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.: Il Blog di Giancarlo Pagliarini
Martedì, 2 Ottobre, 2007 - 08:28

Tutta colpa dei sindacati contro le libere pensioni

Care e cari,
vi allego un mio articolo sul tema delle pensioni, pubblicato su "Libero Mercato" del 22 settembre u.s.
Grazie per l'attenzione!

Giancarlo Pagliarini

Allegato Descrizione
liberomercato_220907.doc
1.44 MB
Lunedì, 4 Giugno, 2007 - 14:39

Bravo Governatore! Ma manca il federalismo

L'Opinione
Edizione 115 del 01-06-2007
Le Considerazioni di Draghi

Bravo Governatore! Ma manca il federalismo
di Giancarlo Pagliarini

Le “considerazioni finali” che il Governatore Draghi ha letto ieri mattina meriterebbero di essere pubblicate integralmente. Cercano, più che in passato, di rappresentare il “quadro fedele” della situazione del paese. Mancano alcune informazioni e su alcuni punti io non sono per niente d’accordo, ma quel testo rappresenta comunque un concentrato di eleganza, coraggio e intelligenza. Ecco una breve sintesi dei punti più significativi, tra i tanti ricordati dal Governatore. 1. Principio di collegialità. Il nuovo statuto della Banca d’Italia adesso stabilisce il principio della collegialità per i provvedimenti che hanno rilevanza esterna. E’ stata uno dei primi cambiamenti dell’era Draghi, e rimane uno di quelli che io ho più apprezzato. 2. I padroni della Banca d’Italia. Il Governatore ha ricordato che gli azionisti della Banca d’Italia, che sono poi le stesse banche soggette al suo controllo, non hanno mai influito sull’autonomia delle decisioni del Governatore e del direttorio. Tuttavia, giustamente, ha ricordato che l’attuale struttura è obsoleta.

Dunque presto ci saranno delle novità, di cui non possiamo che rallegrarci. 3. Il mondo corre. Draghi ha ricordato che nel 2006 l’economia mondiale è cresciuta del 5,4%: il ritmo più alto da oltre 30 anni. La crescita dell’Italia è “largamente di natura ciclica” e resta tra le più basse dell’area dell’euro, dell’UE e del mondo. Opportunamente il Governatore ha ricordato che “la produttività del lavoro è diminuita in tutti i settori….i divari indicano un ritardo nell’adeguamento del sistema produttivo italiano ai mutamenti del contesto tecnologico e competitivo”. Infatti, questo lo ricordo io, nella classifica di competitività del word economic forum la nostra continua ad essere una posizione di coda che peggiore ogni anno. 4. La consegna del silenzio. Ho già scritto su l’Opinone che sulla necessita di una forte riforma federale mi sembra ci sia quasi una consegna del silenzio. Il Governatore si limita a scrivere che “la trasformazione produttiva è ostacolata da un contesto istituzionale che rimane carente”. Avrei letto con piacere qualche considerazione tecnica (non politica) sul freno allo sviluppo del paese rappresentato dalla onnipresenza dello Stato e dal connesso assistenzialismo che continua ad impedire investimenti in ricerca, sviluppo, nuove tecnologie e nuovi prodotti. 5. Cinque interventi strutturali.

Ciò premesso, il Governatore segnala cinque aree di intervento a suo giudizio di particolare rilievo ai fini della crescita dell’economia : 1) l’istruzione, 2) il grado di concorrenza dei servizi pubblici e privati, 3) le manchevolezze della giustizia civile, 4) l’informazione e 5) il nodo delle infrastrutture, per le quali suggerisce che “nell’interesse generale, occorre riflettere sui casi in cui è opportuno, trascorso un tempo definito, svincolare l’azione del governo centrale dall’obbligo di assenso degli enti regionali e locali interessati”. Peccato che non c’è più Gianfranco Miglio: mi immagino i commenti del profesur. Sono certo che leggeremo presto e con molto interesse quelli di Gilberto Oneto. 6. Debito di 27.000 euro? Magari! Draghi ci ricorda anche che “alla fine del 2006 il debito pubblico aveva raggiunto 1.575 miliardi, quasi 27 mila euro per ogni cittadino”. Magari fossero “solo” 27 mila. Il Governatore non ha voluto considerare il valore attuale del debito per le pensioni già maturate. Se un lavoratore ha versato i contributi sociali tutta la vita, finché campa ha il diritto di incassare la pensione. Giusto? Dunque lui ha un credito. Ma se lui ha un credito, qualcuno ha un debito. Questo qualcuno sono i giovani, sono le generazioni future, sulle cui spalle questo Stato ha deciso di trasferire non solo il debito pubblico finanziario, i 1.575 miliardi di Euro ricordati da Draghi, ma anche il debito pensionistico. I due debiti hanno la stessa, identica natura: sono lo specchio del nostro egoismo e della nostra mancanza di equità economica tra generazioni. Il “present value”, il valore attualizzato del debito per le pensioni già maturate, molto mal contato è di poco meno di 3 mila miliardi di euro, che vanno aggiunti ai 1.575 miliardi di debito pubblico finanziario. Dunque il debito dei bimbi che nascono oggi non è di “soli” 27 mila euro (magari!), ma di circa 75 mila.

7. Old age dependency ratio. In realtà il Governatore queste cose le sa benissimo, e in filigrana ce le ricorda quando scrive “nel 2005 vi erano 42 ultrasessantenni per ogni 100 cittadini in età da lavoro: ve ne saranno 53 nel 2020 e 83 nel 2040”. Chi ha orecchie per intendere intenda. Il guaio è che i rappresentanti della “Casta” (mi riferisco al bel libro di Rizzo e Stella) non guardano oltre uno o due anni. Questi numeri drammatici erano in un allegato dello studio di Wim Kok (anno 2003) su come l’UE si muove per rispettare gli obiettivi di Lisbona. Ebbene, i numeri di quell’allegato, intitolato “old age dependency ratio” non erano commentati in nessuna parte del testo. Altra consegna del silenzio imposta dalla “Casta”, ed ha fatto bene il Governatore ad inserirli nelle sue considerazioni finali. 8. Dal 1994 non è cambiato niente. Un altro punto valido e coraggioso della relazione del governatore è questo. Scrive che il debito pubblico “è salito per trent’anni, dal 32 per cento del 1964 al 121 per cento del 1994; è sceso di 18 punti tra il 1994 e il 2004; da allora è tornato ad aumentare. Senza vendite di attività e operazioni di ristrutturazione del passivo, oggi il rapporto tra debito e prodotto sarebbe circa lo stesso del 1994”. Un modo molto elegante per dire che in tutti questi anni la “Casta” ha solo tirato a campare, ma non c’è stato nessun risanamento. Nessun miglioramento. E voglio ricordare che nel 1992 per pagare le pensioni in governo aveva dovuto intervenire sui nostri conti correnti.

9. La vera pressione fiscale. L’avrò già spiegato e denunciato un migliaio di volte: l’ISTAT quando misura il PIL considera anche, giustamente, l’economia sommersa. Questo significa che la vera pressione fiscale non è del 42 per cento ufficiale, perché nel cento (che è il PIL, il prodotto interno lordo) c’è una significativa fetta di evasione fiscale. Dunque quelli che pagano le tasse non sono 42 su 100 ma circa 42 su 80: più del 50 per cento. Più della Svezia. Dunque ha fatto bene il Governatore a scrivere “A causa del peso dell’evasione, che resta forte nonostante qualche primo segno di recupero di getto, la differenza tra l’Italia e il resto d’Europa è maggiore se si guarda al prelievo sui contribuenti fiscalmente onesti”. 10. Un altro paese. Nelle “considerazioni” ci sono tantissimi altri punti interessanti, ma finisco la mia breve sintesi con questa citazione: “Un sistema finanziario moderno non tollera commistioni tra politica a banche”. La separazione sia netta: entrambe ne verranno rafforzate.” Sono d’accordissimo, al punto che in questi giorni al Comune di Milano è in discussione una mia mozione intitolata “Partiti politici o uffici di collocamento?”. Ma purtroppo, guardando qualche nome inserito nel “consiglio di sorveglianza” previsto dal nuovo sistema duale di una delle nuove grandi banche italiane, ho paura che la “Casta” non abbia nessuna voglia di fare passi indietro nemmeno in questo campo.

Venerdì, 1 Giugno, 2007 - 15:14

Partiti politici o uffici di collocamento

Care e cari,
nell'allegarvi una mia mozione presentata il 5 dicembre scorso in Consiglio Comunale, vi segnalo la discussione già aperta nel forum del Consiglio Comunale, alla quale vi rimando.

Grazie a tutti per l'attenzione.

Giancarlo Pagliarini 

Allegato Descrizione
mozione_Pagliarini.pdf
276.08 KB
La mozione presentata in Consiglio Comunale
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