi dovrebbero essere dei signori), o lamentarsi perché quei soldi sono stati spesi. Informatevi su quanti soldi effettivamente hanno visto i Rom, su quanto costa una fontanella o l'allaccio dell'acqua. Insomma, mostrarsi attenti e partecipi, come è necessario in ogni democrazia. Se queste spese apparissero gonfiate, proporre, nel quadro democratico, una regolare gara d'appalto, a cui poter partecipare anche come comunità destinataria dell'intervento, nel piano di una razionalizazione degli investimenti. Dimostrare che in un campo vivono manovali, camionisti, muratori, senza lavoro, che potrebbero essere in grado di badare a se stessi.
- comprendere che se quei Rom, che sono lì a discutere, dovessero essere cacciati, dovrebbero ricominciare con gli stessi problemi da un'altra parte, mentre probabilmente nella stessa area o poco distante, arriveranno altre persone, anche di un'altra etnia, ugualmente disperate. Quindi, i problemi non cambierebbero, mentre c'è la possibilità di iniziare a risolverli. Se tra il pubblico c'è un aspirante Bruno Vespa, coinvolgerlo nel siglare un patto con gli elettori... non sarebbe il primo. In caso mancasse questo personaggio, servirà qualcuno che faccia la cronaca dell'incontro (e magari spedisca QUI il riassunto)

La base di questi ragionamenti è che anche a livello locale, non esistono problemi isolati, e ogni appiglio è buono tanto per presentare il "problema zingari" in chiave positiva o viceversa negativa. Solo che "gli zingari" (e anche il resto della popolazione) esistono indipendentemente dal fatto di essere un problema.

NOTE AGGIUNTIVE:
Scrivevo prima di privilegiare le riunioni con rinfresco. Ecco alcune ragioni:
- chiudere la giornata in attivo e mettere qualcosa nello stomaco.
- a tavola, con calma, siamo tutti meno aggressivi e più facili a socializzare. Quello che non si ottiene nel dibattito politico, può essere raggiunto buttandosi sulle patatine, e ci sarà sempre qualche gagio che alla fine vi avvicinerà e comincerà a parlarvi.
- attenzione al vino... se qualcuno non lo regge, può rovinare tutto il lavoro fatto. Viceversa, un bicchiere offerto all'oratore (se non è astemio) può renderlo loquace il sufficiente.
- nel caso l'iniziativa politica si svolga presso un'associazione "amica", è possibile accordarsi per portare qualcosa di tipico al rinfresco

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