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.: Il Blog di Isidoro Spirolazzi
Domenica, 16 Novembre, 2008 - 12:34

Milano Expo 2015 sempre più "sudditi" e sempre meno "cittadini"

Qui di seguito un articolo di Marco Vitale apparso su il riformista del 13 11 2008.

Descrive molto bene ciò che sta accadendo a Milano in vista dell'Expo 2015; invece di essere un'opportunità potrebbe diventare un flagello, per i cittadini più attenti alle dinamiche ecologiche. 

 

 

Il Consiglio comunale di Milano sta discutendo un documento che, il consiglio comunale di una città civile, non dovrebbe neppure discutere nella forma attuale, per mancanza di credibilità e di serietà.

Il documento si intitola “Approvazione della revisione del capitolo “X Regole” del documento di inquadramento delle politiche urbanistiche comunali” ed è una specie di succedaneo al Piano di Governo del Territorio, un documento questo di grande importanza intorno al quale, sempre in una città civile, dovrebbe aprirsi un grande dibattito perché qui si intrecciano i principali temi strategici, urbanistici, ambientali, di qualità della vita della città.

Nel timore di non riuscire ad approvare, entro i termini di legge, il complesso Piano di Governo del Territorio, l’assessore all’urbanistica ha presentato urgentemente questo documento che dovrebbe fare da ponte con il Piano di Governo del Territorio. Nel frattempo questo documento, di difficilissima lettura per i non addetti ai lavori ( e che dovrebbe essere accompagnato da un testo interpretativo e divulgativo comprensibile dai normali cittadini), cerca di portare a casa alcune cose che interessano l’assessore e chi lo ispira. Il punto centrale è semplice. L’idea portante del documento è che il ristretto territorio del comune di Milano dovrebbe ospitare 2 milioni di persone passando così da 1.3 milioni a 2 milioni con una crescita, dunque, di 700 mila persone, in un tempo relativamente breve. Per intenderci: più degli abitanti dell’area metropolitana di Brescia, un numero pari al 60%delll’intera provincia di Brescia, che se ricordo bene, è la più grande d’Italia, e pari al numero di profughi del Kossovo che si riversarono sull’Albania ai tempi della fuga biblica dal genocidio del dittatore serbo. Queste 700.000 persone sono quelle che si sono insediate nel tempo nel territorio metropolitano e che dovrebbe rientrare a Milano, i pendolari. Per ospitare tutti questi profughi l’indice di edificazione aumenta per intanto del 53% passando dallo 0,65% all’1%.

La mancanza di credibilità e di serietà è tutta radicata qui. Nessuna persona assennata può mai pensare ragionevole e credibile che 700.000 cittadini che hanno radicato, attraverso un processo lungo e graduale, la loro vita e le loro famiglie nell’ambito della grande area metropolitana milanese, decidano di cambiare indirizzo, di vendere ( a chi?) la casa che hanno costruito nella cittadina della cinta milanese che le ospita per comprare un appartamentino a Milano; trasferire i figli dalla serena scuola vicino al Parco Nord Milano in qualche isterica scuola cittadina; rompere il delicato equilibrio del budget familiare pazientemente costruito anno dopo anno per farlo riesplodere con i maggiori costi cittadini; abbandonare il giardinetto nel quale i bambini hanno giocato guardando il Resegone, come una volta si poteva anche a Milano, per chiudersi in un appartamentino costruito da qualche cooperativa e di dimensioni tali da non poter più ospitare la nonna che era non solo tanto cara ma anche tanto utile.

Solo Ceaucescu potrebbe realizzare un mutamento epocale di questa portata. Ma poiché, per fortuna non c’è Ceaucescu, fermiamo, per tempo, questa idea folle e dannosa. Gli argomenti che si spacciano per sostenere questa proposta non sono credibili. L’edilizia sociale e per i giovani è necessaria a Milano ma con progetti specifici, su direttive adatte, con una visione strategica e non portando un indice generale di edificazione a livello folle per una città già super cementificata. Milano deve crescere ma deve crescere attraverso le sue attività qualificate e qualificanti e non piantando a piene mani, sul suo piccolo territorio, nuovo cemento anziché gli alberi di cui abbiamo bisogno. Dire poi che questo incredibile pasticcio sia ispirato dal desiderio di migliorare la qualità della vita milanese, è una presa per i fondelli. Dire infine che il Comune di Milano trarrebbe vantaggi economici da questa improbabile trasmigrazione è erroneo. Il Comune di Milano è avvantaggiato dalla situazione odierna che vede tanta gente attiva e solerte portare a Milano il dono del suo lavoro lasciando i costi della struttura urbana a carico del comune di residenza. Dovendo provvedere alle scuole, ai trasporti, alla sanità per altri 700.000 cittadini il bilancio del Comune di Milano ne risulterebbe scardinato.

La situazione è talmente chiara e ovvia che la maggior parte delle persone responsabili scrolla le spalle e dice:tanto è una bufala, tanto non è realizzabile. E’ un atteggiamento logico ma non accettabile. Infatti questa è una bufala, ma non è una bufala neutra; essa distoglie dai temi veri. Sarebbe bello discutere della strategia della grande Milano, con l’impostazione di “Città di Città” che è stata oggetto di tanti approfonditi studi da parte del dipartimento competente del Politecnico e che è in linea con un grande filone di studi urbanistici europei; e studiare come migliorare la mobilità e i trasporti (come a Monaco) e come far crescere il senso di una comunità allargata, anche se decentrata (come Berlino). Sarebbe bello domandarsi, con serietà e serenità, cosa fare dei grandi progetti urbanistici avviati negli anni recenti e che sono ora tutti o quasi praticamente bloccati. Sarebbe bello realizzare, per davvero, un quartiere per gli universitari e altri giovani con un progetto ad hoc specifico e concreto, con alto indice edificativo e che abbellisca la città. Sarebbe bello incrociare e discutere le linee strategiche di fondo dello sviluppo della città e delle sue attività (università, fiere, sanità, moda, cultura), con gli indirizzi urbanistici, e tenendo conto di quella Expo 2015 che, andando avanti così, rischia di diventare la catastrofe finale per Milano. Sarebbe bello dibattere come riciclare a residenziale, magari sociale, gli scheletri vuoti del terziario. Sarebbe bello tutto ciò, ma sino a che sul tavolo si buttano queste bufale, che in realtà sono vere e proprie bombe ad orologeria, non c’è speranza e non c’è spazio.

C’è un’ultima domanda. Poiché le cose che ho detto sono troppo evidenti, ci si deve domandare: ma perché sostengono queste cose irrealizzabili prima ancora che sbagliate? Non lo so. Posso solo raccontare ciò che, in ambienti qualificati, si dice. Intanto le 700.000 persone non verranno mai; l’indice 1 però resterà e gli amici degli amici qualcosa costruiranno. E chi se ne frega se poi il costruito resterà vuoto. Sarà problema di chi verrà dopo. Si dice anche che l’aumento indiscriminato dell’indice di edificabilità permetta agli immobiliaristi in difficoltà di rivalutare i loro terreni ed aggiustare così i loro bilanci. Una specie del tentativo che si fece con la rivalutazione dei calciatori e le squadre di calcio qualche anno fa. Se non è vero è verosimile. Ci si domanda anche perché l’opposizione è così soft. A prescindere dal fatto che Milano è, da anni, abituata a un’opposizione evanescente di aspiranti a semplici maggiordomi di chi comanda e a raccoglierne le briciole sotto il tavolo, quello che si dice è che le cooperative di sinistra collegate al PD abbiano anche loro qualche interesse in materia.

L’ultima domanda la pongo io, senza riposta. Si sono sentite voci singole, serie ed autorevoli, da Piano a Gae Aulenti, a Gregotti, a Boeri, a Olmi, a Luca Gadola, prendere posizione contro questa sventura. Ma perché le istituzioni che dovrebbero, proprio in questi casi, far sentire la loro autorevole voce (parlo delle grandi università; degli ordini professionali, degli enti culturali, delle grandi associazioni ambientaliste) se ne stanno zitti? Se non ora, quando? Povera Milano come ti sei ridotta!

Marco Vitale

Milano, 11 novembre 2008

Scritto per il Riformista

Martedì, 30 Settembre, 2008 - 11:19

Una piccola riduzione della libertà di espressione...

 ........si inizia sempre così.

 

Consiglio di zona 7 ore 20,00

All'ordine del giorno del consiglio di zona 7 il giorno 29 mese di settembre 2008 vi era all'ordine del giorno una mozione presentata da un Consigliere di FI che chiedeva la riduzione del tempo di espressione per ogni Consigliere da 5 a 3 minuti, passata a maggioranza nella commissione con qualche dissenso anche all'interno del PDL.

All'uscita della commissione di qualche settimana fa pensavo:” dato che una variante al regolamento deve avere la maggioranza assoluta (21 voti), con molta probabilità questa mozione diventata delibera non passerà con il favore del Consiglio” visto che è una delibera riduttiva del tempo concesso ad illustrare il perchè si è favorevoli o contrari ad un certo argomento e quindi una riduzione di libertà di espressione.

Ritenevo che, in virtù del roboante nome della coalizione Popolo della Libertà (FI, AN, UDC, DESTRA, LEGA NORD), qualche Consigliere di maggioranza si astenesse o non si presentasse in Consiglio per approvare un provvedimento quanto meno iniquo, invece, come bravi soldatini tutti e dico tutti hanno pensato bene di votare compatti. A dire il vero due e solo due consiglieri di FI hanno avuto l'ardire di dissentire sulla delibera, hanno però poi votato a favore alla riduzione del tempo di intervento.

Questo provvedimento, unico nel suo genere e unico consiglio di zona di Milano ad averlo adottato, loritengo inutile ed antidemocratico e foriero di sventura per la democrazia stessa.

Non tutti hanno il dono della sintesi, e talvolta vi sono argomenti che hanno la necessità di essere esposti, se si ha la volontà di ascoltare e capire, per ben più dei cinque minuti oggi concessi, inoltre è necessario ascoltare e non essere pregiudizialmente di parte e poter esprimere in piena libertà il proprio pensiero, cosa più difficile per chi deve, finito il Consiglio, giustificare ad altri il proprio voto.

Se invece la delibera fosse stata proposta come rimedio agli sproloqui che possono essere espressi in aula, bene, la soluzione esisteva gia nel regolamento, sarebbe bastato che chi presiede i lavori del consiglio seguisse i dibattiti. Infatti nell'articolo 23 punto cinque del Regolamento del CDZ 7, recita:”Gli interventi, la cui durata deve essere contenuta nell' ordine di cinque minuti, devono avere attinenza con quanto in discussione, in caso contrario il Presidente, dopo un primo richiamo, può togliere la parola”.

Quindi come vediamo è il Presidente che deve farsi carico di condurre il dibattito e richiamare il consigliere che non si attiene all'argomento.

In tutto questo mi meraviglia il comportamento di alcuni consiglieri di maggioranza che a parole si dicono democratici ma poi nei fatti risulta l'esatto contrario.

Si continua a dire che il cambiamento delle regole devono essere condivise, invece si mostrano i muscoli per far vedere la forza della maggioranza.

Limitare il tempo di esposizione risulta inutile e dannoso per la democraticità del Consiglio.

Limitare il già limitato tempo di intervento per poter finire prima il Consiglio e andare a casa per far fronte alle proprie faccende mi sembra non assolvere al mandato ricevuto dai cittadini, nessuno obbliga nessuno a presentarsi per essere eletti in codesto consiglio, meglio sarebbe dimettersi.

Limitare il tempo di intervento mi ricorda quella barzelletta di quel pover'uomo che per non procreare è arrivato alla decisione di tagliarsi, come direbbe Cammilleri, “gli zebedei”.

Per concludere, meglio sarebbe una più attenta conduzione del dibattito in consiglio e una più puntuale attenzione delle regole già scritte e molto spesso ignorate. O forse meglio sarebbe chiudere i Consigli di Zona con risparmio di energie e denaro da parte di tutti i cittadini.

 

Isidoro Spirolazzi

Consigliere di zona 7

Milano

Sabato, 9 Febbraio, 2008 - 18:55

Una inutile strada tra la via F.lli di Dio e la via Caldera, Tofa

Il continuo edificare nelle zone prospicienti il parco delle cave, porta alla conseguente antropizzazione della zona con l’esito di una maggior necessità di servizi.
La costruzione della Residenza per anziani ( RSA) Parco delle Cave nella zona Ovest, ne è una prima conseguenza, ma non è la sola: in quanto responsabilità ne hanno i consiglieri del Consiglio di Zona 7 quando concedono la possibilità di edificare o di aumentare i volumi abitativi senza tener conto della viabilità esistente e di quella che si potrebbe attuare senza stravolgere il territorio in quella zona.

Il proponente della mozione, chiede al CdZ 7 l'apertura di una strada di collegamento tra le vie F.lli di Dio e via Caldera,Tofano Novara, è questa una proposta per certi versi vetusta e bocciata almeno due volte in sei anni; se non conoscessi la buonafede del presentatore, la reiterazione della proposta, nonostante il parere negativo dato negli ultimi anni dal CdZ 7, indurrebbe a costrutti mentali poco sereni.

La proposta, visto il relativo grado di urbanizzazione della zona, potrebbe essere accettata se fosse prospettata come una strada locale, che tende a collegare il quartiere di Baggio con la Residenza per anziani (RSA) di via Quarti, anche se mi fa specie, che autorizzazioni di costruzione di edifici pubblici come la RSA vengano date dall’amministrazione comunale senza aver preventivato il traffico locale;
ma con vari distinguo, tuttavia potrebbe essere una richiesta condivisibile, anche se il traffico in quella zona non è, e non sarà mai di elevata affluenza, a causa della sola RSA.
Nella richiesta si giustifica l'apertura di una nuova strada per collegare Baggio con la RSA e Quinto Romano, adducendo il fatto che il traffico sarà notevole a causa dei visitatori della residenza peranziani, cosa a mio avviso, poco probabile ! Il documento prosegue manifestando l'intenzione di costruire, sul tracciato del deviatore del Fiume Olona dalla via F.lli di Dio sino alla via Caldera, unastrada che occuperà con tutte le corsie, una sezione di ca. mt. 30 ca., così si legge nella premessa della mozione e prosegue nell’ultimo paragrafo del considerato con …… “Ad esempio,mediante sdoppiamento delle carreggiate, si ottengano uno spartitraffico e un controviale alberato con pista ciclabile lato parco.” Mentre per quanto riguarda i pedoni si prospettano passerelle metalliche sopraelevate per favorire l’attraversamento pedonale per l’accesso al parco delle cave.
Quindi non sarà una strada di collegamento locale, o per accedere più agevolmente alla struttura della RSA, bensì un’arteria viabilistica di grosse dimensione con un flusso di traffico tale che si renderebbenecessario la costruzione di .....”rotonde alla francese per limitare la velocità dei veicoli”, e passerelle sopraelevate per i pedoni.
Questo passaggio veicolare, sia leggero che pesante, porterà inevitabilmente ad intasare il quartiere di Baggio all’altezza delle vie Forze Armate, Palmi e F.lli di Dio e diventerà un collegamento tra la via Parri e via Novara (Nord-Sud), collegando il traffico (Ovest-Est) Settimo-Milano attraverso le vie, Palmi e Valsesia, con l’arteria Parri-Cusago, e le vie Caldera e Tofano, con l’arteria di via Novara, Figino, Settimo.
Se invece dovessimo pensare al 2015 ecco che vedremmo una direttrice alternativa alla attuale tangenziale ovest per collegare la via Parri alla Fiera di Rho Pero, EXPO 2015.

Questa strada previsionale come da proposta passerebbe sopra la copertura del canale Deviatore del Fiume Olona, con una sezione stradale di ca. 30 mt.. Dalla descrizione parrebbe una strada a due corsie per ogni senso di marcia e una ciclo-pedonale al bordo del Parco delle Cave.
Mi chiedo se lacopertura effettuata sul deviatore del fiume Olona nel 1981-82 prevedeva di sostenere un traffico veicolare di queste dimensioni, e il senso logico di far passare una strada di questo calibro nelle immediate vicinanze del Parco delle Cave; in particolare l'utilità pubblica.
Vi ricordate via Novara 20 anni fa? Era una via a due corsie, una per senso di marcia, con molto traffico, e si diceva ”speriamo che allarghino la via Novara altrimenti noi abitanti del quartiere, al
mattino non usciamo più da Quinto!” da allora cosa è cambiato?
Che siamo diventati più vecchi, per fortuna, che la via Novara è molto più larga, il traffico è molto più numeroso, l’inquinamento acustico ed aereo sicuramente maggiore e gli abitanti del quartiere, al
mattino fanno ancora fatica ad immettersi con i veicoli sulla via Novara.
Inoltre da un punto di vista socio ambientale, la costruzione della strada, risulta uno stravolgimento particolarmente “violento” per la zona che non si adegua al territorio di fine Parco, volutamente prativoe boschivo; infine una strada di questa importanza, indurrebbe fortemente alla costruzione di altri edifici nelle aree adiacenti, e da un punto di vista ambientale porterebbe un inquinamento acustico ed aereo (polveri sottili), che gli abitanti della zona di Quinto Romano non potrebbe sopportare, visto anche la vicinanza della tangenziale Ovest e dell'inceneritore di Figino e delle discoteche di Aquatica e Goiaba.
L’ Agenzia della Mobilità nella precedente consiliatura aveva previsto si una strada di collegamento tra Baggio, RSA e Quinto Romano, ma con un calibro sicuramente inferiore e un traffico veicolare limitato fino alla via Broggini e dalla via Broggini sino al quartiere di Quinto Romano una strada solo ciclopedonale. 
La richiesta di questa strada nasce molto probabilmente dalla necessità di trovare altre aree di costruzione nell’area Ovest del Parco delle Cave, oggi intercluse tra la fine Parco delle Cave, via Caldera e la via Quinto Romano e non da un vero e necessario collegamento tra Baggio e Quinto Romano. Il collegamento tra i due quartieri già esiste attraverso la via Airaghi Quinto Romano, Baggio.
Inoltre sarà cantierata a breve anche una strada che collegherà l’uscita della tangenziale Settimo, via Novara, alla via Airaghi all’altezza di Acquatica.

I cittadini di Quinto Romano hanno invece urgente bisogno di:riqualificare le aree degradate Cava Ongari Cerutti, risanare l'area antistante la S.S. La Vercellese e
la strada di collegamento tra le vie Ferrieri e Caldera, il collegamento con mezzi pubblici a Baggio, le rotonde in via Tofano-Ferrieri e via De Sica Piccoli per ridurre la velocità veicolare, e un medico dell'ASL, visto che in un quartiere come Quinto Romano, che conta ca. 6.000 abitanti, ci sono solo due medici.
Purtroppo, la mancanza di progettualità d’insieme dello sviluppo urbanistico della città, la mancanza di ascolto dei cittadini sulle scelte di urbanizzazione e sui bisogni, porta inevitabilmente a situazioni di scontro con i cittadini.
Le continue richieste di costruire dove c’è un prato, senza una progetto d’area, ha come conseguenza una eccessiva antropizzazione del territorio e una conseguente richiesta di opere di urbanizzazione, utilizzando in maniera caotica e dispersiva il terreno comune. Invece un progetto che tenga conto dello sviluppo, area per area, consentirebbe di utilizzare il territorio in maniera più ordinatae contenuta e per usare le parole di un grande interprete della canzone italiana
: “La situazione politica non è buona........ma la più grande sciagura sono gli architetti.” (Celentano).

Se poi si aggiunge che nel progetto di EXPO 2015,(visibile nel sito del Comune di Milano) Quinto Romano dovrebbe essere attraversata da un corso d'acqua a cielo aperto che porterebbe nel luogo dell'expo, sullo stesso tracciato della strada F.lli di Dio-Caldera, verrebbe da dire che forse c'è un po' di confusione.

Ritengo sia giunta l’ora di invertire il metodo di sviluppo urbanistico di questa città che trovo molto singolare: prima si concedono permessi a costruire e poi ci si lamenta che mancano le urbanizzazioni primarie e secondarie, sarebbe buona norma, effettuare preventivamente un’analisi del territorio, un piano d’area, e poi concedere i permessi di costruire; ma questo sarebbe troppo di buon senso.
Desidero precisare che il buon senso si trova da un punto di vista politico, sia a destra che a sinistra, però è necessario la volontà di usarlo !
Sino a quando si risponderà solo a logiche di partito, al proprio referente politico, o a logiche di convenienza puramente economica-speculativa, non faremo mai l’interesse del cittadino.

Isidoro Spirolazzi
Lista Civica Ferrante

Allegato Descrizione
2008 01 17 progetto_flli_dio_colori_2.pdf
2.32 MB
percorso adiacente il Parco delle Cave della via F.lli di Dio
Venerdì, 19 Ottobre, 2007 - 14:32

Partecipazione dei cittadini alle scelte urbanistiche

Si parla molto di partecipazione dei cittadini alle decisioni dell’amministrazione pubblica, purtroppo si parla e basta!
Nonostante le parole della Sindaca che immagina il Comune trasparente, o meglio con le sue parole:
 “Il Comune deve essere per i milanesi come una casa di vetro: apriamo le porte dell’istituzione municipale alla Città,per far conoscere i nostri interventi e sottoporli alla valutazione di tutti” (dal periodico del Comune di Milano “Le Porte di Milano”)
Purtroppo in Consiglio di zona sette si è persa l’opportunità di far sentire l’importanza dei cittadini e concretizzare le parole della Sindaca Letizia Moratti.
Visto l’esito negativo della votazione sulla delibera consiliare riguardo al “Regolamento per la partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana”, per molti dei consiglieri di zona 7,  i cittadini sono utili solo ed esclusivamente in fase di elezioni quando gli si chiede di esprimere un voto o una preferenza. Una volta raggiunto lo scopo di essere eletti, il cittadino perde valore e diventa un ostacolo anche per chi è stato eletto.
La motivazione con cui è stata respinta già in commissione la proposta di regolamento è la seguente:
La commissione, “delibera di esprimere  parere negativo poiché il nuovo regolamento per la partecipazione dei cittadini alle scelte di trasformazione urbana” tenderebbe a burocratizzare ulteriormente le funzioni dell’istituzione, rendendo altresì praticamente ininfluente la funzione dei consigli di zona, togliendo il necessario livello di rappresentanza ai consiglieri eletti. Si tenderebbe così a sostituire le scelte e le decisioni politiche delle commissioni istruttorie, aperte a tutti i cittadini, dei consigli di zona e del consiglio comunale con forme assembleari che estenderebbero i tempi già eccessivamente lunghi della macchina burocratica dell’amministrazione in materia di urbanistica, trasformando di fatto l’organismo politico in una specie di assemblearismo permanente che causerebbe estreme difficoltà di scelte tempestive”.
Ritengo che l’informazione ai cittadini non sia una burocratizzazione  in quanto si parla del bene dei cittadini stessi, il territorio, e non di un bene della pubblica amministrazione. Invece questo bene viene trattato come se fosse un bene privato.
Inoltre ritengo aleatorio e privo di fondamento che la partecipazione dei cittadini alle scelte dell’amministrazione possa in qualche modo togliere rappresentanza ai consiglieri eletti, anzi darebbe forza ai consiglieri in quanto avrebbero dalla loro parte il consenso dei cittadini facendo così pesare il loro ruolo istituzionale. In quanto poi alle “estreme difficoltà di scelte tempestive” bhe! lasciatemi almeno sorridere: quali scelte in materia urbanistica possono mai essere tempestive.
Purtroppo i cittadini, sono considerati alla stregua di sudditi, in quanto non vengono adeguatamente informati sulle scelte importanti, ed in particolare sulle scelte di trasformazione urbana. Sembra passare una sola parola d’ordine:”non disturbate il manovratore”.
Un appello mi sento di fare come cittadino: partecipate alle commissioni ed ai consigli zona, non è più tempo di delegare! E’ necessario partecipare, e soprattutto essere informati. L’informazione è potere! E il territorio è del cittadino.
Vi allego il documento bocciato dalla Commissione Affari Istituzionali e dal Consiglio di Zona 7
Una quasi buona notizia: è stata approvata la mozione, anche se in parte purgata dalle parole” Trasparente”  e dalla seconda frase del deliberato “entro un raggio di circa 1.000 metri avente come centro il luogo effettivo della variante.” sulla maggior pubblicizzazione dei manifesti riguardanti le varianti al territorio. E’ un piccolo passo avanti. (allegato documento integrale della mozione)
Saluti
Isidoro Spirolazzi
Consigliere Zona 7 Milano

Giovedì, 15 Febbraio, 2007 - 14:22

Bombe: il Comune di Milano deve decidere.

Bombe: il Comune di Milano deve decidere Parco delle Cave o poligono di tiro?

Il giorno 14 febbraio 2007 alle ore 12,55 ca. è stata fatta brillare un’altra bomba vicino alla Cava Ongari Cerutti a ridosso della via caldera n. 111, nel costituendo Parco delle Cave.
Abitando non molto distante dal luogo del botto ho potuto sobbalzare dalla sedia e vedere gli oggetti sospesi dondolare come se fosse avvenuta una scossa di terremoto.
L’avvertimento, non molto piacevole lascia sicuramente come ricordo agli edifici piccole micro lesioni, che col tempo potrebbero diventare importanti crepe; se non nelle strutture quanto meno nei tavolati e questi colpi non aiutano la stabilità degli edifici e delle strutture interne tipo gli ascensori, arrecando danni al portafogli dei condomini.
Ormai, con questa è la terza bomba che viene fatta brillare nel (Costituendo Parco delle Cave) diventato per l’occasione poligono di tiro del Comune di Milano; mi chiedo se è possibile che nel Comune di Milano non ci sia un altro posto dove far brillare ordigni di questo genere.
Se la risposta fosse NO dovremmo essere, come cittadini, molto preoccupati in quanto confermerebbe che nel territorio del Comune di Milano non ci sarebbe un’altra area libera da centri abitati nel raggio di 400 metri tutto questo confermerebbe le eccessive concessioni edilizie e quanto venga tenuto in poco conto il verde nella nostra città. Pensate che quando i nostri amministratori pubblici conteggiano le aree verdi tengono conto persino delle aiuole spartitraffico!
Auguriamoci che il buon senso prevalga nelle decisioni dei nostri amministratori pubblici e che questa sia stata l’ultima volta che viene usato il Parco delle Cave come poligono di tiro.

Giovedì, 12 Ottobre, 2006 - 09:01

Consiglio di zona 7 in merito alla convenzione per ultimare il Parco delle Cave

In data 9 ottobre 2006 la maggioranza di centrodestra del Consiglio di zona 7
ha deliberato di poter frazionare in più soggetti la conduzione del Parco delle Cave impedendo a Italianostra la realizzazione del Parco così come era stata pensato nel 1997;respingendo tutti gli emendamenti di contenuto presentati dall'opposizione.

 

Ritengo sia doveroso ringraziare Italianostra e le associazioni all’interno e all’esterno del Parco delle Cave per quanto hanno fatto nel corso di questi ultimi anni.
Ricordo, che non troppo tempo fa queste associazioni, e ripeto, interne ed esterne al PDC, insieme alle istituzioni e a Italia nostra, hanno ripulito il parco, al tempo discarica a cielo aperto, di rifiuti di ogni specie, e animata da figuri che si aggiravano per il parco in cerca di eroina o di sesso a pagamento.
Tutto questo lo si è potuto fare grazie alla volontà delle istituzioni ed alla collaborazione instaurata da Italia Nostra con le associazioni.
Il lavoro svolto dalle associazioni e da privati cittadini è da tenere in alta considerazione, così com’è da tenere in considerazione il lavoro svolto da Italia Nostra sulla gestione partecipata del Parco delle cave.
Il frazionamento della convenzione, proposta in questa delibera, presentata dalla maggioranza di questo Consiglio di Zona 7, renderebbe più difficile la realizzazione del Parco delle Cave, tradendo, l’intendimento con cui la giunta comunale nel 1997 ha conferito a Italianostra, la progettualità, la realizzazione, la conduzione sino al completamento e alla riconsegna dello stesso al Comune di Milano.
La costituzione del parco già allora (1997) poteva essere appaltata direttamente al Comune di Milano, ma è stata volutamente affidata dall’allora giunta comunale governata dalla Lega, sindaco Formentini, ad Italianostra, ente estraneo alle logiche di partito, proprio per preservare il parco dall’appetito vorace di costruttori.
Con il voto espresso dall'attuale maggioranza di governo del  Consiglio di Zona 7 in merito al non rinnovo della convenzione a Italia Nostra, ha manifestato implicitamente, una valutazione negativa sulla progettazione e conduzione del Parco delle Cave da parte di Italia Nostra, e inciderà profondamente sulla futura costituzione di questo parco di cui tutti noi ne andiamo fieri.
Il voto manifestato dalla maggioranza di governo della zona 7, costituisce una svolta per il costruendo Parco delle cave, che va nella direzione opposta di come nel 1997  gli amministratori precedenti lo avevano pensato.
Il modello dinamico di gestione partecipata attuata da Italia Nostra, è unico nel suo genere e oserei dire unico in Europa, molte sono le delegazioni di associazioni italiane e straniere che vengono a Milano per acquisire metodi e conoscenze, per consentire a diversi soggetti, privati cittadini e associazioni, di operare insieme per il bene comune, in questo caso il Parco Delle Cave; quindi non buttiamo via un lavoro che è costato sacrifici e lavoro non solo alle associazioni ma anche ai cittadini che assiduamente lo frequentano.
Assumiamoci quindi in prima persona la responsabilità di poter portare a termine il Parco delle cave con Italia Nostra manifestando la nostra volontà al SINDACO MORATTI di voler mantenere quel modello di gestione partecipata attuata in questi anni da Italia Nostra.
Vi chiedo quindi firmare e far firmare il documento allegato, facendolo pervenire via postaentro il 25 ottobre 2006 a:
Cooperativa Ferruccio Degradi via Caldera, 110  20153 Milano   
Libreria Linea di confine via Ceriani, 20 Milano
Cava Aurora via Broggini, 30 20153 Milano
Italia Nostra  via Silvio Pellico, 1 Milano
per Fax al numero 02 4522401
Saluti
Isidoro Spirolazzi
Consigliere zona 7
Lista Ferrante
Allegato Descrizione
let_tr SinMI Co.Sa..pdf
1.07 MB
Petizione_cave.pdf
34.75 KB
Venerdì, 15 Settembre, 2006 - 23:10

Cosa penso del programma della Casa delle Libertà in zona 7

Vi allego L'intervento del 15 sett. 2006 in merito allle linee programmatiche della Casa delle Libertà.
INTERVENTO DEL CONSIGLIERE ISIDORO SPIROLAZZI
LISTA FERRANTE
                                                      Seduta consiliare del 15 settembre 2006 
 
 Sigg .Cittadini , Egr. Sigg.Consiglieri, Sig. Presidente,
 desideriamo innanzi tutto congratularci con Pietro Accame, per la Sua elezione a Presidente di questo Consiglio di zona, riscontrando l’attenzione del programma presentato dalla casa delle libertà, sulla volontà di incidere sul traffico, sul verde, sull’arredo urbano e la sicurezza, senza trascurare la cultura, i servizi sociali e l’identità territoriale.
Abbiamo letto con molto interesse il vostro programma presentato dal Presidente e da tutti voi sottoscritto. Vi sono punti interessanti per un buon confronto politico.    
                                                          
Sentiamo il dovere di dire subito che noi come Lista Ferrante ci impegneremo ad esaminare le proposte di questa amministrazione con lealtà civica badando all'interesse dei cittadini e non alle logiche partitiche, e mi auguro che questo sia lo spirito con cui opererà questo Consiglio di Zona.
Ci auspichiamo che questo Cdz si attivi fin d’ora ad ascoltare e risolvere i problemi dei cittadini e trovi il suo ruolo nella vita democratica della città.( già troppo tempo è passato inutilmente per dissidi interni alla vostra coalizione!)
                         
Proprio con l’intendimento di voler operare nell’interesse dei cittadini che ci hanno dato la loro fiducia, abbiamo esaminato il suo programma e dalla lettura del documento, Signor Presidente, abbiamo riscontrato alcune antitesi.
Si parla di decentramento e di partecipazione cittadina, ma nello stesso tempo qualche riga più sotto si afferma che, e riporto il testo ”Già oggi, a regolamento del decentramento invariato è possibile attraverso proposte di delibera da inoltrare alla giunta Comunale, compiere un’azione amministrativa incisiva”.  E il documento prosegue e leggo dal testo da voi redatto:”Può essere questa la consiliatura, viste anche le linee programmatiche manifestate da sindaco Moratti nel corso della campagna elettorale, che vedrà finalmente i CZ appropriarsi di tutti i ruoli che possono essere loro propri,……etc.”
Le chiedo sig. Presidente quale peso date al decentramento? Il decentramento, per il vostro governo è una priorità, oppure è solo una bella parola da utilizzare a proprio comodo? se così non fosse, e noi ne siamo certi, nel vostro programma non c’è una parola sul metodo di come Voi, nel vostro quinquennio di governo, vorreste facilitarne l’attuazione, o almeno noi non l’abbiamo colta.
Sempre nella prima parte si parla e cito il testo “…..strapotere dell’automobile nelle vie cittadine, l’aria che respiriamo e le sue conseguenze biologiche,…….”
Salvo leggere nella pagina successiva e cito il testo, ” E’ necessaria difatti sull’argomento una politica di interventi coordinati che tenda ad ottenere maggiore fluidità di scorrimento, in primo luogo grazie alla rimozione di tutti gli ostacoli che implicano un rallentamento ingiustificato e non necessario” Viene da chiedersi, ma cos’è più importante, la salute del cittadino oppure la scorrevolezza del traffico? La risposta però la si può leggere nel paragrafo Innanzitutto il traffico più sotto dove il documento recita: ” Per questo è da realizzare un itinerario di scorrimento Ovest, con proseguimento in galleria, creando un sottopasso sotto l'ippodromo S. Siro che si congiunga all'attuale tunnel di via Patroclo; verso via San Giusto troverebbe poi una contiguità con la Via Olivieri e la via Bisceglie attraverso le aree oggi del demanio statale adiacenti alla via Forze Armate, e il ponte sulla ferrovia sullo scalo di San Cristoforo e il Naviglio Grande per proseguire verso Assago”. Creando un sottopasso non pensate che congestionerete altre zone sempre di Milano? ad esempio la zona Baggio Forze Armate, e come le sarà possibile contrastare lo strapotere dell’auto se se ne agevola l’ingresso in città direttamente dalla rete autostradale? Ci sembra questa una visione miope per la risoluzione del traffico.
Riteniamo che prima di effettuare proposte di tipo faraonico, sarebbe meglio guardarsi intorno nella nostra zona e risolvere problemi sicuramente meno appariscenti, ma che darebbero sollievo al cittadino, come ad esempio i collegamenti dei vari borghi, come Voi usate chiamarli, con il centro amministrativo e sanitario di Baggio.
Le ricordo sig. Presidente la proposta di delibera, per il collegamento con mezzi pubblici Quinto Romano e Figino a Baggio, avanzata congiuntamente dai gruppi dell’Ulivo e Ferrante, nello scorso mese di Luglio.
Inoltre sono priorità per noi: la viabilità di Figino, realizzando marciapiedi per l’incolumità del cittadino e la realizzazione di pensiline per le fermate dell’autobus.
E queste sono solo una minima parte delle opere da realizzare prima di effettuare il tunnel. Siamo invece d’accordo

  • sulla realizzazione della linea 6
  • sulla realizzazione di piste ciclabili,
  • sul  potenziamento dei mezzi pubblici che colleghino le zone più estreme al centro della vita sociale del cittadino
  • sull’utilizzo dei parcheggi di via Novara e San Romanello effettuati per i Mondiali di calcio 90 e oggi utilizzati come deposito di autovetture sotto sequestro, ed utilizzarli come parcheggi di corrispondenza per il raggiungimento tramite bus alla rete metropolitana.
Per quanto riguarda invece la sosta non riteniamo sia “il problema fondamentale del territorio”come scritto nel documento da voi presentato, pur tuttavia non sottovalutando il problema, vaglieremo caso per caso, le proposte coinvolgendo i cittadini.
Preservare e valorizzare la dimensione agricola nella zona
Il punto da Voi analizzato inizia: ” La presenza nella zona di diverse aziende agricole e la contiguità del nostro territorio con altre aree esterne alla città, destinate più direttamente alle varie attività agricole, è uno degli elementi principali da valorizzare e sviluppare anche per i risvolti socio-culturali rappresentati.” E prosegue: ” Altrettanto meritevoli di interventi di recupero, sono quelle strutture che rappresentano le origini e le fondamenta della nostra Zona e che ne hanno segnato la nascita e lo sviluppo, si pensi ad esempio alla Cascina Sella Nuova, testimone delle radici agricole del quartiere e testimonianza storica da preservare e valorizzare”.
Senza nulla togliere al valore storico, agricolo e fondante della nostra zona alla cascina Sella Nuova, chiedo a Voi che avete redatto letto e sottoscritto il programma: “avete mai sentito parlare della Cascina Linterno?’”
 
E’ a vostra conoscenza che un gruppo seppur sparuto di cittadini si è battuto per la conservazione di questo pilastro di importanza storica, radicato nel territorio?
È a Vostra conoscenza che di questa cascina vi è traccia in documenti conservati alla biblioteca Trivulziana e Ambrosiana, fino a prova contraria, è stata decantata da un Padre della nostra lingua con la quale ci onoriamo e presumiamo, di esprimerci e di comunicare?
È possibile che tutto ciò Vi sia sfuggito?
Non penso Vi sia sfuggito, in quanto Vi ritengo persone di cultura e sensibili alle radici del nostro territorio, alcuni di Voi insieme a noi, al di là del proprio credo politico o partitico, hanno condiviso, sostenuto e manifestato affinché Cascina Linterno restasse, come del resto lo è simbolo delle radici del nostro territorio. E siete troppo attenti per esservi fatti sfuggire un nome come Cascina Linterno, dove la nostra zona si onora di avere come simbolo il capitello di una delle colonne reggenti la cascina.
E questo sicuramente ci meraviglia; ma meraviglia soprattutto quei cittadini che nella difesa della cascina ci hanno creduto!.
Attualmente la Cascina è un rudere tenuto insieme con strutture di metallo e lasciato come prigionieri alla gogna, alla pietà o alla ferocia delle intemperie, le parti esterne diroccate e usurate dall’incuria dell’uomo e dal tempo, ma con lineamenti, e parlo di quelli architettonici, per quelli che ancora si possono intravedere, regali ed austeri; segni di una antica e nobile dimora.
Il cascinale, in una delle ultime sedute consiliari della scorsa amministrazione, è stato privato dei terreni ad esso legati da petrarchesca memoria, che sono le antiche Marcite di Cascina Linterno, purtroppo oggi avulsi dal contesto del cascinale e dalla tutela del Parco delle Cave, con voto favorevole di consiglieri di questo consiglio di zona, poco inclini alla valorizzazione ed alla preservazione agricola della zona.
Sig. Presidente e colleghi dell’attuale maggioranza, faccio appello alle vostre libere coscienze e a fronte di quanto esposto Vi chiediamo, di impegnarvi con noi, affinché un pezzo di radice, e che radice!, come la Cascina Linterno e i suoi terreni, non vengano tolti alla comunità, di cui lei è, con la CDL è amministratore di maggioranza, e Vi preghiamo, a nome di cittadini che hanno speso ore, mesi, anni e qualche decennio, di difenderla da cementificatori avidi di forti guadagni.
Siamo certi del Vostro impegno, non fosse altro per la Vostra capacità gestionale di saper discriminare l’interesse di pochi a scapito dell’interesse dei cittadini di questa zona, che nelle ultime votazione Vi hanno dato fiducia.
Puntare alla riqualificazione delle aree verdi
Al riguardo ci piacerebbe conoscere meglio come sarà impostata la gestione delle aree verdi, e cosa vogliono dire “interventi di intrattenimento permanente al fine di riqualificare al meglio le aree verdi, soddisfacendo il bisogno di socialità di molte persone”
Riteniamo che intrattenimenti permanenti nelle aree verdi, così definite nel vostro programma, siano quanto meno deleteri non fosse altro per il fatto che le stesse, non potrebbero più essere a disposizione gratuita del cittadino. Sempre nell’interesse condiviso dai cittadini vaglieremo volta per volta le proposte in merito.
Nessun accenno al piano di Cintura Territoriale che avrebbe dovuto essere attuato nel ormai lontano 2001, siamo ormai, posso sbagliarmi, l’unico Comune della nostra provincia a non averlo adottato, mi auguro che lei Sig. Presidente possa, in virtù di quanto scritto nella prima parte del programma “che gia da ora è possibile effettuare una azione amministrativa incisiva etc,.. “ fare pressioni alla giunta comunale affinché attuino quanto non fatto nello scorso quinquennio. 
E che dire dei 112.000 mcubi di cemento che tra breve cambieranno il profilo del parco delle cave nell’area interessata dal PII Marchesi Taggia, dove ben 400 appartamenti si affaccierranno sul Parco delle cave? Ci auguriamo che questo non sia il vostro modo di riqualificare le aree verdi.
Riqualificare l’arredo urbano e sicurezza
Riteniamo che questi due punti si possano integrare in quanto degrado e sicurezza vanno di pari passo.
Meno cura del territorio, uguale a minor sicurezza, Maggior cura del territorio uguale maggior sicurezza per il cittadino, sono uguaglianze semplici e facili da attuare, forse ci vuole un po’ più di coraggio e un po’ di volontà.
A nostro giudizio ci sembra che il programma non tenga conto del gravissimo disagio che causa ai cittadini, il fenomeno, dello spaccio ed uso di droga, né di quello relativo alla prostituzione, realtà che purtroppo animano il nostro territorio e poco si fa a nostro giudizio per contrastarli.
Non siamo d’accordo sulle priorità che voi elencate circa gli interventi sul territorio in quanto per noi le priorità sono il mantenimento ed il controllo dello stesso, dell’ordinaria amministrazione, iniziando dalla piccola manutenzione delle strade, dei marciapiedi e delle aree poco visibili.
Gli interventi di cui Voi parlate sono utili, ma ritengo prima di tutto indispensabile un minimo di decoro che purtroppo manca nelle zone periferiche come Quinto Romano, Figino e Muggiano dove gli abitanti pur pagando gli stessi contributi e tasse, non hanno gli stessi servizi di cittadini che abitano in zone più centarli. Inoltre non troviamo nessun accenno su come affrontare i problemi degli abitanti delle case ALER di via creta e p.le Selinunte quartiere a forte densità abitativa di immigrati stranieri, nella nostra zona da un censimento del 2004 pubblicato sul sito della nostra zona, risultano essere ben 17.000, o come affrontare i problemi sempre relativi alla sicurezza dello spaccio ed uso di droga a Baggio, Figino, Quinto Romano, via Novara, non un accenno all’annoso problema della prostituzione maschile e femminile sulla via Novara.
Cultura e attività giovanili
Siamo coscienti che nella nostra zona ed in particolare nei quartieri ai margini del territorio, la cultura è carente. Riteniamo il vostro impegno a colmare il divario tra le programmazioni comunali e il coniugare le diverse sensibilità in un territorio cosi vasto sia degno di nota, siamo concordi nell’ aiutare quelle strutture già esistenti sul territorio tipo parrocchie, biblioteche o circoli cooperativi dove sarebbe possibile con un minimo sforzo portare cultura.
Il vostro intendimento se attuato,sarà da noi sostenuto, augurandoci che non rimangano solo bei propositi sulla carta.
Ma anche in questo punto non si parla di cultura interetnica, dove persone ormai con cittadinanza italiana, possano conoscere la nostra cultura integrandosi nel nostro tessuto sociale.
Riguardo alla proposta sul turismo locale avanzerei qualche perplessità, il paragone con Vienna calza veramente molto poco ad una città come Milano, la vastità delle aree verdi intorno a Vienna rispetto a quelle Milanesi sono al confronto un oceano di verde; Milano è affamata di verde, e anche noi come amministratori pubblici ce ne rendiamo conto, infatti nel bilancio del verde a Milano  anche le aiuole spartitraffico vengono computate come verde pubblico. Milano ha bisogno di verde, noi siamo in una zona dove il verde non manca, ma non dimentichiamoci che a scomputo di tanto verde abbiamo anche parecchio inquinamento aereo ed acustico ricordo, l’abbraccio alla nostra zona, quella più periferica, della tangenziale ovest e la perpetua emissione di sostanze sicuramente non salubri, che fuoriescono senza alcun controllo da parte del Comune di Milano, dal camino di Silla 2, e che non si fermano, come molti credono a Figino o a Quinto Romano o al Gallaratese, ma proseguono sino alle zone più centrali, i venti hanno la libertà di soffiare dove vogliono.
Chernobil insegna!
Come vede Signor Presidente riteniamo che il vostro programma sia scomposto, senza un coordinamento che tenga conto delle effettive necessità  della zona, nè riscontriamo una volontà di interloquire con i cittadini per garantire una buona vita di comunità e un robusto legame civico. In effetti non cogliamo una sola riga sul Bilancio Partecipato.(Cittadini che partecipano alle scelte del governo)
Per questo motivo, S. Presidente, il nostro gruppo, forte dell’esperienza dei Comitati Milanesi, da cui nasce,riteniamo che  non siano state colte le urgenti e molteplici criticità della nostra zona, e a nostro avviso, questo è un programma che rispecchia in maniera distorta la nostra zona, e se non riveduto e corretto potrebbe infliggere ai cittadini più danno di quanto non si pensi.
Passatemi un paragone sembrerebbe una diagnosi di influenza, quando il malato invece ha una polmonite.
Il nostro gruppo non è non sarà mai preconcettualmente contro questa amministrazione o contro qualcuno, ma sarà sempre attento a vagliare criticamente le richieste che verranno proposte, affinché le scelte vadano a favore della maggioranza dei cittadini. 
Ma a questo programma che non ci rappresenta, voteremo sicuramente in modo negativo.
Desidero in chiusura ringraziare i cittadini presenti, Voi colleghi  e Lei Sig. Presidente per l’attenzione prestata. Ricordando  a tutti che è nella diversità delle idee e credendo nel dibattito democratico che nascono iniziative per migliorare la qualità della vita.
Infine, con i cittadini, auguro a Lei S. P. e a tutti i colleghi della maggioranza un sincero augurio di buona amministrazione.

Sabato, 26 Agosto, 2006 - 15:11

Piano integrato di intervento Zona 7 via Chiostergi 15

Ho trovato questo manifesto del Comune di Milano in zona Certosa.
L'oggetto riguarda la zona 7 Baggio Quinto Romano
.

Pubblicazione del Programma Integrato di Intervento (P.I.I.) relativo alle aree site in VIA CHIOSTERGI N. 15
PUBBLICAZIONE DEL PROGETTO DI PROGRAMMA INTEGRATO DI INTERVENTO, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DELLA L.R. 11.3.2005, N. 12, RELATIVO ALL’AREA DI CHIOSTERGI 15

si avvisa

che gli atti relativi al Programma Integrato di Intervento, in Variante al P.R.G. vigente, riguardante le aree sopra citate, adottato dal Consiglio Comunale con deliberazione nn. 34/06 del 09.03.2006, divenuta esecutiva ai sensi di legge, saranno depositati in libera visione al pubblico presso il Palazzo degli Uffici Comunali di via Pirelli n. 39, Settore Sportello Urbanistico, 9° piano

a far tempo dal 18 Agosto 2006 fino al 2 Settembre 2006, con il seguente orario:

nei giorni dal lunedi' al venerdi' dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 16.00

nei giorni di sabato e festivi dalle ore 10.00 alle ore 12.00.

Le eventuali osservazioni al progetto in questione dovranno essere prodotte in quattro copie in carta semplice e dovranno essere presentate presso l'Ufficio di Protocollo della Direzione Centrale Pianificazione Urbana e Attuazione P.R. – Via G.B. Pirelli, 39 – 4° piano, stanza 10, entro le ore 16.00 del giorno 18 settembre 2006. Anche i grafici eventualmente prodotti a corredo di dette osservazioni dovranno essere presentati in quattro esemplari.

Detto termine di presentazione delle osservazioni e' perentorio e, pertanto, quelle che pervenissero oltre tale termine non saranno prese in considerazione.

Mi sembra di non averne visti nelle vie adiacenti al Piano di intervento Intengrato.

Mi sembra che l'ufficio addetto alle pubblicazioni obbligatorie dei PII le affigga in zone lontane a dove poi avverranno effettivamente le costruzioni.

Già per il PII marchesi taggia, mi sembra che nelle vie adiacenti non ci fosse affisso alcun avviso di questo genere.

Desidererei conoscere da Voi se è una mia errata convinzione oppure e la prassi comunale affiggerle in luoghi lontani dove possono non iteressare.
 
La pubblicazione in luoghi lontani serve forse per far passare inosservati i PII? Salvo poi dire ai cittadini che le modifiche riguardante l'area è stata resa pubblica sull'albo pretorio ovviamente, e affissa nelle strade cittadine, se non l'avete visto, noo!,  bè peggio per voi, il termine di presentazione per eventuali modifiche è scaduto!.

Saluti a tutti

Mercoledì, 2 Agosto, 2006 - 15:20

PROGRAMMA DELLA CDL IN ZONA 7

Vi allego il Programma della Casa Delle Libertà 2006 2011 in zona 7.
Vi chiedo un vostro commento.

Spirolazzi Isidoro
Consigliere di zona 7

Allegato Descrizione
Progr CDL 2006 2011 ocr.pdf
1.39 MB
Venerdì, 12 Maggio, 2006 - 06:02

salviamo il Parco delle Cave Zona 7: scrivi le Tue considerazioni

"Salviamo il Parco delle Cave"

Un "Tesoro del mondo" destinato al cemento. L’Unesco ha proclamato il Parco delle Cave a fine dicembre 2003, ma il 23 febbraio scorso il Comune di Milano ha dato il via libera alla costruzione, su una sua area, di ben 112.000 metri cubi, equivalenti a 400 appartamenti, con altezza consentita fino a sette piani. Sedici associazioni storiche, che per anni hanno lavorato contro il flagello della droga nel Parco e l’hanno ripulito non solo da montagne di siringhe, avevano avanzato osservazioni all’Amministrazione Comunale in merito a questo "disastro ambientale" . Nella risposta, con notevole incongruenza, l’Amministrazione scrive: "Si ritiene, in conclusione, che l’intervento riguardante il presente Programma rappresenti un’adeguata risposta all’esigenza del territorio, in un contesto residenziale e a forte vocazione ambientale...". Il Comune sostiene anche che il suo Piano Integrato di Intervento in variante al Piano Regolatore Generale si riferisce a una zona trasformata da area agricola ad area industriale ora dismessa. Questo è vero solo in parte. Perché un settore degli edifici, quelli nella zona nord della via P. Marchesi, sorgerebbero su un’area a verde consolidato con alberi di alto fusto (oltre 8.500 mq), integrato nel contesto del Parco delle Cave, distruggendolo. Il nuovo complesso edilizio è a fondo cieco, poiché progettato e commercializzato per affacciarsi sull’oasi naturalistica, le aree più pregiate del Parco delle Cave. Da vendere, dunque, come una "terrazza sul parco". L’impatto ambientale, con la previsione di 1.200 nuovi residenti e 700-800 autoveicoli, sarebbe estremamente deleterio. Quello che noi chiediamo al futuro sindaco dr Bruno Ferrante è di evitare la definitiva approvazione del Piano Intergrato di Intervento, che riteniamo improponibile e quindi inaccettabile da parte della cittadinanza e delle numerose Associazioni di volontariato che hanno custodito e salvaguardato, negli anni e in più generazioni, questo territorio al fine di renderne possibile, e sempre più adeguata, la fruizione pubblica.
 Isidoro Spirolazzi
P.S.: clikka su allegati per vedere in pianta l'impatto del complesso edilizio che verrà costruito a pochi metri dalle cave.

Allegato Descrizione
HA-PdCTransparent.jpg
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impatto delle costruzioni sulle cave
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