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.: Il Blog di Donatella Elvira Camatta
Mercoledì, 31 Gennaio, 2007 - 21:35

17 febbraio manifestazione a Vicenza....

come saprete il 17 febbraio ci sarà la manifestazione nazionale a
Vicenza contro l'ampliamento della base militare. DisarmiaAMO la PACE,
con altre realtà varesine, sta raccogliendo i nominativi per
partecipare alla manifestazione con un pullmann dalla nostra
provincia. Si partirebbe il sabato mattina per tornare la sera. Il
costo sarà di circa 15 euro. Chi volesse venire si prenoti a
disarmiamolapace@email.it, lasciando anche il proprio numero di
telefono.


APPELLO ALLA MOBILITAZIONE
17 FEBBRAIO: MANIFESTAZIONE NAZIONALE A VICENZA

IL FUTURO è NELLE NOSTRE MANI:
DIFENDIAMO LA TERRA PER UN DOMANI SENZA BASI DI GUERRA

Presidio Permanente, Vicenza
23 gennaio 2007

Dopo che per mesi Governo e Comune si sono rimpallati la
responsabilità della decisione,  l'Esecutivo nazionale ha ceduto
all'ultimatum statunitense: «il Governo non si oppone alla nuova base
Usa», ha sentenziato Romano Prodi. Dopo appena due ore, migliaia di
vicentini sfilavano per le strade del centro cittadino.
Chi pensava di aver chiuso la partita ha dovuto ricredersi, perché
Vicenza si è mobilitata, ha Invaso le strade,  ha costruito il
presidio permanente.

Otto mesi di mobilitazioni, culminate con la grandiosa manifestazione
dello scorso 2 dicembre - quando 30 mila persone sfilarono dalla
Ederle al Dal Molin, hanno dimostrato la forte contrarietà della
popolazione alla nuova installazione militare. Ma il Governo, dopo
aver più volte ribadito la centralità dell'opinione della comunità
locale, ha ceduto agli interessi economici e militari.

In tutto questo pesa come un macigno anche la posizione
dell'Amministrazione Comunale che, forte dell'assenso dato dal Governo
Berlusconi all'operazione, prima ha nascosto ai cittadini il progetto
per tre anni e poi, snobbando la contrarietà della popolazione, lo ha
approvato durante un Consiglio Comunale blindato e contestato; infine
ha negato ai cittadini la possibilità di esprimersi attraverso il
referendum.

Nonostante tutto questo a Vicenza è successo qualcosa di nuovo:
Vicenza non si è arresa alle imposizioni. In questo percorso abbiamo
trovato donne e uomini, studenti e anziani, lavoratori e
professionisti; li abbiamo incrociati nelle mobilitazioni, abbiamo
discusso con loro alle assemblee pubbliche ed ai convegni. Insieme
abbiamo costruito il Presidio Permanente, un luogo attraversato da
migliaia di persone in pochi giorni.
Vicenza non si è arresa alle imposizioni.
Vicenza non vuole una nuova base militare al Dal Molin.
Vicenza si è mobilitata.
Migliaia di persone hanno occupato i binari della stazione appena due
ore dopo la conferenza stampa di Romano Prodi; e nei giorni successivi
una serie di iniziative, dalla manifestazione degli studenti ai
presidi in Municipio e in Prefettura, hanno confermato la
determinazione dei cittadini.
La nostra città ha riscoperto la dimensione comunitaria e popolare, ha
riattivato le reti di solidarietà che in altri contesti - per esempio
a Scanzano Ionico o in Val di Susa - hanno permesso di fermare dei
progetti devastanti.

Da ogni parte d'Italia ci è arrivata un immensa solidarietà, un
caloroso sostegno. Manifestazioni e presidi si sono svoltI in questi
giorni in ogni angolo del Paese. Contro una scelta contrastata dalla
comunità locale ovunque si manifesta e si discute.

Il nostro cammino è appena all'inizio. Nulla si è concluso con
l'espressione del parere governativo. Cittadini, associazioni e
organizzazioni sindacali hanno deciso di opporsi; molti parlamentari
si sono auto-sospesi. Vicenza vuole fermare questo scempio, se
necessario anche seguendo l'invito di molti a mettere pacificamente in
gioco i propri  corpi.

Vogliamo dare una voce unitaria, pacifica e determinata a questo
sdegno. Vicenza chiama tutti a mobilitarsi contro la militarizzazione
di una città, contro la costruzione di una base che sorgerà a meno di
due chilometri dalla basilica palladiana, consumerà tanta acqua quanta
quella di cui hanno bisogno 30 mila cittadini, costerà ai contribuenti
milioni di euro (il 41% delle spese di mantenimento delle basi
militari Usa nel nostro territorio è coperto dallo Stato Italiano),
sarà l'avamposto per le future guerre.

Vicenza vuole costruire una grande manifestazione nazionale per il 17
febbraio; vogliamo colorare le nostre strade con le bandiere
arcobaleno e quelle contro il Dal Molin, ma anche con quelle per la
difesa dei beni comuni e della terra, del lavoro e della dignità e
qualità della vita. Un corteo plurale e popolare, capace di aggregare
le tante sensibilità che in questi mesi hanno deciso di contrastare il
Dal Molin, perché siamo convinti che le diversità siano un tesoro da
valorizzare così come l'unità sia uno strumento da ricercare per
vincere questa sfida.

Ai politici e agli uomini di partito che condividono la responsabilità
di Governo locale e nazionale rivolgiamo l'invito a partecipare senza
le proprie bandiere; vi chiediamo un segno di rispetto verso le tante
donne e i tanti uomini che in questi giorni si sono sentiti traditi
dai partiti e dalle istituzioni; vi chiediamo, anche, di valorizzare
la scelta di quanti, in questi giorni, hanno scelto di dimettersi o
auto-sospendersi in segno di protesta. Una protesta che, auspichiamo,
dovrà avere ulteriori riscontri se il Governo non recederà dalle sue
decisioni.

Noi siamo contro il Dal Molin per ragioni urbanistiche, ambientali,
sociali; ma, anche, perché ripudiamo la guerra. Proprio per questo non
accettiamo alcun vergognoso baratto con il rifinanziamento della
missione in Afghanistan.

La nostra lotta non si è esaurita. A Vicenza, il 17 febbraio, contro
ogni nuova base militare, per la desecretazione degli accordi
bilaterali che regolano la presenza delle basi, per la difesa della
terra e dei beni comuni, per un reale protagonismo delle comunità
locali e dei cittadini.

Il futuro è nelle nostre mani: difendiamo la terra per un domani senza
basi di guerra.
Il 17 febbraio tutti a Vicenza!

Presidio Permanente contro il Dal Molin
Per info e adesioni nodalmolin@libero.it
Web www.altravicenza.it

Mercoledì, 31 Gennaio, 2007 - 21:30

Base missilistica USA.........

.

__,_._,___
Circa 3000 persone hanno manifestato a Praga lunedi 29 gennaio 2007
alla statua di piazza San Vinceslao, luogo simbolo e teatro dei momenti chiave
nella storia della Repubblica Ceca.

La manifestazione e stata organizzata dalla iniziativa WWW.NEZAKLADNAM. CZ

che lotta contro l´istallazione delle basi radar americane in territorio ceco.
Da tre anni i governi ceco e statunitense conducono trattative diplomatiche e militari,
in base alla strategia USA di rinforzare la presenza militare americana in Europa.
Gli USA vogliono installare la prima loro base missilistica nei paesi dell´Est europeo.
La base consta di due installazioni separate: la base missili in Polonia e la base radar in RC.

Per quattro anni si sono svolte trattative esclusivamente tra specialisti e all´insaputa della popolazione,

in quanto i governi ceco e statunitense hanno mantenuto segrete tutte le informazioni riguardanti questo piano.
Nell agosto 2006 alcuni membri del Partito Umanista Ceco e delle associazioni socialiste Solidarita e SOK
preoccupati per la sicurezza ed il futuro del loro Paese hanno deciso di intraprendere una campagna di informazione.
Senza l´intervento della iniziativa nezakladnam oggi la creazione delle basi americane potrebbe gia essere in stadio avanzato.
Al contrario poiché le informazioni hanno iniziato a circolare si é creata discussione tra la gente,
ed il progetto ormai non passa inosservato.

Nella iniziativa NEZAKLADNAM contro le basi americane
convergono oggi 46 membri della societá civile, associazioni per i diritti umani, cristiani, ecologisti, musulmani,

per la democrazia diretta, i diritti dei bambini, associazioni multiculturali, ecc.

Toni  Antonucci  Partito Umanista

Sabato, 27 Gennaio, 2007 - 22:12

Iraq.......34mila civili morti in un anno

 

Iraq, più di 34mila civili morti in un anno 
L’ultimo rapporto della missione Onu in Iraq sulla situazione dei diritti umani traccia il bilancio sanguinoso del 2006. Nel corso dell’ultimo anno, sono stati uccisi 34.452 civili, con una media di 94 al giorno. Un andamento costante, confermato nei mesi di novembre e dicembre, quando le vittime sono arrivate a 6.376. I più colpiti sono gli abitanti di Baghdad (4.731 morti solo nell’ultimo bimestre, la maggior parte per ferite da arma da fuoco), ma la violenza non risparmia nessuna parte del Paese.

Sabato, 27 Gennaio, 2007 - 22:08

Giorno della memoria

27 gennaio -

SE QUESTO E' UN UOMO

Voi che vivete sicuri

Nelle vostre tiepide case,

Voi che trovate tornando a sera

Il cibo caldo e visi amici:

    Considerate se questo è un uomo

    Che lavora nel fango

    Che non conosce pace

    Che lotta per mezzo pane

    Che muore per un si o per un no.

    Considerate se questa è una donna,

    Senza capelli e senza nome

    Senza piii forza di ricordare

    Vuoti gli occhi e freddo il grembo

    Come una rana d'inverno.

Meditate che questo è stato:

Vi comando queste parole.

Scolpitele nel vostro cuore

Stando in casa andando per via,

Coricandovi alzandovi;

Ripetetele ai vostri figli.

    O vi si sfaccia la casa,

    La malattia vi impedisca,

    I vostri nati torcano il viso da voi.

Primo Levi

Per rispondere all'orrore, uomini e donne si unirono nella Resistenza
al
nazifascismo. Molti rimasero senza volto, ignoti, e sacrificarono la
propria vita come Kim.

"Io non sono che una cosa piccola. Il mio nome sarà presto dimenticato,
ma
l'amore, l'ispirazione che mi guidarono continueranno a vivere. Li
incontrerai ovunque: sugli alberi in primavera, negli uomini sul tuo
cammino, in un breve dolce sorriso. Incontrerai ciò che ebbe un valore
per
me, l'amerai e non mi dimenticherai".

Kim, partigiano danese ventenne

Mercoledì, 24 Gennaio, 2007 - 22:42

LIBRO BIANCO ....CTPC.....disagi ATM.....

1 messaggio
Sono ancora qui a segnalare disfunzioni sulla linea 2 della metropolitana.
Ieri, 23 gennaio 2007, per un guasto agli impianti di Cascina Gobba (negli ultimi mesi succede frequentemente) la circolazione dei treni ha subito pesanti ritardi.
Come se non bastasse, la pioggia di ieri ha creato allagamenti nelle stazioni di Garibaldi e Lambrate.
Un paio di mesi fa ti avevo inviato delle fotografie della stazione di Gorgonzola. Ebbene, in quei punti scendeva copiosa l'acqua.
Un saluto e buon lavoro.
Mauro G.
2 messaggio
Segnalo che anche il 23 gennaio il solito autobus interurbano n 322 (cesano boscone - bisceglie) non ha rispettato la corsa delle 18.05 (l'autobus è passato in anticipo alla feramta)

... anno nuovo ... soliti disagi!!!!!!!

vi prego vivamente di verificare xchè se l'autobus non rispettta l'orario saltano tutte le successive coincidenze con metrò/treno ..... la gente si sposta con atm per andare a lavorare non certo a giocare
3 messaggio

23/01/2007 martedì mattino treno metrò linea  2  n 17 partito da Gorgonzola alle 7.30  è arrivato in Cadorna alle 8,31 cioè con 20 minuti di ritardo,  problemi agli impianti della stazione Gobba. Raccontando la cosa sul lavoro ho scoperto che anche la linea gialla in contemporanea ha avuto gli stessi ritardi.
23/01/2007 martedì sera treno linea 2  n 24  partito da Cadorna alle 18,30 in direzione Gessate alla fermata di Crescenzago durante la frenata gli autoparlanti della radio interna sul soffitto hanno incominciato a fare un rumore stridulo forte e molto fastidioso che ho dovuto sopportare a ogni frenata per tutte le fermate rimaste.
Quando sono sceso ho segnalato il problema all'agente di stazione e penso che comunicano all'autista del treno di spegnere la radio interna, però io ormai il danno l'ho subito e non è certo la prima volta.
 4 messaggio                       
Vorrei segnalarvi i continui disagi subiti in questa settimana, da lunedì 15 gennaio il solito treno in arrivo a gessate alle 16.37 ha accumulato costantemente un ritardo di almeno 7 minuti ogni giorno causando la costante mancanza di coincidenza con il bus per trezzo delle 16.42 causando una pausa di attesa di altri 25 minuti. Nonostante la continua richiesta di posticipare la partenza del bus di almeno 3 minuti ad ATM non ha avuto nessuna risposta
5
VI VOLEVO RINGRAZIARE IN QUANTO OGGI 23 gennaio  '07 OLTRE AL GUASTO SULLA LINEA
BISCEGLIE/SESTO MARELLI IL TRENO DELLE 7:20/7:25 è ARRIVATO A SESTO ALLE
08:00 PASSATE ED AI TORNELLI (MA PROPRIO DAVANTI A BLOCCARE L'USCITA) TRE
CONTROLLORI KE HANNO CREATO COSì UN INGORGO DI GENTE.
GRAZIE A VOI TUTTI DALLO STIPENDIO MI VERRANNO TOLTI 8 MINUTI.... CHI PAGA?
SEMPRE NOI UTENTI KE OLTRE A PAGARE X UN SERVIZIO MOLTO SCADENTE LO PAGHIAMO
ANCHE SUL LAVORO!!!!!

SONO STRAINCAZZATA STAMATTINA!!!

6
lunedì 22 gennaio 07  MM1 Turro su 4 entrate con tessera magnetica 3 non erano funzionanti e tutti in fila per passare, e arrivati a Duomo la scala mobile era ferma.
7
noi UTENTI saliamo sul mezzo al capolinea,il conducente scende allontanandosi.Alle ore 18.29 il conducente non è al suo posto ed alle 18.31 arriva un mezzo che si affianca e il conducente di questo segnala che è il suo il mezzo (il 5347) che farà la corsa e dobbiamo quindi tutti scendere (alcuni con borse o valigia) e "traslocare".Chiedo al conducente subentrato perché il collega ci abbia lasciato lì senza dire niente. Risponde : chiedetelo a lui !
Giorno: 19/01/2007
Ora: 18
Minuti: 31
Mezzo: Bus Interurbano
Linea: 920
Numero vettura: 5347
8
La segnalazione già inviata lo scorso OTTOBRE riguardo mancanza di tabella oraria al capolinea di Cascina Burrona ed altre fermate lungo la linea, ha ottenuto una azione SOLAMENTE PARZIALE la scorsa settimana (tra il 13 e 19 Gennaio) quando è stato apposto l'orario invernale SOLAMENTE presso Cascina Burrona e NON NELLE ALTRE FERMATE. Dobbiamo ringraziare ?
Giorno: 22/01/2007
Mezzo: Bus Interurbano
Linea: 924
9
Molto lodevole da parte di ATM rinnovare tutte le pensiline obsolete di Milano. Belle quelle nuove, nuovi materiali, nuove strutture. Tutto bello. Però...c'è un però: anzi due.
Primo: i sedili studiati non sono perfettamente anatomici e invitano a non sedersi (dovrebbe avvenire il contrario dato che l'attesa dei mezzi non è mai di 5-10 min., ma si protrae anche di 20 min. o mezz'ora, e quindi si dovrebbe tornare alla struttura del sedile come prima, cioè piatta).
Secondo: le cartine di milano sono state posizionate proprio sopra al sedile: quando è vuoto il sedile si riesce a leggere: MA QUANDO SONO TUTTI SEDUTI L'IMPRESA DIVENTA ARDUA A TROVARE UNA VIA, DATO CHE NON SI PUO' STARE ADDOSSO ALLE PERSONE, IN QUANTO IL FASTIDIO E' MOLTISSIMO.
SOLUZIONE: dato che il sedile occupa 2/3 della lunghezza della pensilina, ed il rimanente 1/3 è vuoto, completemante vuoto, che ne direste di spostare le mappe proprio lì? Non sembra troppo astrusa come pretesa.
Un ultimo consiglio: quando fate le cose nuove, chiedete prima anche consiglio ai Vostri utenti, che possono ispirare le menti eccelse dei Vostri architetti. Se l'Atm è molto orientata alla comunicazione (cosa che si vede molto in questi ultimi anni, dalla pubblicità, dai giornali, dalla Tv in metrò), dovrebbe sapere che è molto importante il feed-back dei suoi clienti, perché senza quello non si va molto lontano.

Mercoledì, 24 Gennaio, 2007 - 22:33

17 febbraio Manifestazione a Vicenza.....


SABATO 17 FEBBRAIO MANIFESTAZIONE INTERNAZIONALE A VICENZA, CONTRO LA GUERRA
E LE BASI DI GUERRA, PER LA PACE E LA GIUSTIZIA

Una mobilitazione unitaria che pone al suo centro il NO alla base Usa a
Vicenza, uno degli strumenti di guerra.

Il popolo dei vicentini è contrario alla decisione assunta dal Presidente
del consiglio Romano Prodi, dal Sindaco di Vicenza Enrico Hullweck e dalla
Presidente della provincia Manu ela Dal Lago di concedere il territorio
vicentino per la costruzione di una base militare con un impatto ambientale
e sociale devastante. La contrarietà è ampia e coinvolge tutti: cittadini,
movimenti, sindacati, partiti, associazioni, membri nelle istituzioni ed
Enti locali.

Sulla base di Vicenza si pongono due questioni:

- la pace, l’Italia sta facendo passi importanti per restituire
all’Europa protagonismo ed autonomia, mentre sul “caso” Vicenza il governo
è in contraddizione con gli atti fin’ora compiuti rispetto alla politica
estera e inficia l’esercizio della stessa sovranità nazionale ;

- il rapporto con la comunità locale, la quale non può essere irrisa
ma va ascoltata. La politica non può alzare un muro tra se stessa e la
comunità. I cittadini devono potersi esprimere e contare.

Per questo noi, invitiamo tutte le donne, gli uomini, le ragazze e i
ragazzi, le organizzazioni della società civile, i sindacati, i movimenti e
gli Enti Locali a partecipare alla manifestazione internazionale che si
terrà sabato 17 febbraio a Vicenza.

Una manifestazione pacifica, di popolo, non violenta e colorata che
ribadisce che la democrazia non significa imporre le decisioni dall’alto, ma
si costruisce partendo dall’ascolto delle comunità che vogliono un futuro di
pace, di sviluppo di qualità e di buona occupazione.

Chiediamo ai responsabili della politica italiana di lavorare con coraggio e
tenacia per scongiurare il malcontento che ha imboccato la strada
dell’antipolitica e dello scollamento della società dalle istituzioni. Il
governo non può non assumersi la responsabilità del confronto con la diffusa
ostilità della popolazione a questa decisione, espressa dalla richiesta
referendaria e da numerose mobilitazioni.

Chiediamo infine al governo che sia coerente col proprio programma al cui
centro c’è la pace, anche opporsi alla nuova base Usa a Vicenza, strumento
di guerra, significa compiere un passo avanti per costruire un mondo
diverso, fatto di pace e non di guerra.

Coordinamento dei Comitati NO al Dal Molin

__._,_.___

Mercoledì, 24 Gennaio, 2007 - 22:30

Rifugiati Via Forlanini Milano

Al Sig. Ministro
degli Affari interni
 
e p.c.
al Sig. Ministro
della Solidarietà sociale
 
 
Milano, 23.1.2007
 
Sottoponiamo alla vostra attenzione una situazione che vi dovrebbe essere nota a grandi linee, ma che qui riepiloghiamo in modo più analitico, perché la esaminiate e possiate porvi rimedio.
 
I fatti: dalla fine della scorsa estate, circa 200 rifugiati dal Corno d’Africa (prevalentemente eritrei, ma anche etiopi, somali e sudanesi, in prevalenza giovani maschi, sfuggiti alla coscrizione militare obbligatoria, ma con una piccola presenza anche di donne e bambini) si sono accampati alla periferia di Milano, nella caserma dismessa di viale Forlanini, lungo la strada che porta all’aeroporto; in precedenza, quando il clima era più mite, dormivano all’aperto nei giardini pubblici della città.
Si tratta di uomini e donne tutti protetti dall’asilo (in prevalenza umanitario, in piccola parte politico), provenienti da sistemi politico repressivi, arrivati per la maggior parte a Lampedusa e da lì, istradati dalle autorità di pubblica sicurezza dopo la concessione del titolo di protezione  verso Milano, con la promessa esplicita – rivelatasi ben presto menzognera – di un rifugio, di un lavoro e dell’acquisizione della lingua.
 
Le associazioni e le organizzazioni firmatarie di questo documento si sono adoperate, a livello politico e umanitario, per garantire ascolto e risoluzione alla  situazione dei rifugiati di via Forlanini.
 
Nei mesi di ottobre-novembre 2006 si sono tenuti cinque incontri in Prefettura alla presenza dei tre livelli istituzionali lombardi, Anci regionale, Terzo settore, Sindacati,  Prefettura e Questura, per definire un piano di accoglienza definitivo per 160 persone, censite dalla Questura nel mese di settembre.
 
Riteniamo utile segnalare che il concetto di programmazione partecipata e di costruzione di risposte condivise non siano ancora “pratica” delle Amministrazione pubbliche lombarde e che ai tavoli non è mai stato “accettato” un attore essenziale come il Comitato dei rifugiati di via Forlanini.
 
Nel frattempo, il Governo italiano e l’Anci nazionale hanno veicolato per risolvere l’”emergenza profughi” circa 1.9000.000 euro, accanto al finanziamento previsto dall’ex PNA. Se non ricordiamo male soldi pubblici, il cui impiego non è trasparente per  i cittadini. Risulta evidente che 160 persone a Milano non riescono ad essere accolte con i soldi stanziati!.
 
Siamo a gennaio 2007 e dobbiamo registrare l’inserimento in strutture di accoglienza solo di 80 persone, l’abbandono totale delle 80 persone prese in carico ufficialmente dalle Istituzioni lombarde e con essi di tutti gli altri rifugiati politici che nel frattempo sono arrivati a Milano. 
 
Oggi, la situazione è disperata e senza prospettive: questi uomini e queste donne vivono all’addiaccio; le condizioni igieniche e sanitarie, oltre che la salute psichica di queste persone protette dal Governo Italiano, sono messe a durissima prova, e iniziano a comparire sintomi di evidente cedimento.
 
Ci rendiamo perfettamente conto che la situazione milanese, con i fatti recenti di Opera e via Triboniano, ma anche con i precedenti tragici di via Adda e via Lecco (quest’ultimo episodio, giusto un anno fa, presentava la stessa fenomenologia: rifugiati del Corno d’Africa alla disperata ricerca di un riparo, sgomberati e lasciati per strada; alcuni di loro li abbiamo ritrovati, dopo varie loro peripezie, in via Forlanini), è quanto mai critica.
 
Una situazione come quella di via Forlanini, più silenziosa nel suo decorso – fuori dall’occhio dei mass media e dell’interesse politico per la marginalità dei soggetti che vi sono coinvolti, letteralmente senza voce – certo è non meno drammatica.
 
Si riconferma, purtroppo, la vanità del riconoscimento dell’asilo – che formalmente li dovrebbe tutelare – a fronte di una situazione realmente catastrofica.
 
Siamo a un anno dall’emergenza di via Lecco e le Amministrazioni, pur sostenute economicamente dal Governo centrale, non sono riuscite a esprimere delle politiche di accoglienza non emergenziale e a programmare, stabilizzare e implementare un sistema pubblico di accoglienza degno di questa parola.
 
Siamo consapevoli che Il Governo italiano non ha funzioni e responsabilità nella programmazione e gestione dell’accoglienza locale, ma riteniamo utile segnalarvi delle richieste e dei piani di ragionamenti:
 
·         Occorre porre fine alla mancanza di una legge organica sull’asilo politico.
·         Occorre porre rimedio urgentemente all’anomalia milanese, già segnalata alla Commissione CPT nella sua vista a Milano, della convivenza, regolata dal medesimo regime di regole e di violazione di diritti,  del Centro d’Identificazione per richiedenti asilo all’interno del CPT di via Corelli.
·         Occorre che il Governo nazionale sviluppi interventi di informazione e di sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza, degli strumenti e delle risorse disponibili verso le Amministrazioni pubbliche, coinvolgendo l’Anci nazionale.
·         Occorre costruire organismi di monitoraggio nazionale di analisi e di studio del fenomeno dei richiedenti asilo politico e del sistema di accoglienza presente su tutto il territorio nazionale. Questo forse farebbe terminare la” pantomima “dell’emergenza rifugiati a cui assistiamo inermi tutti gli anni.
 
Sullo sfondo – è doveroso tenerne conto – esiste il gravissimo contesto della crisi del Corno d’Africa, precipitata da tempo in specifici fronti di guerra, negli ultimi giorni tragicamente intensificata tra Somalia ed Etiopia; masse ingenti di popolazione senza difesa, obbligate all’esodo davanti all’estensione dei conflitti e degli arbitri delle forze in campo, sono spinte – anche a costo di gravissimi sacrifici – a fuggire, cercando rifugio anche in Italia.
 
L’estensione delle guerre porterà quindi a nuove fughe e nuovi arrivi, che meritano risposte degne di un paese civile. Di qui, la necessità di una risposta strutturale, organica e non emergenziale e di politiche estere chiare.
 
Auspichiamo con forza che la situazione qui riepilogata trovi adeguata considerazione e rimedio, nelle varie articolazioni dei pubblici poteri e delle istituzioni che vi sono coinvolte.
 
Associazione immigrati eritrei in Italia – Milano; Coordinamento democratici eritrei in Italia
Naga – Milano; Arci – Milano; Circoli Porta Vittoria e Forlanini del Partito della rifondazione comunista – Milano; Social forum zona 4 – Milano; Coordinamento Nord-Sud – Milano;
Rete Radiè Resch – Milano; SdL Intercategoriale (Sincobas-Sult) – Milano; Comitato Molise Calvairate- Ponti; Partito Umanista- Milano; BastaGuerra- Milano; Rete scuole senza permesso ( Milano)
 
 

Mercoledì, 24 Gennaio, 2007 - 22:26

scuola Araba bilingue di Via Ventura Milano

9 FEBBRAIO 2007
dalle 15 alle 17
via Ventura 4

Milano
 
le mamme delle scuola araba bilingue Nagib Mahfuz
ti invitano alla presentazione del progetto di integrazione
 
L’ora del tè in via Ventura 4
 
un ciclo di incontri con cadenza mensile per aprire un dialogo con la cittadinanza milanese allo scopo di fare conoscere la cultura araba e avviare un confronto sereno e costruttivo tra persone di diverse nazionalità che sentono la necessità di aprirsi al diverso, che hanno a cuore la pacifica convivenza tra i popoli e desiderano partecipare e contribuire alla costruzione di momenti scambio culturale
 
durante il percorso ci si confronterà sui seguenti argomenti
 

l’educazione dei figli a scuola e in famiglia

il ruolo della donna in famiglia e nella società

il rapporto di coppia: ruoli e responsabilità

donne e religione

 
il ciclo di incontri si concluderà a fine anno scolastico con una
FESTA MULTIETNICA
 
partecipano al progetto le seguenti organizzazioni che si occupano di difesa del diritto allo studio, lotta al razzismo, tutela dei diritti degli immigrati, integrazione degli stranieri e promozione della pace nel mondo e della solidarietà tra i popoli:
 
 
Retescuole
Il Centro delle Culture
Associazione Todo Cambia
 Associazione Antirazzista e Interetnica 3 Febbraio
Associazione Insieme per la Pace
Asociaciòn Cultural de Chile
Action for Peace Italia
Partito Umanista
 

Venerdì, 19 Gennaio, 2007 - 14:08

...Promemoria a Prodi, Parisi e D'alema

 

No all’ampliamento della base militare di Vicenza
Disarmiamo la politica - Disarmiamo i territori

MANDA UN PROMEMORIA A PRODI, PARISI E D'ALEMA

Su www.disarmolombardi a.org è possibile con un solo clik inviare al Presidente del consiglio Romano Prodi, al Ministro della Difesa Arturo Parisi e a al Ministro degli Esteri Massimo D'Alema una lettera di protesta per la consessione del raddoppio della base statunitense a Vicenza.
Inoltre vi invitiamo ad essere presenti SABATO 20 GENNAIO...
a MILANO piazza Cordusio/Mercanti, ore 15,30 è previsto un presidio promosso da Bastaguerra Milano, Coordinamento Pace Cinisello Balsamo, SdL intercategoriale (Sicobas-Sult) , Attac Milano, Attac Bergamo, Assoc. Sinistra Critica, Coord. Solidarietà alle Donne Afghane, Partito Umanista, Donne in Nero di Milano, Fiom Milano, Salaam Ragazzi dell’Olivo Milano, Arci Milano, Partito della Rifondazione Comunista – Fed. di Milano
a BRESCIA corso Zanardelli (angolo via X Giornate), ore 16,30 è previsto un ppresidio promosso dal Brescia Social Forum

Venerdì, 19 Gennaio, 2007 - 08:27

presidio 20 gennaio ore 15,30 a Milano

No all’ampliamento della base militare di Vicenza
Disarmiamo la politica - disarmiamo i territori

Sabato 20 gennaio ore 15.30
Presidio informativo – piazza Cordusio/Mercanti - Milano

La decisione del Governo di “non opporsi” all’ampliamento della base militare statunitense di Vicenza è un fatto gravissimo.
Dopo l’aumento delle spese militari contenuto nella legge finanziaria ora, con questo atto, si dà il via libera ad un intervento che devasterà ulteriormente un territorio già fortemente militarizzato. Ma non è solo questo. La base di Vicenza sarà la sede di nuove truppe americane di intervento rapido secondo la logica della guerra globale permanente. 
Tutto ciò passando sopra la volontà dei cittadini di Vicenza e – tra l’altro - infischiandosene, ancora una volta, del programma col quale l'Unione si è presentata agli elettori

Ma anche vicino a noi le politiche militari ricadono negativamente sul territorio: pensiamo alla presenza di decine di testate nucleari nella base di Ghedi, alla sede del comando delle forze di reazione rapida a Solbiate Olona (Va) o al rilancio dell'aeroporto di Cameri (Novara) per assembleare i caccia F35 Lockheed.
Tutto questo rientra a pieno titolo in una concezione offensiva e di dominio militare verso quelle aree del mondo ricche di risorse naturali in cui si vuole “esportare la democrazia occidentale”.
In questi anni ci siamo opposti alla guerra "senza se e senza ma". Oggi continuiamo opponendoci alle politiche che rendono possibile fare la guerra!

Bastaguerra Milano, Coordinamento Pace Cinisello Balsamo, Assoc. Sinistra Critica, Sindacato dei Lavoratori intercategoriale, Partito Umanista.
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