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.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Raffaele Barki
Venerdì, 26 Maggio, 2006 - 10:19

Chiusura al traffico sì, chiusura al traffico no

Ferrante propone un referendum per chiudere il centro alle auto. Voi cosa ne pensate? Credete sia giusto sottoporre tale decisione al giudizio degli stessi milanesi? E, soprattutto, voi come votereste?

Mercoledì, 24 Maggio, 2006 - 10:45

Non mettiamola in comune!

Sul sito di Rete Scuole (http://www.retescuole.net/) ho trovato i drammatici numeri della Riforma Moratti. Sono dati spiazzanti ma efficaci nel descrivere la situazione della scuola milanese a partire dal prossimo settembre. E’ chiaro che si tratterà di una Scuola Pubblica con meno risorse e, dunque, con meno qualità e dignità.
Ecco alcuni esempi:

  • Scuole dell'infanzia: 48 sezioni in meno nell'organico provinciale. Oltre 1000 bambini e bambine di tre anni in lista d'attesa. Un "mercato" fatto apposta per favorire i privati
  • Scuole elementari: 310 cattedre in meno per garantire la copertura delle classi sarà necessario sacrificare le compresenze. Il tempo pieno, quello vero, viene cancellato
  • Scuole medie: 260 cattedre in meno. 130 classi a tempo prolungato dovranno trasformarsi a tempo normale
  • Scuole medie superiori: 470 cattedre in meno. 470 futuri precari assunti a settembre e licenziati a giugno. La riconduzione a 18 ore delle cattedre, poi, ha reso impossibile la continuità didattica
  • Fondi per il funzionamento delle scuole: - 40% a livello nazionale (- 20% a Milano). Senza i contributi volontari dei genitori mancherebbero persino i soldi per comprare il sapone e la carta igienica
  • Investimenti: nessun investimento per i laboratori di informatica, per i progetti didattici, per i facilitatori culturali. Risparmi anche sul sostegno all'handicap e per le supplenze
  • Scuole private: milioni di euro per i buoni scuola. Rispetto allo scorso anno dimezzano quasi i fondi alle scuole statali e triplicano, invece, quelli alle private.
La candidata sindaco Letizia Moratti ha dunque reso la Scuola Pubblica più povera e meno laica. Ha reso precario il presente di moltissimi lavoratori della scuola e il futuro di tutti i giovani.

Spero che questi numeri aiutino chi legge a riflettere su questa pessima riforma e su chi ne è responsabile. Credo che l’aspetto più preoccupante sia che il Ministro Moratti non abbia ascoltato il mondo della scuola che ha sempre criticato la sua riforma. Si è dimostrata incapace di discutere e di agire in maniera dialettica nell’interesse comune, impoverendo così la scuola di risorse e intaccandola con antichi sistemi di tipo classista.
Mi piacerebbe conoscere le vostre opinioni in proposito e le vostre esperienze di genitori o insegnanti.

Un caro saluto
Raffaele Barki

Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 11:20

Ignoranza storica, oltre che di cattivo gusto, la vignetta di Liberazione

MILANO, 16 MAGGIO 2006
Gli artisti di nome Apicella sono fatalmente mediocri o inopportuni; cantano brutte canzoni in cattiva compagnia e disegnano brutte vignette, ma i Sansonetti devono stare più attenti a quello che dicono perché si esprimono da una posizione di grossa responsabilità.
Ribadisco, anche nella veste di Portavoce di Sinistra RossoVerde, l’inviolabile diritto all’esistenza in sicurezza dello Stato di Israele e l’indispensabilità della costituzione della Stato palestinese nei tempi più rapidi.
Da sempre sono di Sinistra e difendo il diritto dei palestinesi ad avere uno Stato proprio, ma devo purtroppo lottare contro le manifestazioni di mancanza di consapevolezza dei miei compagni quando si esprimono su ebrei e Israele.
Oltre ad essere di cattivo gusto, è anche segno di ignoranza storica l’accostamento tra i campi di sterminio e l’embargo economico ad un popolo che ha scelto di essere rappresentato, per ragioni anche comprensibili, da leader di organizzazioni armate che praticano l’aberrante prassi del suicidio assassino contro popolazione civile.
Prendere le difese di chi appare di volta in volta più debole suscita facili consensi in chi non conosce i fatti, ma è il peggior modo di aiutare la causa palestinese ed è anche il miglior modo di lasciare alla destra il compito di tutelare le ragioni legittime dello Stato di Israele. E’ necessario mantenere posizioni equidistanti in ogni valutazione politica se si vuole veramente aiutare il Medio Oriente a recuperare serenità.
Raffaele Barki

Lunedì, 15 Maggio, 2006 - 12:30

Dalla Milano da bere alla Milano da vivere

Uno dei miei ricordi più belli di questa città è quello che mi riporta ai primissimi anni ’70, quando, nonostante le note vicende politiche dell’epoca, la vita delle persone in genere, ma soprattutto di noi ragazzi, si svolgeva in strada. Eventi programmati e spontanei si susseguivano in modo vorticoso e la vita culturale di Milano era davvero effervescente. Un lungo periodo di programmazione televisiva mi è del tutto sconosciuto perché la mia generazione non vedeva la tv e usava pochissimo il telefono, spesso bloccato da lucchetti dai genitori. Ci si incontrava senza appuntamento in strada, al bar, al cinema, alle mostre, ai concerti…e le occasioni non mancavano mai. Milano oggi è un agglomerato di bunker e la vita sociale e collettiva è ridotta ai minimi termini.

Io credo che, senza alcuna forma di languore nostalgico che non provo, si debbano assolutamente creare di nuovo le condizioni per cui la gente torni ad uscire dai bunker  ed a vivere la strada e la città con gioia e leggerezza. Uscire di casa significa prima di tutto sottrarsi ad una somministrazione deformata e fleboclisica della realtà, significa ricevere stimoli, avere l’opportunità di misurarsi e confrontarsi, divertirsi, arrabbiarsi, indignarsi, conoscere e conoscersi, evolvere. Significa vivere e vivere bene!

Per questo mi batterei quotidianamente per ottenere a Milano una pianificazione di eventi ad ampio spettro contenutistico che offrano ogni giorno dell’anno opportunità di fruizione di mostre di calibro internazionale, spettacoli, rassegne di cinema, teatro, musicali, tematiche e plurietniche. Il Comune, in questo modo, potrà anche  ottenere ritorni economici da tali iniziative; è solo una questione di volontà, non di possibilità.

Raffaele Barki

Venerdì, 12 Maggio, 2006 - 11:10

Precari, a voi la parola

Aspetto tutti coloro che vogliono impugnare la tastiera e scrivermi le loro esperienze, raccontarmi rabbia, idee, proposte su un tema sempre più urgente come la precarietà nel mondo del lavoro.

Raffaele Barki

Venerdì, 12 Maggio, 2006 - 10:59

...e io rispondo

Caro Renato,
desidero intanto ringraziarLa per avere trovato la forza morale di impugnare la tastiera e di scrivermi. Lo apprezzo perchè è segno di vitalità e di sopravvissuta speranza che si possa reagire allo scempio sociale prodotto dal governo uscente e, purtroppo, non solo.

Desidero puntualizzare che io sono un candidato indipendente nelle liste di Rifondazione e che il mio punto di riferimento politico è "Sinistra Rossoverde" su cui può trovare ampia documentazione sui seguenti siti : www.sinistrarossoverde.com e www.rossoverde.org . Mi renderò disponibile anche a darLe risposte supplementari di persona sulle caratteristiche e le finalità dell'associazione.

Sinistra Rossoverde ha, per statuto, la tutela del lavoro e dei lavoratori come missione prioritaria e, a livello nazionale siamo "molto concretamente" e quotidianamente mobilitati sulla materia. In particolare sulla legge 30, strumentalmente chiamata Legge Biagi (per sfruttarne l'emotività derivata dal suo assassinio), la mia posizione è che vada cancellata o profondamente revisionata. Su questo, ne sia certo, Sinistra Rossoverde si batterà duramente e senza alcuna compiacenza per chicchessia. Non sarà sicuramente più tollerabile che il trasporto di un carico di merce venga considerato esecuzione di un progetto e, francamente, anche secondo la attuale legge è una interpretazione davvero troppo libera.

Come può immaginare, a livello locale, gli spazi di manovra sono molto limitati poichè le determinazioni generali delle politiche sul lavoro si compiono a livello governativo, ma in ogni realtà produttiva in cui ci sono nostri compagni, la lotta contro la desindacalizzazione e lo smantellamento dei diritti è assicurata. Io stesso mi batterò, qualora fossi eletto consigliere, perchè il Comune di Milano non benefici della legge 30.

La invito comunque a venirci a trovare ed a portare il Suo contributo al nostro sforzo di cambiamento.

Un abbraccio sincero e solidale

Raffaele Barki
Venerdì, 12 Maggio, 2006 - 10:50

Parliamo di lavoro: un cittadino mi scrive...

Sono un cittadino italiano di 57 anni e da 53 vivo a Milano. Da più di venti anni sono titolare di una ditta individuale nel settore dei trasporti specializzata nella distribuzione di medicinali “urgenti”. Il mio ultimo cliente, recentemente, ha deciso di ridurre i costi interrompendo il rapporto di collaborazione con la mia ditta, preferendo fare ricorso a degli autisti giovani ingaggiati con dei contratti a progetto (legge Biagi), evidentemente molto più economici di un artigiano.
 
A prescindere da ogni considerazione in merito alla liceità di contratti a progetto per degli autisti, alla diversità di professionalità e qualità dei servizi offerti, di fatto mi trovo senza clienti e soprattutto, da ricerca fatta, con l’impossibilità di trovarne altri perché oggi quasi tutti preferiscono ricorrere a queste forme di collaborazione e/o al mercato nero anche nelle sue forme più o meno mascherate.
All’albo degli autotrasportatori ed alla camera di commercio, mi hanno informato che non esiste alcun ammortizzatore socio-economico che agevoli i piccoli artigiani a superare crisi lavorative similari a quella che sto vivendo attualmente io.
 
In seguito mi sono rivolto ad un “centro per l’impiego” perché indirizzatovi dallo “sportello Milano lavoro”  - nella “Guida pratica del Cittadino” ne vengono magnificati i servizi - lì mi hanno detto che per iscrivermi devo aspettare UN ANNO di completa inattività (nel frattempo io e la mia famiglia come potremo ….?), inoltre che non esiste alcunché espressamente previsto per gli “over 45”.
 
Mi chiedo e le giro la domanda: che cosa ha fatto, fa o intende fare concretamente il suo partito e Lei personalmente, se eletto consigliere comunale, per affrontare positivamente situazioni lavorative di cui la mia non è che un insignificante esempio, anche se indicativo di una realtà tendenzialmente sempre più degradata dell’attuale mercato del lavoro?       
 
Nell’attesa di una sua gradita risposta Le invio i miei migliori auguri.
 
Renato
Giovedì, 11 Maggio, 2006 - 10:05

Benvenuti!

Ciao a tutti. Mi piacerebbe che questo blog fosse un spazio di confronto e di discussione, in cui ciascuno si senta libero di esprimere la propria opinione. Sono convinto che incontrarci in questo spazio virtuale e pubblico, per discutere della polis e avanzare idee, dubbi e proposte, sia il primo passo per rendere la città di Milano un po' più nostra
Forse basta provarci...

Raffaele Barki

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