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.: Il Blog di Alberto Angelo Alfredo Bruno


Domenica, 21 Maggio, 2006 - 19:28

SICUREZZA: un altro modo d'intederla

Sicurezza.

Appena si pronuncia questa parola, tutti pensano a come contrastare la criminalità. Si discute se il tasso di reati è in crescita o in diminuzione, si discute se le pene siano efficaci e commisurate, se le forze di polizia sono numericamente congrue, si parla di tutti quegli interventi di sociali che possono ridurre preventivamente il fenomeno della microcriminalità e della delinquenza giovanile.
Ma siamo sicuri che parlando di tutto ciò, a prescindere che la si veda da sinistra, dal centro o da destra si esaurisce il discorso sulle "sicurezza"???

Io no
.
Per me, come per moltissimi altri cittadini, sicurezza è anche altro.
Alcuni esempi concreti:
 Metropolitane: Ogni anno milioni di milanesi e non usano le tre linee della metropolitana.  Siamo sicuri che si viaggia in sicurezza. Io no, anzi so per certo che da anni si attende l'ultimazione del "Piano d'emergenza" delle linee della MM, che è fermo a meno del 50% della sua realizzazione.  In questi anni però non ho visto il Comune spingere più di tanto sull'acceleratore.
Vigili del Fuoco: Se si guarda sulla carta la dislocazione delle caserme dei Vigili del Fuoco, in Milano, verrebbe da dire che i pompieri milanesi sono ben dislocati e distribuiti. Ma nessuno sa che ad esempio il Distaccamento di P.lle Cuoco, invia la sua autopompa in autostrada del sole, carreggiata sud fino a Lodi?  Chi sa che il distaccamento di via Darwin (zona navigli) copre la provincia fino ai confini con la Provincia pavese?   Da decenni i Vigili del Fuoco, dai sindacati fino ai vertici, hanno sempre denunciato la disponibilità di poche risorse umane, che gli organici sono fortemente carenti. Che il lavoro di soccorso e presidio a cui si aggiungono le competenze di controllo e prevenzione antincendio, risentono di queste gravi mancanze, ha mai fatto sì che in 10 anni di governo di centro destra della città, con il candidato consigliere comunale di FI, Berlusconi, allora Presidente del Consiglio, abbia mai pensato a Milano e alla sua sicurezza??? I fatti ci dicono che in questi anni nulla è cambiato e la certezza di un soccorso tempestivo non c'è e se i pompieri milanesi, poi hanno la capacità di essere positivamente risolutivi è dato alla loro abnegazione, professionalità e grande amore per il mestiere che fanno.
Soccorso Sanitario extraospedaliero:
Prima che la campagna elet
torale entrasse nel vivo, il responsabile del Servizio del 118, di Milano Niguarda, che si occupa di coordinare le autoambulanze in Milano e in parte della Provincia, parlando alla stampa, denunciava l'impossibilità attuale di svolgere il servizio di pronto soccorso con automediche e ambulanze, nei termini dei 15 minuti dalla chiamata, stabiliti dalla legge dello Stato.  Il motivo ricade prevalentemente sul traffico urbano.  Il problema non è nuovo, ma in questi dieci anni il Comune non ha pensato di ricercare strumenti che facilitassero la viabilità ai mezzi di soccorso.   Eppure da anni, in alcuni comuni, ad esempio Sesto San Giovanni, un sistema di radiocomandato installato sulle ambulanze e i camion dei pompieri, attiva il verde ai semafori, nella sola direzione di provenienza del mezzo di soccorso evitando così che la congestione del traffico ne rallenti ancor di più il viaggio.
 
Protezione civile:
Pochi, pochissimi sanno, che il Sindaco “è autorità locale di Protezione civile” e ai sensi della Legge 225 del 1992 che istituisce il Servizio Nazionale di Protezione civile” e pochi sanno che Milano gode di un glorioso Servizio comunale di Protezione civile. Un servizio che ha condotto con efficacia numerosi interventi sia in Italia che all’estero in occasione di momenti tragici della storia. Questo servizio, ogni inverno viene anche ampiamente utilizzato per l’assistenza e il ricovero dei senza fissa dimora, eppure in questi anni, nonostante i numerosi interventi svolti, invece di essere valorizzato quale un’eccellenza comunale è sempre stata presentata “sottotono”. Vale anche ricordare, che però la funzione dei protezione civile del Sindaco e del Comune, non si esaurisce con la gestione solo della propria struttura, ma necessariamente attraverso anche il coordinamento delle risorse degli altri enti ed associazioni, d’ambito comunale, operanti nel Comune. Tale azione che deve concretarsi in momenti preventivi di coordinamento, in realtà non è mai stato sviluppato dall’Amministrazione e il grado d’efficienza ed efficacia del sistema, che si è palesato in Milano, sia nella tragedia di Linate che nell’incidente del pirellone, sono derivati dalla gran capacità e reciproca conoscenza di tutte le risorse e i responsabili dei diversi organismi operativi e dalla supervisione della Prefettura, anche se erano eventi sì rilevabili ma d’ambito comunale.
Ecco allora che se si  parla  di sicurezza è necessario, ricordarsi che per avere una Milano sicura è quindi necessario, rammentarsi che si vive sicuri quando si può godere su tutti i fronti di tempestivi aiuti, ma soprattutto quando si ha la coscienza che alle spalle si ha un’Amministrazione civica, che non ricorre i problemi quando orami si sono manifestati, ma agisce preventivamente su tutti i fronti.
Cosa può fare il Municipio e il Sindaco su questi argomenti?
Molto, moltissimo:
1.       Imporre alla M.M. e all’ATM, che si ultimino i progetti del Piano di Sicurezza di tutte le stazioni e della rete della metropolitana.
2.       Mantenere una costante pressione politica presso il Governo centrale per un soluzionamento positivo per risolvere  la cronica mancanza dei vigili del fuoco a Milano.
3.       Creare, condizioni di viabilità tali che consentano la riduzione effettiva dei tempi d’intervento del soccorso pubblico in Città, attraverso investimenti anche in strumentazioni che permettano il rapido scorrimento dei mezzi di soccorso.
4.       Compiere una politica di coordinamento preventiva delle strutture della protezione civile del territorio.
Sabato, 13 Maggio, 2006 - 15:21

Da una morte assurda una riflessione sulle politiche sociali.

Che aspettiamo?
Un altro giovane, 27 anni, rumeno, ucciso oggi a Senago (provincia di Milano) dal meccanismo di un cassonetto basculante per la raccolta di indumenti usati. Povere cose che vengono protette da anni a rischio della vita di chi, spinto dalla necessità, è costretto a forzare una di queste trappole. Mi chiedo che furto sia "rubare" dei vecchi vestiti per coprirsi, indumenti donati liberamente dai cittadini. Nessuna proporzione c'è poi tra i sistemi posti a difesa dell'eventuale magro "bottino" di chi è costretto ad introdursi in una di queste macchine e il suo valore. Che aspettiamo a far cessare questa pericolosa vergogna? Il prossimo cadavere appeso a una scatola blindata a riprova di quanta poca intelligenza aleggi anche tra le nostre disastrate strutture assistenziali?

pipistro
www.pipistro.splinder.com

"Pipistro" mi scrive su uno dei miei due Blogs, di uno dei tanti fatti assurdi che colpiscono le fasce più vulnerabili della popolazione. Il fatto di per se si commenta da solo, ma parte da un fondo terribile: avere un disperato bisogno di indumenti, tanto da dover tentare di procurarsi indumenti, sottraendoli da un contenitore destinato a raccogliere indumenti per chi ha un bisogno disperato di indumenti. Detta così pare un gioco di parole, ma il dramma con cui inzia questo fatto e il dramma con cui finisce è una sorta di piccola terribile parabola discendente della sofferenza e della disperazione.
A Milano, ci sono molti "guardaroba per indigenti", dove brave e precise volontarie , molte nelle Caritas, molte nelle parrocchie, molte nei gruppi Vincenziani e ancora molte nelle associazioni del volontariato laico, si dedicano a lavare, riattare e suddividere questi diversi capi di vestiario, che i cittadini donano per i poveri.
E' un lavoro da "certosini" quello della rigenerazione di questi capi, dove molti indumenti devono essere necessariamente inviati al macero, perchè nemmeno una "maghetta" del rammendo può riattare certi capi, lasciati da chi a volte confonde la carità e al solidarietà con il luogo dove lasciare rifiuti.
In questi "guardaroba", non si "vestono" solo stranieri come molti credono, ma anche tantissimi milanesi.
Già perchè il bisogno è sempre maggiore e la "forbice", tra la possibilità economica delle persone e il costo della vita nella nostra città è sempre più elevata.
Bisogna allora che Milano, la grande Milano solidale, sviluppi maggiori politiche sociali, o meglio che riprenda a far rivivere le politiche di solidarietà sociale che storicamente gli appartenevano, ma che in questi dieci anni, a sempre meno gestito, lasciando la responsabilità e il peso di ciò all'iniziativa del volontariato sociale che per fortuna, nel buco dell'Amministrazione, in questo caso poco civica, ha suplito al bisogno.
Ma il volontariato può e deve essere un patrimonio e fornire un importante contributo delle politiche sociali del Comune, ma non "essere le politiche" o meglio le "non" politiche sociali dell'Amministrazione di centrodestra.

Martedì, 9 Maggio, 2006 - 11:50

SICUREZZA: non è solo polizia

Vi è l'idea comune che quando si parla di sicurezza si intenda maggior presenza di forze dell'ordine e minor presenza del crimine. Ma sicurezza non è solo ciò.

Sicurezza è anche poter disporre di un soccorso efficacie ed efficiente quando si hanno bisogno dei pompieri, quando serve un’ambulanza, quando si accede ad un Pronto soccorso, ho anche quando avviene una copiosa nevicata o si scatena un nubifragio.
Fare sicurezza significa garantire vivibilità e fruibilità della città.
Quando si fa manutenzione delle strade, si garantisce una buona visibilità nei crocevia , si rende leggibile e chiara la segnaletica si fa sicurezza stradale.
Quando si realizza il piano d’evacuazione delle linee metropolitane e del passante ferroviario, si fornisce ai milioni di fruitori e a miglia di lavoratori dei trasporti, la sicurezza che in caso di incidente o attentato, si possano raggiungere punti di salvezza e quindi si permette di viaggiare sulla metropolitana con maggior tranquillità e serenità.
Quando si predispone un “piano neve” efficiente e corrispondente ai bisogni, si garantisce la viabilità, la possibilità di raggiungere le scuole e i posti di lavoro, si fa sicurezza, perché si garantisce la possibilità dell’attivazione e del funzionamento dei servizi pubblici.
 Ecco allora che il concetto di sicurezza si espande e raggiunge confini che nell’immediato non vengono associati, ma non per questo sono di secondaria importanza.
Ma quando i lavoratori dei Vigili del Fuoco, da anni denunciano di essere notevolmente sott’organico.
Ma quando il piano per l’evacuazione della Metrò , in preparazione da anni è ancora fermo a circa il 40% dei lavori .
Ma quando una nevicata ordinaria in inverno, fa bloccare tutti i trasporti pubblici e si deve ricorre ai volontari per rimuovere gli alberi  perché non erano stati potati e controllati, allora si comprende che il bisogno di sicurezza, sia ben più ampio di quella della sola repressione dei crimini.
Giovedì, 4 Maggio, 2006 - 22:11

P.le Gabrio Rosa: l’evidente fallimento delle politiche di controllo del territorio e l’assenza politiche per i giovani.

 Con l’aggressione alla pattuglia della Polizia Locale in Gabrio Rosa, si sono sicuramente evidenziati due gravi carenze delle politiche sia della sicurezza che sociali delle giunte del centro destra.
La prima riguarda sicuramente gli effetti nefasti di due amministrazioni “Albertini” che invece di, non dico potenziare, ma almeno mantenere efficaci politiche sociali verso i giovani in genere e delle  periferie in particolare, ha pensato che solo attraverso una azione di controllo del territorio, si potessero comprimere le tensioni giovanili.
La seconda trova le stesse origini ed è la palese dimostrazione che la politica di controllo del territorio nel caso di  Piazzale Gabrio Rosa è platealmente fallita.
Nessun dubbio che gli Agenti di Polizia Locale sono state vittime ignare di una vigliacca, quanto immotivata aggressione, quanto parimenti nessun dubbio vi è sul fatto che il forte depotenziamento dei servizi sociali e dei servizi d’aggregazione giovanile, effettuate dall'Amministrazione Comunale in questi anni, In Gabrio Rosa hanno lasciato il segno, ...il segno su due lavoratori del Comune deputati alla sicurezza, che erano impegnati ad un servizio di viabilità per lo sgombero dei rifiuti dopo il mercato.
Bullismo espressa attraverso la volontà di  “marcare” il territorio?  Rappresaglia contro presunti eccessi repressivi della Polizia Locale?  
Sta di fatto che nessun indicatore di tale condizione era stato recepito prima, perché …perché sono ormai assenti quelle attività, che in alcuni comuni dell’hinterland milanese invece, nonostante le gravi difficoltà di bilancio, si tentano in tutti i modi di mantenere in vita, proprio per evitare il degenerare di tali tensioni.
Si chiamano progetti di strada, svolti da operatori che agiscono direttamente nei luoghi di aggregazione giovanile, che espletano attività d’ascolto, che ricercano soluzioni concrete alle problematiche sia dei  gruppi che delle famiglie e che in rete sia con i Servizi Sociali, come con la Polizia Locale, attraverso il loro lavoro di recupero agiscono di fatto anche una politica di riduzione del danno.   

Un danno sociale, che deve essere evitato e contrastato attraverso l’incontro alle necessità e alle irrequietezze giovanili, così come ai bisogni contingenti come la ricerca di un percorso di studio o di lavoro, riducono la possibilità che si verifichino esplosioni di violenza collettiva di questa portate.

Bisogna quindi ripotenziare il lavoro sociale nel territorio, costruendo una rete coordinata, tra Servizi Sociali, Polizia Locale, Volontariato sociale e Associazionismo territoriale, perché attraverso questi progetti si può e si riesce efficacemente a ridurre il malessere giovanile, a isolare chi sul disagio giovanile specula e implementa il mercato del crimine, producendo così di conseguenza un visibile miglioramento sia della qualità della vita che della sicurezza di tutti gli abitanti.
Noi vogliamo ricostruire una Milano che permetta agli Agenti di Polizia Locale di poter fare il loro lavoro con tranquillità, perché con altrettanto tranquillità, i giovani sono messi nella condizione di poter crescere e vivere Milano, non odiandola ma amandola.

Sabato, 29 Aprile, 2006 - 23:39

Linate, la SEA, Milano e l'otto ottobre del 2001

Ieri, insieme a Bruno Ferrante, abbiamo fatto visita al "Comitato 8 Ottobre".
Il "Comitato 8 Ottobre", nasce dove finisce la vita.

Si perchè è il Comitato che si è costituito dopo la tregedia aerea di Linate, dell'otto ottobre 2001, quando un aereo della SAS, in fase di decollo a Linate, prima si scontro con un piccolo aereo da turismo che invase la pista e poi finì la sua corsa andando a distruggersi contro il deposito bagagli del terminal.

Andare in visita agli amici del "Comitato 8 ottobre", non è solo un atto d rinnovo della memoria su una delle più grandi tragedie della storia moderna di Milano, ma è per Ferrante e per me, come andare a trovare dei parenti a cui si è legati per l'esperienza nel dolore che si è vissuto insieme, una vicinanza che non ha nulla a che fare con il rinnovo del Consiglio Comunale.

Ma quello che è importante ricordare e che i famigliari delle 118 vittime e dell'unico sopravvissuto, si sono unitì da subito dietro la spinta dello stesso Ferrante, allora Prefetto, e si sono riuniti in un comitato dedicandosi, oltre che alla tutela di se e alle giuste cause di risarcimento, a creare un movimento di sensibilizzazione della collettività sulla sicurezza dei voli in Italia.

Quando parliamo di sicurezza dei voli, parliamo anche della sicurezza della nostrà città (fu un caso che il disastro del 2001, restò nell'area di Linate), ma di migliaia di milanesi che da Linate partono e tornano ogni giorno e da altre migliaia di persone che vengono a Milano, per lavoro e anche per turismo.

Ma per parlare di sicurezza in senso concreto in un mondo, quello areonautico italiano dove pare che tutti abbiano competenze ma nessuno abbia responsabilità, è fondamentale avere anche titolo per poter intervenire sulla questione della sicurezza in questo nodo importante nel sistema dei trasporti di Milano.

La partecipazione del Comune in SEA è anche uno strumento per poter agire nelle scelte anche sulla sicurezza appunto di migliaia di fruitori del trasporto aereo, e non essere solo passivi spettatori, o al massimo di ricavare soldi dalle contrvanzioni dei vigili urbani distaccati nei parcheggi e nelle zone degli ingressi e delle uscite dello scalo.

Le competenze SEA, quale gestore dello scalo aereo è anche quello di garantire gli standard di sicurezza.

Quindi la partecipazione del Comune di Milano in SEA non è solo una questione di partecipazioni nelle aziende di servizio da parte del Comune, ma anche una questione di vigilanza sulla sicurezza e l'incolumità di una parte di popolazione, significa poter non solo "dire" la propria a titolo, ma soprattutto poter "fare qualcosa" a titolo.

Perchè l'otto ottobre del 2001 non sia una tragedia vana, perchè non possiamo e non vogliamo dimenticare.

Alberto Bruno

RiferimentiPER NON DIMENTICARE: Comitato 8 Ottobre
 

Sabato, 22 Aprile, 2006 - 01:06

Milano, una città che ti espelle.

Quando ero un ragazzino le periferie di Milano erano quei quartieri, a volte graziosi ma più delle volte tristi che si sviluppavano al di fuori della circonvallazione dei filobus, quella della 90/91 per intenderci. L’ultimo pezzo della Martesana in Melchiore Gioia era ancora scoperto e quando si andava a Senago o Bresso a trovare i parenti si diceva che si andava in campagna. Oggi la periferia di Milano, se si osserva la metropoli con una veduta aerea è un’estensione d’urbanizzazione continua che ingloba molti comuni, non solo della prima fascia, ma anche della seconda e pure della terza fascia.
Una cosa comunque era certa, la periferia era abitata in grande prevalenza (escluderei San Siro e Città Studi e alcuni rioni particolari) da chi non poteva abitare, dentro le mure o appunto entro la cerchia della 90/91. Il non potere ovviamente si riferiva alle disponibilità economiche.
Oggi, molti se vogliono coniugare, stipendio e una qualità della vita accettabile, si sono trasferiti a vivere in zone più lontane ancora, come le provincie di Varese, Pavia, Lecco.
Non parlo di chi in quelle zone è nato e cresciuto, ma poi il lavoro o gli studi l’hanno portato a lavorare a Milano, ma di quella massa di milanesi, che ad un certo punto della loro vita, non sono stati più in grado di permettersi il lusso di vivere in Città, poichè il vivere in città, lì avrebbe costretti a compromessi economici tali da impoverirli.
L’idea comune che questa emigrazione forzata da Milano dei suoi figli, si il cattivo frutto del costo della casa. Ciò è vero, ma in parte.
Se vivete in città e avete un figlio piccolo in età d’asilo nido, scoprirete che anche quello è oggi un motivo di espulsione da Milano.
Già perché oggi, se siete un cittadino con una fascia di reddito medio, sarete costretto a fare due scelte se volete inserire il bambino al Nido, (…scelta che sii è obbligati a fare non per andare a giocare a tennis, ma andare al lavoro): o vi rivolgete all’offerta privata pagando, oppure se credete nella scuola pubblica e che la città debba offrire dei servizi alla popolazione per fruire di ciò siete anche disposti a pagare il massimo della retta, dovete cimentarvi in una sorta di lotteria pubblica per tentare l’inserimento del vostro “cucciolo” nel Nido Comunale, seguendo il seguente iter:
1) Chiamate un numero telefonico del Comune (due anni fa rispondevano da Bari, solo perché in India non conoscono ancora l’italiano e non possono attivare il servizio) o usate Internet, il quale vi indica il nido comunale più vicino a casa vostra e altri due nidi in opzioni a chilometri da casa vostra.
2) Presentate la domanda, e contestualmente scoprite che per il giusto criterio di graduatoria a punteggio basato sul rapporto domande e posti disponibili, avrete una possibilità di inserire il bimbo al nido nella giusta età, solo se:
a) Siete veramente poveri;
b) Siete veramente degli “evasori fiscali totali”.
Se non rientrate nelle due categorie opposte, ma formalmente uguali, entrate nel girone delle graduatorie, …con un po’ di fortuna attorno alla fine dell’anno scolastico forse vi arriverà una chiamata per sapere se non avete ancora sistemato il bambino in un nido a pagamento privato, …se non avete scelto di abbandonare l’infante nella pubblica via o se non avete optato per creare lavoro voi stessi, in altre parole riversando uno stipendio medio di uno dei due componenti della famiglia, per pagare una donna che esegua il vostro compito di sostituto genitore, mentre voi per pagare la “Tata” e i pannolini al marmocchio, vi cercate un secondo lavoro o v’inventate motivi di lavoro straordinario per tirare la fine del mese, dopo aver scoperto ovviamente che anche la vostra stessa Tata è vittima di questo infernale girone. C’è un ultima ipotesi, uno dei due genitori sceglie di smettere di lavorare, così il reddito si abbasserà a tal punto che poi sarete voi a cercare un posto come “Tata”.
Se invece siete un momento più in la della graduatoria, forse vostro figlio, al compimento del suo ingresso alla Scuola Materna, potrà essere ammesso al Nido Comunale, ma a quel punto sarete già alle prese con un nuovo girone.
Ecco allora che se avete una reddito medio, dovete far conto con il sistema d’assistenza alla prima infanzia, il mutuo e altri “chiari di luna”, con grande probabilità accetterete l’idea di fare i pendolari e opterete per trasferirvi in un ridente comune fuori Milano, dove c’è tanto verde, poche anime, una casa ad un prezzo accettabile, l’asilo nido bello e accogliente, permettendovi di avere raggiunto il giusto compromesso per una buona qualità della vita, magari (consentitemi un citazione di Paolo Rossi) il luogo scelto si chiamerà pure “Milano 15”, così per mitigare la coatta scelta di emigrare da Milano e ovviamente si troverà solo a 10 minuti di macchina dal centro di ….Pescara.
Ora se nasco e cresco a Milano, mi chiedo perché sia costretto a pensare di continuare a vivere in questo modo, …ho un’opportunità che non voglio perdere.

Scelgo di vivere Milano.

Scelgo di vivere in Milano

Scelgo Ferrante.




Mercoledì, 31 Maggio, 2006 - 12:09

Grazie: la Lista Ferrante è la IV forza politica di Milano.

L'esito del voto è conosciuto.
Milano per i prossimi cinque anni sarà amministrata da Letizia Moratti.
A lei e alla sua compagine i migliori auguri di riuscire ad onorare tutte le promesse elettorali fatte, compreso i 100.000 nuovi posti di lavoro.
Milano ha bisogno di gradi amministrazioni e la maggioranza dei milanesi ha fatto questa scelta, per cui noi che siamo una grandissima minoranza, attendiamo con fiducia di vedere trasformarsi in fatti le parole.
Da Letizia Moratti, ragionevolmente dobbiamo quindi aspettarci grandi cose.

Una grande minoranza di Milano ha però anche dato una grande fiducia, a Bruno Ferrante e una quaota consistente di Milano, specificatamente alla Lista Ferrante.
La Lista Ferrante è nata e si è sviluppata, come insieme di persone, molte di centro, alcune di sinistra e alcune di destra, che hanno evidenziato le gravi carenze della gestione dell'amministrazione civica dell'ultima giunta Albertini, che si sono riconosciute nel progetto di Bruno Ferrante e che con Lui hanno dato vita ad una Lista Civica, che non ha avuto mai la confromazione organizzativa ne politica di un partito.
60 candidati consiglieri comunali, in gran parte sconosciuti gli uni agli altri prima di questa esperienza, si sono ritrovati in tale contesto a muoversi con ognuno una propria strategia di campagna elettorale, con un uso di strumenti diversi o simili, ma senza che ciò sia stato concertato da una "regia della comunicazione e della propaganda".
Infatti ognuno di noi ha imparato a conscere l'altro, nel corso della campagna e non prima, come di solito avviene nei partiti e non a goduto della "macchina i partito".
Nessuna organizzazione centrale ha fatto spese per una campagna unitaria della Lista.
Nessuna organizzazione centrale ha fissato calendari pubblici di Lista e tutto quanto è stato fatto è frutto dell'iniziativa, della creatività, delle professionalità e delle capacità dei singoli candidati, che insieme a centinaia di candidati nei quartieri e i volontari hanno lavorato, inventandosi alcuni e rari momenti comuni e tanti momenti individuali.
Questa "non" organizzazione, questo "non" partito è oggi la quarta formazione politica di Milano.
Senza "danè", senza gradi esperienze alle spalle, ma con grande volontà e senso civico, la Lista Ferrante è oggi la quarta formazione politica di Milano.
Un patrimonio che non vogliamo e non possiamo disperdere, per cui per prima cosa, nella cosciente sofferenza di non aver raggiunto l'obiettivo di portare Bruno Ferrante a Palazzo Marino, quale Sindaco, dobbiamo comunque dire grazie, a quanti nella Lista civica si sono riconosciuti e anche senza esprimere preferenze hanno votato Lista Ferrante.

Grazie quindi prima di tutto a Bruno Ferrante, questo uomo che ha voluto mettersi in gioco per Milano e per averci concesso il piacere di scoprirci in tantissimi a credere che Milano può essere una grande città e avere un grande futuro e grazie a tutti quei tantissimi milanesi che hanno creduto in questo gruppo di cittadini motivati e che hanno votato Lista Ferrante.

Sabato, 27 Maggio, 2006 - 02:20

APPELLO AI MILANESI

VOTA LISTA FERRANTE: SCRIVI BRUNO NELLA PREFERENZA

10 MOTIVI VALIDI PER VOTARE LISTA FERRANTE E SCRIVERE BRUNO SULLA PREFERENZA!!!
...PERCHE' :
1) A MILANO SI POSSA NASCERE, CRESCERE, VIVERE I PROPRI GIORNI, IN UNA CITTA' DOVE L'AMMISTRAZIONE CIVICA , CREI E OFFRA SERVIZI ALL'ALTEZZA DEI BISOGNI REALI DELLA COMUNITA'!
2)  PALAZZO MARINO TORNI A FARE POLITICHE SOCIALI ANCHE PER GLI "ULTIMI" E PURE I "PENULTIMI" E DI TUTTE LE FASCIE PIU' VULNERABILI DELLA COMUNITA'!
3) I NOSTRI FIGLI NON SIANO COSTRETTI A MIGRARE "FUORI PORTA!" PER L'ASSENZA DI SERVIZI SUFFICENTI ALL'INFANZIA E GLI ANZIANI POSSANO VIVERE TRANQUILLI NELLE LORO CASE E NON ABBANDONATI A SE STESSI
4) IL NOSTRO OPERATO NEL VOLONTARIATO SIA UN VALORE AGGIUNTO RILEVANTE NELLA VITA DELLA CITTA' E NON L'UNICO SUPLENTE NEL "VUOTO" DEGLI INTERVENTI SOCIALI DEL COMUNE!
5) UNA POLITICA CIVICA SULLA SICUREZZA, E' UNA POLITICA DI VIVIBILITA' DELLA CITTA' E' NON  DI MILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO!
6) SICUREZZA SIA ANCHE LA POSSIBILITA' DI AVERE POMPIERI IN NUUMERO SUFFICENTE E UN SISTEMA LOCALE DI PROTEZIONE CIVILE CHE OPERI SULLA PREVENZIONE E NON POSTUMA AGLI EVENTI
7) UNA POLITICA SUI TRASPORTI E SULLA VIABILITA' CONCRETA SI COORDINA CON I COMUNI DELL'HINTERLAND, E NON CREDE CHE "MILANO" VIVA E MUOIA ENTRO I CONFINI MUNICIPALI!
8) PERCHE'  L A RETE DEI TRASPORTI SIA VEREMENTE L'ALTERNATIVA ALL'USO DELL'AUTO!
9) MILANO SIA CENTRO DI SVILUPPO E FUCINA  DI INNOVAZIONI, CON UNA POLITICA CIVICA ALL'ALTEZZA DEI TEMPI E NON "ALL'INSEGUIMENTO DEI TEMPI".
10) MILANO E' EUROPA E PORTA SUL MONDO.
DOMENICA E LUNEDI' VOTA SBARRANDO  LISTA FERRANTE!!!
NELLO SPAZIO ACCANTO AL SIMBOLO DELLA LISTA SCRIVI SOLO IL MIO COGNOME: BRUNO

Bruno FERRANTE e Alberto A.A. BRUNO

Mercoledì, 24 Maggio, 2006 - 00:46

IL PROBLEMA SICUREZZA : Il programma della Lista Ferrante

Elezioni Comunali 28 e 29 maggio 2006
Questo che segue è il "programma sulla sicurezza" della Lista Ferrante, che insieme agli amici, Garuti, Montalbetti e Villa, abbiamo ufficialmente presentato ieri pomeriggio, nel corso di una riuscita iniziativa che si è svolta presso l'Hotel Galles di P.zza Lima.

A Milano c’è un grande senso di insicurezza, soprattutto fra gli anziani. Come sempre i mass media hanno ha una grossa responsabilità. I racconti di scippi, furti, aggressioni, truffe sono all’ordine del giorno e non possono non impensierire la vecchietta che va a fare la spesa o il vecchietto che va in banca a ritirare la pensione. E le donne hanno paura per gli episodi di violenze e di stupri che si verificano per la strada.
Il problema sicurezza è per altro fondamentale in tutte le grandi città e varie sono le politiche adottate nelle città di tutto il mondo con cui ci si può confrontare.
La sicurezza è da declinare in molti modi.
-          sicurezza sulla strada, per chi viaggia su due ruote e per i pedoni
-          sicurezza come protezione dalla microcriminalità
-          sicurezza come protezione dalla criminalità organizzata
-          sicurezza come protezione dagli eventi calamitosi, siano essi naturali che derivanti dalle attività dell’uomo.
A questo problema nelle sue varie forme se ne allacciano altri, ma tutti hanno come valida azione di contrasto la prevenzione. Alle vittime deve essere assicurata una solidarietà fattiva e concreta.
Le linee guida della lista Ferrante sul problema sicurezza sono, in sintesi, prevenzione e solidarietà, declinate nei vari settori.
Sicurezza sulla strada:
Rilevazione delle situazioni pericolose esistenti in Milano dopo le recenti modifiche dell’assetto stradale attuate dalla Giunta Albertini:
·         restringimento delle carreggiate e loro modifica
·         marciapiedi troppo alti, non rettilinei, sporgenti in modo imprevedibile
·         marciapiedi con buche e dislivelli vari  
·         fondo stradale irregolare
Proposte
·         rendere rettilinei i marciapiedi ed eliminare sia le sporgenze sia i pali troppo vicini alla carreggiata, o utilizzare materiali deformabili per forti urti che attutiscano l’impatto
·         rendere visibili le sporgenze da lontano con vernici colorate, con elementi fosforescenti, di giorno e di notte.
·         illuminazione stradale perfetta in ogni zona.
·         grande potenziamento dei mezzi pubblici, tale da rendere non conveniente l’utilizzo dei mezzi privati. 
·         educazione stradale intelligente, adatta ai vari tipi di utenti della strada
·         garantire una migliore viabilità per i mezzi di soccorso, al fine di ridurre i tempi di intervento

MICROCRIMINALITA’
Premessa: qualunque progetto deve tener conto dei diritti e della libertà dei cittadini.
Eliminare del tutto la microcriminalità – dicono i sociologi - è impossibile, si deve quindi mirare a ridurla a un livello così basso che i cittadini non la temano nella vita quotidiana.
E’ dimostrato che non si riesce ad eliminarla totalmente neppure in una dittatura, dove pure viene ridotta notevolmente ma a scapito dei diritti e della libertà dei cittadini. 

Proposte
  • prevenire i reati attraverso l’analisi delle loro cause
  • eliminare/ridurre le cause della microcriminalità
  • attuare una solidarietà concreta e fattiva per le vittime dei reati
  • attuare politiche giovanili per togliere gli adolescenti dalla strada e impedire il loro coinvolgimento in attività illegali o criminali. Ad es. scuole a tempo prolungato, centri di aggregazione di alto livello, mediazione penale e pene alternative al carcere, sensibilizzazione dei genitori, formazione docenti.
MM e i mezzi pubblici
  • sistema di videocamere con registrazione, in comunicazione con centri operativi costantemente in funzione
  • aumentare numero radiobus e diffondere informazioni sulla loro esistenza e sulle modalità del servizio
  • sui mezzi pubblici di superficie , soprattutto in ore serali, presenza di un bigliettaio in divisa
  • realizzazione definitiva del Piano d’Emergenza delle linee della Metropolitane per garantire le evacuazioni e gli interventi in caso di eventi.
PARCHEGGI
  • Illuminazione adeguata
  • Presenza di sorveglianti. Dove non è possibile avere sorveglianti (nelle aree chiuse dei parcheggi e nei sottopassi): videosorveglianza
NEI QUARTIERI
  • creazione della rete di coordinamento di base per la riduzione dei fenomeni di microcriminalità giovanile, che veda coinvolti insieme polizia locale, servizi sociali e volontariato
  • vigili di quartiere effettivamente dedicati alle funzioni di relazione di raccolta delle informazioni e di vigilanze del settore di territorio attribuito, in contatto anche con il Consiglio di Zona e i servizi sociali del territorio e con azione coordinata sui progetti d’intervento sociale predisposti;
  • riavvio e potenziamento di progetti sociali, con operatori di strada, dedicati alla marginalità sociale, la prevenzione di fenomeni di “bullismo” e di microcriminalità giovanile, da porsi in rete con Consigli di Zona, Vigili di quartiere e organismi del volontariato sociale zonale.
  • il volontariato strutturato, non solo sociale, può garantire una efficace ausilio alla produzione di maggior sicurezza generale dei quartiere, attraverso specifiche convenzioni col Comune, che ne prevedano l‘impiego nei progetti di strada, coordinati,  
  • diffondere e tenere aperte la sera biblioteche di quartiere e punti Internet
  • aiutare i piccoli negozianti a non cessare l’attività (a causa della concorrenza dei Supermercati) e prolungare l’orario di apertura dei negozi
  • affittare a prezzo agevolato ad associazioni di volontariato gli spazi che si rendano disponibili sulla strada (ex negozi o simili)
  • Illuminazione adeguata di ogni strada
  • Sviluppo di centri giovanili di aggregazione, gestiti dal Comune con personale esperto, con attività interessanti (musica, teatro, fotografia, altre attività proposte dai ragazzi)
ATTIVITA’ DEL COMUNE
Sportelli di rete con strutture di ascolto e risposta
Usura e racket
  • Sportello antiusura e antiracket
  • Informazioni ai nuovi imprenditori su modalità per ottenere un finanziamento
  • Sui rischi connessi a finanziarie private non certificate
  • Sui fondi antiusura e antiracket
  • Osservatorio antimafia 
IN FAMIGLIA
  • Informazione culturale, mediante campagna nelle scuole, sulle caratteristiche delle diverse culture e sugli uguali diritti e doveri di donne e uomini all’interno della famiglia (contro le violenze in famiglia).
  • Sensibilizzare e formare preliminarmente le educatrici e gli educatori
  • Potenziare i servizi sociali
  • Sensibilizzare le forze dell’ordine e aggiornare la loro professionalità
  • Per tutti gli operatori del settore abusi su soggetti deboli (infanzia):
  • Incentivare informazione, formazione, collegamento e ricerca
  • Fornire occasioni di supporto emotivo e di elaborazione agli operatori che si occupano del settore
  • Garantire minor sovraccarico di lavoro, in particolare riguardo agli adempimenti burocratici
  • Potenziare la collaborazione degli operatori psico-sociali con le istituzioni giudiziarie 
SUL LAVORO
  • Problema del lavoro nero
  • Potenziare il controllo (di polizia e sindacati) su attività di caporalato ecc.
  • Rendere conveniente per il lavoratore denunciare e per il datore di lavoro essere in regola
  • diffondere l’informazione relativa alla concessione di permesso di soggiorno a chi denuncia il proprio sfruttatore
  • escludere da gare di appalto la ditta che è stata scoperta avere lavoratori in nero
SOLIDARIETA’ alle vittime dei reati – A LIVELLO DI QUARTIERE
  • solidarietà di vicinato
  • coinvolgimento del volontariato 
SOLIDARIETA’ alle vittime dei reati – A LIVELLO COMUNALE
Sportello comunale potenziato per dare informazioni e aiutare concretamente in caso di scippi e furti in strada o in abitazioni:
  • ripristino della normalità (sistemazione serrature, compilazione denuncia, eventuale aiuto psicologico)
  • aiuto concreto ad arrivare a fine mese in caso di scippo della pensione a anziani
L’ALTRA SICUREZZA: cultura di protezione civile a livello di territorio
Compete al Comune e al Sindaco, quale autorità locale di Protezione civile, garantire azioni di pianificazione, prevenzione di calamità naturali o derivanti dalle attività del uomo. Sempre il Sindaco deve garantire il concretizzarsi delle  azioni di soccorso della popolazione e di riduzione del danno, al manifestarsi degli eventi. Tale attività si realizza, attraverso sia proprie risorse che anche il coordinamento della risorse del servizio nazionale di protezione civile presenti sul territorio, azione che prevede anche la possibilità del convenzionamento e che impone la vigilanza sulle forze del volontariato in ambito comunale.
Perno del sistema operativo di risposta e in parte anche di prevenzione è il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. La città di Milano pur disponendo di una rete diffusa di caserme operative nell’ambito del proprio territorio, risente però da moltissimi anni di una sensibile carenza organica, del Corpo dipendente del Ministero degli Interni. Le nostre idee sono:
  • Una forte azione politica dell’Amministrazione comunale, verso il Governo centrale, per rivedere la copertura della pianta organica dei Vigili del Fuoco in Milano;
  • Attività permanente di educazione alla cultura della prevenzione e della sicurezza dai rischi, nelle scuole dell’obbligo e iniziative periodiche nei quartieri;
  • Valorizzazione del Servizio Comunale di Protezione civile;
  • Coordinamento comunale in fase di pianificazione degli organismi concorrenti ai servizi di protezione civile.
Mercoledì, 17 Maggio, 2006 - 12:34

Lunedì 22 cm, h.18,Hotel Galles,P.zza Lima:MILANO SICURA!

MILANO SICURA: Le proposte della Lista Ferrante

Alberto A.A. Bruno, Jole Garuti, Carlo Montalbetti e Daniela Villa, candidati nella Lista Ferrante per il Consiglio Comunale, organizzano una conferenza dal titolo:
"MILANO SICURA:
le proposte della Lista Ferrante"
Lunedì 22 maggio, ore18.00,
 Hotel Galles, Piazza Lima
partecipa: Don Virginio Colmegna
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