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.: Il Blog di Simone Paleari
Venerdì, 22 Aprile, 2011 - 00:58

continua la campagna elettorale di Jacopo: io, come candidato di Zona 4, mi ci ritrovo

Mi candido nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia per il Consiglio di Zona 4. E' assodato, ormai materia che appartiene alle cronache milanesi di questa campagna elettorale molto cruciale per il destino non solo della città, ma anche del Paese da una destra ignobile quanto vergognosa, xenofoba quanto affarista. Sostengo Jacopo Muzio, candidato nella lista Milano Civica per Pisapia. Ormai lo seguo. Quasi dovunque. Stasera l'ho seguito al finissage in Via Santa Maria Valle a Milano, nella splendida e ospitale cornice della Galleria BelVedere. Dico questo in quanto abbiamo un'affinità con Jacopo molto forte: proviene dalla stima reciproca, dallo splendido rapporto umano e amichevole. Proviene anche dal condividere tensioni e valori politici e ideali radicati nelle nostre coscienze. Ci siamo conosciuti e frequentati da qualche anno. Prima aderendo all'ANPI, la mia sezione, quella di Raffaelino Degrada; ora come "compagno" di strada e di un percorso che vuole riscattare questa città dopo anni e anni di malgoverno affaristico e individualista di centrodestra che, con Letizia Brichetto, ha visto il punto più basso della curva dell'iperbole della sua esistenza. Durante l'incontro, avutosi con la presenza dell'esimio Gianni Berengo Gardin, che ha saputo tradurre in fotografia la carta d'indentità di una crescita della città nelle sue varie componenti, mettendo insieme autori di vario calibro e di varia portata. Ripartiamo quindi da queste fotografie che testimoniano le trasformazioni sociali, culturali e urbanistico-morfologiche di un ametropoli in cerca di una sua identità. Jacopo ha parlato, si è confrontato con Gianni: hanno considerato le varie distruzioni del tessuto connettivo della città apportate e approntate da un'amministrazione comunale incline ad assecondare il privato, essendone soggetta, a discapito del pubblico. Gianni parla giustamente di una Fiera smanetllata e lasciata agli appetiti divoratori delle imprese private ed edilizie. A differenza, si può aggiungere, di una città come Monaco in cui si è spostato il polo fieristico da un posto a un altro, senza però svendere al migliore offerente lo spazio, in quanto pubblico. Forse occorrerebbe contrastare l'idea perniciosa del privato è bello: io penso che pubblico è bello, se ben investito e se investito per l'interesse generale e collettivo. Jacopo parla, giustamente, e forse è anche per questo che io lo sostengo in Comune, invitando gli elettori di Zona 4 a fare un collegamento della mia candidatura in Consiglio di Zona 4 alla sua candidatura in Consiglio Comunale, di una movida che non deve essere soffocata ma potenziata diffondendola sul territorio. Vi ricordate le mie interrogazioni sulla tutela e la preservazione del Plastic, sede storica, epicentro di una musica alternativa e sperimentale che ha dipinto di alternativa sensibilità artistica d'avanguardia le serate giovanili dei milanesi, lombardi ed europei? Io ho trovato nelle parole di Jacopo il sapore della tutela e promozione di una metropoli, lui la vuole candidare come "capitale europea", che sappia accogliere le istanze giovanili di un divertimento non fine a sè stesso, ma partecipato, vissuto, pieno di offetre culturali e di svago responsabile. Jacopo ha ragione, leggo nelle sue parole quello che spesso ho denunciato: esiste un conflitto generazionale tra una parte più anziana della popolazione, abituata a vivere nello stesso contesto urbano, spesso asfittico, spesso autoreferenziale, e una parte giovane, proiettata a cofnrontare modelli europei di avanguardia e proposte di aggregazione diffusa di azione nella città serale e notturna. Io vorrei, come credo sicuramente anche Jacopo, superare questo conflitto: decentrando il divertimento culturale serale, diffondendolo nella città, non segregandolo nelle stesse zone e nei stessi quartieri. Occorre a parere del sottoscritto una nuova politica delle licenze e di sostegno a un'imprenditoria giovanile che offra attraverso locali e lounge bar opportunità di renedere sintonici il divertimento e l'offerta culturale notturna. E' così difficile superare la linea dura "law and order" del vicesindaco uscente Decorato che vede promuovere solo cancellate e nuove barriere, magari imponendo orari di chiusura per i locali, a cui si è dato qualche anno fa licenza di tenere aperto fino a un orario altro, per un'ipotetica sicurezza impossibile, in quanto desertificando la città si ottiene un effetto contrario? Io penso di no, che non sia impossibile: magari con Pisapia sindaco che, come dice Jacopo, teoria su cui convergo, ha un'idea alternativa di città al centrodestra (possiamo definirlo ancora centrodestra?) nelle 30 pagine scaturite dal suo programma elaborato dall'Officina. Io penso che spazi dati all'interesse collettivo e al benessere sociale e culturale, la cultura e il suo accesso da parte di tutte e di tutti da sempre sostengo essere parte integrante di un welfare moderno, possano essere liberati: chiaramente se cambia gestione e cambia il governo zonale e cittadino. Mi viene in mente il caso della Biblioteque National Francaise Francois Mitterand: è uno spazio molto vasto a parigi edificato su un'area dismessa molto ampia per costruire un'area di utilità pubblica culturale e formativa di grande rilievo internazionale, senza devastare il tessuto sociale e urbanistico della città, ma apportando un'innovazione architettonica interessante e di avanguardia. A Milano spazi di questo calibro ci sono: forse occorrerebbe renderli di utilità pubblica e non appannaggio delle stesse società private che speculano su appalti dati con facilità, lasciando interi quartieri senza servizi e privi di un cocnetto minimo di vivibilità. Philippe Daverio insegna nel videomessaggio con Jacopo per le strade della città: strade che coprono anche parte della zona in cui sono candidato. Buona fortuna a tutti noi con Pisapia sindaco e persone vive come Jacopo ... e non oso dire come me (ci tento perlomeno).

Alessandro Rizzo

Candidato Lista Civica Milly Moratti per Pisapia Consiglio di Zona 4

Martedì, 19 Aprile, 2011 - 09:12

Milano: candidati ai nastri di partenza

Si confermano le assurde divisioni della destra radicale che, anche a Milano, si presenta con tre liste concorrenti: la Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli (con l’Avv. Gabriele Leccisi candidato sindaco e il conte Gianluca Bonazzi di Sannicandro capolista), Forza Nuova di Roberto Fiore (con Marco Mantovani candidato sindaco e Duilio Canu capolista) e La Destra di Francesco Storace (capolista indipendente Alberto Torreggiani) che, invece, sostiene Letizia Moratti.

Esponenti, più o meno noti, della destra milanese sono candidati in altre liste minori: Io Amo Milano di Magdi Cristiano Allam e la Lista Civica Milano al Centro che sostengono la Moratti, La Tua Milano di Carla De Albertis, il Partito Nuova Italia di Armando Siri, la Lega Milano e gli Autonomisti Goisis di Massimiliano Loda, la Lega Padana Lombardia di Roberto Bernardelli in appoggio a Giancarlo Pagliarini candidato sindaco.

http://www.milanotoday.it/tag/elezioni-comunali-2011-milano/

Nessuno dei sopracitati candidati, più o meno bravi e meritevoli, ha una reale speranza di essere eletto in consiglio comunale con queste listarelle dello zero virgola. I consiglieri comunali da eleggere sono scesi da 60 a 48 e, per le elezioni amministrative, vige, di fatto, uno sbarramento del 3%.

Unici candidati di destra che concorrono seriamente per un posto di Consigliere Comunale sono quelli presenti nella coalizione di centro-destra che sostiene la rielezione del Sindaco Letizia Moratti: nella Lega Nord (come Leo Siegel ed il candidato di Mario Borghezio, Max Bastoni) e, soprattutto, nel Popolo della Libertà. Nel PDL vi sono innanzitutto tre candidati di apparato che rappresentano le vecchie correnti di Alleanza Nazionale: Benedetta Borsani (candidata del Ministro Altero Matteoli e figlia dell’ex assessore regionale Carlo Borsani), Marco Osnato (candidato di Ignazio La Russa e genero dell’assessore Romano La Russa) e Antonluca Romano (di nome e di fatto, in quanto candidato di Gianni Alemanno, Sindaco di Roma).  Oltre a questi tre candidati, spinti e sponsorizzati dai rispettivi capicorrente, vi sono uomini liberi come Michele Mardegan (esponente dell’Opus Dei e rappresentante della destra cattolica) e, fuori dagli schemi, come l’emergente Marco Clemente che è riuscito a coalizzare, intorno a se, energie trasversali che vanno dal consigliere regionale Angelo Gianmario (ex Forza Italia) agli storici ambienti della destra sociale ed identitaria.

Questa è la fotografia obbiettiva ai nastri di partenza. Ovviamente tornerò presto sull’argomento, consigliandovi alcuni candidati, al comune e nelle nove circoscrizioni di Milano, dandovene valide e documentate motivazioni. Sicuramente non sono contento della esclusione del mio candidato Stefano Di Martino dalle liste del PDL, tantomeno della mia non candidatura alla presidenza di zona uno, ed anche su questo argomento ritornerò presto, ma, guardando il lato positivo, ora posso guardare con maggiore serenità, attenzione ed obbiettività alla campagna elettorale.

Roberto Jonghi Lavarini

Lunedì, 18 Aprile, 2011 - 01:26

Mi candido per il Consiglio di Zona 4

Nella Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

carissim@ tutt@,
uso questa espressione perchè voglio raggiungere tutte le persone che vivono la città, la zona, volendole cambiare. Con la partecipazione attiva e con un occhio alla modernità. Sono Alessandro Rizzo, Consigliere uscente della Lista Uniti con Dario Fo in Zona 4: qualcuno di voi mi avrà letto, qualcun altro magari mi avrà conosciuto, magari con qualcuno di voi ho parlato, mi sono confrontato. Sì mi sono confrontato, in quanto spesso, come accade ad altre persone che sono state elette in un organo istituzionale, ci si sente autoreferenziali, molto impotenti, a causa dell'insussistenza e inesistenza di poteri dei consigli circoscrizionali. Ci si sente di rappresentare sè stessi, esprimendo posizioni e istanze che partono dal proprio patriculare punto di vista. Ho cercato in questi cinque anni di partire da un punto fisso, quasi fosse una stella polare: il glocale, ossia agire localmente pensando globalmente. Spesso ho fatto questo trovando unità tra realtà consiliari affini, abbiamo dato vita due anni fa all'esperienza del Gruppo La Sinistra, di cui sono stato capogruppo fino al 1 aprile.
Ho cercato, ottenendo risultati positivi e interessanti, di condividere percorsi con realtà, associazioni, movimenti, comitati di cittadini che vivono la città, agiscono la zona, riconoscendo la necessità irrefrenabile di trasformare la società esistente per nuovi obiettivi e nuove finalità.
Partecipazione è la parola concetto che consegue alla prima, glocale: penso sempre di più che la democrazia della delega semplicemente non basti più. Credo occorrano forme che possano permettere di rendere trasparenti e controllabili le azioni dei delegati, attraverso canali che diano continuità a una condivisione delle scelte, da quelle economiche a quelle prettamente politiche amministrative. La zona 4 è di tutti e da tutti deve essere gestita: non è una velleità, questa, è un'esperienza municipale che viene da lontano per andare lontano. Forse è giunto il momento di attuarla anche a Milano. Mi sono impegnato più volte difronte a una maggioranza sorda e silente, inattiva, a sostenere istanze, mozioni e delibere che invitassero a prendere in esame seriamente una riforma complessiva del decentramento, dando centralità agli organi circoscrizionali, alle zone: pensando alle municipalità. Lettera morta? Certamente l'unica risposta da parte dell'amministrazione è stata quella di togliere i gettoni per avvallare la tesi che tali organi non servano e siano oneri per la comunità, anzichè valorizzarne la portata politica, garantendo quello che dovrebbero essere: primi organi con cui relazionarsi amministrando la cosa pubblica, risolvendo istanze, ascoltando proposte civiche, parlando di soluzioni.
Mi ripresento. La decisione è stata presa con una lunga riflessione e ponderazione. Pensavo fosse più importante agire esternamente per proporre idee, contenuti, visioni culturali, progetti e facendo un'azione per investire su un nuovo decentramento: ma, poi, ho pensato che spesso le cose si cambiano agendo nelle istituzioni, seppure umiliate da un governo di centrodestra accentratore. E poi l'una cosa non sostituisce l'altra.

Ho scelto di candidarmi in Zona 4 per la Lista Civica Milly Moratti per Pisapia. Diverse realtà mi hanno chiesto la disponibilità a candidarmi, ringraziando tutti dell'attenzione e della disponibilità. Ma credo che questa sceltaq sia coerente con il percorso istituzionale e politico da me finora compiuto con l'esperienza di consigliere della Lista Uniti con Dario Fo. E' una realtà civica dove la cittadinanza, i comitati, le associazioni, le persone hanno espresso un'idea di città vivace e in trasformazione, attenta all'ecossotenibilità e a quello che definisco "umanocentrica", riprendendo l'opera di Leon Battista Alberti della città ideale. Questo non toglie la forte apertura che altre realtà hanno espresso e saputo esprimere: si sta evidenziando in diversi ambiti un recupero della politica come dibattito e confronto aperto. Penso, però, che il carattere apartitico sia stato il segno distintivo che ha visto una mia adesione a un progetto libero, laico, deideologizzato, denso di valori civici, appunto.

Io ci ritento, quindi. Ma non riuscirei a farlo se non ci foste voi.

Voglio chiedere la vostra attenzione, magari e soprattutto il vostro contributo in idee e proposte, su alcuni punti essenziali del mio programma: punti descritti in modo dettagliato e semplice. Non credo nei programmi formato da migliaia di pagine: si rischia di enucleare contenuti su contenuti e formule su formule vuote, spesso rimanenti lettera morta. Sono punti su cui ho presentato in questi cinque anni di esperienza consiliare ho presentato mozioni, istanze, interrogazioni ... vorrei proseguire il lavoro che è per ora in sospeso ... per raggiungere obiettivi comuni ... questa volta dalla parte dei banchi della maggioranza ...

Ripeto questo senza la vostra partecipazione, collaborazione ... portando vitamine in zona 4 ... con un'arancia della Lista Civica Milly Moratti per Pisapia

Una zona più laica

L'impegno per i diritti civili e le varie interrogazioni e istanze che chiedessero il riesame di provvedimenti funzionali a istituire un registro per le coppie di fatto, provvedimenti contro l'omofobia, quali una sezione della Polizia Municipale adatta a prevenire, reprimere i reati a sfondo omofobico, nonchè punti di assistenza e di ascolto per le vittime di tali violenze. In Consiglio di Zona 4, nello spirito della glocalità, ho spesso promosso istanze finalizzate a chiedere un impegno del Comune di Milano in merito alla violazione di diritti civili e umani a livello internazionale, grosse violazioni. Una particolare attenzione è stata riservata, infine, alla promozione di un'educazione sessuale nelle scuole, partendo dai cicli scolastici in cui in media si registrano i primi rapporti, da uno studio condotto dal Policlinico: questo impegno è da portare avanti con la collaborazione dell'ASL di Milano.

Una zona più solidale

E' importante proseguire nel vigilare e sensibilizzare su questioni che riguardano l'integrazione sociale, la tolleranza in una visione indirizzata a garantire la crescita di una comunità e di una collettività in convivenza pacifica, nel rispetto delle singole autonomie, delle differenti culture. Una dimensione multietnica della zona. Le forme di esclusione portano a vivere in un'insicurezza fatta di tensione e di scontro civico, partendo da una nuova politica per quanto riguarda la popolazione Rom e Sinti, spesso radicata, molto spesso emarginata, presente nel territorio circoscrizionale. Occorre il rispetto delle regole e della legalità. In questi anni sono stati poco valorizzati i contratti di quartiere, spesso divenuti solo luoghi burocratici di  interventi sociali e sostegno per i residenti dei quartieri popolari, maggiore partecipazione, miglioramento dei contratti di quartiere

Una Zona più ecosostenibile

Penso e ho sempre pensato nel mio impegno istituzionale degli ultimi 5 anni a una zona a misura d'uomo, promuovendone una mobilità sostenibile, aumentando la rete delle piste ciclabili, in un'ottica di omogeneità e continuità del loro tragitto, garantendo una diffusione del servizio Bike-Mi, bike sharing. Occorre anche proseguire nella difesa delle aree verdi e nella valorizzazione delle cascine, in una visione che ne recuperi il valore architettonico e morfologico, dando, dove possibile, nuove funzioni, o investendo su una produzione agricola ancora presente nel tessuto circoscrizionale. E' necessario uno sviluppo urbanistico a misura d'uomo, un impegno continuo rivolto alla rimozione dell'amianto, in strutture scolastiche e residenziali pubbliche, e maggiori controlli autonomi e affidabili nell'apposizione di antenne ricetrasmittenti, pensando a un loro spostamento in situazioni non invasive per abitazioni e strutture sociali limitrofe.

Una Zona che metta al centro le giovani generazioni

Da diversi anni Milano vede diminuire giovani e un esodo continuo di ragazze e ragazzi, soprattutto a conclusione degli studi. E' il problema di una città poco ospitale per le nuove generazioni, un'amministrazione che non è riuscita ad ascoltarne le esigenze e le necessità, emarginando una categoria che dovrebbe essere il futuro vitale dello sviluppo culturale, economico e sociale di una metropoli europea. Ho sempre sostenuto iniziative volte a garantire un ascolto maggiore e continuo verso le necessità sociali e culturali delle nuove generazioni. Penso che occorra proseguire in questo impegno: sostenendo proposte integrative didattiche con le scuole, azionando canali per una formazione permanente. Occorre rendere i giovani protagonisti responsabili della gestione del territorio attraverso proposte e circolazione di idee. Penso anche a una zona che sostenga realtà aggregative, anche serali, le biblioteche aperte fino a sera, con un orario più omogeneo tra i plessi, aumentando in qualità e in quantità il servizio stesso. Penso anche a una zona viva e piena di opportunità, anche nella funzione di tenere aperti centri per il doposcuola contro ogni forma di dispersione. E' importante per la comunicazione e la interattività delle informazioni, la circolazione dei saperi, dare diffusione al progetto wireless, da me sostenuto in diverse mozioni.

Una Zona con più cultura

Penso a una zona che sappia mettere in rete le associazioni e le soggettività creative che propongono autonomamente cultura, che facciano circolare pensiero, magari investendo in capitoli consistenti, puntando sul valore e sulla qualità, pensando anche a forme di coinvolgimento di privati. In questa ottica si inserisce l'apertura serale delle biblioteche, una zona da vivere anche la notte con occasioni di aggregazione culturale, avendo anche l'obiettivo di rendere il teatro, il cinema, le arti visive, ogni forma di creatività, soprattutto giovanile, centrali. In questi cinque anni ho tenuto sempre a garantire un'attenzione al mantenimento del livello di qualità dei CAM, tutelando il personale e gli animatori presenti, soprattutto dopo il loro passaggio a Milano Sport spa, forma indiretta di esternalizzazione di un contesto prima pubblico e partecipato.

Una Zona più sicura

Una zona soggetta alla politica sicuritaria senza prospettive. Un esempio ne è il coprifuoco avutosi con l'ordinanza che ha imposto orari di chiusura di locali, aumentando disagio, insicurezza sociale, solitudine, desertificazione del territorio, maggiore rischio per fenomeni di microcriminalità. L'ordinanza è stata considerata eccessiva misura da parte della magistratura amministrativa, revocandone la portata con beneficio economico di importanti locali penalizzati insensatamente. Sicurezza è vivere la città anche nelle ore serali. Sicurezza è anche garantire controllo maggiore e serrato di fenomeni di macrocriminalità organizzata presenti nel tesduto zonale, le ndrine sono fortemente radicate in diversi ambiti, quale il mercato illecito di alloggi sfitti. Sicurezza è sicurezza sociale, investire nelle strutture e nella rete di assistenza alla persona; è sicurezza sui cantieri, sui luoghi di lavoro prevenendo incidenti.

Una Zona della legalità e della trasparenza

Da sempre mi sono impegnato a chiedere al Consiglio Comunale una maggiore attenzione e un maggiore impegno nel fronteggiare fenomeni di macrocriminalità organizzata, le cui presenze e connessioni si diffondono con l'arrivo degli affari e degli appalti in vista dell'EXPO 2015. Occorre proseguire su questo impegno, visto il silenzio della maggioranza e l'affossamento della commissione d'indagine ad hoc avutosi da parte del centrodestra in Consiglio Conunale. E' necessario avviare forme e canali che assicurino controlli negli appalti e interventi per prevenire fenomeni di corruzione e sfruttamento negli enti a partecipazione pubblica. E' importante assicurare maggiore trasparenza e maggiore confronto con la cittadinanza da parte dell'organo consiliare, anche e soprattutto nella disposizione di fondi e finanziamenti in ogni loro forma. E', infine, fondamentale portare a termine, dopo diverse mozioni presentate dal sottoscritto, il progetto free software nella pubblica amministrazione e nei suoi uffici, al fine di abbattere i costi onerosi delle licenze, investendo sulla formazione del personale per un sistema di programmazione più snello, sicuro ed economico.

Una Zona per una scuola pubblica di qualità

Da tempo presento interrogazioni in cui chiedo informazioni e dettagli all'amministrazione comunale circa le conseguenze derivanti dai tagli effettuati dal Ministero a danno della scuola pubblica, del personale docente, del personale amministrativo e, soprattutto, al disastroso ridimensionamento degli educatori e assistenti di studenti con disabilità. E' importante assicurare e impegnarsi per un maggiore investimento nelle strutture scolastiche pubbliche, un forte e incisivo sostegno a progetti formativi integrativi, a progetti in cui si affronta un confronto tra didattica e attività sportiva, a progetti educativi ambientali. E' importante garantire personale docente nelle strutture scolastiche d'infanzia, soprattutto un ampliamento quantitativo del servizio, visto l'aumento costante di richieste di iscrizione. Così come è necessario assicurare il tempo pieno soddisfando le diverse richieste, maggioritarie, da parte dei genitori. E', infine, fondamentale assicurare qualità nel servizio di ristorazione delle mense scolastiche.

Domenica, 17 Aprile, 2011 - 11:08

Chi sono

Sono nato a Milano 32 anni fa, e da sempre risiedo nella Zona 7, nel quartiere di San Siro.
La passione politica è maturata in me sin da ragazzo, mi sono laureato in Scienze Politiche presso l’Università degli Studi di Milano, e nel corso degli studi ho prestato servizio di volontariato come educatore extra-didattico nelle scuole elementari della nostra Zona 7, in via Dolci ed in via Milesi.
Mi sono specializzato in “Comunicazione efficace per la Pubblica Amministrazione” presso l’Università IULM e nel 2009 sono stato candidato al Consiglio Provinciale nel collegio di Bresso, Cormano, Cusano Milanino e Novate Milanese, dove in 14.939 mi hanno accordato la loro fiducia. Il duro lavoro svolto mi ha permesso di entrare a far parte dello staff del Presidente della Provincia di Milano, come responsabile dell’Ufficio del territorio e della Giunta itinerante, esperienza che mi ha arricchito profondamente e che mi ha permesso di essere componente della delegazione provinciale all’Expo di Shanghai 2010.
Collaboro come redattore volontario al mensile “Azzurro Milano”, sono componente del dipartimento comunicazione del PDL Lombardia e ho curato la pagina fan di Facebook del Ministro Renato Brunetta.
Nel dicembre 2010, con un gruppo di amici, ho costituito un’associazione di promozione sociale, apolitica, “L’idea”.
Quando ho del tempo libero, adoro viaggiare. Sono un cultore delle Arti espressive e figurative, mi appassiona lo sport e la modernità.
Amo Milano, il mio quartiere e sono fiero di essere italiano!

Venerdì, 15 Aprile, 2011 - 20:33

MI RICANDIDO AL CONSIGLIO DI ZONA 6

MI  RICANDIDO AL CONSIGLIO DI ZONA 6

E' finito   il mio mandato di due anni  e mezzo come consigliere di zona 6.

Un’esperienza importante,coinvolgente ma a volte frustrante per i pochi poteri che  hanno a Milano i Consigli di Zona.

Molti cittadini della zona 6 hanno chiesto continuamente risposte  ai tanti problemi che vivono i vari quartieri: congestione di locali nel quartiere Ticinese, degrado e convivenza con le altre comunità emigrante nelle  case popolari del Giambellino, trasformazione del quartiere Barona , il problema del Calchi Taleggi, e molti altri problemi senza avere una   risposta dall’Amministrazione  di Destra della Zona e del  Comune..
Da questa esperienza di consigliere di zona ho appreso molto della macchina amministrativa della città.

Mi sono consultato con molti compagni ed amici  dei circoli di zona 6  e questi mi hanno proposto di candidarmi di nuovo come consigliere di zona 6.

Ringrazio per la fiducia che mi hanno accordato e spero di avere anche la tua fiducia nella preferenza di voto nel Consiglio di Circoscrizione di Zona 6 ( Porta Genova, Naviglio Grande ,Naviglio Pavese, Barona,San Cristofaro, Ronchetto, Giambellino , Lorenteggio , ).

Giovedì, 14 Aprile, 2011 - 19:32

Il Comune di Rho spiazza la manifestazione contro l’omofobia

Il coordinamento Arcobaleno di Milano e Provincia, che riunisce le realtà lesbiche, gay, transessuali e bisessuali, esprime il suo disappunto per la lettera con cui il Comune di Rho nega l’autorizzazione in piazza San Vittore per la manifestazione «L’amore spiazza», che si è già svolta con successo nelle piazze principali e significative di Magenta, Bergamo, Pavia e Varese.

Chi attualmente amministra Rho “spiazza” la manifestazione relegandoci in Largo Marinai d’Italia, una piazza decentrata dove non c’è passaggio di persone. Evidentemente, non potendoci impedire di manifestare cerca in tutti i modi di impedire di rendere pubblici i nostri amori, i nostri corpi e i nostri vissuti.

Lasciano perplessi i tempi della risposta (a 4 settimane dalla richiesta ancora non è stata spedita) e ancora di più non ci convincono le motivazioni addotte: chi abita a Rho sa che in piazza san Vittore ci sono bancarelle, chioschi e gazebo quasi tutti i sabati, perché allora si sostiene che ci sono problemi di allacciamento alla rete elettrica solo in concomitanza con una manifestazione organizzata da gruppi omosessuali e transessuali?

Rho è in crisi politica già da diverso tempo, il comune è commissariato e ha perso il contatto con la sua cittadinanza, lasciandola in balia di dirigenti che decidono in base alle proprie convinzioni personali anziché rispettare la Costituzione e il regolamento comunale che prevede in modo esplicito l’utilizzo della piazza per tutte le associazioni che ne fanno richiesta.

In vista delle future elezioni amministrative chiediamo a tutte le realtà politiche, ai Candidati Sindaci, ai movimenti, alle Associazioni, alle cittadine e ai cittadini rhodensi di ricominciare ad occuparsi seriamente del territorio facendo rispettare le istanze di tutta la popolazione e di prendere posizione su una questione di civiltà, libertà e parità che riguarda l’intera società.

Lottare contro l’omofobia e la transfobia in questo caso significa quindi lottare contro dei brurocrati che usano le ordinanze e i silenzi per offendere, in nome del loro integralismo religioso, la dignità delle persone omosessuali e transessuali.

AGEDO, Arcigay Milano, Arcilesbica Milano, Arcobaleni in Marcia, Famiglie Arcobaleno Milano, GayLib, Gay Statale, KOB, Il Guado, Le Rose di Gertrude Magenta, Linea Lesbica, Milk Milano, Soggettività Lesbica.

13 aprile 2011 · Ufficio stampa Arcigay

Giovedì, 14 Aprile, 2011 - 12:02

La destra, il PDL e la Moratti

Una nota di "colore"...

;-)

MILANO ELEZIONI COMUNALI
Monarchici senza Letizia
I "neri" di Milano contro la Moratti.
di Alessandro Da Rold (Lettera43)

Non c'è solo il Terzo Polo di Manfredi Palmeri a turbare i sonni di Letizia Moratti in vista dell'appuntamento elettorale del 15 maggio, quando i milanesi dovranno scegliere tra lei e Giuliano Pisapia il prossimo sindaco di Milano. Nei meandri del capoluogo lombardo si stanno muovendo nemici «destri» molto particolari. Si tratta della nobiltà nera milanese: conti, principi o ex pluridecorati della X Mas. Un variegato mondo di ex combattenti, che potrebbe vendere cara la pelle creando non pochi problemi all'ex ministro dell'Istruzione. Tanto che lunedì sera, in una riunione definita da alcuni partecipanti una via di mezzo «tra il ballo del Gattopardo e il bar di Guerre Stellari», la Moratti ha incontrato i reduci. Senza però trovare un accordo.

BOMBA FASCIO-MONARCHICO.

In queste ore così convulse, a tre giorni di distanza dalla chiusura della presentazione dei candidati, è scoppiata in seno al Popolo della Libertà un granata «fascio-monarchico-patriottica». Quella fetta di elettorato che si riconosce «negli antichi valori» di Casa Savoia, con rimandi nostalgici alla Repubblica di Salò, si è vista infatti chiudere la porta dalla lady di ferro di palazzo Marino e potrebbe presentarsi da sola alle elezioni comunali.

Le preoccupazioni di La Russa

Anche il ministro della Difesa Ignazio La Russa, ex missino, si è preoccupato che quest'anima della città non venga tenuta fuori dall'alleanza pro Moratti nella prima tornata elettorale. Soprattutto dando un'occhiata ai sondaggi, che danno il sancora in affanno su Pisapia. «Basterebbero le preferenze che abbiamo preso alle scorse elezioni comunali per mettere in crisi la Moratti e obbligarla al ballottaggio. Noi, ripeto ancora una volta, siamo pronti a tutto, non abbiamo nulla da perdere e amiamo le battaglie difficili: 'molti nemici, molto onore'», tuona il «Barone Nero», Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, raggiunto da Lettera43.it.

DALL'ISOLA AL COMUNE.

Il primo cittadino avrebbe deciso di non candidare il vice presidente del consiglio comunale Stefano Di Martino, perché coinvolto negli scontri di via Paolo Sarpi del 2007, quando la Chinatown cinese esplose causando disagio e preoccupazioni nella cittadinanza. Eppure Di Martino è esponente di non poco conto per quel mondo di ultraottantenni che ancora si commuovono ricordando gli ultimi giorni di sua Maestà Umberto II nel nostro Paese. Fu proprio lui a riappacificare Emanuele Filiberto Di Savoia con il Duca d'Aosta durante i festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia. E non è un caso che proprio Emanuele Filiberto, in questi giorni sull'Isola dei famosi, abbia dato la propria disponibilità a scendere in campo al primo turno delle amministrative contro la Moratti.

Il misto bosco fascio monarchico

In questo mondo «da grigliata mista», come lo chiama lo stesso Jonghi Lavarini, si muovono vorticosamente discendenti di Ascari, ufficiali del Regno d'Italia di Albania, ammiragli e generali ormai di una certa età. Ma anche i tifosi di estrema destra di Inter e Milan, frequentatori del centro sociale Cuore Nero e molti nostalgici di Benito Mussolini: insomma l'anima nera dell'ex capitale morale d'Italia è in subbuglio.

DAME, CAVALIERI E AMICI DI PINOCHET.

E poi ancora, come dimenticare la gran Dama Silvana Fiolini Alessio o il «nobile cavaliere» Sandro Pierato, «senatore del regno». Quindi la principessa Beatrice Feo Filangeri di Cutò e la contessa Anna Maria Teodorani, quest'ultima nipote del Duce. Il vero collante parrebbe essere Lilio Marescotto Sforza Ruspoli di Cerveteri, ma una menzione speciale va data anche al conte cavaliere di gran croce Fernando Crociani Baglioni di Serravalle di Norcia (presidente del centro studi Patria e libertà e amico personale della famiglia Pinochet). E come dimenticare i principi Alexander Comneno Otranto di Bisanzio e Andrea Scirè Borghese: il primo, ora ultranovantenne, fu volontario delle Ss italiane, mentre il secondo è il nipote di Julio Valerio Borghese.

L'INCONTRO DI METÁ MARZO.

Pensare che la Moratti li aveva incontrati nemmeno a metà marzo per una rievocazione patriottica. Alla manifestazione erano presenti tutte le organizzazioni combattentistiche e d'arma. Tra queste la storica Associazione nazionale arditi d’Italia e una «folta», si legge nelle cronache dell'epoca, delegazione della Associazione combattenti della X mas, rappresentata, oltre che dal vice presidente nazionale, Sergio Pogliani, da ben tre reduci di guerra. La Moratti è avvisata.

Mercoledì, 13 Aprile 2011

http://www.lettera43.it/politica/13109/monarchici-contro-letizia.htm

Giovedì, 14 Aprile, 2011 - 09:18

Trovato accordo con Letizia Moratti, non acora con il PDL

COMUNICATO UFFICIALE

Dopo gli incontri ed i chiarimenti politici avuti con Letizia Moratti, abbiamo decisono di sostenere la sua ricandidatura a Sindaco di Milano, fin dal primo turno, rinunciando a presentare una nostra lista autonoma. Valuteremo, insieme a Stefano Di Martino e Federico Pizzi, quali liste e candidati della coalizione di centro-destra sostenere. Per ora, i vertici del PDL non ci hanno dato alcuna significativa risposta e garanzia politica, quindi, da questi, non ci sentiamo tuteleati e rappresentati.

Milano, 14 aprile 2011

Prof. Fernando Crociani Baglioni, Presidente del Centro Studi PATRIA E LIBERTA'
Avv. Vincenzo Forte, Presidente del Circolo UNIONE PATRIOTTICA
Dott. Roberto Jonghi Lavarini, Presidente del Comitato DESTRA PER MILANO

Mercoledì, 13 Aprile, 2011 - 13:40

MESSAGGIO APERTO AI MIEI QUATTRO (E)LETTORI

Sono passati dodici anni da quel giugno ’99 quando per la prima volta entravo emozionato e un po’ intimorito nel nuovo Consiglio di Zona 6 come il più giovane consigliere di circoscrizione di Milano.
Da allora ho sempre cercato di imparare, ascoltare, capire e infine proporre tentavi di soluzione ai piccoli e grandi problemi che una popolosa zona di Milano pone a chi con umiltà cerca di fare il proprio dovere di amministratore con carenza di mezzi ma con tanto entusiasmo.
Ho imparato da tutti e per questo ringrazio di cuore chi mi ha sostenuto in questi anni, prima fra tutti mia moglie che ha permesso con pazienza infinita e sopportando le mie assenze di dedicarmi anima e corpo a questa avventura.
E’ giunto però il momento – dopo tre mandati – di prendermi un periodo di riflessione, un “quinquennio sabbatico” dagli impegni della “politica attiva”, come si diceva un tempo.

Non mi presenterò quindi alle prossime elezioni comunali e circoscrizionali.

Nuovi impegni professionali e personali e nuovi progetti esigono da oggi tutto il mio tempo e le mie energie.
Passo quindi la mano, augurando buon lavoro a chi proseguirà questa esperienza assicurando comunque a loro e agli amici che continuano a correre il mio sostegno e il mio appoggio, anche se con modalità diverse e nuove.

Grazie a tutti.

MASSIMILIANO BOMBONATI

Martedì, 12 Aprile, 2011 - 13:19

Perchè mi candido

 

Sono Simone Paleari,
presidente della commissione Sport e Giovani del consiglio di zona 3, gruppo PDL. In questi 5 anni di consiliatura mi sono occupato di molte cose; in alcuni casi con successo, in altri è stato impostato un lavoro di medio-lungo termine i cui frutti spero vedremo nel futuro.
Naturalmente c’è ancora tanto da fare, ad oggi permangono molte questioni irrisolte e altre continuano ad aggiungersi.

Ho ancora più entusiasmo di quando ho iniziato ad occuparmi del bene comune, anche se non nascondo che fare politica è ogni giorno più difficile.
Per la maggioranza dei politici, guidati dall’ l’illusione del successo immediato, il modus operandi è quello dell’astuzia e dell’utilitarismo.

Oggi più che mai la politica è chiamata a confrontarsi con la fragilità dell’uomo, ad apprendere dagli errori del passato e del presente, ma sempre coltivando la responsabilità dell’avvenire.

Credo che i giovani non debbano abbandonarsi al nichilismo e alla disperazione e relegarsi al ruolo di semplici spettatori, ma che debbano essere in prima linea come attori della politica.

Mi impegno affinchè possa germogliare un nuovo spirito e un nuovo modo di fare politica rispetto a quello attuale ed è importante che siano proprio i giovani a prendersi questa grande responsabilità sulle spalle, in quanto più di tutti partecipi delle cose future già a partire da quelle presenti.

È giunta l’ora che la politica scenda dalla torre d’avorio su cui si è installata e che torni in contatto con la realtà per mettersi veramente al servizio dei cittadini, ripartendo da quattro principi fondamentali: la dignità umana, la solidarietà, la sussidiarietà e il bene comune.

Come diceva Don Luigi Sturzo :
La politica come servizio, ritorni ad essere un atto di carità del prossimo: lavorare al bene di un paese, o di una provincia, o di una città […] è fare del bene al prossimo riunito in uno Stato,
o provincia, o città [...]. In ogni nostra attività noi incontriamo il prossimo: chi
può vivere isolato? E i nostri rapporti con il prossimo sono di giustizia e di carità.
La politica è carità, ma non nel senso che non costituisca un dovere; il dovere c’è
ed è quello che oggi si chiama dovere civico o dovere sociale»

Ti ringrazio per l’attenzione che mi hai dedicato leggendo questa lettera e rimango a tua disposizione per ogni questione che riterrai opportuno segnalarmi. Poiché credo che il dovere di un politico sia anche di risultare accessibile e disponibile.
Ti ricordo che da questo sito puoi scrivermi e ti esorto a non considerare nessun problema troppo piccolo o non abbastanza importante.

Un caro saluto

SIMONE PALEARI

 

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