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.: Il Blog di Stefano De Allegri
Sabato, 20 Maggio, 2006 - 07:31

NO ALL'INCENERITORE!!!

Dal confronto tra i dati consuntivi dell’Osservatorio della Provincia di Milano e quelli previsivi del Piano dei Rifiuti del Comune di Milano, approvato il 14 novembre 2001, emergono queste osservazioni:

  1. Il piano del Comune di Milano si basa su ipotesi assolutamente smentite dall’andamento nel triennio 2001-03:
    • Non c’è stata una crescita annua di produzione di rifiuti del 4% annua, ma nel 2002 e nel 2003 c’è stata una significativa inversione di tendenza nella produzione di rifiuti con una diminuzione del 2,5 e del 2,4%. Inoltre il dato preconsuntivo del Piano Comunale del 2001 è inspiegabilmente superiore di oltre 83.000 ton al dato reale ( e non può essere spiegato solo con rifiuti eventualmente conferiti da altri comuni).
    • Nel 2003 la differenza tra il consuntivo dell’Osservatorio Provinciale e la previsione del Piano Comunale è di 192.000 ton di rifiuti prodotti in meno, valore che risulta leggermente inferiore a quello smaltito dall’impianto di preselezione di via Rubattino( 220.600 ton) nel 2003 e addirittura superiore a quello smaltito dal nuovo impianto di via Zama (155.500 ton) nel 2004.
    • Il Piano Comunale prevede l’inizio dell’attività del nuovo termovalorizzatore nel 2009 (avendo scelto la localizzazione del sito nel dicembre 2002) con lo smaltimento di 259.800 ton: anche applicando gli stessi tassi di crescita di produzione dei rifiuti del Piano Comunale – vale a dire più del 3% annuo – nel periodo 2004-2009 al dato consuntivo reale del 2003, l’eccedenza da smaltire nel 2009 sarebbe di solo 27.000 ton.
    • Anche ipotizzando di smaltire i fanghi prodotti dai 3 depuratori con il termovalorizzatore (e questa soluzione tecnica non è l’unica e neppure la più economica) ci sarebbero altre 40.000 ton/anno (secondo la relazione del consulente del Commissario Alberini di aprile 2002 : 18.000 ton/anno a Nosedo, 13.000 ton/anno a Milano Sud, 7.000 ton/anno a Peschiera ) da aggiungere alle 27.000 di sopra.
Ragionando perciò solo sui dati disponibili di rifiuti prodotti, a parità di tutte le altre condizioni, non c’è assolutamente bisogno di un secondo impianto.
  1. Il Comune di Milano ipotizza nel suo piano una raccolta differenziata pari al 34.1%, 34.6% e 35% nel triennio 2001-2003, mentre i dati consuntivi sembrano indicare valori attorno al 29%. Al di là della necessità di spiegare questa differenza di dati, si conferma lo spazio per migliorare la raccolta differenziata a Milano, senza eccedere in demagogia.
Nel 2003 la seconda città della provincia (Monza) ha avuto una percentuale di raccolta differenziata pari al 47.34%, l’intera provincia, inclusa Milano, il 41.69%.
Un punto percentuale di raccolta differenziata in più vale, per Milano, circa 8.000 ton/anno di rifiuti da sottrarre all’eventuale secondo termovalorizzatore.
  1. I dati sopra possono essere sensibilmente modificati solo in presenza di tassi di crescita annua superiori al 3% ( l’ipotesi del piano comunale, già abbondantemente smentita nel biennio 2002-03) oppure da una strategia commerciale aggressiva di AMSA di acquisizione di quote consistenti di rifiuti prodotti altrove.
La corte di giustizia europea con sentenza del 2003 classifica gli impianti di termovalorizzazione come meri impianti di smaltimento e non come impianti di riciclaggio.
La stessa direttiva europea 76/2000/CE considera questi impianti pericolosi in quanto emettitori di diossine (ben il 70%!).
E’ possibile pensare ad una filiera alternativa dei rifiuti? SI!
Le alternative tecnologiche per il trattamento dei rifiuti esistono e si usano già in altri paesi del mondo. Esistono oggi dei separatori di rifiuti meccanizzati dalle capacità sorprendenti. Una volta separati i rifiuti costituiscono la vera ricchezza. Penso al trattamento dell’umido per ottenere composti umatici (non compost) per l’agricoltura. Inoltre questo tipo di impianti permette il riutilizzo degli scarti di macellazione ed ittici (scarti che altrimenti hanno un elevato costo di trattamento), il riutilizzo dei fanghi di depurazione delle acque.
Penso al riutilizzo di gomme e plastiche per l’ottenimento di gas e benzine utili in impianti per la produzione di energia elettrica. Penso al riutilizzo della carta non contaminata per produrre nuovamente quaderni, giornali, etc.; ed all’utilizzo della carta contaminata per ottenere pasta di cellulosa per pannelli fonoassorbenti. Insomma soluzioni tecnicamente valide ed economicamente più vantaggiose esistono

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