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.: Il Blog di Lista Destra Liberale  - Liberali per l'Italia
Domenica, 14 Maggio, 2006 - 12:18

Alberi e parcheggi, la Moratti arriva in ritardo

Letizia Moratti s'inalbera.
Questo il titolo scelto da "Il Giornale" per far la cronaca dell'incontro della candidata della CdL con i comitati di quartiere che difendono il verde pubblico e non sono così entusiasti di vederlo sacrificato a favore di un piano parcheggi non sempre condiviso dalla cittadinanza.

«Mi sono vergognata per le piante tagliate», ha detto Letizia. E ha promesso discontinuità, chiedendo (a due settimane dal voto) che siano bloccati i lavori di tutti i parcheggi sotterranei. Ricevendo, naturalmente, il plauso delle associazioni ambientaliste.

Occorre però evidenziare che i partiti della coalizione della Moratti sono i medesimi che hanno appoggiato, negli ultimi nove anni, la politica dei parcheggi promossa da Albertini con la collaborazione del professor Goggi. Ci si chiede da un lato che credibilità ci sia in dichiarazioni simili, dall'altro come faccia la Moratti a pensare che Forza Italia e Alleanza Nazionale si assumeranno la responsabilità di cambiare opinione a 360 gradi.

Ma occorre soprattutto dire che c'è un'altra destra. Una destra (liberale) che quel piano di parcheggi lo contesta da sempre, così come contesta l'idea di estirpare alberi anche in piazze molto belle per fare parcheggi che la cittadinanza non vuole.

I Liberali per l'Italia in questo senso la pensano così da sempre.

Mercoledì, 10 Maggio, 2006 - 18:30

Le sinistre occupano lo Stato: cosa risponde la CdL?

L'elezione di Giorgio Napolitano alla Presidenza della Repubblica impone riflessioni sulla politica nazionale.
Non si discute l'onestà morale dell'uomo, ma il risultato che le sinistre hanno conseguito dopo le elezioni politiche.

In particolare, abbiamo oggi un presidente del Senato (Marini) cattolico di sinistra, un presidente della Camera (Bertinotti) comunista e amico della sinistra radicale, un presidente della Repubblica (Napolitano) ex comunista.
Un risultato sorprendente, data l'effimera distanza di voti tra le due coalizioni. Un risultato che non rappresenta il Paese, tant'è che Prodi, dopo l'elezione di Marini e Bertinotti, aveva calcisticamente esclamato: "2-0".

Le sinistre pigliatutto hanno messo poi, oggi, la ciliegina sulla torta (democratica?) segnando il terzo gol. E se forse è un bene che alla più alta carica dello Stato sia andato un riformista e non Massimo D'Alema, dobbiamo valutare l'impatto sulla democrazia di questo Paese.

Non arriviamo ad affermare che la democrazia sia in pericolo, ma non possiamo non constatare che (se fosse stato per le sinistre) oggi avremmo avuto D'Alema (che non ha ancora chiarito i suoi rapporti col mondo delle cooperative rosse, la scalata Unipol, eccetera) al Quirinale.

Allo stesso tempo, però, non possiamo non registrare lo sbando del centro-destra: una coalizione capace di aggregare, contro ogni pronostico, la metà esatta del Paese, e che non è in grado di apparire unita nemmeno nelle trattative pre-elezione del presidente: l'Udc in particolare ha trovato il modo di smarcarsi per l'ennesima volta, peraltro nel modo peggiore (appoggiando, almeno nelle dichiarazioni, l'ex comunista Napolitano), quando invece sarebbe stato più giusto contrapporre un nome di incontestabile prestigio e rappresentanza, consci che la CdL non avrebbe avuto i numeri per imporre il "suo" candidato preferito.

Lo sbando della CdL, arroccata sulla scheda bianca quasi a certificare la propria inadeguatezza nella scelta di un presidente realmente condiviso, fa il paio con il dilagare delle sinistre, che trattando le prime sedute parlamentari della nuova legislatura come fossero una partita di calcio si preoccupano di segnare gol, 1-0, 2-0, 3-0, e se potessero andrebbero avanti, con l'accortezza di acontentare prima l'uno poi l'altro alleato.
Così, dopo il biscottino al mondo sindacale (con Marini) e dopo il dolcetto alla sinistra radicale (con Bertinotti), non si poteva non accontentare il maggiore partito delle sinistre, i Ds.
E allora, habemus presidentem Napolitano.

Cosa pensano gli italiani che hanno votato per la CdL ritenendola una credibile alternativa a queste sinistre? Forse sono già consapevoli che di meglio non si potesse fare, le schede bianche dei loro parlamentari sembrano dimostrare questo.
E invece, un diverso senso di responsabilità avrebbe suggerito la presentazione di un candidato a cui le sinistre non avrebbero potuto dire di no, per smascherare il loro concetto di distribuzione delle cariche dello Stato.

Non è stato fatto. Abbiamo 347 schede bianche e 42 voti a Umberto Bossi che denunciano l'incapacità della CdL di rappresentare i moderati in un momento troppo importante per il Paese.

Mercoledì, 10 Maggio, 2006 - 12:05

Monumentalità del centro e rilancio delle periferie

Quando parliamo di monumentalità e decoro del centro storico, non intendiamo proporre un modello ingessato per il futuro di Milano.
Noi siamo convinti che lo stallo economico della città si risolva cercando lo sviluppo per un nuovo boom, basato non più sull'industria ma su nuovi processi "produttivi" legati all'eccellenza e al terziario.

Non abbiamo in mente una Milano statica e desolata, tutt'altro.
Ma vogliamo focalizzarci sul fatto che il dualismo esistente rovini la città.
Per dualismo intendiamo la compresenza da un lato di un centro storico che attrae lavoro, turismo e tempo libero, e dall'altro di periferie sempre più emarginate: è un problema che Milano vive da tempo, ma che attanaglia anche altre grandi città nel mondo.

Ci accorgiamo poi che l'uso del centro storico porta a un processo di degrado dello stesso.
La Milano "entro i Bastioni" è ormai un contenitore di tutto: e invece andrebbe rispettata, amata, non deturpata.

Per ora è un dato di fatto che la vita giornaliera di Milano si svolga soprattutto in centro. Tale concentrazione è causa, tra l'altro, di sempre maggiore traffico automobilistico e inquinamento.

Tale impostazione va superata: vanno riscoperti i vantaggi delle periferie e di un sistema urbano davvero integrato.
Pensiamoci. Le periferie sono più grandi, contengono più spazi ora inutilizzati, conservano più associazionismo, ma presentano anche maggiori problemi di marginalità e conflitti.

Riportare le periferie al centro di una visione d'insieme significa ottenere due effetti positivi contemporaneamente:

* restituire al centro storico una "qualità di vita e di uso" più a misura umana e valorizzarlo nella sua bellezza e monumentalità;
* fornire alle periferie nuove occasioni di sviluppo e di attenzione.

In questo senso, decentrare servizi, eventi, manifestazioni e (in generale) occasioni di uso economico e sociale della città è la strada giusta per far crescere le periferie preservando il decoro del centro storico.

Venerdì, 5 Maggio, 2006 - 08:55

Gabriele Pagliuzzi si presenta alla città

Lunedì 8 maggio, alle 18, al Circolo della Stampa di C.so Venezia 18, il candidato sindaco Gabriele Pagliuzzi si presenta alla città.

Per l'occasione verranno presentate anche le due liste che sostengono la candidatura di Pagliuzzi: Liberali per l'Italia e Europa Federale.

Per i Liberali per l'Italia prenderanno inoltre la parola i tre capilista: Mario Caputi, Cinzia Viola e Carlo Cosimi.

La serata costituirà l'avvio della campagna elettorale di Pagliuzzi, incentrata sui temi del traffico, con particolare focus sulle proposte viabilistiche del nostro candidato Francesco Sciaulino.

Giovedì, 4 Maggio, 2006 - 12:04

Con i liberali tutta un'altra città

Con noi, Milano torna ad avere una lista autenticamente e solo liberale.
Dopo tanto tempo Milano avrà un candidato sindaco liberale, indipendente dai poli usciti sconfitti alle elezioni e che tutto fanno fuorché pensare al bene del nostro Paese.
E' un' occasione storica per tutti i liberali italiani. E' il frutto delle idee e del nostro metodo politico che mettiamo a fattor comune con tutti i liberali della diaspora. Da oggi si aprono tutti i tavoli per incontrare la gente comune e i cittadini milanesi che vogliano rimboccarsi le maniche per fare di Milano tutta un'altra città.

Abbiamo l'orgoglio di presentare, come candidato sindaco, Gabriele Pagliuzzi, un uomo fuori dalle lobbies e dalle consorterie che ingessano da anni la nostra città e le impediscono di crescere, migliorarsi e ritrovare una sua identità.

Il nostro programma guarda alla concretezza dei bisogni dei cittadini come dei city users, senza cadere nel puro assistenzialismo e con un occhio alla progettualità a lungo termine, perché Milano cresca senza disordini né ambientali né viabilistici né sociali.

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