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.: Ultimi 5 commenti

.: Il Blog di Francesca Romani
Giovedì, 11 Maggio, 2006 - 23:56

Solidarietà femminile: questo oscuro oggetto ..

Più di 140 importanti dirigenti socialiste francesi si sono schierate contro Ségolène Royal, socialista e compagna del segretario del Ps, Hollande. La accusano di non fare politica, di volersi candidare a Presidente della Republica flirtando con i media senza tenere conto del partito e senza avere un vero progetto.
Sembra però che Royal sia l'unica in grado di battere il ministro degli Interni Nicolas Sarkozy.

Secondo Lucia Annunziata, l'azione delle 140 socialiste “è un atto di libertà politica – che apre una nuova frontiera - quella del diritto fra donne a dissentire, avversarsi e anche colpirsi, in nome delle proprie convinzioni“.

E' libertà, quella espressa dalle donne francesi oppure asservimento ad un sistema elettorale e di organizzazione del potere tutto maschile?

Mercoledì, 10 Maggio, 2006 - 22:49

Le donne fanno la politica e ci riescono!

Questa è la storia di un gruppo di impavide torinesi  che si incontrarono nel 2001 alla Casa delle Donne della loro città. Ce n’erano di tutti i tipi, donne che hanno a cuore se stesse e le altre e poi giornaliste, mediche, avvocate, sindacaliste.
L’idea era di essere soggetti e non oggetti della politica: proporre e non semplicemente difendere i propri diritti, avere spazio e dignità e non, al massimo, ottenere provvedimenti riparatori.
Cominciarono dunque a farsi sentire in città con azioni visibili contro il Piano Sanitario della Giunta di allora, che imponeva ticket altissimi sui farmaci e tagliava senza scrupoli l’assistenza alle aree deboli nella regione.
Poi il colpo di genio: scrissero da sole la delibera che avrebbero voluto e la imposero all’assessore ai servizi sociali del Comune di Torino.
Ottennero:
la formazione di un tavolo permanente con loro stesse, tutti gli  assessori competenti in materia di welfare e politiche sanitarie, chi gestisce i soldi, i rappresentanti delle strutture ospedaliere e delle ASL, l’associazionismo e il sindacato;
che il tavolo in questione, il più trasversale possibile, avesse fondi da spendere;
che si potesse avvalere degli Istituti di Ricerca della Regione;
che promuovesse la salute in tutte le età, etnie e situazioni della vita, anche con competenze di valutazione e di ricerca.
Naturalmente l’assessore di allora ne fu sconvolto. Oggi il rapporto si è molto evoluto, grazie al fatto che l’iniziativa divenne punto di forza della campagna elettorale di una donna che si candidò alle elezioni, le vinse e che mantiene tuttora l’impegno e garantisce i fondi. La presenza di interlocutrici politiche ha favorito l’evoluzione di un rapporto non utilitaristico ma utile per entrambe le parti.
Ne è seguita una ricerca sui consultori di Torino. Questa ha favorito il contatto con tutti i soggetti interessati e con operatrici e operatori, rafforzato da un convegno di restituzione in cui le partecipanti hanno ottenuto l’ECM.
Si è imposta oggi l’urgenza di un incontro tra gli Osservatori sulla Salute che stanno già lavorando anche a Milano, Bologna, Firenze, Venezia, Napoli e Roma. L’idea è di costituire un tavolo nazionale di rete e di ricerca con i seguenti obiettivi:
costruire e rafforzare relazioni, conoscere i luoghi della prevenzione e della salute che già esistono, valorizzarli e diffonderne le pratiche;
rafforzare i rapporti con le donne nelle istituzioni;
aggiornarsi costantemente sulla conoscenza delle leggi e sulla loro applicazione;
avviare ricerche globali sulla salute, ad esempio sull’infertilità, il desiderio di maternità o di genitorialità, etc.
coordinarsi su azioni realizzabili a livello regionale, tra le quali
-         la richiesta di gare ad evidenza pubblica che quotino i prezzi degli anticoncezionali da distribuire all’interno dei consultori, chiedendo alle farmacie se vogliono aderire; si possono diminuire così i prezzi dei prodotti quali gli IUD, i contraccettivi postcoitali e degli anticoncezionali;
-         la richiesta di passaggio di tabella da “C” ad “A” per le pillole anticoncezionali;
-         la diffida agli Ospedali che rifiutano la pillola del giorno dopo definendola erroneamente abortiva e quindi oggetto di obiezione di coscienza;
-         promuovere la maternità consapevole e prevenire la diffusione di malattie sessualmente trasmissibili;
-         la richiesta dell’uso della RU486 sulla base del diritto di scelta e fare campagna;
-         attivare campagne di pressione contro la coercizione all’obiezione di coscienza;
-         reintrodurre, a livello di sensibilità sociale, l’idea della gestione sociale delle strutture consultoriali.
A Milano, come OSAdonne, Osservatorio sulla Salute delle Donne, ci stiamo muovendo in questa direzione, con il proposito di innervare la politica istituzionale con nuovi soggetti, contributi e risorse. Questo obiettivo si crea principalmente con un costante rapporto con tutti i cittadini,  le istituzioni,  i sindacati, le associazioni e i movimenti.
Basta volerlo ..
           

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