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Mercoledì, 10 Maggio, 2006 - 18:30

Le sinistre occupano lo Stato: cosa risponde la CdL?

L'elezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica impone riflessioni sulla politica nazionale.
Non si discute l'onestà morale dell'uomo, ma il risultato che le sinistre hanno conseguito dopo le elezioni politiche.

In particolare, abbiamo oggi un presidente del Senato (Marini) cattolico di sinistra, un presidente della Camera (Bertinotti) comunista e amico della sinistra radicale, un presidente della Repubblica (Napolitano) ex comunista.
Un risultato sorprendente, data l'effimera distanza di voti tra le due coalizioni. Un risultato che non rappresenta il Paese, tant'è che Prodi, dopo l'elezione di Marini e Bertinotti, aveva calcisticamente esclamato: "2-0".

Le sinistre pigliatutto hanno messo poi, oggi, la ciliegina sulla torta (democratica?) segnando il terzo gol. E se forse è un bene che alla più alta carica dello Stato sia andato un riformista e non Massimo D'Alema, dobbiamo valutare l'impatto sulla democrazia di questo Paese.

Non arriviamo ad affermare che la democrazia sia in pericolo, ma non possiamo non constatare che (se fosse stato per le sinistre) oggi avremmo avuto D'Alema (che non ha ancora chiarito i suoi rapporti col mondo delle cooperative rosse, la scalata Unipol, eccetera) al Quirinale.

Allo stesso tempo, però, non possiamo non registrare lo sbando del centro-destra: una coalizione capace di aggregare, contro ogni pronostico, la metà esatta del Paese, e che non è in grado di apparire unita nemmeno nelle trattative pre-elezione del presidente: l'Udc in particolare ha trovato il modo di smarcarsi per l'ennesima volta, peraltro nel modo peggiore (appoggiando, almeno nelle dichiarazioni, l'ex comunista Napolitano), quando invece sarebbe stato più giusto contrapporre un nome di incontestabile prestigio e rappresentanza, consci che la CdL non avrebbe avuto i numeri per imporre il "suo" candidato preferito.

Lo sbando della CdL, arroccata sulla scheda bianca quasi a certificare la propria inadeguatezza nella scelta di un presidente realmente condiviso, fa il paio con il dilagare delle sinistre, che trattando le prime sedute parlamentari della nuova legislatura come fossero una partita di calcio si preoccupano di segnare gol, 1-0, 2-0, 3-0, e se potessero andrebbero avanti, con l'accortezza di acontentare prima l'uno poi l'altro alleato.
Così, dopo il biscottino al mondo sindacale (con Marini) e dopo il dolcetto alla sinistra radicale (con Bertinotti), non si poteva non accontentare il maggiore partito delle sinistre, i Ds.
E allora, habemus presidentem Napolitano.

Cosa pensano gli italiani che hanno votato per la CdL ritenendola una credibile alternativa a queste sinistre? Forse sono già consapevoli che di meglio non si potesse fare, le schede bianche dei loro parlamentari sembrano dimostrare questo.
E invece, un diverso senso di responsabilità avrebbe suggerito la presentazione di un candidato a cui le sinistre non avrebbero potuto dire di no, per smascherare il loro concetto di distribuzione delle cariche dello Stato.

Non è stato fatto. Abbiamo 347 schede bianche e 42 voti a Umberto Bossi che denunciano l'incapacità della CdL di rappresentare i moderati in un momento troppo importante per il Paese.

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