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.: Il Blog di Donatella Elvira Camatta
Lunedì, 27 Novembre, 2006 - 21:43

comunicato stampa Commissione Ambiente Partito Umanista

Milano, 27 novembre 2006


Truffa sui fondi destinati alle fonti di energia rinnovabile
 
 
Il Partito Umanista protesta contro la vergognosa votazione del 22 novembre al Senato e di pochi giorni prima alla Camera, con cui si rinnova l’enorme truffa dei cosiddetti incentivi "CIP6".
 
Su ogni bolletta ENEL i cittadini pagano dal 1992 una sovrattassa stabilita dall'Unione Europea destinata ad incentivare le fonti di energia rinnovabile quali il solare, eolico, geotermico e biomasse, per raggiungere gli obiettivi fissati dal protocollo di Kyoto e lottare quindi contro i cambiamenti climatici. Ma lo Stato Italiano, ingannando i cittadini e favorendo le lobbies del settore petrolifero e degli inceneritori, ha illegalmente incluso tra i beneficiari gli inceneritori e le raffinerie. 
 
Nel 2005 su 4,7 miliardi di euro concessi per le fonti rinnovabili, solamente 1,7 miliardi sono realmente stati destinati allo sviluppo delle energie rinnovabili, mentre ben 3 miliardi sono stati spesi per pagare scarti di raffineria come il bitume e l’incenerimento dei rifiuti, che nulla hanno a che vedere con la produzione di energia pulita.
 
E' da anni che le associazioni e reti ambientaliste protestano contro questa anomalia tutta italiana all'interno dell'U.E., per la quale l'Italia è stata posta sotto infrazione dall'Unione Europea. Ma nel voto in parlamento di settimana scorsa, la modifica di legge è stata un'altra volta impedita dal centrodestra e centrosinistra. Siamo particolarmente indignati che i DS, la Margherita, i Radicali, i Verdi e Rifondazione si siano allineati con la destra, cedendo alle pressioni delle lobbies del settore petrolifero e degli inceneritori.
 
Il Partito Umanista denuncia questa truffa e chiede l'immediata modifica della legge italiana, in modo da recepire il regolamento CE 77/2001 relativo ai certificati verdi.
 
 
Commissione Ambiente
Partito Umanista
 

Martedì, 21 Novembre, 2006 - 14:10

Blocco del traffico e nuove autostrade...

 
Con l'avvicinarsi dell'inverno, in Lombardia ricompare puntualmente il problema dell'inquinamento dell'aria e si ricorre al solito palliativo di fermare il traffico domenicale. Inoltre è in corso un acceso dibattito su quindi ridurre la circolazione di automobili applicando un ticket di ingresso a Milano.
 
Queste due soluzioni (blocco e ticket) non servono a migliorare la qualità dell'aria e sono anche profondamente inique, in quanto lasciano i proprietari di automobili nuove liberi di inquinare quanto vogliono, penalizzando invece chi non può permettersi di acquistare l'ultimo modello di macchina ogni anno. Dal blocco domenicale vengono inoltre esentati i veicoli elettrici, eppure si sa che l'elettricità viene generata da centrali che bruciano gasolio e importata dalle centrali nucleare francesi, quindi da fonti tutt'altro che pulite!
 
Denunciamo l'ipocrisia con cui lo Stato e la Regione Lombardia continuano a progettare e costruire nuove autostrade e tangenziali: la BreBeMi, la Tangenziale est esterna e la Pedemontana, contribuendo così significativamente ad aumentare la circolazione di automobili nell'area metropolitana intorno a Milano.
 
Chiediamo con insistenza al Governo, alla Regione Lombardia, alla Provincia e al Sindaco di Milano:
 
- che i progetti della BreBeMi, della Tangenziale est esterna e della Pedemontana, ma anche la terza pista di Malpensa, vengano cancellati per sempre.
- che i fondi destinati a questi progetti vengano immediatamente investiti nel miglioramento della rete di trasporto pubblico, in particolare metropolitane, tramvie e rete ferroviaria regionale e nello spostamento del traffico merci da camion su ferrovia (e non in progetti faraonici e inutili come la TAV)
- che ogni strada venga dotata di pista ciclabile protetta dal traffico motorizzato
- che si blocchi la costruzione di nuovi centri commerciali e "outlet" fuori dai centri urbani, poiché generano ulteriore circolazione di macchine e distruggono il tessuto urbano.
 
 
Segreteria Ambiente
Partito Umanista
Milano
 

Lunedì, 20 Novembre, 2006 - 14:50

Si è aperta la stagione della caccia al Tfr

Chi avrà la meglio: fondi chiusi, fondi aperti o Fip?
Si è aperta la stagione della caccia, anche se, questa volta, sotto tiro non è qualche specie in via di estinzione ma il Tfr dei lavoratori (in via di estinzione anche questo). Dopo l'ultima mossa del Governo, che ha anticipato di un anno la data di partenza della riforma sulla previdenza integrativa, banche e assicurazioni hanno iniziato a scaldare i muscoli, per arricchire l'offerta di strumenti previdenziali, in vista dello start d'inizio.
 

Perché tra qualche settimana i lavoratori italiani dovranno decidere cosa fare del loro Tfr: se lasciarlo in azienda oppure conferirlo alle forme di previdenza complementare. Un business da 13 miliardi l'anno (mica noccioline) che fa gola a molti, soprattutto agli operatori finanziari, che si preparano alla grande raccolta; ed alle compagnie di assicurazione e agli istituti bancari ormai non resta che rivedere il loro piano industriale e rimboccarsi le maniche. Entro dicembre tutti i Fondi pensione saranno tenuti ad aggiornare i propri statuti e regolamenti e dal 1° gennaio 2007 scatterà il meccanismo del silenzio-assenso. Due mesi non sono molti e non sono ammessi passi falsi. In primo piano tra le forme di previdenza complementare naturalmente i fondi pensione seguiti dalle polizze assicurative previdenziali (Fip).

Chi avrà la meglio: fondi chiusi, fondi aperti o Fip? Ricordiamo che, si considerano fondi aperti tutti quei fondi di previdenza complementare istituiti da soggetti privati che raccolgono quei soggetti per i quali non esiste un fondo chiuso, dove per chiuso si intende quel fondo che nasce dalla contrattazione collettiva riservato a categorie definite di lavoratori. E' prevedibile che la fetta più grossa della torta verrà trasferita nei fondi chiusi. Secondo i dati del Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), nel 2005, gli iscritti ai 43 fondi di categoria di nuova istituzione erano oltre 1,15 milioni (+8,7% rispetto al 2004), mentre gli iscritti agli 89 fondi aperti erano di poco superiori a 400 mila (+6,5%). Ma se per ora i negoziali surclassano gli aperti come numero di iscritti, a livello di performance questi ultimi sono in vantaggio. Dal 2003 al 2005 gli aperti hanno guadagnato in media il 22,9% contro il 17,8% dei negoziali e, nel 2005 le due performance sono state rispettivamentedell '11,5% e del 7,4%.

Se si guarda ai singoli prodotti, secondo i dati del Mefop, società creata dal ministero dell'Economia per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione, negli ultimi cinque anni, il migliore negoziale è stato Arco, fondo dei dipendenti del settore del legno e dell'arredamento (+29,66%) seguito a ruota dai ceramisti, che, con il fondo Foncer hanno messo a segno un +26,63%. Bene anche per Previcooper, il fondo delle cooperative di distribuzione (+25,04%). Tra gli aperti invece il podio spetta a Almeglio Azionario, fondo aperto di Gruppo Alleanza, che grazie alla scelta di una manciata di titoli particolarmente azzeccati (Autogrill, Unipol, l'Espresso, Belgacom e Deutsche Boerse) si é portato a casa in cinque anni un +60,88% doppiando i negoziali. Si é difeso bene anche Almeglio Bilanciato. +35,98% in cinque anni grazie anche alle obbligazioni dell'area euro con rating non inferiore alla singola A). Tra i migliori fondi aperti Kaleido di Mps, con le linee bilanciate-azionari e Triangolo Rettangolo e Triangolo Scaleno (rispettivamente +43,07%e +33,73%). Per chi invece decide di tenere il piede in due staffe ci sono Ras e Mediolanum che fanno il doppio gioco operando sia sui negoziali che sugli aperti.

Chi gestisce questi prodotti? La maggior parte dei Fondi chiusi (45 per essere precisi) ha delegato la propria gestione alle Sgr mentre gli aperti (operativi se ne contano circa 80) preferiscono il settore bancario e assicurativo. Finora il mercato non é stato particolarmente attivo ma per il prossimo anno ci si aspetta la moltiplicazione dei pani e dei pesci ed il numero degli iscritti dovrebbe raddoppiare. Secondo i dati di Assogestioni le prime cinque società nei fondi pensione aperti sono Intesa Previdenza con 106.644 iscritti, Arca Sgr (67.994), Sanpaolo Imi (28.092), Monte dei Paschi di Siena (56.095) e Ras (14.810). Se in alcuni casi la corsa delle banche sembra persa in partenza, soprattutto nel caso di fondi chiusi di categoria che hanno fatto troppa strada per essere raggiunti arrivando a 120.000 iscritti, una cosa é certa: per non uscire sconfitti dalla gara, gli istituti dovranno fare un salto di quantità, passando dalle adesioni di tipo individuale (oggi l'87% nei fondi aperti del totale) a quelle collettive (il restante 13%). Insomma la partita resta tutta da giocare vincerà la sicurezza o il rendimento.

Domenica, 19 Novembre, 2006 - 20:26

Organizziamoci Regalo Abbracci

17 Novembre 2006
Allora, nei prossimi giorni mi dedicherò allo sviluppo di una parte del sito che possa aiutare ad organizzare gli eventi, sia i singoli eventi proposti nelle città che la Giornata italiana dell’abbraccio del 23 Dicembre 2006 e la Giornata internazionale dell’abbraccio del 31 Dicembre 2006.
Una base di partenza è il database degli HUGGERS che verrà arricchito di ulteriori funzionalità.
Nel frattempo il database dei contati può essere utilizzato nei limiti della funzionalità attuale, per esempio ad Imperia si prevede un evento Domenica 19 alle 11 ed è stato pubblicato nel database.
Allo stesso tempo è stato allestito un Forum di discussione su www.regaloabbracci.it che può essere un ottimo contributo per scambiare esperienze, commenti ed organizzarsi.
Vi abbraccio tutti calorosamente,
per le comunicazioni prioritarie indirizzate a me potete scrivere a info@abbracci-gratis.it o chiamarmi al 3479452322.
Federico Palumbo

Domenica, 19 Novembre, 2006 - 20:25

CTPC consiglio provinciale e comitato per la città Metrpolitana

CONSIGLIO PROVINCIALE E COMITATO PER LA CITTA’ METROPOLITANA
Il 14 novembre si è svolta l’audizione del comitato per la città metropolitana con la prima commissione del Consiglio provinciale di Milano.
I promotori del comitato che dalla sua costituzione nel Luglio del 2005 ha prodotto iniziative e documenti, tra cui la proposta di una bozza di Statuto al riguardo, hanno infatti richiesto al Consiglio provinciale, titolare di precipue funzioni di indirizzo politico, una verifica sullo stato dell’attuazione del Titolo V° della Costituzione, dopo 2 (dicasi due) Referendum popolari confermativi.
Va per altro notato che il termine “città metropolitana”, tabù sino all’ultima campagna elettorale amministrativa di Milano compresa, di recente è invece echeggiato nelle dichiarazioni di autorevolissimi esponenti delle istituzioni, dallo stesso presidente Penati ai ministri Bersani e Lanzillotta. Anche Letizia Moratti si è definita, in alcune trasmissioni televisive, “sindaco della Milano metropolitana”!
Bisogna allora capire se alla “politica dell’annuncio” farà seguito una concreta volontà, oppure  se fra il dire ed il fare si interporrà il solito mare di chiacchiere. Eppure questa sarebbe un’ottima occasione, per la Provincia, di uscire da un permanente stato di minorità, dalla condizione di vaso di coccio (con accanto il vasetto della futura provincia di Monza) schiacciato tra i vasi di ferro Comune di Milano e Regione.
Com’è possibile affrontare infatti i gravi problemi che incombono (vedi crisi della mobilità-intasamento-inquinamento) o le importanti incombenze che attendono (vedi Expo 2015) senza un assetto istituzionale adeguato, paragonabile all’organizzazione delle principali metropoli europee con le quali si è chiamati inevitabilmente a competere?
Veramente qualcuno può ancora pensare di affrontare le sfide della globalizzazione con i “tavoli” ed i convenevoli fra istituzioni anacronistiche, frantumate e pletoriche? In realtà o si riesce a “fare sistema”, e pertanto a governare il sistema, oppure il rischio di declino è più che probabile.
La discussione citata, nella quale sono intervenuti, oltre ai promotori (Ballabio, Targetti, Natale e Boatti) ben 10 consiglieri provinciali (Pozzati, Dapei, De Nicola, Guerra, Buschi, Greco, Meroni, Tranquillino, Modugno, e Mele in rappresentanza dell’Assessore Gasparini) si è conclusa con l’impegno di Ortolina, Presidente del Consiglio Provinciale, a riprendere a breve la discussione e di considerare il Comitato un interlocutore utile e positivo.
I promotori presenti si sono naturalmente dichiarati disponibili, augurando che non trascorra a vuoto un altro anno e mezzo, come avvenuto da analoga audizione tenutasi il 1° febbraio 2005 con le Associazioni ArcoResiste, Al Sole e Dialoghi Necessari. (Valentino Ballabio)

Le proposte di Fiab CICLOBBY sulla mobilità sostenibile Alcune riflessioni sul dibattito in corso Sintesi (in allegato il testo integrale del documento)

La proposta di una pollution charge, all'interno di un'area della città di Milano, e solo entro alcune fasce orarie, presta il fianco ad obiezioni abbastanza rilevanti: cioè di costituire una risposta parziale e di
limitata efficacia al problema "pollution".

Proprio in relazione ai limiti sopra ricordati sembrerebbe poter avere un maggiore impatto un sistema di road pricing (la cd. congestion charge), accompagnato da una tariffazione della sosta estesa all'intera città (cd. park pricing).

Volenti o no, solo le amministrazioni pubbliche (Regione e Comune, innanzitutto, ma anche la Provincia e fatta salva la residua competenza statale) sembrano dotate dei necessari poteri di intervento.

Occorre allora partire da un ragionamento che integri e non escluda proposte anche diverse, purché razionalmente e coerentemente tese al raggiungimento di un obiettivo comune, chiaro e condiviso, in tempi non biblici; tali proposte possono essere:

1) ripensare complessivamente le scelte di mobilità, agevolando innanzitutto quelle a minore impatto;
2) modifica di abitudini individuali che non può passare attraverso soluzioni necessariamente diluite nell'arco di molti anni (tale sarebbe ad es. subordinare l'attuazione di interventi più incisivi solo a seguito
della costruzione di nuove linee metropolitane);
3) rafforzamento dei trasporti pubblici. Alcuni interventi, oltre ad essere sostenibili sul piano dei costi, possono essere attuati nell'immediato o nel breve periodo; eccone alcuni su cui sarebbe opportuno
avere risposte pubbliche e ufficiali:
a. Semafori asserviti ai mezzi pubblici;
b. Corsie preferenziali;
c. Integrazione tariffaria;
d. Mezzi di superficie di nuova generazione: da favorire attraverso opportuni provvedimenti che ne agevolino la circolazione protetta, fermo restando che servono anche mezzi snelli, numerosi e frequenti, ben
distribuiti nell'arco della giornata, in grado di soddisfare al meglio la domanda di mobilità; e. Combustibili ecologici e filtri antiparticolato sui mezzi pubblici;
f. Prolungamento orari apertura della metropolitana ed ampliamento
dell'offerta del servizio Radiobus;
4) interventi sulla logistica delle merci;
5) nuovi parcheggi "a rotazione" unicamente di interscambio, meglio se di cintura, con i mezzi di trasporto pubblico;
6) approvazione e realizzazione del Piano della Mobilità Ciclistica.

I punti che sembrano irrinunciabili in un sistema di tariffazione sono i seguenti:
I. finalizzazione: i proventi del sistema di tariffazione (siano essi derivanti da pollution charge, congestion charge, park pricing) devono essere finalizzati esclusivamente alla mobilità;
II. residenti vs. pendolari? Anche i residenti a Milano devono essere soggetti alle misure destinate a creare un deterrente all' abuso dell'auto privata. Inoltre si deve tendere al confronto e alla condivisione più
ampia con i Comuni esterni alla città e con Regione Lombardia e Provincia di Milano.

Con affetto
Anna Celadin
Presidente Dialoghi Necessari
Martedì, 14 Novembre, 2006 - 10:43

manifestazione 18 novembre a Milano e Roma

Sabato 18 novembre sono state indette due manifestazioni, una a Milano e una a Roma, sullo stesso tema: la Palestina. Entrambe si dicono nazionali ed entrambe contengono altri punti condivisibili, come l’opposizione alla missione in Afghanistan.
Ciò che non è condivisibile è la logica di contrapposizione che sta dietro alle due iniziative: viene il sospetto che per entrambi i comitati promotori sia più importante contarsi, ognuno nella speranza di poter vantare più partecipanti dell’altro, piuttosto che trovare un terreno comune (anche minimo) per organizzare un’unica, forte manifestazione e dare un vero sostegno al popolo palestinese. Chiunque, organizzazione o singolo individuo, sia sinceramente interessato a manifestare su questo tema si trova così coinvolto in un gioco che non lo riguarda e costretto a schierarsi da una parte o dall’altra. A seconda dei punti di vista, i buoni stanno a Milano e i cattivi a Roma, o viceversa.
Come umanisti, rifiutiamo questa logica ricattatoria e pur convinti dell’importanza di un forte segnale di solidarietà e denuncia sul tema palestinese, non parteciperemo a nessuna delle due manifestazioni.
Per il 18 novembre avevamo fissato da tempo (prima che venissero indette le due manifestazioni per la Palestina), la costruzione di un simbolo della pace e del disarmo con le fiaccole a Torino e a Roma (informazioni su www.simbolodellapac e.net); a questo punto inseriremo le richieste riguardanti la Palestina nel contesto più ampio di queste due iniziative, che stanno raccogliendo un ampio consenso soprattutto tra i giovani.
Anna Polo
Partito Umanista

Martedì, 14 Novembre, 2006 - 10:39

2 dicembre 2006 a Milano Accendi la Tua Speranza

ACCENDI LA TUA SPERANZA!
APPELLO PER UN SIMBOLO DELLE PACE CON LE FIACCOLE A ROMA, TORINO E MILANO
Ci troviamo davanti ad una scelta: pace crescente o distruzione crescente. L’alternativa è tra la costruzione della pace come diritto fondamentale di popoli e individui e una folle spirale di distruzione e violenza.
Pochi dati bastano a illustrare la drammaticità della situazione:
· Oggi sono in corso nel mondo più di 30 conflitti. Ogni anno muoiono a causa delle armi 500.000 persone, 1.300 al giorno, una al minuto.
· Secondo i dati ufficiali, la Russia ha ammesso di possedere 20.000 bombe nucleari, gli Stati Uniti 10.500, la Gran Bretagna 185, la Francia 450 e la Cina 400. Secondo alcuni osservatori Israele ne possiede almeno 200.    Per aderire all'APPELLO
LEGGI TUTTO...  
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http://www.simbolodellapace.net/

Lunedì, 13 Novembre, 2006 - 13:15

Manifestazione Nazionale a Milano 18 novembre 2006

18 NOVEMBRE 2006
MANIFESTAZIONE NAZIONALE A MILANO
PER LA PACE E LA GIUSTIZIA IN MEDIO ORIENTE
NE’ MURI NE’ SILENZI
FERMARE I CRIMINI ISRAELIANI!
PROTEZIONE INTERNAZIONALE PER IL POPOLO PALESTINESE!
Ogni giorno a Gaza, sotto assedio economico e militare, vengono uccise decine di palestinesi. La ulteriore deriva a destra del Governo israeliano rende più vicina la minaccia di una sua nuova invasione. L’urgenza di una soluzione alla questione israelo-palestinese è sotto gli occhi di tutti! Tuttavia nessun atto politico concreto viene fatto, né a livello nazionale né internazionale. La Palestina è di nuovo scomparsa dalla agenda politica nazionale e internazionale.
Mentre una fragile tregua fa tacere le armi in Libano e in Israele, la paura della guerra per le popolazioni dell’area, la solitudine palestinese sotto i bombardamenti, sono realtà evidenti.
L’ Unione Europea, il Governo italiano debbono sentire forte la voce di tutti coloro che reclamano pace e giustizia in quella zona decisiva del mondo, tutti coloro che chiedono di salvare la Palestina, perché si salvi anche Israele, e per scongiurare una nuova e ancor più terribile guerra in Medio oriente.
La missione militare in Libano, - pur con i limiti e le ambiguità della risoluzione ONU 1701 – è nata sul consenso delle parti in conflitto, con l’obiettivo ufficiale di interposizione e protezione dei civili, ed è anche per questo molto diversa da quelle in Iraq e Afghanistan, ma è esposta al rischio di cambiare natura se in Medio oriente non si apre un nuovo processo per la giustizia e la pace; le truppe italiane si stanno ritirando dall’Iraq, altrettanto deve  avvenire per quelle in Afganistan, dove la guerra avanza con le sue quotidiane stragi di civili.
Una grande mobilitazione nazionale è necessaria,  che spinga ad atti politici concreti e senza ambiguità; è necessaria per costruire intorno alle sorti di Palestina e Israele la stessa partecipazione popolare che si è costruita contro la guerra in Iraq; serve per rendere visibile la solidarietà delle donne e degli uomini nel nostro paese, dei movimenti contro la guerra e per la pace attorno alla sempre più stremata resistenza civile della popolazione palestinese e della società pacifista israeliana. Una grande manifestazione serve per riprendere con forza l’iniziativa indebolita dai troppi silenzi e dalle troppe assenze degli anni recenti, oltre che dalla sciagurata politica del precedente Governo. 
Una grande manifestazione del popolo della pace, serve per comunicare alla riva sud del Mediterraneo, alle popolazioni dell’Iraq e dell’Afghanistan, che  siamo solidali con coloro che sono brutalmente colpiti dal sistema della guerra globale permanente. Serve per dire con forza che rifiutiamo di chiuderci in una fortezza, che rifiutiamo crociate e scontri di civiltà, che ci opponiamo a tutti coloro che anche nel nostro paese li vogliono costruire.
 
Partecipiamo alla Manifestazione nazionale del 18 novembre a Milano per chiedere al Governo e alle istituzioni internazionali:
* l'impegno per un immediato cessate-il-fuoco in Palestina-Israele
* il riconoscimento del Governo palestinese e l’immediato ripristino della erogazione dei fondi alla ANP
* la liberazione immediata dei rappresentanti politici del Governo e del Parlamento palestinese e lo     scambio di prigionieri politici
* la fine del blocco totale imposto alla Striscia di Gaza
* l’abbattimento del cosiddetto muro di separazione, come indicato dal parere della Corte di giustizia internazionale dell’Aja
* una conferenza internazionale di pace per il Medio Oriente con la partecipazione di tutte le parti coinvolte, senza esclusione alcuna, che abbia alla base il rispetto delle Risoluzioni ONU, il ritiro di Israele da tutti i territori arabi occupati (Palestina, Siria, Libano), la nascita di uno Stato palestinese indipendente accanto a quello di Israele: 2 Stati per 2 popoli, con Gerusalemme capitale condivisa, unica garanzia di sicurezza per tutta l’area.
* la realizzazione della proposta “Medio oriente zona denuclearizzata” (presente anche nella Conferenza di Madrid del 1991)
* la denuncia e la sospensione immediata dell’accordo di cooperazione militare Italia-Israele

Lunedì, 13 Novembre, 2006 - 13:12

campagna " la mia spesa per la Pace"

campagna " la mia spesa per la Pace"
 
CHI COMPRA VOTA
Votate ogni volta che fate la spesa,
ogni volta che schiacciate il telecomando,
ogni volta che andate in banca
sono voti che date al sistema.
(Alex Zanotelli, missionario)
Carissimo/a aderente,
 
sabato 25 novembre 2006 è il:
BUY NOTHING DAY
 
GIORNATA MONDIALE DEL NON ACQUISTO
La campagna "La mia spesa per la Pace", coerentemente con il suo intento di contribuire a costruire la Pace con scelte di consumo critico nella spesa quotidiana, invita a non fare acquisti per 24 ore sabato 25 novembre 2006.
Per un giorno non comprate nulla.
Fate un gesto simbolico, importante, che mostri come si può sfuggire all'imperativo del consumismo riappropriandosi di una fetta di tempo per fare cose diverse dallo shopping di massa
Che cos'è la giornata del non acquisto (Buy Nothing day)
Una giornata dedi cata a tutto tranne che alle compere, per rendere concreto il dissenso verso il consumismo e smascherare le bugie di chi usa ogni mezzo per convincerci che l’unica via per uscire dalla crisi è tenere alti i consumi. 
Ci dicono “grazie” perché aumentando i consumi aiutiamo la nostra economia a risollevarsi. Ma i nostri consumi rappresentano il carburante per un sistema economico insostenibile, che aumenta le diseguaglianze, esaurisce le risorse, inquina la Terra.
Ci fanno credere che è meglio usare il tempo per fare acquisti, anziché dedicarsi alle relazioni, ai figli, a un buon libro. Siamo proprio sicuri che sia così?
Nel 1992 è stato lanciato il "Buy Nothing Day", una giornata di disintossicazione per fermarsi a riflettere: un’occasione preziosa per mettere in discussione il nostro ruolo nel funzionamento del sistema e per scoprire come sia possibile divertirsi e stare bene anche senza comprare nulla.
Il "Buy nothing day" commemora le vittime delle politiche orientate alla massimizzazione dei consumi: dalle popolazioni del Sud del mondo deboli di fronte alla globalizzazione dei mercati, all'ambiente deturpato da rifiuti e inquinamento, alla colonizzazione dell'immaginario a opera di pubblicitari che propongono modelli di vita irrealizzabili per la maggior parte della popolazione del mondo. La giornata del non acquisto è un invito a "demarkettizzare" la nostra vita.
La giornata del non acquisto è un invito alla sobrietà e a ripensare alla solidarietà e alla gratuità quali componenti attive di un'economia sostenibile.
La giornata del non acquisto non è uno sciopero, e non è contro i commercianti.
La giornata del non acquisto vuole essere solo un piccolo passo verso un’economia più leggera, un’economia di giustizia, nella consapevolezza che il possesso di una grande quantità di beni non dà la felicità, ANZI.
Facciamo sentire il nostro peso: chi compra vota!
Per altre informazioni vedi:
 
http://adbusters.org/metas/eco/bnd/ (sito di riferimento mondiale)
 
http://www.bilancidigiustizia.it (sito della campagna "Bilanci di giustizia" nel quale si trovano iniziative e materiali sulla Giornata del non acquisto, tra i quali numerosi biglietti per la diffusione della campagna: "e se per un giorno non comprassi nulla?", "No grazie, oggi consumo relazioni", "Non compro... e sono felice", ecc. vedi qui)
 
http://www.terre.it/eventi/indici/77.html (sito di Terre di mezzo)
Diventa il cambiamento che vuoi vedere avvenire nel mondo
(Mohandas Karamchand Gandhi)
 
Vedi gli altri comunicati della Campagna ...
Campagna "La mia spesa per la Pace"
info@lamiaspesaperlapace.it
www.lamiaspesaperlapace.it
Tel. e fax 029024617

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