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.: Il Blog di Fabrizio Casavola
Martedì, 25 Aprile, 2006 - 11:14

A tutti un buon 25 aprile!

I Rom di Milano parteciperanno, suoneranno e volantineranno al corteo di oggi. Per chi vuole unirsi, l'appuntamento è all'uscita MM Palestro alle 14.00. Siete tutti invitati!

Domenica, 23 Aprile, 2006 - 07:17

La campagna elettorale e strani strascichi

Sempre sulla campagna elettorale vista da un campo sosta, un pagina di diario più recente (20/04/06):

Avrei voluto scivere qualche novità sul programma elettorale visto dal famigerato campo di via Idro. Ma tra elezioni, ponti vari e amministratori pubblici (passati e futuri) sempre troppo impegnati, non si registrano cambiamenti o incontri.
In compenso, vista che nel frattempo al campo stanno ritirando (dopo anni) i loro certificati elettorali, un po' per noia e un po' per curiosità stanno seguendo il dopo elezioni nazionali. Indovinate qual'è la domanda che tutti si fanno?
... Esatto: ma perché chi ha perso non vuole riconoscerlo??
Con qualche preoccupazione in più. Dopo la Cassazione, rimangono solo i caschi blu, e visto che con quei baldi soldatini di pace le cose in Kosovo, Afghanistan, Palestina... continuano come ai tempi dei macelli, la gente è inquieta. Vaglielo tu a spiegare che l'Italia è una democrazia!

Parliamo d'altro (anzi no): sempre al campo, la signora H. ha ricevuto una gentile lettera su carta intestata del Comune di Milano. Un certo FRANCO MASSARI spiega di essere un consigliere comunale, che vorrebbe incontrare i cittadini, anche solo per prendersi un caffé. Segue NUMERO VERDE.
Nessuno sapeva dell'esistenza di questo Massari, che mai si è fatto vivo prima. Potete immaginare di quale partito sia, non andate sul suo sito se non vi piacciono quelle pagine che come si aprono partono con la musica, e coi link che funzionano quando vogliono.
Io non credo che il signor Massari legga queste pagine, ma se vi capita diteglielo voi: al campo l'ospitalità funziona ancora e per prendere un caffé non c'è bisogno di annunciarsi su carta intestata. E neanche di farsi vivi a un mese dalle elezioni.

Sabato, 22 Aprile, 2006 - 10:55

la cooperativa Laci Buti 2

Laci Buti in lingu romaneés significa buon lavoro.
Nasce agli inizi del 1990 nel campo sosta di via Idro 62 a Milano, PERCHE' SE LE OCCASIONI NON CI SONO, BISOGNA CREARSELE.
Nel 1999 si trasforma in "Laci Buti due", sempre in una prospettiva di emancipazione, autonomia e corretta integrazione sociale della popolazione rom residente al campo. L’impegno dei soci della cooperativa è finalizzato alla ricerca di risposte reali al bisogno di lavoro.
Questo impegno si è tradotto, inizialmente, in un percorso di analisi e confronto tra i soci del "lavoro" come "bisogno"; si è rinforzata una maggiore consapevolezza nei soci del bene "lavoro" quale strumento di crescita e sviluppo della propria famiglia e della comunità, di integrazione con la cultura non Rom, di prefigurazione del proprio futuro non più vincolato al ricorso ad espedienti, questua, od anche ad attività illegali.
Si è così costituito un processo che ha generato fiducia nella possibilità di individuare ambiti e attività lavorative con reali prospettive di sviluppo e valorizzanti della specificità culturale.
L’area lavorativa individuata è rivolta alla manutenzione di aree verdi e alla coltivazione florovivaistica, la scelta è stata favorita dal possesso di competenze professionali pregresse e dalle caratteristiche dell’attività professionale particolarmente adatte quali una attività all’aria aperta e a contatto con l’ambiente naturale.
Al fine di implementare le competenze professionali esistenti un gruppo numerosi di soci della cooperativa ha partecipato nel 1999 al corso del Fondo Sociale Europeo promosso dal Settore Servizi Sociali del Comune di Milano Ufficio Nomadi e gestito dal Centro di Formazione Professionale Enaip per "Manutentori di aree verdi".
Nello stesso anno il Settore parchi e Giardini ha stipulato con la cooperativa un contratto di fornitura di piante, fiori e arbusti a seguito di iniziativa promossa dal Comune di Milano al fine di sostenere, mediante l’affidamento di contratti per la fornitura nel campo del verde, realtà operanti per il recupero di persone svantaggiate; la nostra cooperativa è stata individuata a seguito dell’utilizzo dei dati forniti e delle verifiche effettuate dal Settore Servizi Sociali Formazione Lavoro, Area Handicap e Area Giovani e Adulti.
L’opportunità accordata alla cooperativa ha sostenuto la motivazione all’impegno dei soci Rom ed all’investimento nell’acquisto di una serra di 270 mq, delle esigue risorse economiche pur di concretizzare delle reali e stabili possibilità occupazionali, inoltre ha prodotto un forte incentivo verso corrette forme di integrazione sociale favorendo la costruzione di relazioni significative con parti attive e sane della società, contrastando il fenomeno della coesione con realtà marginali e a rischio di devianza. Il positivo e graduale incremento delle attività di lavoro ha sostenuto la possibilità di dotarsi di mezzi e strumenti per elevare efficienza e professionalità nell’espletamento dei lavori assunti.

Tutto ciò ha portato la Cooperativa a sviluppare ulteriormente i propri contatti, nel 2001 è entrata a far parte del "Consorzio Cascina Sofia" un insieme di Cooperative sociali impegnate nel settore del verde. Nello stesso anno la Zona 2 ha concesso un piccolo finanziamento per acquistare alcuni macchinari; nel 2002 dopo il primo contratto stipulato con il Comune di Milano si è deciso di acquistare due camion e ulteriori macchinari.

Attualmente queste sono i principali servizi che offre la Cooperativa:

    Manutenzione delle aree verdi (taglio dell’erba e delle siepi)
    Potatura piante alto fusto
    Pulizia di aree urbane
    Sgombero cantine e magazzini
    Creazione recinzioni
Attualmente la Cooperativa vanta due responsabili, tre capo squadra e 12 soci lavoratori, inoltre in caso di neccessità si collabora con le Cooperative iscritte al Consorzio Cascina Sofia, il presidente e il vice presidente sono naturalmente di etnia Rom.
Ciò nonostante è ancora necessario il sostegno di questa Amministrazione per il consolidamento delle prospettive lavorative e l’ampliamento dei lavori anche nel settore privato, dove per ora la "diffidenza" nei confronti dei Rom è ancora molto forte e radicata.

Cod. Fisc. / Part.IVA 13244160159 CCIAA n. 1341326

Venerdì, 21 Aprile, 2006 - 10:41

La mangiatoia

Nei primi due post, la comunità Rom di via Idro ha avanzato le sue proposte in tema di ambiente, lavoro e abitazione. Una obiezione logica, è che potrebbero mancare i fondi. Per questo, abbiamo svolto una piccola indagine come sinora sono stati impiegati i soldi di tutti, in una maniera semplicemente assurda:


Informatevi su quanti soldi effettivamente hanno visto i Rom, su quanto
costa una fontanella o l'allaccio dell'acqua. ...?
era uno dei punti che
suggerivo in
Come sopravvivere alle elezioni (e a ciò che segue)
.


L'estate scorsa, usci un articolo de il Giornale: Via Idro, dove la convivenza è realtà Presto anche l’impianto antincendio, che riportava anche i propositi della giunta comunale:


A questo, si aggiunge l'intervento del Comune: oltre 100mila euro investiti in «lavori straordinari per la messa in sicurezza dell'area». In assoluto, i primi in un campo nomadi. «Alla fine - spiegano gli ingegneri che lavorano al progetto - l'anello di 253 metri di diametro che comprende il campo sarà organizzato come una specie di campeggio». Quindi, nuovo manto stradale, pozzi neri, bagni, allacciamenti al sistema idrico e a quello elettrico, impianto anti-incendio, strutture a «piazzola». Nuovi servizi, nuove spese che gli abitanti del campo si dicono «pronti ad affrontare». E dopo via Idro, gli interventi arriveranno in via Negrotto e via Novara. In totale, 600mila euro stanziati dal Comune...


Avevo seguito i lavori con curiosità:


Qui il fango era un ricordo, perché i vialetti interni erano asfaltati da anni. Da un paio di mesi sono in corso i lavori di ripavimentazione. Il campo è un cantiere unico, ma tra gli operai che lavorano non conosco nessuno, sono di un'impresa esterna. Gli uomini del campo sono seduti a fumare e a lamentarsi, i più giovani invece fanno a gara con gli operai: il tempo è ancora incerto e stanno riparando i tetti delle loro baracche. Le baracche sono abusive, ma nessuno dice niente, d'altronde qui c'è chi ci abita da 16 anni - e non conosco nessuno che a Milano vivrebbe tutto questo tempo in una roulotte.


Vediamo cosa è successo l'anno scorso: il Comune di Milano aveva indetto una gara d'appalto (al ribasso) vinta da una cooperativa di Messina, che la primavera scorsa iniziò i lavori. Al campo di via Idro ricordano che gli operai lavoravano due settimane, lasciavano le buche aperte e dopo altre due settimane si presentava una nuova squadra. Storie normali di subappalto, la vicina fermata della metropolitana di Cascina Gobba è proprio una delle piazze milanesi del caporalato edilizio.


Succedono così storie assurde: mentre i Rom disoccupati del campo di via Idro guardano gli operai svolgere i lavori che lì tutti sanno fare, si scopre che in una squadra lavorano in nero altri Rom che vivono dalle parti del Cimitero Maggiore. Allora la cooperativa di Messina (o uno dei subappaltatori), assume anche due ragazzi che abitano al campo di via Idro; ma non durano: coi capisquadra si litiga di continuo, gli stipendi non si vedono... i due non ci stanno a lavorare gratis a casa propria e pure a maleparole. Si licenziano giusto in tempo per evitare l'ultima beffa. Il Comune a fine anno toglie l'appalto ai messinesi per inadempienza contrattuale e quella cooperativa sparisce, assieme agli stipendi degli operai.


Oggi, come si presenta il campo di via Idro?



  • Case abusive ma dignitose, a perenne rischio di sgombero che il comune comunque non ha fretta di effettuare;


  • il manto stradale, a neanche un anno dal rifacimento, è un enorme gruviera;


  • le colonnine dell'acqua sono attaccate a quelle della corrente, così ci sono cortocircuiti a ripetizione (quando va bene, sperando che qualcuno non si becchi una scossa a 380);


  • un pomposo centro polifunzionale aperto a tutti ed inagibile, perché manca la corrente
    elettrica;


  • sono state costruite le bocchette antincendio, ma alcune non sono collegate all'acqua.



Quello che è ancora più grave: è dall'estate scorsa che i bagni non ci sono più, per i lavori in corso. Ogni piazzola ha il suo bravo bagno esterno, ma solo due funzionano per circa 130 persone... e naturalmente sono sempre intasati. Gli altri, sono chiusi a chiave (le cui copie sono in Comune), oppure sono manufatti di cemento VUOTI. Dappertutto, montagne di materiale edile, pagato dal comune ed abbandonato, che prima o poi qualcuno userà per fatti propri.


Il mese scorso, sono arrivati nuovi operai, a pulire un'area ai margini esterni del campo. La ragione non si sa, ma in questa situazione anche una cosa tanto normale è stato motivo di allarme.

Venerdì, 21 Aprile, 2006 - 01:07

Esaurimento nervoso (13/03/06)

Come si vive la campagna elettorale in un campo rom comunale? Se qualcuno è curioso, ora che sono su CM2006, riscriverò alcuni appunti sparsi. Il primo è del 13 marzo:

Talmente abituati a scommettere su B. o su P., talmente abituati a una campagna elettorale continua, che i partiti di programmi e impegni farebbero volentieri a meno. Come dargli torto?

I votanti, una parte almeno, se ne sono accorti, hanno fatto un girotondo e com'era ovvio, sono finiti TUTTI GIU' PER TERRA a chiedere: “E i programmi??

Beh, ci siam detti un paio di mesi fa, se chi deve provvedere se ne dimentica, e chi deve protestare, protesta, PROVIAMO... si scrive noi qualcosa.

Voi non potete immaginare cosa può fare un collezionista di notizie, con una linea internet e 100 persone che discutono per due mesi.

...gli zingari, popolo di cui non frega niente a nessuno (come mi piace questa definizione!)

vivono sul suolo italiano da qualche secolo, abbastanza per aver imparato che se qualsiasi politico chiedesse il voto per loro, al limite rimedierebbe una solenne trombatura. E allora si è ragionato su cosa chiedere, non per i Rom e i Sinti, ma per i loro vicini sedentari, che dai Rom hanno preso lo stesso vizio di lamentarsi in continuazione.

Sarebbe bello, assieme, scoprire che si può anche fare, agire, ragionare... quando lamentarsi non basta.

E così, nasce il nostro programma. Povero, ma dignitoso, in stile con chi lo propone. Ma, la cosa più importante, fattibile e nell'interesse di tutti. I soliti sognatori dai piedi per terra!

Un po' ne siamo orgogliosi, mi pare ovvio, ma visto che, come si dice, è un programma partecipato, sarebbe interessante che i lettori potessero dirne peste e corna. Ci contiamo.

Il candidato virtuale ha i suoi problemi:

  1. trovare gli urbanisti, i consorzi, le associazioni sul territorio che
    diano una mano;
  2. calcolare quanti siano i certificati elettorali mancanti al campo.

Perché, è come essere un minuscolo partito, l'un per mille della popolazione. In zona, un pacchetto di 50/70 voti può far comodo di questi tempi, o può darsi che non siano sufficienti. Di nuovo, bisogna chiedere una mano ai lettori.

E, visto che le elezioni sono un gioco democratico, per chiudere lascio la parola a un avversario politico (altrettanto virtuale)

Giovedì, 20 Aprile, 2006 - 21:15

Lavori in corso

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Giovedì, 20 Aprile, 2006 - 21:03

Milano senza Zingari?

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